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- montemurlo. CICLOSOLE, PARTE L' ASFALTATURA IN VIA FRATELLI CERVI. IL SOPRALLUOGO DEL SINDACO CALAMAI
Sopralluogo del sindaco Calamai, del vice sindaco Vignoli e dellassessore alla viabilità, Vespi sul cantiere. L'intervento di realizzazione della Ciclosole ha portato ad una nuova illuminazione, sotto servizi rinnovati, un aumento dei parcheggi con l'istituzione del senso unico e la massima tutela del verde pubblico. In via Tito Speri al Mulino, al termine dei lavori, verrà reintrodotto il doppio senso di circolazione, nel tratto compreso tra via Montalese e in direzione via Carlo Livi MONTEMURLO. Proseguono a pieno ritmo e si avviano verso la conclusione i lavori per la realizzazione della nuova pista ciclopedonale Ciclosole in via Fratelli Cervi. Ieri mattina il sindaco Simone Calamai, insieme al vice sindaco Alberto Vignoli e all'assessore alla viabilità, Valentina Vespi, ha compiuto un sopralluogo sul cantiere in concomitanza con l'avvio delle operazioni di asfaltatura della sede stradale a ridosso dei nuovi cordoli e delle aree interessate dagli scavi. La visita ha permesso di verificare lo stato di avanzamento delle lavorazioni e di definire, insieme al direttore dei lavori, i dettagli delle finiture, garantendo che l'opera si inserisca nel modo migliore e più armonioso nel tessuto urbano. «L'intervento su via Fratelli Cervi non si limita alla sola infrastruttura ciclabile, ma rappresenta una riqualificazione complessiva dell'arteria stradale. -commenta il sindaco Simone Calamai- Contestualmente alla pista, sono stati realizzati nuovi allacci dei sottoservizi, è stato installato un nuovo impianto di pubblica illuminazione (con fari che illuminano sia la pista ciclopedonale che la strada) e risolte diverse criticità storiche della carreggiata». La riorganizzazione della viabilità, che vedrà l'introduzione del senso unico di marcia, consentirà di ricavare nuovi posti auto a servizio dei residenti e delle attività della zona, migliorando notevolmente la sosta e la vivibilità della via. Grande attenzione è stata riservata anche al patrimonio alberato. Durante tutte le fasi del cantiere, la vegetazione esistente è stata tutelata riducendo al minimo le interferenze. Con l'arrivo della stagione idonea alle piantumazioni, si provvederà alle necessarie sostituzioni delle essenze spostate e al rimpiazzo degli alberi che sono seccati anche a causa delle elevate temperature estive. Sempre nell'ambito dei lavori di realizzazione della Ciclosole in zona Il Mulino, a breve sarà istituito il doppio senso di marcia in via Tito Speri. Una volta ultimati i cantieri sarà ripristinata la viabilità definitiva. La priorità dell'amministrazione è garantire la migliore fluidità del traffico: per questo è già stato definito che, al termine delle opere, verrà reintrodotto il doppio senso di circolazione su via Tito Speri, nel tratto compreso tra via Montalese e in direzione via Carlo Livi. [masi - comune di montemurlo]
- IL GRUPPO "NOI PER MONTALE" SULLE DICHIARAZIONI DEL SINDACO BETTI: "SERVE TRASPARENZA, PARTECIPAZIONE REALE E UN REFERENDUM IMMEDIATO"
Dopo la conferenza stampa del Sindaco sull’inceneritore, il gruppo consiliare interviene: “Assemblee senza contraddittorio, dati diffusi fuori dal Consiglio e nessuna chiarezza sul referendum. Così non è partecipazione”. MONTALE. Riportiamo quanto appreso attraverso i mezzi stampa sulla conferenza che si è tenuta ieri del Sindaco Betti relativamente all’inceneritore di Montale. Nel servizio è stato annunciato l’avvio di “una serie di assemblee pubbliche dove verranno illustrati tutti gli scenari presi in esame […] non escludendo anche un eventuale referendum” (giornalista del servizio TVL) e poi: “E noi inizieremo un percorso davvero per informare la mia cittadinanza. I cittadini di Montale devono sapere quali sono i due scenari: lo scenario uno che è la chiusura dell’impianto, cosa che questo impianto al 2029 verrà demolito […] e l’altro scenario è quello di un nuovo impianto […]. Noi abbiamo detto sì […] (ndr al nuovo impianto). C’è la necessità che i cittadini siano ascoltati e informati correttamente sotto ogni aspetto. E da oggi inizia questo percorso mio, inizio un percorso di informare i miei concittadini su quelli che saranno gli sviluppi futuri e quello che sarà chiudere l’impianto e non avere nulla o a un impianto nuovo […]. Che dà molte più garanzie […] e che darà importanti ristori al comune di Montale […]. Per cui tutte queste cose le voglio spiegare nel dettaglio […]. Poi i cittadini una volta consapevoli avranno la propria idea.” (estratto dalle dichiarazioni del Sindaco dal servizio di TVL) Alcune veloci considerazioni Il Sindaco inizierà una serie di assemblee pubbliche. Dopo le numerose promesse, rimaste ad oggi disattese, relative a un autentico percorso partecipativo, sorgono tuttavia alcune legittime domande: • La prima è come saranno organizzate le assemblee? Solo alla presenza del sindaco, eventualmente con i membri della sua giunta e i suoi consiglieri (i quali, in ogni caso, come nella conferenza di ieri hanno un ruolo da semplici comparse) o con un dibattito dove saranno presenti anche gli esponenti contrari al nuovo impianto? Perché se sarà presente solo il sindaco, che vuole fortissimamente l’impianto, con la sua claque, è ovvio che informazioni obiettive, imparziali e oggettive probabilmente sarà difficile averle. D’altro canto sembra che le informazioni voglia spiegarle lui nel dettaglio. • Come mai l’assessore che ha la delega all’ambiente non è mai citato nei servizi giornalistici? Dovrebbe essere il massimo esperto della problematica del nuovo e vecchio impianto, ma difficilmente, pur avendo la delega all’ambiente, interviene sull’argomento. Dubbi su un’eventuale competenza dell’assessore in materia possono sorgere. Il Sindaco parla un po’ troppo al singolare nella conferenza: “informare la mia cittadinanza”, “E da oggi inizia questo percorso mio, inizio un percorso di informare i miei concittadini […]. Per cui tutte queste cose le voglio spiegare nel dettaglio”. È quindi il suo percorso personale, non della comunità di Montale. Si ricordi, poi, che la cittadinanza non è sua. “Poi i cittadini una volta consapevoli avranno la propria idea”, dice il Sindaco. A parte il problema di come verranno organizzate le assemblee pubbliche e la probabile mancanza di opposizione, ci domandiamo come potranno i cittadini esporre la propria idea. Nel servizio si parla di un eventuale referendum, anche se Betti non lo cita mai, neppure implicitamente. Dovrebbe però sapere che, se davvero intende coinvolgere la cittadinanza attraverso questo strumento, il referendum deve essere indetto subito. Diversamente, verranno meno i tempi tecnici necessari per la consultazione. Non è infatti pensabile che il Sindaco organizzi prima una serie di assemblee pubbliche e solo successivamente decida di indire un referendum: a quel punto i termini utili saranno ormai scaduti e qualsiasi consultazione si ridurrebbe a un mero esercizio di facciata, privo di qualsiasi reale efficacia. Il Sindaco riporta alcuni dati sulla salute del territorio. Ci stupisce che questi dati siano resi pubblici in una conferenza e non in Consiglio comunale, dove più volte sono stati richiesti. Ma era il caso di diffondere certe informazioni? Perché se l’indagine epidemiologica non è mai terminata per mancanza di fondi, come ha detto lo stesso sindaco nell’ultimo consiglio; se non sono stati fatti dei controlli sulla presenza di eventuali ceneri e inquinanti nell’area dell’inceneritore (come risulterebbe da alcune denunce presenti sul web); se non si è fatto uno studio sulla necessità di bonifica del sito dell’impianto (come da noi richiesto con apposito atto), sarebbe stata consigliabile una maggior cautela. Se il 13 agosto, nel consiglio comunale straordinario da noi richiesto insieme a Montale Rinasce, l’amministrazione comunale non accetterà le proposte di indire immediatamente un referendum sull’inceneritore e di sospendere qualsiasi atto che vincoli per il futuro la decisione sul nuovo impianto, sapremo con certezza che non ci sarà alcun percorso partecipativo e che ancora una volta, nonostante quanto sbandierato anche in questa conferenza, saranno poche persone a decidere per tutti. Gruppo Consiliare Noi per Montale
- montale. STRIGLIANELLA, DAL BORGO SENZA ACQUA AL DIBATTITO SUI RIFIUTI: UN PADRE CONTRO IL RADDOPPIO DELL' INCENERITORE
Gabriele Bartalena, residente nel borgo montano, interviene dopo la paginata della Nazione: “La salute, il valore delle case, il lavoro: i veri nodi sono questi. Ma prima di tutto vengono i miei figli. Referendum subito”. MONTALE. Gabriele Bartalena vive nel piccolo agglomerato di Striglianella, sulle alture di Montale. Un luogo dove l’acqua non arriva d’estate perché il borgo non è collegato all’acquedotto, ma dove – assicura – “se venite su da me vi offro volentieri un caffè e si fa due chiacchiere sull’inceneritore”. Di carattere riservato, Bartalena non ama esporsi. Ma quando percepisce un rischio per la sua famiglia, la prudenza lascia spazio alla determinazione: “Se vengono messi a rischio i miei figli, da padre, devo lottare”. Dopo aver letto la paginata della Nazione dedicata al futuro dell’impianto di Montale, Bartalena ha deciso di intervenire pubblicamente, andando “subito al punto, senza giri di parole, altrimenti si fa come il conte Mascetti quando iniziava le frasi con la parola antani”. Secondo lui, il dibattito “inceneritore sì / inceneritore no” si riduce a tre questioni fondamentali: la salute dei cittadini, il risparmio sulla bolletta della Tari, i posti di lavoro. “Tutti e tre punti pretestuosi”, afferma, “perché quello che conta davvero è il tema politico”. Ma li affronta comunque, uno per uno. Salute: “La qualità dell’aria peggiora, punto” “La domanda è semplice: la presenza di un inceneritore nel comune in cui si vive migliora o peggiora la salute? La peggiora”, sostiene Bartalena. Richiama “enciclopedie di studi scientifici” e respinge l’argomento dei limiti di legge: “Non me ne frega niente. Se la qualità dell’aria peggiora, io questa eredità ai miei figli non la voglio lasciare”. Ristoro economico: “Tre euro di Tari in cambio di una casa che vale meno” Il secondo punto riguarda il cosiddetto ristoro economico. Bartalena cita i bilanci dei gestori: “HERA ha fatturato 13 miliardi con 367 milioni di utili, ALIA oltre 2 miliardi con 67 milioni di utili. Solo in Toscana, insieme, fanno più di 15 miliardi”. Di fronte a questi numeri, i 160mila euro di ristoro per il 2025 gli sembrano “briciole che cadono dalla tovaglia e che la canina lecca sul pavimento”. E aggiunge un elemento spesso taciuto: “Per risparmiare 3 euro sulla Tari, la casa dove viviamo vale molto meno che in altri comuni. Perché? Perché a Montale c’è l’inceneritore. Chiedetelo a un agente immobiliare”. Lavoro: “Non si perdono, si riconvertono” Sul tema dei posti di lavoro, Bartalena invita a uscire dalla logica del “bianco o nero”. “Serve un impianto moderno, basato su riciclo ed economia circolare. Non un terreno agricolo, perché nessuno comprerebbe pomodori coltivati lì. I lavoratori non devono perdere il posto, ma essere ricollocati in un impianto all’avanguardia, non in uno che brucia rifiuti indifferenziabili”. E conclude: “Non si può cavalcare lo slogan del lavoro perso se l’attività che lo produce non è etica e per di più è nociva”. La critica al sindaco: “Silenzio prima del voto ATO. Lo leggo parecchio male” Bartalena si domanda infine come sia possibile che il sindaco di Montale, solitamente molto attivo sui social, non abbia pubblicato nemmeno un post prima della votazione dell’ATO. “Racconta tutto, anche quando svuota i cestini pubblici. Ma su una decisione così importante per il futuro della comunità, niente. Lo leggo parecchio male”. Secondo lui, il silenzio è il segnale che “la macchina del raddoppio è partita” e che ora si aprirà la fase delle riunioni e delle trattative “per dare un contentino in più o in meno. Come in un souk di Baghdad”. La conclusione è netta: “Non ci siamo. Non ci siamo proprio per niente. Referendum subito”.
- INCENERITORE DI MONTALE, UN' ALTRA SCELTA CONTRO L' ECONOMIA CIRCOLARE
Partito della Rifondazione Comunista- Segreteria Comitato Politico Regionale Toscana-Federazione provinciale di Pistoia- Federazione di Prato: "Ma non doveva chiudere anni fa?" PISTOIA-PRATO. Il potenziamento dell’inceneritore di Montale non è un semplice “revamping”: è una precisa scelta politica che punta a prolungare la vita dell’impianto e ad aumentarne la capacità, consolidando il ricorso all’incenerimento massivo dei rifiuti proprio mentre si continua a parlare di economia circolare. Non sono bastati anni di impatto inquinante e attentato alla salute pubblica per fare riflettere sulla sua chiusura che la comunità locale ha sempre sostenuto. La contraddizione è evidente: se davvero l’obiettivo è ridurre i rifiuti attraverso prevenzione, riuso e riciclo, perché investire centinaia di milioni in impianti che, per essere economicamente sostenibili, dovranno essere alimentati per decenni? Montale non è un caso isolato. Si inserisce in un modello regionale che vede pochi grandi soggetti pubblici, come Alia-Plures e RetiAmbiente, rafforzare la propria presenza lungo tutta la filiera dei rifiuti: dalla raccolta alle discariche, fino agli impianti di combustione. La discarica di Ex Cava Fornace, le partecipazioni in Scapigliato e il progetto dell’ossicombustore di Peccioli raccontano la stessa direzione. Rifondazione Comunista sa da che parte stare: diciamo con chiarezza che la Toscana non ha bisogno di nuovi investimenti nell’incenerimento, ma di una vera svolta: riduzione dei rifiuti, tariffazione puntuale, riuso, recupero di materia e riciclo. Stiamo dentro tutti i movimenti dei cittadini che contestano le scelte inceneritoriste che bruciano il futuro di questa regione e delle generazioni future. Le decisioni sul futuro dei territori non possono essere dettate dai piani industriali delle multiutility. Devono tornare sotto il controllo democratico dei cittadini e delle comunità locali. L’economia circolare, in Toscana come altrove, non si costruisce aumentando la capacità di bruciare rifiuti, ma riducendo progressivamente quelli da bruciare. Ci chiediamo se questa può essere effettivamente la “svolta verde” che sentiamo rivendicare anche a livello nazionale. Segreteria regionale Rifondazione Comunista Toscana Federazione provinciale di Rifondazione Comunista di Pistoia Federazione provinciale di Rifondazione Comunista di Prato
- IL CIAF DI AGLIANA PORTA IN SCENA “IL VANGELO DEI BUFFI”: IL NUOVO PROGETTO DEL TEATRO DEL TORGICOLLO NON VA IN VACANZA
Debutta il 31 luglio il nuovo spettacolo nato dal laboratorio teatrale del SuperCIAF, con il sostegno di Comune di Agliana, Arca Cooperativa Sociale e CESVOT AGLIANA. Il CIAF di Agliana non si ferma nemmeno d’estate e rilancia con un nuovo progetto teatrale che coinvolge adolescenti e giovani adulti del territorio. L’associazione Teatro del Torgicollo APS annuncia infatti il debutto dello spettacolo Scene da Il Vangelo dei Buffi di Ugo Chiti, realizzato grazie alla collaborazione con il Comune di Agliana, Arca Cooperativa Sociale e CESVOT. Il CIAF – Centro Infanzia Adolescenza e Famiglia – è da trent’anni un punto di riferimento educativo e culturale per la comunità, con un’offerta che spazia dai laboratori per bambini fino alle attività per adulti. All’interno di questo percorso, il Laboratorio Teatrale del SuperCIAF, guidato da Leandro Bartoletti e Sara Di Giuseppe, ha lavorato sul testo di Chiti, drammaturgo e sceneggiatore di fama internazionale. Il risultato è uno spettacolo che reinterpreta episodi evangelici con ironia, rispetto e un forte radicamento nella tradizione toscana, mescolando lingua popolare e racconti del mondo contadino. Il debutto è fissato per il 31 luglio alle 18.00, all’interno della rassegna Di là dai monti tra gli alberi, organizzata dal Teatro del Torgicollo in Collina di Treppio, con la sponsorizzazione di Publiacqua e il patrocinio del Comune di Sambuca Pistoiese. La rassegna si distingue per la scelta di spettacoli “a spina staccata”, senza amplificazione, per valorizzare l’ambiente naturale e favorire un ascolto autentico. Un progetto che conferma la vitalità del CIAF e la capacità del Teatro del Torgicollo di costruire percorsi culturali che uniscono formazione, comunità e creatività, anche nel cuore dell’estate.
- quarrata. NERINI INVESTE NEL FUTURO IN SINERGIA CON ECOEFFICIENCY: RINNOVATO E POTENZIATO L' IMPIANTO FOTOVOLTAICO AZIENDALE
L'azienda, guidata da Alessandro e Cristina Nerini, punto di riferimento degli articoli per tappezzieri su scala mondiale, ha effettuato il revamping dell'impianto fotovoltaico originariamente installato 14 anni fa. I pannelli contribuiranno anche alla Comunità Energetica Rinnovabile. L'intervento è stato realizzato dall'azienda pratese Ecoefficiency QUARRATA. Un impianto innovativo, più performante, capace di produrre una maggiore quantità di energia con una percentuale di occupazione minore del tetto aziendale. Non solo. Una infrastruttura capace di assicurare l'autosufficienza aziendale, ma anche di conferire energia alla Comunità Energetica Rinnovabile. E' un intervento che guarda al futuro e alla sostenibilità territoriale quello effettuato da Nerini, storica azienda di Quarrata, in via Vecchia Fiorentina, specializzata nel mondo del mobile imbottito. Parliamo di un'impresa punto di riferimento per il settore degli articoli per tappezzieri, al servizio di aziende di ogni dimensione, con oltre 3mila clienti in tutto il mondo. Oggi guidata da Alessandro e Cristina Nerini, fondata nel 1964 da Giovanni Nerini, l'azienda ha da poco concluso il revamping dell'impianto fotovoltaico installato 14 anni fa. Un intervento che garantisce una produzione importante di energia, a servizio anche del territorio, e che a settembre sarà affiancato da un ulteriore potenziamento dell'impianto di altri 150 kilowatt. A effettuare l'intervento è stata l'azienda pratese Ecoefficiency, specializzata in impianti fotovoltaici su misura con pannelli di ultima generazione. Un'impresa che si occupa di ricerca e sviluppo per innovare le tecnologie da utilizzare nel settore delle rinnovabili, che gestisce le pratiche GSE ed ENEA, che ha un monitoraggio brevettato UE, e che cerca soluzioni di efficientamento per abitazioni, uffici e aziende. A Quarrata sono stati installati pannelli di ultima generazione su un capannone che si estende per 10mila metri quadri (i pannelli hanno occupato circa 2mila metri quadri di tetto). Il revamping ha assicurato a Nerini un vantaggio tecnico ed economico, garantendo numeri interessanti in prospettiva. Nell'operazione Ecoefficiency si è occupata anche della parte burocratica, dello smaltimento dei vecchi pannelli e degli allacci. Nel dettaglio, grazie ai moduli di ultima generazione l'azienda pratese assicura la produzione di più energia per metro quadro rispetto alla media di mercato. Non solo. Garantisce un'esperienza comprovata su decine di comunità energetiche attive, alle quali ogni cliente può partecipare gratuitamente, accedendo agli incentivi GSE sull'energia condivisa. Inoltre Ecoefficiency gestisce le pratiche GSE ed ENEA “Un'operazione di rilievo effettuata per un'azienda molto importante – commentano da Ecoefficiency -. Un lavoro che ci consente di essere presenti anche nel pistoiese e di continuare il nostro percorso di crescita nell'area metropolitana e in Toscana. Anche in questo caso fra risparmi fiscali, incentivi e risparmi in bolletta l'installazione dell'impianto fotovoltaico aziendale si è rivelata la scelta giusta”. Nerini conta su una trentina di dipendenti e sta continuando a investire in innovazione e tecnologie per restare leader sul mercato. In particolare sta applicando le nuove tecnologie sull'evoluzione del divano, confermandosi specialista nei meccanismi: dalle poltrone per anziani e al comfort per le sedute. Un'azienda che offre più di 40mila articoli, che si occupa anche di tessuti e accessori per il materasso. “Siamo un'azienda in crescita e che sta seguendo la strada giusta – conclude uno dei titolari, Alessandro Nerini -. Il mondo è in continuo cambiamento e noi cerchiamo di essere presenti sul mercato nel modo migliore possibile. Lo stesso abbiamo fatto con l'impianto fotovoltaico, affiancandoci a un partner affidabile come Ecoefficiency. Con loro ci siamo trovati bene fin dall'inizio del lavoro, c'è stata grande professionalità e rispetto dei tempi concordati. Un partner strategico in un settore dove è fondamentale trovare aziende specializzate, capaci di garantire l'aspetto economico ma anche il rispetto dell'ambiente”. [stefano de biase]
- montale. SUL NUOVO TERMOVALORIZZATORE IL SINDACO BETTI APRE ALLE ASSEMBLEE PUBBLICHE E NON ESCLUDE IL REFERENDUM
“I cittadini devono conoscere tutti gli scenari: dalla chiusura dell’impianto al nuovo progetto da 100mila tonnellate l’anno” MONTALE. Superare la spaccatura, garantire la massima trasparenza e mettere i cittadini nelle condizioni di scegliere consapevolmente. È questa la linea tracciata dal sindaco di Montale Ferdinando Betti nella conferenza stampa di oggi, convocata per fare il punto sul progetto di un nuovo termovalorizzatore da 100.000 tonnellate l’anno e sul futuro dell’attuale impianto. Alla presenza della giunta e di alcuni consiglieri comunali, Betti ha annunciato l’avvio di una serie di assemblee pubbliche nelle quali verranno illustrati “tutti gli scenari presi in esame”, senza escludere, in prospettiva, anche l’ipotesi di un referendum consultivo. Due scenari: chiusura dell’impianto attuale o nuovo termovalorizzatore Il sindaco ha spiegato che i cittadini saranno chiamati a confrontarsi su due scenari distinti: Scenario 1: la chiusura dell’impianto esistente. L’attuale termovalorizzatore, ha ricordato Betti, è destinato alla dismissione: “Questo impianto al 2029 verrà demolito. Non è più strutturalmente capace di reggere oltre, per cui non si parla di ampliamento dell’esistente”. Scenario 2: la realizzazione di un nuovo impianto. La proposta arriva dal direttore di ATO e prevede un nuovo termovalorizzatore da 100.000 tonnellate l’anno. “Noi abbiamo detto sì alla prima fase, che è l’avvio del procedimento, ponendo dei paletti che si ritrovano integralmente nella delibera dell’assessore Logli e nel verbale dell’assemblea dei sindaci”, ha precisato Betti. Assemblee pubbliche e ascolto della comunità Il sindaco ha ribadito più volte la centralità del coinvolgimento della cittadinanza: “Di sicuro ascolteremo la voce dei cittadini. È giusto, perché per un investimento così c’è la necessità che i cittadini siano ascoltati e informati correttamente su ogni aspetto”. Betti ha parlato di un “percorso” che parte da oggi: “Inizio un percorso per informare i miei concittadini su quelli che saranno gli sviluppi futuri: chiudere l’impianto e non avere nulla, oppure un impianto nuovo”. Il nuovo impianto, nelle intenzioni dell’amministrazione, dovrebbe garantire maggiori tutele ambientali, occupazione e importanti ristori economici per il Comune di Montale: “Un impianto nuovo dà molte più garanzie rispetto alle emissioni ambientali, dà occupazione e darà importanti ristori al Comune. Non toccherà a me amministrare quelle entrate, ma ai futuri amministratori e ai futuri sindaci”. Verso una decisione condivisa L’obiettivo dichiarato è arrivare a una decisione finale dopo un percorso di informazione, confronto e partecipazione: “Poi i cittadini, una volta consapevoli, avranno la propria idea basata su dati reali”, ha concluso Betti. La partita sul termovalorizzatore di Montale entra così in una nuova fase, in cui il confronto pubblico e la trasparenza diventano elementi centrali del dibattito politico e amministrativo.
- INCENERITORE DI MONTALE, SCONTRO POLITICO
Inceneritore di Montale, scontro politico sempre più acceso Dopo il comunicato del PD e le nuove dichiarazioni della segretaria Meoni, “Noi per Montale” attacca: “Una farsa sulla pelle dei cittadini” MONTALE. Il confronto politico attorno al futuro dell’inceneritore di Montale continua a infiammarsi. Dopo l’intervista della segretaria del PD montale, Valentina Meoni, pubblicata stamani su La Nazione, e il comunicato diffuso dal partito pochi giorni fa, arriva la dura replica del gruppo consiliare Noi per Montale, che accusa il Partito Democratico di contraddizioni, ritardi e scarsa trasparenza. Il gruppo civico richiama quanto emerso negli ultimi giorni, sottolineando come — a loro giudizio — le posizioni del PD sul tema del raddoppio dell’impianto e sull’ipotesi di un referendum siano cambiate più volte, generando confusione nella cittadinanza. Nella documentazione diffusa dal gruppo, si evidenziano le presunte incoerenze del PD e della maggioranza guidata dal sindaco Betti, accusati di aver promesso la chiusura dell’inceneritore per poi avallare il progetto di ampliamento in sede ATO. La replica di Noi per Montale: “Una presa in giro, si gioca sulla pelle dei cittadini” In un nuovo commento, il gruppo consiliare rincara la dose: “Ci domandiamo se le dichiarazioni di Valentina Meoni siano un pesce d’aprile, uno scherzo di pessimo gusto o qualcosa di più serio. In quest’ultimo caso appare tutto come una farsa o una presa di giro”. Secondo Noi per Montale, il PD e la giunta starebbero “imbastendo teatrini” per distogliere l’attenzione dal vero nodo della discussione: il futuro dell’inceneritore. “Purtroppo si sta giocando sulla comunità di Montale e sulla pelle dei montalesi, ma loro (PD, Betti & Co.) sembrano non rendersene conto. Cercano anche di screditarci con notizie inesatte solo per sviare l’attenzione dal problema”. Il gruppo ribadisce la propria posizione, sostenendo di essere l’unica forza politica ad aver mantenuto coerenza negli ultimi quindici anni di battaglie sul tema, e critica l’improvvisa apertura del PD all’idea di un referendum, definendola “tardiva e fuori tempo massimo”. Un clima politico sempre più teso Il confronto sul futuro dell’impianto di Montale si conferma dunque uno dei temi più divisivi del territorio, con posizioni che si irrigidiscono e accuse incrociate che alimentano un clima di forte tensione. La comunità attende ora il prossimo passaggio istituzionale, previsto per il 13 agosto, quando, in consiglio comunale, potrebbe arrivare una risposta definitiva sulla possibilità o meno di attivare un referendum.
- MINACCE AL CENTRO ANTIDISCRIMINAZIONE DELLA PROVINCIA: FUNZIONARIA INTIMIDITA CON UNA TELEFONATA ANONIMA
La Provincia di Prato condanna con fermezza l’episodio e richiama tutte le istituzioni a una risposta unanime contro l’ondata di odio PRATO. Una telefonata anonima, arrivata questa mattina al Centro antidiscriminazione della Provincia di Prato, ha trasformato una normale giornata di lavoro in un episodio di grave intimidazione. Una funzionaria dell’ente è stata infatti minacciata di morte da un uomo che, oltre a insultare le attività del Centro, ha dichiarato che “dalle parole passerà ai fatti e inizierà a uccidere, perché è molto facile uccidere”. Durante la chiamata, l’individuo ha fatto riferimento anche al Centro antiviolenza La Nara, realtà che da anni sostiene donne e persone fragili vittime di violenza. La funzionaria, con il supporto della Polizia provinciale, ha immediatamente depositato un esposto in procura. La condanna della Provincia: “Episodio gravissimo, serve una risposta nazionale” Il presidente della Provincia di Prato, Simone Calamai, ha espresso una condanna netta e senza esitazioni: “Si tratta di un episodio molto grave e preoccupante. Esprimo la mia vicinanza e solidarietà alla funzionaria provinciale e a tutti i soggetti e le associazioni che fanno parte del Centro antidiscriminazione”. Calamai ha poi allargato lo sguardo al clima nazionale: “Le parole di odio e le minacce non possono trovare alcuna giustificazione. È giunto il momento che tutte le istituzioni agiscano con determinazione, a partire dai livelli più alti, per fermare questa intollerabile ondata di odio e follia. Mi aspetto una condanna unanime”. Un appello diretto a chi ricopre ruoli pubblici: “Basta narrazioni che alimentano contrapposizione e discriminazione. Basta fomentare la paura nei confronti del diverso”. Il presidente ha infine ribadito l’impegno della Provincia nel contrasto alle intimidazioni e nella promozione di politiche di inclusione: “Continueremo a lavorare con ancora più impegno per costruire un clima di rispetto reciproco, sicurezza e convivenza civile”.
- serravalle. L’ APPROVAZIONE DEL RADDOPPIO DEL TERMOVALORIZZATORE DI MONTALE EVIDENZIA L’INCOERENZA E L’IPOCRISIA DELLA GIUNTA LUNARDI
Serravalle Civica: "Ignorata la richiesta dei vari comitati cittadini della zona che, dopo quasi cinquanta anni di attività dell’impianto, ne chiedono la chiusura a tutela della salute pubblica" SERRAVALLE. Il 23 luglio 2026 i comuni che fanno capo a ATO Toscana Centro sono stati chiamati a deliberare sul Piano di Ambito 2025-2035, in cui era compreso anche il progetto di proroga e di raddoppio del termovalorizzatore di Montale. Il Comune di Serravalle Pistoiese, adeguandosi alla maggioranza, ha votato a favore, ignorando la richiesta dei vari comitati cittadini della zona che, dopo quasi cinquanta anni di attività dell’impianto, ne chiedono la chiusura a tutela della salute pubblica. Ci sia lecito fare alcune considerazioni. L’attuale giunta è arrivata al governo di Serravalle Pistoiese con un programma elettorale che prevedeva, nell’interesse della cittadinanza, la chiusura della Discarica di Fosso del Cassero, in linea con quella che è sempre stato il pensiero di alcuni esponenti di minoranza entrati nella maggioranza consiliare, tra cui figura proprio l’assessore e vicesindaco Alessio Gargini. Soprattutto nella prima campagna elettorale i consensi di “Uniti per Serravalle” sono stati guadagnati grazie alla contrarietà assoluta all’impianto di smaltimento di rifiuti speciali pericolosi e non pericolosi. Con il passare del tempo però questa presa di posizione è andata progressivamente affievolendosi fino ad essere totalmente dimenticata: basti pensare al parere favorevole espresso nel 2023 al progetto di ridimensionamento della capienza della Discarica, che ha spostato fino al 2033 la cessazione della sua attività. Capiamo che amministrare un territorio sia difficile e che entrino in gioco interessi e fattori diversi da districare nei rapporti con le attività imprenditoriali e produttive; ma riteniamo vergognoso cambiare totalmente atteggiamento, avallando in tutto e per tutto gli interessi economici a discapito della salute dei cittadini e contribuendo a tenere in vita un sistema regionale di raccolta e smaltimento rifiuti che non funziona più. Il voto a favore del raddoppio dell’inceneritore di Montale conferma la palese incoerenza della giunta Lunardi: se la tutela della salute dei cittadini costituisce la priorità, occorre rimanere fedeli a questo principio, sempre, senza se e senza ma, anche quando si tratta di altri comuni. Riteniamo altresì un comportamento ipocrita e inaccettabile quello di chi, pur avendo fatto determinate scelte, ha il coraggio di continuare a dichiararsi attento alla salute dei cittadini e alla salubrità dell’ambiente. Elena Bardelli Serravalle Civica
- quarrata. IL COMUNE CELEBRA IL LUOGOTENENTE MARICCHIOLO: CONSEGNATA IN SALA CONSILIARE LA TARGA AL COMANDANTE DELLA STAZIONE DEI CARABINIERI
Riconoscimento istituzionale per i 22 anni di servizio e per il prestigioso premio nazionale conferito all’Arma di Quarrata QUARRATA. Con una cerimonia ufficiale nella Sala Consiliare del Comune di Quarrata, questa mattina è stata consegnata una targa al Luogotenente Carica Speciale Salvatore Maricchiolo, Comandante della Stazione dei Carabinieri di Quarrata. A consegnarla è stato il Sindaco Gabriele Romiti, a nome dell’intera Amministrazione e della città. Alla cerimonia erano presenti il Prefetto di Pistoia Angelo Gallo Carrabba, il Questore Marco Dalpiaz, il colonnello Fabio De Rosa, Comandante Provinciale dei Carabinieri, il colonnello Gerardo Mastrodomenico, Comandante Provinciale della Guardia di Finanza, il sottosegretario alla Regione Toscana Bernard Dika e il consigliere provinciale Gabriele Giacomelli. Accanto alle autorità, anche la Polizia Locale di Quarrata con il comandante Pamela Michelozzi, il presidente del Consiglio Comunale Marco Mazzanti, assessori, consiglieri, cittadini e numerosi militari della Stazione dei Carabinieri insieme ai loro familiari. Il riconoscimento del Sindaco: “Un punto di riferimento per tutta la comunità” Nel consegnare la targa, il Sindaco Romiti ha espresso profonda gratitudine per il lavoro svolto dal Comandante Maricchiolo in oltre vent’anni di servizio a Quarrata: “Sono particolarmente orgoglioso ed emozionato di consegnare questo riconoscimento al Comandante Maricchiolo, in servizio nella nostra città da ben 22 anni. È un punto di riferimento per tutta la comunità, per le sue spiccate doti professionali e umane. Quarrata è presidio di legalità, segno del grande lavoro svolto quotidianamente dalla nostra Arma dei Carabinieri”. La targa, consegnata a nome dell’intera Stazione, recita: “Al Luogotenente Carica Speciale Salvatore Maricchiolo, Comandante della Stazione dei Carabinieri di Quarrata. E a tutta la sua squadra. Con profondo orgoglio e gratitudine per lo straordinario riconoscimento ottenuto a livello nazionale. Sotto la sua guida la stazione di Quarrata si conferma presidio di eccellenza, umanità e valore a tutela della comunità e del territorio. Quarrata è fiera di voi. Con stima e gratitudine”. Un premio nazionale che onora Quarrata Il Luogotenente Maricchiolo è stato recentemente premiato al 212° Annuale di Fondazione dell’Arma dei Carabinieri, tenutosi a Reggio Calabria, dove ha ricevuto il Premio Annuale come uno dei migliori cinque comandanti di Stazione d’Italia. Il riconoscimento, consegnato dal Ministro dell’Interno Matteo Piantedosi alla presenza del Presidente del Consiglio Giorgia Meloni e del Ministro della Difesa Giorgio Crosetto, ne ha sottolineato le qualità umane e professionali: “In possesso di indiscutibili qualità umane ed elevate capacità professionali, ha saputo orientare e valorizzare ciascun militare dipendente, divenendo punto di riferimento anche per la cittadinanza. Il costante ed elevato impegno trova ulteriore riscontro nel conferimento di 6 Encomi semplici di Comando di Corpo e numerose onorificenze”.
- SOSPENSIONE DI LAVORATRICI E LAVORATORI ALLA NT FOOD DI ALTOPASCIO, PREOCCUPAZIONE ANCHE IN VALDINIEVOLE
Rifondazione Comunista: necessario salvaguardare tutti i posti di lavoro. Lo stabilimento di Altopascio PISTOIA-LUCCA. Apprendiamo dalla stampa come alla NT Food di Altopascio siano stati sospesi 4 tra lavoratrici e lavoratori, prodromo evidente di un futuro licenziamento. La sospensione sembra essere avvenuta tramite una telefonata – ma in almeno un caso direttamente in una riunione - la quale annunciava il ritiro del badge aziendale e del computer anche senza la possibilità di salutare i colleghi e le colleghe. Questo configura non solo un danno reale ma anche un danno morale ed una concezione del lavoratore e della lavoratrice come mero esecutore delle direttive aziendali senza dignità. Negli ultimi mesi abbiamo assistito a vari episodi di licenziamento in alcune imprese della Piana di Lucca, segno della mancanza strategica di un piano industriale sia nazionale sia provinciale. Facciamo nostre le preoccupazioni espresse dalla FLAI CGIL di Lucca e chiediamo con forza l’apertura dei tavoli di trattativa con l’amministrazione dell’impresa. Come Rifondazione Comunista saremo sempre dalla parte dei lavoratori e dei lavoratrici, per una piena occupazione e, a livello nazionale, per l’imposizione di un salario minimo garantito agganciato alla sempre più galoppante inflazione. Circolo della Piana di Lucca del Partito della Rifondazione Comunista Federazione di Pistoia del Partito della Rifondazione Comunista.











