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  • quarrata. CINQUANTENNE TROVATO SENZA VITA NELLA SUA ABITAZIONE A COLLE

    La frazione di Colle di Quarrata La comunità sotto shock. Il dolore dei familiari e degli amici: “Una persona fragile e buona, lascia un vuoto enorme” QUARRATA. Un uomo di 50 anni è stato trovato senza vita nella sua abitazione nella zona di Colle. La notizia ha profondamente scosso la comunità quarratina, dove l’uomo era conosciuto e benvoluto. Secondo quanto appreso, il decesso risalirebbe alle prime ore della giornata di sabato. Sul posto sono intervenuti i soccorsi, ma per lui non c’era ormai più nulla da fare. La famiglia e gli amici, sconvolti, hanno affidato ai social parole di affetto e ricordo. Una cugina ha scritto un messaggio commosso, ricordando gli ultimi momenti trascorsi insieme e la sua sensibilità: “Te ne sei andato in silenzio, con la tua fragilità. Porterò sempre con me il nostro ultimo abbraccio”. Anche un’amica di lunga data ha voluto ricordarlo, descrivendo la sua dolcezza e la sua capacità di donare affetto nonostante le difficoltà che portava dentro. Nei suoi ricordi riaffiorano l’infanzia condivisa, le giornate nei campi, le risate sulla neve, gli abbracci e quella complicità che il tempo adulto rende più rara. L’amica parla della sua bontà, della sua disponibilità verso gli altri e delle delusioni che aveva affrontato negli anni, sottolineando come il suo sorriso fosse capace di nascondere fragilità profonde. “Ci lasci i tuoi sorrisi enormi e la tua dolcezza. Ti porteremo sempre con noi”, ha scritto. Molti messaggi ricordano la sua gentilezza, la disponibilità verso gli altri e la sua ricerca di punti di riferimento. Un affetto che oggi si traduce in un grande cordoglio collettivo. La comunità si stringe attorno ai familiari in questo momento di profonda sofferenza.   Nota di servizio Se tu o qualcuno che conosci sta attraversando un momento difficile, può essere utile parlare con qualcuno di qualificato. È possibile contattare Telefono Amico allo 02 2327 2327 o la chat di supporto WhatsApp al 324 011 7252.

  • PRATO, AGGRESSIONE NELLA SEDE DI FRATELLI D'ITALIA A POCHE ORE DAL VOTO

    Tre giovani sostenitori del “No” fanno irruzione nei locali del partito: insulti e minacce al volontario presente. La Digos avvia le indagini. La Porta: “Frutti di una propaganda fondata sull’odio”. PRATO. Nella mattinata di oggi, domenica 22 marzo, a poche ore dall’apertura dei seggi per il referendum costituzionale, si è verificato un grave episodio presso la sede pratese di Fratelli d’Italia, partito schierato per il “Sì”. Secondo quanto riferito, tre giovani sostenitori del “No” avrebbero fatto irruzione nei locali del partito. Il volontario che in quel momento si trovava all’interno della sede ha cercato di gestire la situazione con calma e senso di responsabilità, riuscendo infine ad allontanare i tre soggetti, non senza difficoltà, dopo aver subito insulti ed esplicite minacce di morte. Dell’accaduto è stata informata la Digos, cui si confida di poter risalire in tempi rapidi ai responsabili. “Sono purtroppo questi i frutti di una propaganda incosciente fondata sull’odio, che invoca la rivolta sociale e che prefigura rischi per la democrazia con l’approvazione della riforma dell’ordinamento della giustizia. Gli unici rischi per la democrazia, come dimostra anche il grave atto di squadrismo avvenuto questa mattina, derivano da quei cattivi maestri che, in spregio delle più elementari regole del vivere civile e della Costituzione repubblicana, aizzano con continue falsità le menti più fragili di certi giovani, per i quali proviamo più compassione che risentimento”, dichiara Chiara La Porta, capogruppo di Fratelli d’Italia al Consiglio regionale della Toscana. Ufficio Stampa Fdi Prato

  • AGLIANA INTRODUCE LA COMUNICAZIONE AUMENTATIVA ALTERNATIVA NEGLI EDIFICI PUBBLICI

    Via al progetto con l’associazione Autismo in Blu: più accessibilità per cittadini con disabilità comunicative AGLIANA. La Giunta comunale di Agliana ha approvato all’unanimità un progetto innovativo dedicato alla piena inclusione delle persone con disabilità comunicative. L’iniziativa prevede l’introduzione della Comunicazione Aumentativa Alternativa (CAA) negli spazi pubblici del Comune, con l’obiettivo di migliorare l’accessibilità e facilitare la comunicazione per cittadini di ogni età. La delibera di giunta nasce dalla volontà dell’Amministrazione di tutelare la dignità delle persone con disabilità e di promuovere strumenti capaci di valorizzarne le potenzialità, in linea con le normative nazionali e internazionali in materia di diritti e inclusione. La CAA, spiegano dal Comune, rappresenta un insieme di strategie, tecniche e strumenti che supportano chi ha difficoltà nella produzione o comprensione del linguaggio verbale. Non si tratta solo di un ausilio per persone con disabilità permanenti: la metodologia è efficace anche per bambini in età prescolare, per persone con disturbi del neurosviluppo e persino per utenti temporaneamente impossibilitati a comunicare, come i ricoverati ospedalieri o cittadini alloglotti. Il progetto sarà realizzato in collaborazione con l’associazione Autismo in Blu ODV di Chiesina Uzzanese e prevede l’installazione di segnaletica CAA negli edifici comunali: palazzo vecchio, palazzo nuovo, nidi d’infanzia e biblioteca. Successivamente, l’intervento sarà esteso a tutte le scuole del territorio aglianese. L’Amministrazione sottolinea che l’attuazione sarà possibile grazie all’utilizzo di materiali e attrezzature già disponibili. .Con questo passo, Agliana si allinea alle più avanzate politiche di inclusione, confermando l’impegno a non lasciare indietro nessuno e a rendere gli spazi pubblici realmente accessibili a tutti. Andrea Balli

  • RIFIUTI ABUSIVI, A QUARRATA IL MODELLO CAMBIA: DALLA REPRESSIONE ALLA COLLABORAZIONE

    Di fronte alla Davidia presentato un approccio innovativo che unisce scienza, istituzioni e cittadini. Volontari stremati: “Serve una squadra specializzata e più controlli” QUARRATA – Dalla lotta ai rifiuti abbandonati alla costruzione di un sistema condiviso e strutturato. È questo il messaggio emerso dall’incontro del 20 marzo scorso davanti alla Davidia, simbolo di partecipazione civica, dove Legambiente Quarrata e la Commissione Tumori e Malattie Professionali ANMIL Toscana hanno illustrato al sindaco Gabriele Romiti e alla stampa un modello operativo basato su prevenzione, legalità e collaborazione. Guidati da Daniele Manetti insieme ai volontari, i promotori hanno mostrato risultati e criticità di un lavoro iniziato nel 2016 attraverso percorsi partecipativi. Durante i numerosi sopralluoghi è emerso un contrasto evidente: da un lato la pulizia delle aree asfaltate, dall’altro il degrado diffuso lungo i margini, con erba alta, vetro, rifiuti pericolosi e micro-discariche. Una situazione che, secondo i volontari, si ripete in molte zone del territorio. Il nodo centrale resta operativo: i volontari non possono più sostituirsi alle istituzioni. È stata quindi avanzata la richiesta di istituire una squadra comunale stabile, formata e attrezzata per intervenire in sicurezza, affiancata dall’uso sistematico di foto-trappole per contrastare gli abbandoni illegali. Negli anni, Legambiente Quarrata ha mappato oltre sessanta aree critiche tra strade, sentieri e zone del Montalbano, costruendo un patrimonio di dati utili alla programmazione. Parallelamente, è in fase di definizione un incontro con il gestore dei rifiuti per chiarire competenze e costi, mentre cresce il peso economico sulle bollette dei cittadini. Il progetto si inserisce in una rete più ampia che coinvolge scuole, Regione Toscana, tecnici, medici, Prefettura e Carabinieri Forestali, con un calendario fitto di incontri istituzionali. Centrale è proprio la collaborazione con i Carabinieri Forestali, impegnati non solo nei controlli ma anche nell’educazione ambientale e nella tutela dei volontari. Un punto chiave riguarda il valore economico del lavoro svolto: in nove anni di attività gratuita, si stima un risparmio per il Comune superiore a 700 mila euro. Un contributo significativo, ma oggi non più sostenibile per un gruppo di volontari sempre più anziani e segnati da problemi di salute legati anche a esposizioni professionali. “Non vogliamo reprimere, ma costruire collaborazione”, è il messaggio ribadito durante l’incontro. L’obiettivo è un sistema integrato in cui cittadini, istituzioni e forze dell’ordine agiscano insieme per tutelare ambiente e salute. La sfida ora è trasformare questo modello in azioni concrete e durature, capaci di superare l’emergenza e restituire decoro e sicurezza al territorio.

  • FRANE A SAN MARCELLO PISTOIESE, CRESCE L' ALLARME SULLA STATALE 66

    Il consigliere comunale Carlo Vivarelli scrive al Prefetto: “Rischio concreto per la viabilità principale della Montagna Pistoiese. Serve un intervento coordinato di Regione e Governo” Carlo Vivarelli SAN MARCELLO PITEGLIO. Nei giorni scorsi è tornata con forza al centro dell’attenzione pubblica la frana attiva che precede l’abitato di San Marcello Pistoiese, un fenomeno già segnalato mesi fa dal consigliere comunale Carlo Vivarelli attraverso un’interpellanza. La situazione, aggravata dal recente avanzamento del fronte, ha spinto l’esponente comunale a rivolgersi direttamente al Prefetto di Pistoia, chiedendo un coinvolgimento più ampio delle istituzioni. Vivarelli esprime pieno sostegno all’azione del consigliere regionale Alessandro Capecchi, che ha sollecitato la Regione Toscana a intervenire con urgenza. “La frana sta avanzando e ormai dista pochi metri dalla Statale 66”, sottolinea Vivarelli, ricordando come la principale arteria della Montagna Pistoiese rappresenti un’infrastruttura vitale per residenti, lavoratori e servizi essenziali. Nella lettera inviata il 20 marzo al Prefetto, e per conoscenza al sindaco e ai consiglieri comunali, Vivarelli elenca una serie di movimenti franosi che insistono sul territorio di San Marcello Piteglio: • il fronte attivo alle porte del capoluogo, • un movimento nella zona di Bellavista, • un altro in località Colli, nei pressi di Gavinana, • e un ulteriore fenomeno dopo il centro di San Marcello, in direzione La Lima. Una costellazione di criticità che, secondo il consigliere, deve essere affrontata con una visione d’insieme, perché il rischio non riguarda solo singoli tratti ma l’intera tenuta della viabilità montana. Vivarelli mette in guardia da un’eventuale interruzione della Statale 66, definendola un’ipotesi “incalcolabile” per la Montagna Pistoiese. Le alternative, ricorda, sono poche e fragili: alcune delle vie secondarie sono esse stesse minacciate da movimenti franosi. Per questo chiede che la questione non resti confinata al livello locale o regionale, ma venga portata anche all’attenzione del Governo centrale, attraverso il Prefetto, quale rappresentante dello Stato sul territorio. Nella sua comunicazione, Vivarelli sollecita: • una valutazione complessiva dei rischi, • un coordinamento tra Comune, Regione e Governo, • interventi strutturali per ridurre la vulnerabilità della rete viaria, • un monitoraggio costante dei fronti attivi. “Questo territorio non può correre il rischio di assistere alla chiusura o all’ingolfamento della SS 66”, scrive il consigliere, chiedendo che la situazione venga “attenzionata con urgenza”. Leggi anche: dissesto idrogeologico. CAPECCHI (FDI): "LA REGIONE QUANDO INTERVERRA' PER METTERE IN SICUREZZA LA FRANA CHE, DAL 2024, MINACCIA LE ABITAZIONI ALL'INIZIO DI SAN MARCELLO?"

  • BILANCIO 2026-2027, PESCIA SCEGLIE LA STRADA DELLA VERITA' E DEL RIGORE

    Il sindaco Franchi: “Risorse assorbite dalle spese obbligatorie e un debito da 19 milioni. Non è il bilancio che avremmo voluto, ma è quello possibile oggi” PESCIA — Il bilancio di previsione approvato dal Consiglio comunale restituisce un’immagine nitida della situazione finanziaria del Comune: margini di manovra ridotti, rigidità strutturale e un debito complessivo che sfiora i 19 milioni di euro, pari a circa 1.000 euro per ogni cittadino. “Sono numeri, non opinioni”, sottolinea il sindaco Riccardo Franchi, che rivendica un approccio improntato alla trasparenza e alla responsabilità. Secondo l’amministrazione, le risorse disponibili vengono assorbite quasi interamente da spese obbligatorie: personale, mutui, contratti di servizio, utenze e costi incomprimibili che lasciano poco spazio a nuove iniziative. Un quadro che, ricorda il sindaco, è il risultato di “anni difficili, tra promesse non mantenute e problemi lasciati irrisolti: montagna, viabilità, dissesto idrogeologico”. Le scelte dell’amministrazione Nonostante la rigidità del bilancio, la giunta rivendica alcune decisioni considerate strategiche: • Nessun aumento generalizzato di tasse e tariffe, scelta non scontata in un contesto di forte pressione sui conti pubblici. • Cantieri per circa 8 milioni di euro, ai quali si aggiungono i 10 milioni del progetto Rendiam al MEFIT, destinati alla rigenerazione dell’area mercatale. • Interventi su viabilità, illuminazione pubblica, teatro e MEFIT, con l’obiettivo di migliorare servizi e sicurezza. • Investimenti su territorio e manutenzione, per recuperare ritardi accumulati negli anni. • Conti sotto controllo, senza ricorrere all’anticipazione di cassa e con pagamenti ai fornitori nei tempi previsti. “Abbiamo scelto un’altra strada: dire la verità e continuare a costruire soluzioni concrete”, afferma Franchi. La seduta del consiglio comunale di Pescia Una situazione ancora complessa Pur rivendicando i risultati ottenuti, l’amministrazione non nasconde le criticità. Per garantire l’equilibrio di bilancio è stato necessario ricorrere anche a risorse straordinarie, un segnale che conferma la fragilità della struttura finanziaria. “Questo significa una cosa sola: serve continuare con una revisione seria della spesa”, osserva il sindaco. L’obiettivo è ridurre progressivamente le rigidità e liberare margini per politiche più espansive. I prossimi passi La giunta individua tre direttrici principali per il futuro: • Liberare ulteriori risorse per le famiglie, con interventi mirati a sostegno del reddito e dell’accesso ai servizi. • Rendere i servizi più equi, anche attraverso una revisione delle fasce ISEE per modulare meglio le contribuzioni. • Proseguire nel risanamento dei conti, condizione necessaria per recuperare credibilità e capacità di investimento. “Di certo non è il bilancio che avremmo voluto. È il bilancio possibile oggi”, conclude Franchi. “Ma è anche il prosieguo di un percorso che porterà più solidità, più credibilità, più futuro per Pescia. La strada è lunga e non facile, ma è quella giusta”.

  • MONTEMURLO E QUARRATA IN LUTTO PER LA MORTE DI LUCA LORETO

    nIl 42enne, originario di Oste e residente a Quarrata, è stato travolto all’alba dopo un primo incidente: dolore tra colleghi, clienti della Conad di Galcetello e nelle due comunità che lo conoscevano. Luca Loreto QUARRATA-PRATO . Era originario di Oste di Montemurlo ma da alcuni anni viveva a Quarrata, Luca Loreto, il 42enne rimasto ucciso all’alba di ieri lungo via Berlinguer a Montemurlo. Una tragedia improvvisa che ha scosso profondamente entrambe le comunità, lasciando sgomenti amici, conoscenti e chiunque avesse incrociato il suo cammino. Il dolore è particolarmente forte alla Conad di Galcetello, dove Luca lavorava da tempo ed era apprezzato per la sua cortesia e disponibilità. Colleghi e clienti lo ricordano come una presenza gentile, sempre pronta ad aiutare. Il lutto ha colpito anche l’intero centro commerciale di via 7 Marzo, dove era molto conosciuto e stimato. Da ieri, e ancora questa mattina, prevalgono incredulità e smarrimento di fronte a quanto accaduto. Secondo le prime ricostruzioni, Luca stava camminando lungo la strada dopo essere rimasto coinvolto in un precedente incidente con la sua auto. Erano momenti concitati, quelli in cui si cerca di capire cosa sia successo, di orientarsi, forse di chiedere aiuto. In quel tratto ancora semibuio, due auto in transito lo hanno investito. L’impatto è stato devastante. I soccorritori sono arrivati rapidamente, ma per Luca non c’era ormai più nulla da fare. I carabinieri stanno ricostruendo la sequenza degli eventi per chiarire come si siano concatenati i due incidenti e quali condizioni abbiano portato a un epilogo così drammatico.

  • UN GRUPPO DI STUDENTI DEL BUZZI REALIZZA UNA MACCHINA DI FORMULA 1 IN MINIATURA. E ADESSO IL TEAM VERDENERO SFIDA COETANEI DA TUTTA ITALIA

    In palio il titolo nazionale di 'Stem Racing Italy'. Gli alunni di terza, quarta e quinta meccanica dell'istituto di viale della Repubblica hanno aderito a una competizione internazionale che vuole formare tecnici e ingegneri del domani. Il mezzo ad aria compressa ha superato le qualifiche regionali. Adesso ci sono le finali toscane: “Esperienza che ha cambiato il nostro approccio allo studio” PRATO . Progettare una macchina di Formula 1 in miniatura ad aria compressa. E' la sfida del progetto Stem Racing Italy che assieme a partner internazionali, fra i quali Pirelli e Scuderia Ferrari, con risorse, competenze e passione vuole ispirare la prossima generazione di ingegneri e professionisti, magari impegnati nella Formula 1. Una sfida su scala mondiale che è stata raccolta anche dagli studenti dell'istituto pratese Buzzi. I professori della scuola di viale della Repubblica hanno proposto a tutti gli alunni di aderire al progetto: ad accettare la competizione sono stati un gruppo di studenti di terza, quarta e quinta meccanica. Il progetto è ambizioso. I ragazzi hanno dovuto costituire un vero e proprio team di Formula 1. Individuare un nome, Verdenero (richiamandosi ai colori del Buzzi), darsi dei ruoli, nominare un capo-progetto, scegliere chi si occupi di marketing, chi di aerodinamica e poi le figure per il business della scuderia, per il design della vettura, e per l'analisi dei dati. Il progetto deve essere a costo zero per la scuola: da qui la ricerca di sponsor per coprire tutte le spese, i costi di lavorazione, attrezzature e trasferte. Il team Verdenero ha superato le qualifiche regionali e adesso nel weekend del 18 e 19 aprile disputeranno le finali toscane a Firenze. “Con la realizzazione del modello siamo partiti a ottobre – spiegano i ragazzi -. Sono serviti più di tre mesi per completare il lavoro. Dalla stampa 3d alla realizzazione della macchina abbiamo fatto tutto a scuola, compresa la progettazione meccanica. Ci è stato richiesto di rispettare fedelmente il regolamento, con vincoli, dimensioni, norme di sicurezza. L'obiettivo era quello di mettere alla prova l'auto su un rettilineo di 24 metri, azionandola con una bombola di Co2. Abbiamo dovuto presentare il progetto in inglese, elaborare un portfolio e spiegare le motivazioni alla base delle singole scelte di design e costruzione della macchina”. Superata la prima fase, il regolamento cambia. Adesso l'auto di Formula 1 in miniatura andrà realizzata con nuove tipologie di lavorazione e con nuovi requisiti di progettazione. In caso di passaggio alle finali nazionali, gli studenti del Buzzi avranno accesso alla competizione nel circuito del Mugello. La finale mondiale si terrà durante un Gran Premio di Formula 1. L'anno scorso fu a Singapore. “Abbiamo accettato il progetto facendo forza sulle nostre passioni personali – proseguono gli studenti -. L'idea della collaborazione con la Formula 1 era affascinante, e così ci siamo messi alla prova senza ricevere aiuti esterni. Ci siamo ritrovati sempre in orario extra-scolastico: a volte in gruppo, altre volte ognuno a casa propria. Abbiamo fatto studi specifici, ci siamo dovuti formare, studiare il funzionamento di certi programmi, i principi dell'aerodinamica, anche semplicemente a dividerci il lavoro. Tutto questo ci ha unito come gruppo e ci ha dato grande soddisfazione. Ora puntiamo alle finali nazionali”. I Verdenero sono alla ricerca di sostenitori del progetto. Fra questi già c'è Sarti Ascensori, azienda leader nell'area metropolitana nella progettazione, manutenzione e installazione di impianti di elevazione. “L'entusiasmo dei ragazzi e l'ambizione del progetto ci hanno subito convinte ad appoggiare l'iniziativa – spiegano Carlotta ed Elena Sarti, amministratrici dell'azienda di via Sambo -. Non è affatto scontato vedere ragazzi di questa età mettersi a studiare così duramente per raggiungere un obiettivo, darsi un'organizzazione così precisa e puntuale, appassionarsi a un progetto comune. Per noi hanno già vinto e siamo sicuri che questa esperienza li formerà umanamente, nel percorso di studi e nella futura vita professionale”. In attesa della finale toscana, le emozioni non finiscono qui per i Verdenero. Fra il laboratorio di progettazione e Dallara e un corso in Ferrari, le possibilità di imparare nuove nozioni sono continue. “Questo progetto ci ha insegnato a lavorare tutti assieme – concludono gli studenti -. E ci ha facilitato anche nella carriera scolastica”. Questi gli studenti del team Verdenero: Luca Diani, Leonardo Guarducci, Matteo Guerrini, Mirko Vintaloro, Riccardo Casarosa, Vittorio Nerini, Niccolò Carmagnini, Giorgio Biagioli, Federico Boccuni, Sara Magnolfi, Paolo Prosperi, Guido Marchesini, Stefano Salerno, Lapo Farsetti, Andrea Costantini, Niccolò Panichi, Niccolò Tarchini, Samuele Tomberli.

  • quarrata. LIBRI, EMOZIONI E CREATIVITA': GLI STUDENTI DELLA "DANTE ALIGHIERI" PROTAGONISTI AL CONCORSO PROVINCIALE

    Le classi 1C e 3H di Quarrata premiate per i loro progetti digitali ispirati alle letture di Aristarco, Silei e Castagna. Incontro con gli autori e premiazione a Pistoia QUARRATA — [a.b.] Un viaggio tra le pagine, le emozioni e la creatività ha coinvolto le classi 1C e 3H della scuola secondaria “Dante Alighieri” (Istituto Comprensivo Bonaccorso da Montemagno), protagoniste del concorso “Questa birberia del leggere e dello scrivere”, promosso a livello provinciale grazie al sostegno della Fondazione Caript. Coordinato dalla prof.ssa Andreini e organizzato dalle docenti Silvia Mannelli. e Francesca Banchini, il progetto ha permesso agli studenti di confrontarsi con le opere di tre autori contemporanei — Daniele Aristarco, Fabrizio Silei e Manlio Castagna — le cui copie sono state fornite direttamente dalla fondazione. Dopo la lettura, le classi hanno discusso collettivamente i testi, con l’obiettivo di realizzare un prodotto digitale di massimo cinque minuti, ispirato a uno dei libri o a una tematica comune. Guidati dalla prof.ssa Francesca Biagini, gli studenti hanno dato vita a due progetti originali: “Libri per tutti” (classe 1C) e “La paura ha il nostro stesso volto” (classe 3H), entrambi accompagnati da relazioni esplicative. La giornata conclusiva del concorso, tenutasi ieri 20 marzo, ha visto le classi incontrare gli autori presso la biblioteca San Giorgio di Pistoia, dove hanno potuto porre loro domande e condividere riflessioni. Nel pomeriggio, a Palazzo De’ Rossi, si è svolta la cerimonia di premiazione: la 1C si è classificata al secondo posto ex aequo, ottenendo un buono da 1000 euro da destinare a un viaggio di istruzione verso una meta letteraria o all’acquisto di libri. Un’esperienza che ha unito lettura, confronto e creatività, valorizzando il ruolo della scuola come spazio di crescita culturale e relazionale.

  • PICCOLI POLPI PER GRANDI CURE: DONATI ALL'OSPEDALE SAN JACOPO I "POLPETTI" ALL'UNICINETTO PER I NEONATI PREMATURI

    Un gesto di affetto e umanità: circa 30 polpi in fibra di cotone realizzati da volontarie del circolo ARCI di Borgonuovo sono stati consegnati alla Neonatologia con il sostegno della Regione e dell’ PISTOIA. Circa 30 “polpetti” colorati realizzati all’uncinetto in fibra di cotone sono stati donati all’Ospedale San Jacopo di Pistoia per essere di supporto nell’assistenza neonatale. La consegna questa mattina al personale sanitario di Neonatologia insieme al sottosegretario alla Presidenza della Regione Bernard Dika, Antonio Rancati, presidente di Octopolis Foundation che ha promosso l’iniziativa e Andrea Landi presidente del circolo ARCI di Borgonuovo-Prato, presso il quale sono stati realizzati delle volontarie i piccoli polpi all’uncinetto. “Anche piccoli gesti come questo possono migliorare la qualità delle cure, perché l’approccio alla prematurità è una sfida complessa e l’aspetto relazionale è fondamentale- ha detto il sottosegretario Dika- Siamo molto felici di poter dare una mano in questo al San Jacopo, che del resto ha fatto dell’umanizzazione delle cure un grande punto di forza. Pensiamo ai progetti già attivi per i piccolissimi, come la musicoterapia con “Abbraccio Sonoro" o “Cuori di Maglia”. Oggi aggiungiamo un altro piccolo tassello con la polpo-terapia.Grazie all’Octopolis Foundation che ha promosso l’iniziativa e alle volontarie che con amore hanno realizzato questi piccoli ma importanti oggetti. La prematurità è un tema che richiede sensibilizzazione continua e condivisione” ha concluso Dika. L’Octopus Therapy, o polpo-terapia offre ai neonati prematuri un conforto durante il delicato periodo delle cure, nei momenti in cui non sia possibile il contatti diretto con la mamma o con il papà. E’ nata in Danimarca nel 2013 dall’osservazione dell’effetto calmante che i piccoli peluche, in particolare i piccoli polpi in maglia, hanno sui bimbi prematuri. Infatti i piccoli tentacoli ricordano il cordone ombelicale, il primissimo legame mamma-bambino in utero. Questa pratica riduce inoltre la probabilità che i neonati tirino tubi e cavi impiegati durante le cure. Ad oggi sono numerosissimi gli ospedali che usano questo tipo di ausilio. All’ospedale San Jacopo verrà impiegata nella Patologia Neonatale, che accoglie i neonati a partire dalla 32esima settimana di gestazione con un peso di almeno 1500 grammi ed è fornita di tutti i presidi utili per il supporto delle funzioni vitali (respiratorie, nutrizionali) a partire da questa età gestazionale. In totale al San Jacopo su circa 1000 nuovi nati all’anno, 60 sono prematuri. [ghilardi - toscana notizie]

  • TRAVOLTO DA DUE AUTO MENTRE TORNA A CASA A PIEDI: MUORE 42ENNE A MONTEMURLO

    L’uomo, residente a Quarrata, era rimasto coinvolto poche ore prima in un altro incidente: indagano i carabinieri per ricostruire la dinamica della tragedia Un incidente mortale, foto d'archivio MONTEMURLO-QUARRATA . Una tragedia all’alba ha scosso Montemurlo nella mattina di oggi 21 marzo. Un uomo di 42 anni, residente a Quarrata, è morto intorno alle 5 in via Berlinguer dopo essere stato investito da due auto mentre camminava lungo la carreggiata dell’arteria ad alto scorrimento che collega il paese a Prato. Secondo quanto ricostruito dai carabinieri, la vittima aveva avuto poche ore prima un altro incidente stradale, avvenuto intorno alle 3.30 in via Pistoiese. In quel primo episodio non risultano coinvolti altri veicoli: l’uomo era uscito illeso dall’abitacolo ed era stato soccorso dai sanitari del 118, rifiutando però il trasferimento in ospedale. Dopo essersi allontanato a piedi dal luogo del sinistro, avrebbe iniziato a percorrere la vicina via Berlinguer, probabilmente diretto verso casa. È lungo quel tragitto che si è consumata la tragedia. Il 42enne sarebbe stato prima urtato da un’auto in transito e, dopo essere caduto a terra, investito accidentalmente da un secondo veicolo sopraggiunto in quel momento. Entrambi i conducenti si sono fermati a prestare soccorso, ma per l’uomo non c’era ormai più nulla da fare: troppo gravi le ferite riportate. Sul posto sono intervenuti i carabinieri della Tenenza di Montemurlo, che stanno lavorando per chiarire ogni dettaglio della dinamica e verificare le circostanze che hanno portato il 42enne a trovarsi a piedi lungo una strada così trafficata nelle prime ore del mattino. Come previsto in casi del genere, non si esclude l’apertura di un fascicolo per omicidio stradale, in attesa degli accertamenti definitivi.

  • CAPECCHI: «LA REGIONE RICONOSCA IL PACINI COME OSPEDALE DI AREA DISAGIATA»

    Il consigliere regionale di FdI presenta una mozione per il reintegro di pronto soccorso e servizi essenziali a San Marcello Piteglio SAN MARCELLO PITEGLIO. “La Regione provveda a classificare l’ospedale di San Marcello Piteglio come ospedale di area disagiata, permettendo così, in base ai criteri di legge, il reintegro di alcune funzioni e servizi essenziali, tra le quali il pronto soccorso e tutto ciò che ci ruota attorno. Per la cronaca, ad oggi non è attivo nemmeno il reparto di ginecologia.” A chiederlo è il consigliere regionale di Fratelli d’Italia, Alessandro Capecchi, nella mozione che ha presentato come primo firmatario al presidente Eugenio Giani e alla Giunta toscana. “L’ospedale “Pacini” è un punto di riferimento per tutta la montagna pistoiese e per un’importante area turistica e sciistica, che in tante località dista ben più di 60 minuti dal presidio sanitario più vicino, senza dimenticare che in inverno i tempi di percorrenza si allungano a causa di ghiaccio e neve – sottolinea il consigliere regionale di Fdi-. A distanza di anni non risulta ancora chiara la motivazione tecnica per cui non si sia ancora proceduto alla dichiarazione del Pacini come ospedale di zona disagiata. Alessandro Capecchi Così come non sono chiari i criteri utilizzati per la classificazione, non rendendo quindi possibile confrontare la scelta operata per San Marcello con quella adottata per altri ospedali periferici, quali ad esempio quelli “Del Casentino”, “Valtiberina”, “Amiata”, “F.Petruccioli” e “Amiata-Val d’Orcia”, per i quali la programmazione della Toscana Asl Sud Est ha, invece, utilizzato precisi criteri che calcolano la distanza non dalla sede del presidio, bensì dal centro abitato più lontano dei vari comuni rispetto al primo ospedale utile. Ciò evidenzia una disparità di trattamento metodologico tra le diverse aziende sanitarie regionali che non è tollerabile, a maggior ragione quando si parla di sanità. Vanno, evidentemente, chiariti i criteri utilizzati dall’Asl Toscana Centro che hanno portato al declassamento dell’ospedale Pacini. E va dato seguito agli impegni assunti dopo la grande mobilitazione dello scorso settembre, e quanto detto al confronto pre-elettorale a Campotizzoro.” “Le case di comunità rappresentano un nodo strategico della rete territoriale sanitaria, ma l’ospedale di San Marcello deve tornare ad essere il presidio di Pronto Soccorso della montagna pistoiese, area segnata da difficoltà logistiche e da una ridotta accessibilità ai servizi –ricorda il consigliere regionale Capecchi-. Una delibera in tal senso è stata più volte promessa ai comitati da parte della Regione, ma ad oggi non se ne ha ancora notizia. Per tale motivo, come Fratelli d’Italia, abbiamo deciso di presentare questa mozione, di cui sono il primo firmatario, per rilanciare il dibattito e non permettere che la montagna resti senza servizi sanitari fondamentali”. [massimiliano mantiloni]

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