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  • GIORNATA INTERNAZIONALE DELLA DONNA

    Le iniziative di lunedì 9 e mercoledì 11 marzo PISTOIA. Lunedì 9 e mercoledì 11 marzo, in occasione della Giornata internazionale della donna 2026, sono in programma alcune iniziative organizzate dall’assessorato alle Pari opportunità. Lunedì 9 marzo dalle 17 alle 19 all’Officina delle Opportunità, in via dei Macelli 11, a Pistoia si terrà l’iniziativa “Quello che le donne (non) dicono”, laboratorio di lettura, interpretazione e canto dei testi delle canzoni: le emozioni delle donne tra parole e musica. Iniziativa dedicata a giovani dai 14 ai 25 anni. A cura del Servizio Politiche di Inclusione Sociale, Istituti Raggruppati Azienda Pubblica di Servizi alla Persona, Intrecci cooperativa sociale, Manusa cooperativa sociale e del Progetto “Officina delle Opportunità”. L’appuntamento è ad ingresso libero, ma è necessario prenotarsi scrivendo a progettogiovanimelos@intreccicoop.it Mercoledì 11 marzo dalle 16 alle 17.30 allo spazio incontro l'Angolo, in via Capitini 390 alle Fornaci, si terrà “Avete mai provato ad essere donne?”, letture sceniche e musica della compagnia “Oltre il sipario”. L’iniziativa è dedicata agli over 60. A cura del Servizio alle Politiche di Inclusione Sociale e delle associazioni del progetto Socialmente. Per info: Anzianinforma – Via del Can Bianco 33 Tel. 0573.505243 dal lunedì al venerdì ore 9.30-11.30. L’ingresso è libero senza prenotazione. [comune di pistoia]

  • L'IMPORTANZA DELL' ACQUA CON GLI OCCHI DEGLI STUDENTI: ANTER CONSEGNA A ROMA I "BLUE AWARD"

    All'Auditorium Parco della Musica, alla presenza di 500 alunni delle scuole primarie e secondarie di Roma Capitale, l'Associazione nazionale tutela energie rinnovabili ha premiato assieme al Comune e a Cetri-Tires i migliori video in tema di “tutela ambientale e pensati per proteggere l’acqua e l’idrosfera planetaria”. PRATO- ROMA . Dieci elaborati video per raccontare l'importanza dell'acqua, per ribadire l'impegno alla tutela dell'ambiente, ma anche per immaginare come proteggere l'idrosfera planetaria. Protagonisti dei video-racconti sono stati 500 studenti delle scuole primarie e secondarie di Roma Capitale, che nei giorni scorsi sono stati premiati durante la cerimonia dei 'Blue Awards'. Parliamo del riconoscimento ideato nell'ambito della tre giorni ‘Roma Capitale-Pianeta Acqua’ che ha visto come protagonisti il Comune, Anter e Cetri-Tires. Gli studenti nelle scorse settimane hanno partecipato alla lezione di Anter de 'Il Sole in Classe'. E poi hanno ricevuto la versione fumetto, realizzata da Sara Roversi, del libro 'Pianeta Acqua' di Jeremy Rifkin. Proprio l'economista, sociologo, padre dell’economia circolare e ambientalista, è stato l'ospite d'onore della tre giorni. All'Auditorium Parco della Musica la proiezione dei video: tutti hanno ricevuto una pergamena per la partecipazione e per cinque di loro c'è stata pure la menzione speciale della giuria. “L’acqua è vita e proteggerla significa proteggere il futuro del pianeta – commenta Giovannini -. Per questo crediamo che la vera sfida sia una grande transizione culturale: educare le nuove generazioni alla sostenibilità e alla responsabilità verso le risorse naturali. I Blue Awards vanno proprio in questa direzione, dando voce ai ragazzi e alla loro visione del futuro”. Alla giornata hanno partecipato Svetlana Celli, presidente dell'Assemblea Capitolina, Sabrina Alfonsi, assessora all’ambiente, Claudia Pretelli, assessora alla scuola e formazione, Alessandro Giovannini, presidente di Anter, Angelo Consoli, presidente di Cetri-Tires, Sara Roversi, illustratrice del fumetto 'Pianeta Acqua' e appunto il professor Rifkin. Anter, rappresentata da Giovannini, dal direttore Lohengrin Becagli e dal responsabile dei rapporti istituzionali Antonio Rancati ha premiato anche la presidente Celli per “l'impegno alla sostenibilità e alla promozione delle buone pratiche di tutela ambientale”. Rifkin invece si è detto “entusiasta” per l'impegno e la capacità di racconto degli studenti. “Quando i giovani raccontano l’ambiente con il loro linguaggio, il messaggio diventa più forte – aggiunge Becagli -. Siamo onorati di aver supportato questo evento con il progetto Il Sole in Classe e ringraziamo la presidente dell’Assemblea Capitolina Svetlana Celli per l’attenzione verso l’educazione ambientale. È stato inoltre un privilegio condividere questa mattinata con il professor Jeremy Rifkin”. Ricordiamo che nell'ambito della tre giorni, Anter ha preso parte anche al convegno incentrato sul “ripensare il futuro delle città a partire dall’acqua”. In questo contesto il presidente di Anter, Alessandro Giovannini ha consegnato al sindaco di Roma Roberto Gualtieri il trofeo simbolo dell'associazione “quale segno di stima e riconoscimento per l’impegno che, da primo cittadino di Roma Capitale, porta avanti nelle attività legate alla sostenibilità e all’educazione ambientale”. [stefano de biase]

  • agliana. GLORIA BORSACCHI PREMIATA COME “DONNA DELL’ ANNO 2026”

    Un riconoscimento al cuore solidale che unisce comunità locali e progetti internazionali AGLIANA. [A.B.] Agliana celebra una delle sue figure più luminose: Gloria Borsacchi, insignita del titolo “Donna dell’Anno 2026” nell’ambito dell’iniziativa Donne d’Agliana, il tradizionale appuntamento che il Comune dedica alle cittadine distintesi per impegno sociale, civico e culturale. Il premio, consegnato dall’Assessore Greta Avvanzo durante la cerimonia che si è tenuta presso la Casa delle Associazioni in occasione delle celebrazioni per l’8 marzo, riconosce il percorso umano e volontaristico di una donna che da anni rappresenta un punto di riferimento per la solidarietà sul territorio. Gloria Borsacchi è da tempo attiva all’interno dell’associazione Melani, realtà che opera nel sostegno ai giovani in difficoltà e nella promozione di progetti educativi e sociali. La sua attività si distingue per: · attenzione costante ai bisogni delle famiglie fragili, · capacità di creare reti di supporto, · visione inclusiva, capace di unire istituzioni, volontari e cittadini. Negli ultimi anni, grazie alla collaborazione con l’associazione, Borsacchi ha contribuito anche allo sviluppo di iniziative in Camerun, dove Melani sostiene percorsi di crescita e autonomia per ragazzi che vivono in condizioni di forte vulnerabilità. Un impegno che ha dato al premio un respiro internazionale, sottolineando come la solidarietà possa partire da un piccolo comune e arrivare lontano. La scelta di Gloria Borsacchi come Donna dell’Anno 2026 non è casuale: rappresenta una comunità che crede nella partecipazione, nella cura reciproca e nella responsabilità condivisa. Il suo lavoro quotidiano — spesso silenzioso, sempre concreto — ha contribuito a: · rafforzare il tessuto sociale di Agliana, ·promuovere una cultura dell’accoglienza, · offrire opportunità a chi rischia di rimanere indietro. · Il riconoscimento diventa così un tributo non solo alla persona, ma anche a un modo di vivere la cittadinanza: attivo, generoso, profondamente umano. Durante la consegna del premio, l’amministrazione comunale ha sottolineato come la storia di Gloria Borsacchi rappresenti “un esempio di dedizione e sensibilità che arricchisce l’intera comunità”. Nella motivazione riportata sulla pergamena si legge: "L’amministrazione comunale attribuisce con sincera gratitudine a Gloria Borsacchi il premio “Donne d’Agliana 2026” per essere il “cuore pulsante” dell’Associazione Gianluca Melani che tanto si prodiga per il territorio comunale". La stessa Borsacchi ha espresso gratitudine per il riconoscimento, ricordando che “ogni gesto di solidarietà è frutto di un lavoro collettivo” e dedicando il premio ai volontari che ogni giorno condividono con lei impegno e visione. Il titolo di Donna dell’Anno 2026 non chiude un percorso, ma lo rilancia. L’associazione Melani continuerà a sviluppare progetti sul territorio e all’estero, e Gloria Borsacchi rimarrà una delle sue anime più attive, con la stessa determinazione che l’ha resa un punto di riferimento per Agliana. Il premio diventa così un invito a proseguire sulla strada della solidarietà, ricordando che il cambiamento nasce spesso da persone che, come lei, scelgono di mettersi al servizio degli altri.

  • INCIDENTE SULLA TANGENZIALE: MOTOCICLISTA 53ENNE MUORE DOPO IL RICOVERO AL SAN JACOPO

    Federico Baldesi, perito industriale pistoiese, era molto conosciuto Federico Baldesi (dal profilo facebook) PISTOIA. E’ morto poche ore dopo il ricovero all’Ospedale San Jacopo di Pistoia Federico Baldesi, il motociclista 54enne rimasto coinvolto ieri pomeriggio in un grave incidente stradale verificato sulla tangenziale di Pistoia, lungo il raccordo 716 che ha visto coinvolta anche una auto. Il centauro, noto professionista residente nel Pistoiese, era stato trasportato in condizioni critiche all’ospedale dove è deceduto a causa dei traumi riportati. L’incidente era avvenuto poco dopo le 15 di ieri, in direzione sud, nei pressi dell’uscita Pistoia Centro. Secondo una prima ricostruzione, ancora al vaglio della Polizia Locale, la moto e l’auto si sarebbero scontrate in circostanze che restano da chiarire. L’impatto è stato particolarmente violento: il motociclista era stato sbalzato dalla sella, riportando ferite gravissime. La moto di Baldesi (da Tvl Pistoia) Alla scena avrebbe assistito anche il fratello che viaggiava dietro di lui. I rilievi sono stati effettuati dagli agenti della Polizia Locale, che stanno lavorando per ricostruire con precisione la dinamica e accertare eventuali responsabilità. Sul posto sono intervenuti le squadre del 118, i Vigili del Fuoco, la Polizia Locale ebbe u e il personale Anas. La notizia del decesso ha suscitato profonda tristezza nella comunità pistoiese. L’uomo , perito industriale, titolare dello studio tecnico associato Baldesi di via Cellini, era molto conosciuto nella zona e la sua scomparsa lascia un grande vuoto tra familiari, amici e colleghi. Baldesi come perito per la sicurezza e l’antincendio ebbe un ruolo nel procedimento giudiziario sul rogo della ditta Teresa Moda nel Macrolotto di Prato dove testimoniò avendo certificato nel 2010 lo stato del capannone poi coinvolto nella tragedia. La Polizia Locale sta proseguendo gli accertamenti per definire: la dinamica esatta dello scontro, la velocità dei mezzi coinvolti, eventuali manovre irregolari, la presenza di testimoni utili alla ricostruzione. Un rapporto dettagliato sarà trasmesso alla Procura di Pistoia.

  • LA FC PISTOIESE CONQUISTA LA COPPA ITALIA SERIE D: E' STORIA!

    Battuto l'Ancona 1-0 al De Conero PISTOIA . La FC Pistoiese torna a sollevare un trofeo dopo 99 anni, aggiudicandosi la Coppa Italia Serie D 2025/2026. Gli arancioni completano l’opera battendo l’Ancona 1-0 al Del Conero e, forte anche del 2-0 dell’andata, chiudono il doppio confronto sul 3-0 complessivo. Un trionfo che corona un percorso impeccabile iniziato ad agosto e costruito passo dopo passo contro Tuttocuoio, Tau, Vado, Asti, Correggese e Club Milano. La partita L’avvio è equilibrato, ma è la Pistoiese a creare le occasioni più nitide. Russo sfiora il gol due volte nei primi 25 minuti, mentre al 40’ Raicevic colpisce un palo clamoroso su assist di Della Latta. L’Ancona risponde solo sporadicamente, senza trovare precisione sotto porta. Nella ripresa i biancorossi provano ad alzare il ritmo, ma gli uomini di Lucarelli gestiscono con maturità il vantaggio dell’andata. Russo continua a essere una spina nel fianco e al 75’ sfiora ancora il gol. L’ultimo sussulto dell’Ancona arriva all’89’ con Gerbaudo, ma il tiro finisce sul fondo. Un minuto dopo arriva l’episodio che chiude la finale: Pinzauti approfitta di un errore in uscita di Mengucci e deposita in rete l’1-0 che fa esplodere il settore ospiti arancione. I sei minuti di recupero sono pura formalità prima della festa. Il tabellino ANCONA – FC PISTOIESE 0-1 (0-3 agg.) Rete: Pinzauti 90’ Ancona: Mengucci; Ceccarelli (67’ De Luca), Bonaccorsi, Rovinelli, Zini; Cericola, Gerbaudo, Sparandeo (71’ Calisto); D’Incoronato (71’ Polenta), Gelonese (C), Babbi (59’ Teraschi). All. Maurizi. FC Pistoiese: Giuliani; Costa Pisani, Gennari, Bertolo (C), Tempre (94’ Pellegrino); Biagi (71’ Rossi), Della Latta, Maldonado (80’ Campagna); Kharmoud (93’ Accardi), Raicevic (68’ Pinzauti), Russo. All. Lucarelli. Arbitro: Buzzone (Enna) Ammoniti: Bertolo (P), Gerbaudo (A) Recupero: 3’ pt, 6’ st

  • quarrata. APERTO IL BANDO PER L’ ASSEGNAZIONE DI SEI NUOVI ORTI URBANI ALLA QUERCIOLA

    QUARRATA . Dal 9 marzo 2026 e fino alle 12.00 del 10 aprile 2026 i cittadini interessati potranno presentare domanda per ottenere uno dei sei appezzamenti di terreno destinati alla coltivazione ortiva all’interno dell’Area Protetta La Querciola , in località Caserana. Gli orti urbani, di proprietà del Comune di Quarrata, rientrano nel progetto regionale “Centomila Orti in Toscana”, iniziativa che punta alla riqualificazione di terreni pubblici e privati incolti e alla promozione di pratiche agricole sostenibili. L’obiettivo è duplice: da un lato favorire la coltivazione biologica a uso domestico, dall’altro incentivare attività ricreative, educative e sociali capaci di rafforzare le relazioni tra cittadini e generazioni. Caratteristiche degli appezzamenti I lotti disponibili hanno una superficie variabile tra 50 e 150 metri quadrati, sono delimitati da cordoli e dotati di presa d’acqua per l’irrigazione. Gli orti sono destinati alla coltivazione di ortaggi, erbe aromatiche, fiori e specie arbustive e arboree tipiche dell’agricoltura mediterranea, con particolare attenzione alla conservazione delle varietà autoctone toscane. Il regolamento vieta invece la coltivazione di alberi da frutto. Come presentare domanda Gli interessati all’inserimento in graduatoria possono scegliere tra tre modalità: · Consegna diretta  del modulo compilato all’Ufficio Protocollo del Comune (via Vittorio Veneto 2), dal lunedì al venerdì dalle 8.30 alle 13.00 e il sabato dalle 8.30 alle 12.00. · Invio online  tramite i Servizi Online del Comune di Quarrata, con autenticazione SPID o CIE. · Presentazione presso l’Ufficio Relazioni con il Pubblico  (Piazza della Vittoria 10), previo appuntamento telefonico ai numeri 0573 771220 o 0573 771213. ·Le domande dovranno pervenire entro le 12.00 del 10 aprile 2026, termine ultimo del bando. Graduatoria e pubblicazione La graduatoria degli assegnatari sarà redatta entro 30 giorni dalla chiusura del bando e pubblicata sul sito istituzionale del Comune di Quarrata.

  • tumori professionali, ambiente e legalità. A PISTOIA IL PREFETTO INCONTRA ANMIL TOSCANA E LEGAMBIENTE QUARRATA

    Presentato un dossier tecnico su malattie professionali, rischi cancerogeni e tutela del territorio. Carabinieri Forestali presenti alla cerimonia davanti alla “Davidia”, simbolo dell’impegno civico PISTOIA-QUARRATA. [a.b.] Nel corso di un recente incontro, il Prefetto di Pistoia Angelo Carabba ha ricevuto una dettagliata documentazione tecnica sui tumori e sulle malattie professionali in Toscana, elaborata dalla Commissione ANMIL Toscana e da Legambiente Quarrata. A guidare la delegazione è stato Daniele Manetti, presidente di Legambiente Quarrata e responsabile della Commissione Tumori e Malattie Professionali ANMIL Toscana, affiancato dai volontari Massimo Niccolai, Massimo Gori e Claudio Colzi. Il dossier consegnato al Prefetto contiene dati epidemiologici, riferimenti normativi, testimonianze dirette e risultati di sopralluoghi e analisi tecniche. Secondo le stime illustrate, in Italia i decessi per tumori professionali sono il doppio di quelli per infortunio sul lavoro, con una sommersione stimata tra l’80% e il 90%. In Toscana si stimano 120–160 morti l’anno per tumori professionali, a fronte di 60–70 decessi per infortuni. La Commissione ANMIL Toscana ha illustrato le proprie attività: sopralluoghi nei luoghi di lavoro, analisi chimiche e fisiche, supporto ai lavoratori, collaborazione con Regione Toscana, ISPRO, INAIL e strutture sanitarie. Legambiente Quarrata ha presentato il proprio lavoro come osservatorio ambientale partecipato: monitoraggi, bonifiche, educazione nelle scuole, azioni contro amianto e cancerogeni, e una stretta collaborazione con i Carabinieri Forestali. Il Prefetto Carabba, dopo aver ascoltato la relazione, ha chiesto: “Come vi posso aiutare?”. Le associazioni hanno richiesto una presenza istituzionale costante nei prossimi sopralluoghi, eventi e momenti di testimonianza. Il Prefetto ha espresso piena disponibilità, riconoscendo la serietà del lavoro svolto. Nel pomeriggio, davanti alla Davidia, pianta simbolo di Legambiente Quarrata, si è svolta una cerimonia ufficiale con il picchetto dei Carabinieri Forestali. Un gesto definito “un onore profondo” da Manetti, che ha ricordato il valore del rispetto istituzionale verso i malati professionali e l’importanza di raccontare con responsabilità le loro storie. La giornata si è conclusa con un appello condiviso: unire istituzioni, associazioni, cittadini e tecnici per una Toscana più sicura e consapevole. “La prevenzione è una responsabilità collettiva. La salute è un bene comune. Il lavoro deve dare vita, non toglierla”, ha ribadito Manetti, ringraziando volontari, amministrazione comunale e Carabinieri Forestali per l’impegno quotidiano.

  • serravalle. PONTE STELLA, IL SINDACO, L'ASSESSORE GARGINI E IL FUNZIONARIO SI NASCONDONO DIETRO IL PROGETTO DI BONIFICA DELLA FALDA

    Serravalle Civica: "Documenti mancanti, risposte evasive e lavori avviati senza informare la popolazione: noi andremo fino in fondo" SERRAVALLE. Venerdì il Funzionario dell’Area Tecnica del Comune, al posto del sindaco e dell’assessore Alessio Gargini, ha risposto prontamente alle nostre osservazioni. Non ci ha fornito però mediante PEC il Progetto operativo di bonifica della falda di Ponte Stella, a cui faceva riferimento nel riscontro precedente e che abbiamo richiesto. Ci ha offerto solo il link che secondo lui avrebbe dovuto corrispondere al documento, ma che ad esso non corrisponde affatto. Ha affermato che il cronoprogramma contenuto in esso si sta svolgendo regolarmente, rispettando i tempi di previsione. Consultando il Progetto, che abbiamo ottenuto per altre vie, abbiamo appreso pertanto che l’intervento di bonifica sarebbe iniziato in data 11 febbraio 2025- cioè prima dell’assemblea pubblica durante la quale lo stesso Gargini affermò che i lavori non erano ancora iniziati- e si sarebbe concluso il 15 luglio 2025 per quanto riguarda la fase dell’allestimento e della preparazione del sito, che prevede anche le attività di infezione e due monitoraggi. Adesso, facendo sempre riferimento alla dichiarazione del funzionario e al cronoprogramma, sarebbero in corso i monitoraggi cadenzati che, a partire dal 15 luglio 2025 dovrebbero avere la durata di due anni e mezzo. La giunta però ha sempre taciuto in merito all’argomento della bonifica di questo sito. La prima fase si sarebbe conclusa e la popolazione non è stata ufficialmente informata. Per questo, secondo la modalità dell’istanza di accesso ambientale, abbiamo chiesto all’amministrazione comunale quanti monitoraggi cadenzati siano stati ad oggi effettuati e quali ne siano gli esiti, inviando copia della nostra richiesta alla Procura della Repubblica. Nessuno si espone: il sindaco e Gargini evidentemente hanno delegato a rispondere in loro vece il funzionario, il quale a sua volta si è limitato a indicarci il documento come fonte di notizie e chiarimenti; ma non a tutte le domande può rispondere il progetto. Per quanto ci compete andremo fino in fondo alla faccenda. Serravalle Civica

  • montemurlo. INCONTRO OPERATIVO CON PUBLIACQUA PER LA SICUREZZA IDRAULICA. IN CORSO I LAVORI SULLA CASSA DI ESPANSIONE DEL BAGNOLO

    Approvato anche il bilancio di previsione 2026: servizi potenziati, tasse invariate e 8 milioni per la difesa del suolo. Il sindaco Simone Calamai: «Un bilancio di prossimità che mette al centro il benessere dei cittadini e la sicurezza del territorio. Priorità assoluta al contrasto del rischio idrogeologico» Il sindaco di Montemurlo Simone Calamai MONTEMURLO. Nuova cabina di regia sul rischio idraulico a Montemurlo. Si è svolta nei giorni scorsi in municipio una riunione operativa tra il sindaco Simone Calamai, i tecnici comunali e i vertici di Publiacqua per fare il punto sui cantieri in corso e sull’avanzamento del piano operativo e dello studio sul territorio, condotto da Publiacqua con Autorità idrica Toscana. Si tratta di una serie di interventi concreti che andranno a ridurre in tempi brevi quelle che sono le criticità di allagamento stradale e drenaggio urbano che si verificano sul territorio a fronte di piogge di forte intensità. Publiacqua ha scelto Montemurlo, infatti, come primo Comune a livello regionale, dove realizzare uno studio sulle interconnesioni tra il sistema idrico e anche quello fognario. Tra gli interventi di particolare rilievo tecnico il tavolo ha fatto il punto sui lavori in corso del cantiere per il potenziamento e il miglioramento dell’impianto di sollevamento presso la cassa di espansione di Bagnolo. Partiranno a breve gli interventi per la modifica strutturale e l’aggiornamento dei sistemi di funzionamento delle paratoie presso l’interconnessione con il fosso Meldancione a Oste. I lavori fanno parte di un primo pacchetto di interventi del valore da di circa 1 milione di euro che serviranno per garantire maggior sicurezza idraulica. Il piano Publiacqua si aggiunge al pacchetto di interventi da 8 milioni di euro per la mitigazione del rischio:«L'incontro con Publiacqua è stato proficuo per approfondire le attività che vanno oltre il nostro piano da 8 milioni, toccando il tema cruciale delle reti fognarie — spiega il sindaco Calamai — Non consideriamo questi interventi come un punto di arrivo: il nostro sforzo per la messa in sicurezza del territorio continuerà senza sosta, con un impegno totale e quotidiano.» BILANCIO – Intanto, è stato approvato nella seduta del Consiglio comunale dello scorso 28 febbraio il bilancio di previsione 2026. L’amministrazione comunale di Montemurlo conferma una strategia orientata al potenziamento dei servizi e alla tutela e messa in sicurezza idraulica e idrogeologica del territorio. Un documento economico significativo che punta a migliorare la qualità della vita dei residenti senza gravare sulle loro tasche: la pressione fiscale resta infatti invariata, con la conferma di tutte le aliquote dei tributi locali. L’obiettivo primario dell’Amministrazione resta l’ampliamento dell’offerta dei servizi ai cittadini. «È un bilancio che parla di cura del territorio e di prossimità, garantendo standard elevati senza richiedere ulteriori sforzi economici alle famiglie- dice il sindaco Simone Calamai- L'unico nostro scopo è quello di accrescere il benessere della nostra comunità e di mitigare il rischio idraulico e idrogeologico sul territorio.» Il capitolo degli investimenti vede come protagonista assoluta la difesa del suolo. Per il 2026 sono già finanziati interventi per un valore complessivo di circa 8 milioni di euro, frutto di una sinergia tra le risorse assegnate al Comune (4 milioni) e quelle di altri enti attuatori, come Consorzio di Bonifica (3,1 milioni di euro) e Genio civile regionale (900 mila euro). Questi lavori, distribuiti strategicamente su vari punti critici del territorio, rappresentano una risposta concreta e decisa per il miglioramento della sicurezza idraulica. [masi - comune di montemurlo]

  • PRATO BLINDATA PER TRE MANIFESTAZIONI CONTRAPPOSTE

    Presidio di “Remigrazione e Riconquista” spostato in piazza Ciardi. In centro la risposta antifascista riempie piazza delle Carceri e piazza Duomo. Nessuno scontro, tensione alta per tutta la giornata PRATO . [a.b.] Prato ha vissuto oggi una delle sue giornate più delicate degli ultimi anni, con tre manifestazioni ravvicinate che hanno richiesto un imponente dispiegamento di forze dell’ordine e la chiusura di ampie porzioni del centro storico. Il presidio del Comitato “Remigrazione e Riconquista”, inizialmente autorizzato in piazza Europa, è stato spostato all’ultimo momento in piazza Ciardi dopo che l’area era stata occupata da Sudd Cobas e dai lavoratori in protesta. Nel nuovo spazio assegnato, il gruppo ha portato avanti il proprio appuntamento con bandiere tricolori e slogan identitari, denunciando “pressioni politiche” e rivendicando il diritto alla piazza. A poche centinaia di metri, la risposta della città democratica ha riempito piazza delle Carceri, dove si è svolta la manifestazione “Mai più fascismi”. Una lunga bandiera della pace ha attraversato la piazza, affollata da associazioni, sindacati, partiti, cittadini e rappresentanti istituzionali, tra cui il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani. Al centro degli interventi, la difesa della Costituzione e il richiamo alla memoria degli scioperi del marzo 1944 e dei 133 pratesi deportati. In piazza Duomo, intanto, il sindacato Sudd Cobas ha tenuto un presidio autonomo dedicato alle condizioni dei lavoratori sfruttati, con interventi e testimonianze che hanno richiamato un pubblico numeroso e partecipe. La Prefettura aveva predisposto un piano di sicurezza straordinario, con pattuglie, transenne, reparti mobili ed elicottero in sorvolo. Nonostante la forte contrapposizione simbolica e politica, la giornata si è conclusa senza scontri, con un clima teso ma controllato.

  • INAUGURATO IL GIARDINO DELLA MEMORIA DEI DEPORTATI MONTEMURLESI

    Il sindaco Calamai nel suo intervento ha fatto riferimento anche alla manifestazione della remigrazione: «Un Paese democratico come il nostro deve trarre insegnamento dalle vicende dei deportati pratesi e ripudiare con forza anche oggi la guerra. Non si può infangare la memoria di Prato con una manifestazione che ha a che fare con l’intolleranza e della discriminazione in spregio ai valori costituzionali. Quest’opera è un impegno rispetto ai nostri valori costituzionali e dell’antifascismo» MONTEMURLO. In occasione dell’82esimo anniversario degli scioperi del marzo 1944, il Comune di Montemurlo ha inaugurato oggi, 7 marzo, una nuova installazione artistica al giardino "Erasmo Meoni" di via Micca a Bagnolo. Un presidio fisico di memoria, voluto con forza dal Comune di Montemurlo, che non vuole essere non solo un monumento, ma un "impegno attivo" per le generazioni presenti e future. Un luogo per ricordare i nove deportati montemurlesi, per luogo di nascita, di residenza o di arresto a seguito degli scioperi del 7 marzo 1944. Le colonne in cemento grezzo, donate al Comune di Montemurlo dall’artista Ignazio Fresu, che da oggi svettano poco lontano dal campetto da calcio, ricordano il valore della dignità della persona, l’umanità e l’impegno di gente comune - lavoratori, padri di famiglia - contro la barbarie nazifascista. Particolarmente toccante è stata la presenza alla cerimonia dei familiari di due dei deportati, Roberto Meoni e la famiglia di Silvio Chiti. A loro è andato il ringraziamento più profondo delle autorità presenti per aver "custodito il fuoco della memoria tra le mura di casa" per decenni e che oggi è patrimonio collettivo di tutti. Chi ha perso un familiare a seguito delle retate, messe in atto dai nazifascisti come ritorsione contro gli scioperi, non può dimenticare. Nonostante siano trascorsi 82 anni da quei giorni, il dolore rimane immutato. Roberto Meoni aveva sei anni quando, esattamente il 7 marzo 1944, vide per l’ultima volta il padre Erasmo, che quel giorno aveva fatto sciopero ed era rimasto a casa. L’8 marzo fu arrestato e morirà nel dicembre dello stesso anno nel campo di sterminio di Gusen. Alessandro Chiti non ha mai conosciuto il nonno Silvio Chiti, nato il 10 febbraio 1902 a Montemurlo e deceduto a Mauthausen il 14 febbraio 1945. Si commuove Alessandro quando ricorda il dolore sopportato dal padre che, al momento dell’arresto di Silvio, era un bambino di appena dieci anni. Silvio Chiti faceva il cardatore, probabilmente aveva fatto sciopero ma le informazioni sulla sua storia sono pochissime perché per il figlio quel dolore fu talmente forte e profondo che per tutta la vita volle celarlo nel silenzio. «Come si fa a dire a queste persone che il fascismo ha fatto cose buone. Queste ferite non si rimarginano e devono essere un monito per il nostro presente», sottolinea Iozzelli. Alla cerimonia hanno preso parte il sindaco Simone Calamari, il presidente della Fondazione Museo della Deportazione e Resistenza di Prato Massimo Chiarugi e il direttore della didattica Enrico Iozzelli, l’onorevole Christian Di Sanzo, la presidente del Consiglio Comunale, Federica Palanghi che ha voluto con forza l’installazione, l’assessore alla Memoria Valentina Vespi e l’artista Ignazio Fresu. Un passato che interroga il presente: «La memoria non è una semplice commemorazione del passato, ma uno strumento per leggere la nostra attualità» ha dichiarato Enrico Iozzelli del Museo della Deportazione che ha introdotto la cerimonia di inaugurazione - «La deportazione fu il frutto di scelte: da un lato chi scelse l'opposizione al nazi-fascismo, dall'altro chi appoggiò la barbarie. Ricordare oggi significa capire e riconoscere quando rischiamo di imboccare nuovamente i binari della discriminazione e dell'odio verso il diverso».Iozzelli ragiona poi sull’emergere delle nuove autocrazie e sul presente fatto di guerre e violenze: «Oggi il rischio è quello della ricerca di un unico capo, che pretende di avere il potere assoluto e di andare sopra qualsiasi legge». Il sindaco Simone Calamai nel suo intervento ha sottolineato la determinazione dell'amministrazione comunale nel segnare il territorio con simboli tangibili della memoria della deportazione: «Questo da oggi non è più solo un’area verde per il gioco e lo svago ma è un luogo di riflessione e memoria. Abbiamo scelto la data del 7 marzo perché rappresenta il momento in cui i pratesi e i montemurlesi alzarono la testa contro il nazifascismo, anteponendo la dignità umana e il valore del lavoro alla dittatura. Con quello sciopero, quei 133 pratesi arrestati e deportati, ci hanno insegnato a non essere indifferenti e a non voltarsi dall’altra parte di fronte alla violenza e alla sopraffazione». Il sindaco ha poi collegato il sacrificio dei deportati all'attualità internazionale: «La nostra Costituzione all’articolo 11 ripudia la guerra. Oggi, di fronte a nuovi scenari di conflitto e logiche di potenza, gridare quel 'ripudio' è il modo migliore per onorare il sangue di chi è caduto. Fare memoria significa difendere la democrazia e i nostri valori costituzionali». Il sindaco Calamai ha fatto riferimento esplicito alla manifestazione sulla remigrazione in programma oggi a Prato: «Non si può infangare la memoria di Prato con una manifestazione che ha a che fare con l’intolleranza e la discriminazione in spregio ai valori costituzionali» L’installazione si inserisce in un percorso che ha già visto l'intitolazione di luoghi simbolo, come il cippo per Marcello Martini e la rotonda dedicata ad Anna Pardini e ai Martiri di Sant'Anna di Stazzema. «Questo spazio vuol essere un presidio di libertà contro ogni forma di intolleranza.- spiega la presidente del Consiglio comunale, Federica Palanghi - La scelta di materiali "brutali" nel senso architettonico del termine - cemento a vista, superfici grezze, forme essenziali - non è casuale quando si tratta di commemorare eventi tragici. Questi materiali parlano un linguaggio di verità, di durezza, di permanenza che si oppone simbolicamente alla fragilità della vita umana e alla brutalità storica che si intende commemorare» Vicino all’installazione si trova una targa dove sono elencati i nomi dei nove deportati montemurlesi. La lista è stata elaborata grazie al lavoro di ricerca storica e documentazione della Fondazione Museo e Centro di Documentazione della Deportazione e Resistenza di Prato, su iniziativa del Comune di Montemurlo. Infine, l’artista Ignazio Fresu racconta una vicenda emblematica. Un suo post, dove racconta la sua installazione dedicata alla deportazione, è stato rifiutato per ben tre volte da Meta, proprietario di Facebook e Instagram:« Purtroppo non si può più parlare di nazifascismo». Questo il testo del post contestato da Meta: «È un'installazione permanente che riflette sul rapporto tra memoria e spazio pubblico. Le steli menhir che la compongono si presentano come presenze essenziali, forme verticali sobrie e silenziose, che evocano le più antiche architetture della memoria e invitano il visitatore a un attraversamento lento e consapevole dello spazio. Il titolo dell’opera “Verrà la morte e avrà i tuoi occhi”, tratto dalla poesia di Cesare Pavese, introduce il tema della finitudine, non come immagine di chiusura, ma come occasione di consapevolezza. L'opera non si propone come monumento celebrativo o figurativo, ma come luogo di meditazione in cui il ricordo individuale e quello collettivo portano a emergere liberamente. Nel contesto di Montemurlo l'installazione entra in un dialogo con la memoria dello sciopero del 7 marzo 1944, della repressione nazifascista che colpì la comunità locale. Le steli non rappresentano singoli nomi, ma alludono a una dimensione collettiva di quell'evento storico, restituendo allo spazio pubblico un luogo di memoria condivisa e di riflessione civile». [masi - comune di montemurlo]

  • PISTOIA ROSSA: UNA LISTA CHE NASCE DAL BASSO PER CAMBIARE DAVVERO

    Assemblee nelle case del popolo, partecipazione dei cittadini e un programma costruito insieme per riportare al centro diritti, lavoro, ambiente e giustizia sociale. PISTOIA. Stiamo costruendo la lista di Pistoia Rossa per partecipare alle prossime comunali, promuoviamo incontri ed assemblee nelle case del popolo di tutto il comune per costruire dal basso il programma del prossimo mandato e includere candidate e candidati. Vogliamo incontrare chi non si reca più ai seggi, un popolo crescente che in molti casi faceva riferimento a sinistra, ma che è stato tradito dai provvedimenti del centrosinistra. Dalla legalizzazione della precarietà con il pacchetto Treu durante il primo governo Prodi all’infame jobact di Renzi, le coalizioni di falsa sinistra si sono adeguate alle richieste del capitalismo predatorio ed hanno così indebolito la solidarietà di classe e, in controtendenza con la costituzione, la partecipazione dei lavoratori alla organizzazione politica, economica e sociale del Paese. Le conseguenze di questa politica sono ricadute sui territori e Comuni tradizionalmente di sinistra come Pistoia sono passati alla destra. Conseguenza di una politica nazionale, ma anche locale. Negli ultimi decenni la gestione del Comune di Pistoia non ha contrastato, quando non ha agevolato, il dissesto idrogeologico, l’uso smodato di pesticidi e plastiche, l’esternalizzazione dei servizi, gli appalti senza controllo del rispetto di un minimo salariale. Oggi non è credibile l’appello del campo largo che chiama all’unità contro i neofascisti se prima non dice che vuole rimuovere quei provvedimenti. Nei fatti sostiene una illusoria democrazia dell’alternanza che produce un ugual risultato, la ricostruzione di governi ed amministrazioni neoliberiste. Ma per contrastare tutto questo alle prossime elezioni qualcosa da scegliere ci sarà e il recente risultato per molti aspetti sorprendente di Toscana Rossa lo conferma. Per una alternativa alle destre e autonoma dal centrosinistra, senza ambiguità e senza alleanze di pura convenienza, chiediamo a cittadine e cittadini pistoiesi il sostegno alla presentazione di PISTOIA ROSSA, una lista fuori dai vecchi giri di potere. Una lista che entri nelle istituzioni per attuare un programma a favore dei diritti dei lavoratori, per salari dignitosi, per affitti sostenibili e per rendere gratuiti i trasporti pubblici, per annullare la vergogna delle privatizzazioni dei servizi pubblici. Cittadine e cittadini per Pistoia Rossa

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