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  • SEDE CRI VERNIO SOTTO PRESSIONE: DOPO L'ENNESIMA AGGRESSIONE SCATTANO NUOVE MISURE DI SICUREZZA

    Accesso ai locali sospeso: porte chiuse e servizi solo telefonici per tutelare volontari e personale VERNIO. Un’altra aggressione ai danni dei volontari del servizio di emergenza-urgenza 112, avvenuta questa volta direttamente all’interno della sede della Croce Rossa Italiana di Vernio, ha spinto il Presidente e il Consiglio Direttivo ad adottare misure immediate e più rigide per garantire la sicurezza di chi ogni giorno presta servizio alla comunità. Da oggi, l’accesso ai locali non sarà più libero: le porte resteranno chiuse in via preventiva e non sarà possibile entrare per consegnare ricette, prenotare trasporti o avanzare richieste di persona. Una decisione sofferta ma ritenuta indispensabile per tutelare volontari e dipendenti, che hanno il diritto di operare in un ambiente sicuro e rispettoso. Per qualsiasi necessità — dalla prenotazione dei trasporti alle informazioni sui servizi — i cittadini potranno rivolgersi alla sede esclusivamente per via telefonica, chiamando il numero 0574 950810, dove il personale continuerà a garantire assistenza e supporto. "La direzione della Cri di Vernio - si legge in una nota diffusa - confida nella comprensione della cittadinanza e ribadisce con fermezza che ogni forma di violenza o intimidazione verso chi opera al servizio della collettività è inaccettabile e non sarà più tollerata".

  • QUARRATA CELEBRA L' ASD VALENZATICO CALCIO: CONSEGNATA IN SALA CONSILIARE LA TARGA PER LA VITTORIA DEL CAMPIONATO

    La squadra del presidente Roberto Cianchi festeggia il trionfo in Terza Categoria Pistoia 2025/2026 e si prepara al debutto in Seconda Categoria Toscana. Premiati dal sindaco Romiti e dall’assessore Mearelli. QUARRATA. Quarrata ha celebrato questa mattina, nella Sala Consiliare del Comune, la straordinaria stagione dell’ASD Valenzatico Calcio, vincitrice del campionato di Terza Categoria di Pistoia 2025/2026. Un successo che proietta la squadra, dalla prossima stagione, nel campionato di Seconda Categoria Toscana, segnando un traguardo storico per la società e per tutta la comunità sportiva locale. Alla cerimonia erano presenti tutti i giocatori, l’allenatore Simone Moretti e il presidente Roberto Cianchi, accolti dal sindaco Gabriele Romiti e dall’assessore alle politiche dello sport Patrizio Mearelli, che hanno consegnato alla squadra una targa celebrativa per il risultato ottenuto. Durante l’incontro, la società ha voluto omaggiare il primo cittadino con una maglietta celebrativa, simbolo di un legame forte tra la squadra e la città. «Complimenti alla società per questo grandissimo risultato sportivo che inorgoglisce tutta Quarrata – ha dichiarato il sindaco Romiti –. Lo sport è aggregazione per antonomasia, e nel calcio, come nella vita, i risultati si raggiungono solo lavorando insieme. Grazie a tutti per la gioia che avete regalato alla nostra comunità». Un momento di festa, riconoscenza e orgoglio, che suggella una stagione memorabile e apre un nuovo capitolo per l’ASD Valenzatico Calcio, pronta ad affrontare la sfida della Seconda Categoria con entusiasmo e determinazione.

  • BARGO MEDICEO RESTITUITO AL DEMANIO: SI RIACCENDE LO SCONTRO POLITICO A POGGIO A CAIANO

    La maggioranza parla di scelta necessaria, il PD attacca: “L’ Amministrazione Palandri certifica il proprio fallimento” POGGIO A CAIANO. Il ritorno del Bargo Mediceo alla piena disponibilità dell’Agenzia del Demanio continua a scuotere la politica poggese. La decisione, formalizzata con una delibera del 3 giugno, segna la fine del percorso avviato negli anni dalle precedenti amministrazioni per l’acquisizione dell’area al patrimonio comunale. Una scelta che la maggioranza del sindaco Riccardo Palandri difende come “inevitabile e responsabile”, mentre le opposizioni — e in particolare il Partito Democratico — la definiscono “un atto gravissimo” e “la prova del fallimento politico della destra al governo della città”. La posizione della maggioranza: “Decisione obbligata, ora un nuovo accordo con il Demanio” L’Amministrazione Palandri sostiene che la restituzione del Bargo sia stata imposta da una situazione ormai insostenibile: la presenza di smottamenti e criticità strutturali nella parte alta del parco; l’impossibilità di sostenere i costi di messa in sicurezza; la necessità di chiarire la titolarità dell’area per poter avviare nuovi percorsi di valorizzazione. Il sindaco ha ribadito che il Comune non abbandonerà il Bargo, annunciando l’intenzione di stipulare un nuovo accordo con il Demanio per garantirne la cura e la fruizione, e assicurando che “il parco non sarà chiuso ai cittadini”. La posizione del PD: “Una città più povera. Il Bargo chiude, come il palazzetto e la visione della destra” Di segno opposto la lettura del Partito Democratico di Poggio a Caiano, che parla senza mezzi termini di “fallimento politico dell’Amministrazione Palandri”. Secondo il PD: la restituzione del Bargo non è una scelta tecnica, ma “la certificazione di un fallimento”; il Comune rinuncia a un bene strategico sul quale erano stati investiti anni di lavoro istituzionale; la città perde un polmone verde che le amministrazioni di centrosinistra avevano reso fruibile, curato e progressivamente valorizzato. Il PD ricorda gli interventi realizzati negli anni: recupero della porta di Bonistallo; illuminazione, Wi-Fi, panchine e tavoli; manutenzione dei sentieri; valorizzazione della Casina di Caccia; utilizzo del parco per attività scolastiche, centri estivi e iniziative ambientali. Per i democratici, la scelta della Giunta è ancora più grave perché motivata dal fatto che “il Comune non utilizzava più il parco”: una giustificazione definita “paradossale”, poiché sarebbe stata la stessa Amministrazione a limitarne progressivamente l’accesso dopo lo smottamento. Il PD denuncia inoltre: incuria e degrado nelle aree ancora aperte; illuminaincuria e degrado nelle aree ancora aperte; illuminazione non funzionante da oltre un anno lungo la ciclopedonale verso il Ponte Manetti; sfalci insufficienti e manutenzione carente. Il quadro complessivo, secondo i democratici, è quello di una città che “perde spazi, opportunità e patrimonio pubblico”, con un palazzetto dello sport ancora chiuso e una piazza “stravolta dopo due anni di cantiere”. Le altre opposizioni: “Serve trasparenza e un percorso chiaro” Anche le altre forze di minoranza chiedono chiarezza sui prossimi passi: un tavolo tecnico con il Demanio; un cronoprogramma pubblico; garanzie sulla futura fruibilità del parco; un coinvolgimento del Consiglio comunale e delle associazioni. Il timore condiviso è che il Bargo possa diventare “una terra di nessuno”, con tempi lunghi per un eventuale recupero. Le ultime novità: il Demanio avvia la ricognizione tecnica Secondo quanto emerso negli ultimi giorni, l’Agenzia del Demanio avrebbe già avviato una prima ricognizione tecnica sull’area per valutare: lo stato delle strutture; i costi di messa in sicurezza; le possibili linee di valorizzazione compatibili con i vincoli storici e paesaggistici. Il Comune attende di definire un nuovo accordo, ma al momento — come sottolinea il PD — non esiste alcun atto formale. Un bene identitario in cerca di futuro Il Bargo Mediceo resta un luogo simbolico per Poggio a Caiano: un parco storico, un polmone verde, un elemento centrale del sistema della Villa Medicea. Il suo ritorno al Demanio segna un passaggio cruciale, ma anche un punto di frattura politica profonda. La maggioranza parla di “nuove opportunità”. Il PD e le opposizioni vedono “una città più povera e un’occasione perduta”. Il futuro del Bargo, e il modo in cui verrà restituito ai cittadini, sarà uno dei temi centrali del dibattito politico dei prossimi mesi.

  • INAUGURATO IL GIARDINO TERAPEUTICO ALLA FONDAZIONE MAIC

    Il nuovo spazio è stato realizzato a Pistoia, nel centro di riabilitazione di via San Biagio, grazie al sostegno di Fondazione Caript attraverso il bando Piccole Bellezze 2025 PISTOIA. È stato inaugurato a Pistoia, nel centro di riabilitazione della Fondazione MAiC di via San Biagio, il nuovo giardino terapeutico realizzato grazie al sostegno di Fondazione Caript attraverso il bando Piccole Bellezze 2025. Lo spazio, intitolato a Benedetta Giovannelli, giovane volontaria della MAiC prematuramente deceduta nel 2024, nasce da un’idea legata alla memoria e alla volontà di trasformare un dolore condiviso da molte persone in un progetto capace di generare benessere, relazioni e opportunità per la comunità. Il giardino terapeutico si inserisce nel filone degli “healing gardens”, spazi per favorire il benessere attraverso l’incontro tra natura, architettura e discipline della cura. Si tratta di ambienti che contribuiscono al miglioramento della qualità della vita di persone fragili, dal punto di vista fisico, mentale e sociale, offrendo sia esperienze passive – come la semplice permanenza nel verde – sia attività, come il giardinaggio e l’ortoterapia. Il nuovo giardino della MAiC sarà accessibile non solo agli utenti del centro, ma anche a familiari, amici e – in specifiche fasce orarie – agli abitanti del quartiere, configurandosi come uno spazio vivo, inclusivo e aperto alla comunità. La realizzazione del giardino rientra tra i progetti selezionati da Fondazione Caript nell’ambito del bando Piccole Bellezze 2025, dedicato alla rigenerazione di spazi pubblici e alla promozione della socialità. L’iniziativa ha consentito di sostenere interventi capaci di restituire alla collettività luoghi sottoutilizzati, trasformandoli in punti di incontro, relazione e sviluppo sociale. Tra i sei progetti finanziati sul territorio provinciale, quello della Fondazione MAiC rappresenta un esempio significativo di come la cura degli spazi possa diventare anche cura delle persone, con particolare attenzione a utenti con sindrome di Down e disturbi dello spettro autistico. Il giardino si sviluppa nell’area retrostante il nuovo edificio della Fondazione MAiC, tra il parcheggio e gli ambienti destinati ad auditorium e laboratori di riabilitazione, ed è progettato per rispondere a esigenze specifiche. All’ingresso è una barriera verde che delimita lo spazio e crea una zona di accoglienza e mediazione. Cuore del giardino è lo spazio dedicato all’ortoterapia, con cassoni in legno – anche rialzati per garantire l’accessibilità a persone in carrozzina – insieme a un’aiuola condivisa con alberi da frutto pensata per attività inclusive. Particolare attenzione è stata riservata alla progettazione di ambienti idonei a utenti con bisogni specifici. Sono infatti presenti aree protette caratterizzate da “nicchie verdi”, delimitate da alberi e arbusti, pensate per offrire un contesto accogliente e rassicurante a persone con disturbi dello spettro autistico. I percorsi pedonali, realizzati in materiale naturale e compatto, garantiscono la piena fruibilità anche a chi si muove con ausili, confermando l’attenzione all’accessibilità. Oltre alla funzione terapeutica, il giardino rappresenta un’importante occasione di riqualificazione urbana e di apertura del centro MAiC alla città. Il progetto prevede infatti la fruizione dello spazio anche da parte della cittadinanza, contribuendo a rafforzare il legame tra struttura e territorio e a promuovere una cultura della partecipazione e della coesione sociale. In questo senso, il giardino terapeutico si configura non solo come luogo di cura, ma anche come bene comune, capace di generare relazioni, senso di appartenenza e nuove opportunità di socialità. Foto di Lorenzo Marianeschi

  • agliana. “IL CORAGGIO DI NON ARRENDERSI MAI”

    Un anno da incorniciare per il femminile nero verde AGLIANA. Nella serata finale svolta allo Stadio Bellucci il leitmotiv è stato “la vera vittoria è Non arrendersi mai”. Un motto ma anche una base sulla quale è stato incentrato il lavoro sportivo, tecnico e organizzativo da parte della dirigenza nero verde durante tutta la stagione sportiva. Un anno da incorniciare: accesso ai play off interregionali con U15 e U17, accesso alle fase finale professionisti per lo scudetto di categoria con U15, vittoria dei campionati regionali U15 e U17, prime classificate nei tornei Garfagnana Woman – Memorial Astori con U15, Adriatic Cup con U17 e U12, Memorial Stefania Luciani con U12 e non ultimo il riconoscimento alla notte degli Oscar di Calciopiu’ come “miglior settore giovanile femminile della Toscana”. Un anno da incorniciare per il settore femminile dell’ Am Aglianese che sta seguendo il corso storico della società nero verde riniziando a scrivere pagine importanti per la società e per l’intero movimento. Un settore giovanile e non solo, come ricordato nella serata finale allo Stadio Bellucci, che anche per il prossimo anno vedrà al via della stagione sportiva 2026/2027 le categorie U12 – U15 – U17, l’allestimento della categorie pulcine per le annate 2016-2017 -2018 e la creazione della squadra U19 e prima squadra. Un intera filiera ed un segnale di grande impegno da parte della società che sta investendo nel femminile con passione e progetti importanti per il futuro a livello di programmazione sportiva, di impiantistica e con la consapevolezza di aver dimostrato attraverso dirigenti, staff tecnico e ragazze di essere il miglior movimento toscano alla pari delle società professionistiche. Nel corso della serata la società ha ringraziato lo staff tecnico, i Team manager e accompagnatori per l’eccellente lavoro svolto a supporto dell’attività e soprattutto i genitori sempre vicini nelle 176 partite giocate in lungo e largo per la Toscana e non solo. Prossimo appuntamento il 2 luglio allo Stadio Bellucci dalle 17.30 alle 19 dove si svolgerà l’Open day nero verde per il calcio femminile aperto a tutte le ragazze.

  • lutto. GIORGIO BALLI, ADDIO A 82 ANNI: QUARRATA SALUTA UN PROFESSIONISTA ESEMPLARE E UN PROTAGONISTA DELLA SUA STORIA SPORTIVA

    Commercialista, docente e protagonista del calcio quarratino degli anni d’oro: una vita spesa per la comunità, tra professione, sport e impegno civico Giorgio Balli QUARRATA. Quarrata perde una delle sue figure più riconoscibili, un uomo che ha intrecciato la propria vita con quella della comunità in più di un modo: Giorgio Balli, scomparso oggi a 82 anni, è stato commercialista, docente, fondatore di uno studio professionale di riferimento e, prima ancora, calciatore di talento in anni pionieristici per il calcio cittadino. E’ stato anche tra i soci fondatori del Lions Club Quarrata Agliana Pianura Pistoiese dove ha ricoperto vari incarichi nel corso di 40 anni. Un professionista rigoroso, una storia lunga cinquant’anni A livello professionale Giorgio Balli dopo la laurea in Economia e Commercio conseguita negli anni Settanta apre dal 1974 uno studio prima in via Montalbano e poi in Piazza Risorgimento. L’attività è destinata a diventare un punto fermo per la consulenza economica e fiscale del territorio. Dagli anni Duemila lo studio si specializza nella consulenza societaria e tributaria, lasciando progressivamente i servizi contabili e amministrativi, seguendo l’evoluzione del settore con competenza e visione. Per molti studenti della zona è stato anche un insegnante di ragioneria negli istituti scolastici superiori a Pistoia appassionato e preparato, capace di trasmettere metodo e serietà. Il calcio prima di tutto: un talento cresciuto quando Quarrata non aveva ancora uno stadio Classe 1944, Giorgio Balli appartiene a quella generazione che ha vissuto il calcio come passione pura. Il suo percorso sportivo inizia negli anni Cinquanta, quando Quarrata non aveva ancora uno stadio né una squadra ufficiale. A tredici anni debutta nel Valenzatico, e il suo talento non passa inosservato: la Pistoiese lo chiama e Balli esordisce in Quarta Serie sotto la guida dell’allenatore Trebbi. A soli sedici anni arriva il salto nel professionismo con il Prato, allora in Serie B. Vi rimane quattro anni, condividendo il campo con giocatori destinati a lasciare il segno, come Roberto Vieri e Mario Bertini. Ricordava con affetto i ritiri pre-campionato, esperienze formative che lo segnarono profondamente. Il ritorno a casa: gli anni d’oro con il Quarrata Nel 1964 Balli torna nella sua città, vestendo la maglia giallorossa del Quarrata insieme a due concittadini indimenticati: Emanuele Amadori e Paolo Baldi. Gioca in Serie D, affrontando anche gli ex compagni del Prato, e viene allenato da due figure amatissime: Bruno Cappellini e Silvano Grassi. Presidente era il leggendario Arzelio Belli, affiancato da dirigenti storici come Bino Bini e Armando Giardi. Dopo alcune incomprensioni con la dirigenza, Balli lasciò la squadra e giocò a Lamporecchio. Ma un’ultima soddisfazione lo attendeva: nel 1973 vinse il Primo Torneo dei Bar con il bar “Il Nazionale”, giocando da libero, ruolo allora innovativo ispirato alle intuizioni di Helenio Herrera. Un cittadino attivo e generoso. Il Lions Club Quarrata Agliana Pianura Pistoiese ricorda Giorgio Balli: “Un esempio di servizio, umanità e discrezione” Oltre alla professione e allo sport, Giorgio Balli ha contribuito alla vita sociale di Quarrata come socio fondatore del Lions Club “Quarrata, Agliana, Serravalle Pistoiese”, portando avanti iniziative solidali e culturali con discrezione e impegno. Appena un anno fa ha ricevuto un riconoscimento per i quarantanni di servizio nel Club. Il Presidente e i soci del Lions Club Quarrata Agliana Pianura Pistoiese esprimono profondo cordoglio per la scomparsa di Giorgio Balli, socio fondatore del Club e figura di riferimento per l’intera comunità quarratina. La notizia della sua morte ha suscitato grande commozione all’interno della famiglia lionistica, che oggi ne custodisce con riconoscenza l’eredità morale e associativa. Fin dalla nascita del Club, Giorgio Balli ha rappresentato un punto fermo: un socio capace di vivere i valori lionistici con naturalezza e autenticità, mettendo al centro amicizia, solidarietà e spirito di servizio. «In tutti questi anni – ricorda il Presidente Zamponi – abbiamo avuto modo di apprezzarne la gentilezza, la discrezione e l’equilibrio. Giorgio era una presenza rassicurante, un uomo capace di ascoltare, di costruire relazioni sincere e di offrire il proprio contributo con misura e competenza, senza mai cercare protagonismi. Il suo esempio resterà patrimonio prezioso per il Club e per tutti coloro che hanno avuto il privilegio di conoscerlo». Nell'esprimere le condoglianze alla famiglia tutta la comunità lionistica condivide il dolore dei familiari e accompagna il ricordo di Giorgio con gratitudine e affetto. «Di lui conserveremo la memoria di un uomo perbene, di un professionista stimato e di un amico autentico – affermano i soci – capace di mettere le proprie capacità al servizio degli altri. Il suo esempio continuerà a vivere nelle opere, nelle relazioni e nei valori che ha saputo trasmettere». Il ricordo di una comunità La scomparsa di Giorgio Balli lascia un vuoto profondo: nel mondo delle professioni, dove era stimato per competenza e integrità, nello sport cittadino, che lo ricorda come uno dei protagonisti della sua storia, nella comunità, che lo ha conosciuto come uomo gentile, appassionato e sempre presente. Lascia la moglie Claudia Lavorini, ex docente dell’Istituto Capitini di Agliana e i figli Caterina e Lapo. Da questo pomeriggio la salma si trova esposta alle Cappelle del Commiato della Misericordia in via Brunelleschi a Quarrata fino a lunedì 22 giugno alle 12 quando saranno celebrati i funerali nella chiesa di Santa Maria Assunta a Quarrata. Per volontà della famiglia, non fiori ma opere di bene. Sia alle Cappelle del Commiato sia in chiesa sarà presente una cassetta per le offerte: le somme raccolte saranno devolute all’Hospice La Limonaia di Spicchio, a sostegno della preziosa attività di assistenza e cura svolta nella struttura. La vita di Giorgio Balli, l’ultimo fratello di mio babbo Piero, racconta un legame forte con Quarrata, vissuto attraverso il lavoro, il calcio, l’insegnamento e l’impegno civico. Un’eredità che resterà nella memoria di molti. Andrea Balli

  • quarrata. A VILLA LA MAGIA "BENVENUTO RAGAZZI 2026

    Oggi sabato 13 Giugno ore 16:30 a Villa La Magia. La festa del Comune dedicata ai nuovi nati. Sono 165 i bambini e le bambine nati l’anno scorso residenti a Quarrata. Continua l’attenzione verso le politiche dell’infanzia e a sostegno delle famiglie QUARRATA. Oggi sabato 13 Giugno Villa La Magia ospita “Benvenuto Ragazzi” l’evento del Comune di Quarrata dedicato ai nati nel 2025. Sono 165 i bambini e le bambine nati a Quarrata l’anno scorso che risiedono nel territorio comunale. A loro e alle famiglie è dedicato questo momento di festa che l’Amministrazione Comunale organizza ogni anno, con il sostegno di Banca Alta Toscana, per dare un simbolico “benvenuto” in città. “Un momento di festa che con piacere e orgoglio riproponiamo ogni anno per celebrare i nuovi nati – commenta il Sindaco di Quarrata Gabriele Romiti – Ogni bambino che nasce è una gioia come famiglia ma anche come comunità, un evento da celebrare perché porta gioia e speranza. Come amministrazione comunale cerchiamo ogni giorno di essere accanto alle famiglie nella cura dei loro bambini: lo facciamo investendo nei nidi comunali, nei progetti e nelle politiche educative, ma anche nelle aree gioco pubbliche, per creare una Quarrata sempre più inclusiva e a misura di famiglia”. Di primaria importanza infatti sono i servizi per l’infanzia, perché svolgono un ruolo significativo nel processo di crescita dei bambini e delle bambine. Si tratta infatti dei primi luoghi, diversi da quello familiare, dove ha inizio il percorso di apprendimento e di socializzazione, in cui si gettano le prime basi per la formazione di una cittadinanza attiva e responsabile. E’ in tale ottica, che l’ufficio Pubblica Istruzione del Comune di Quarrata ha promosso negli anni, supporto e formazione per il personale dei servizi per l’infanzia pubblici e privati del territorio, nella convinzione che questo sia un investimento prezioso sul futuro, per il benessere di tutta la Comunità. Con il tempo sul territorio si è costituito un Tavolo di progettazione educativa 0-6 anni, formato dai coordinatori pedagogici dei nidi d’infanzia pubblici e privati, dai titolari e referenti delle scuole dell’infanzia private e statali del Comune di Quarrata, con l’intento di sostenere il raccordo tra i servizi 0/6 anni presenti sul territorio e di progettare coerenti azioni di rete. Il sistema integrato 0-6 del Comune di Quarrata mette al centro il benessere di bambine e bambini e la partecipazione attiva delle famiglie attraverso una fitta rete di servizi, atelier tematici dove i bambini possono approfondire alcune esperienze di gioco e scoperta e progetti speciali. “Benvenuto Ragazzi” prevede una merenda offerta e un po’ di animazione per tutti bimbi che saranno presenti a Villa La Magia. Inoltre, a ricordo della giornata passata assieme, verrà realizzata e donata ad ogni famiglia una foto ricordo. L’invito è rivolto non solo ai genitori dei bambini ma anche ai nonni/nonne e a fratellini/sorelline. [comune di quarrata]

  • MOBILITAZIONE E CONVERGENZA: IL FUTURO SI COSTRUISCE INSIEME

    Martedì 16 giugno al Circolo Le Fornaci (ore 20) dialogo con Antonella Bundu e il Collettivo di Fabbrica GKN su Flotilla, mutuo soccorso e reindustrializzazione dal basso. Una serata a sostegno della campagna “un’azione contro il riarmo”. PISTOIA. Non c'è salvezza fuori dalla mobilitazione. Non c'è progetto fuori dalla convergenza. Martedì 16, dalle ore 20, al Circolo Le Fornaci, via Fornacione 52, Pistoia, incontro con Antonella Bundu e il Collettivo di Fabbrica Gkn. Antonella Bundu ci racconterà l'esperienza di un mese sulla Flotilla. Il Collettivo di Fabbrica Gkn parlerà di come convergenza e mutuo soccorso della società civile di mare e di terra sono indispensabili per lottare uniti. E’ una serata per sostenere la campagna "un'azione contro il riarmo", per il piano di reindustrializzazione dal basso della cooperativa creata dai lavoratori ex Gkn. Una azione per un piano che dovrà produrre pannelli solari e cargobike, ma è anche e soprattutto una azione per la giustizia sociale e climatica, contro genocidi, economia di guerra e sfruttamento. Una azione contro chi sostiene il riarmo, che, dopo aver delocalizzato, speculato, impoverito i territori, deindustrializzato, inquinato, ora vuol convincerci che la reindustrializzazione bellica creerà posti di lavoro. Creerà invece debito, povertà e morte. Abbiamo invece bisogna del "si può fare" dei lavoratori della ex-Gkn, di un metodo Flotilla, di mettere in mare una o più barche. Una Flotilla anche nell'economia per togliere ogni alibi a chi vuole il riarmo e per rompere il blocco alla reindustrializzazione ecologica. L’evento è organizzato dal Circolo Le Fornaci con i Solidali della Soms Insorgiamo e risponde all'appello del Collettivo per sostenere la campagna "un'azione contro il riarmo". Si inizierà alle ore 20 con la cena, un'ottima pizzata sociosolidale, seguita alle 21 dal dibattito e poi da un concerto dal vivo con Emiliano Degl’Innocenti ed alcuni ospiti. Per prenotare telefonare al 347 1193692.

  • remigrazione. SINISTRA PROGETTO COMUNE: "SANZIONI PER ANTONELLA BUNDU E SUDD COBAS"

    “Le destre provocano in modo sempre più estremo e quando i territori rispondono vengono colpite colpevoli solo di coltivare sentimenti di umanità” PRATO- FIRENZE. Queste le dichiarazioni di Antonella Bundu e Dmitrij Palagi (Sinistra Progetto Comune) e di Francesca Ciuffi (SUDD Cobas)“La Questura di Prato, attraverso la Divisione Investigazioni Generali e Operazioni Speciali, ha notificato ad Antonella Bundu un verbale di accertamento di illecito amministrativo per il presidio antifascista tenuto in piazza Europa il 6 e 7 marzo 2026. La contestazione è la violazione dell'articolo 18, commi 1 e 3, del Testo unico delle leggi di pubblica sicurezza, così come modificato dall'articolo 9 del decreto-legge 24 febbraio 2026 n. 23, il cosiddetto "decreto sicurezza". La sanzione prevista va da 1.000 a 10.000 euro e sarà quantificata dal Prefetto di Prato. Antonella Bundu ha potuto leggere la PEC solo ieri: il suo telefono è finito in mare durante il sequestro della Global Sumud Flotilla in acque internazionali da parte delle forze armate israeliane, e per settimane è rimasta priva degli strumenti per comunicare. La notifica di una sanzione per aver difeso la memoria della deportazione la raggiunge mentre ancora porta sul corpo l'esperienza di un'altra violenza di Stato, quella subita in mare per aver tentato di rompere l'assedio su Gaza. Cosa è successo davvero il 7 marzo? Il 7 marzo a Prato non è una data qualunque. Nel 1944, dopo gli scioperi operai contro l’occupazione nazista e i collaborazionisti fascisti, 133 cittadini pratesi furono rastrellati e deportati nei campi di concentramento di Mauthausen ed Ebensee. In pochi tornarono. In quella giornata di memoria il comitato neofascista “Remigrazione e Riconquista” aveva scelto di portare in piazza Europa, su appello nazionale, le proprie parole d'ordine sulla deportazione degli stranieri e sulla “remigrazione”. A questo la città ha risposto: lavoratrici e lavoratori, studentesse e studenti, sindacato, associazioni e forze politiche hanno presidiato lo spazio pubblico perché in quella piazza, in quel giorno, non si celebrasse l'apologia di ciò che ottant'anni prima aveva riempito i vagoni diretti ai lager. Il verbale contesta a Bundu di aver contribuito al montaggio di una tenda, di aver preso pubblicamente la parola nel corso di una conferenza stampa e di aver diffuso sui propri profili social l'invito al presidio. Le si addebita, in sostanza, di aver fatto politica e antifascismo alla luce del sole. Non ci risulta che difendere la memoria di una deportazione e contrastare un raduno neofascista costituisca un pericolo per l'ordine pubblico: ci risulta semmai il contrario.Il profilo giuridico merita attenzione, perché è qui che si misura l'arbitrio. L'articolo 18 del TULPS è una norma del 1926, consolidata nel testo unico fascista del 1931. La Corte costituzionale lo ha colpito a più riprese: con la sentenza n. 27 del 1958, con la n. 90 del 1970 e con la n. 11 del 1979. Proprio quest'ultima ha dichiarato costituzionalmente illegittimo il punto che equiparava i promotori della riunione a chi semplicemente vi prende la parola. Come ha documentato il costituzionalista Edoardo Caterina, il decreto sicurezza del 2026 ha di fatto riesumato quella previsione, reintroducendo la sanzione per "coloro che nelle riunioni predette prendono la parola": una disposizione giuridicamente inesistente perché travolta dalla declaratoria di illegittimità del 1979. Contestare ad Antonella Bundu di aver "preso la parola" significa fondare un provvedimento punitivo su una norma che la Corte costituzionale ha cancellato dall'ordinamento mezzo secolo fa. C’è di più. Il decreto sicurezza viene presentato come una depenalizzazione, perché trasforma il reato di omesso preavviso, prima punito con l'arresto, in illecito amministrativo. Ma la sanzione pecuniaria introdotta (fino a 10.000 euro per l'omesso preavviso e fino a 12.000 per l'inosservanza delle prescrizioni) è ben più afflittiva della vecchia ammenda. Si toglie il timbro penale e si moltiplica per dieci il costo economico del dissenso. È una depenalizzazione di facciata che colpisce il portafoglio per scoraggiare la piazza.La notifica a Bundu non arriva da sola. Si aggiunge alle sanzioni già recapitate al Sudd Cobas per lo stesso presidio: a ciascuna delle sindacaliste e dei sindacalisti colpiti sono state contestate tre violazioni per omesso preavviso, fino a 10.000 euro, e due per non aver obbedito all'ordine di scioglimento, fino a 20.000 euro. È uno dei primi utilizzi in Toscana del nuovo decreto sicurezza, e non è un caso che colpisca chi organizza il conflitto sindacale e l'antifascismo militante. Lo stesso strumento, denuncia il sindacato, viene usato anche per punire chi sciopera: un attacco a 360 gradi alle libertà democratiche e al diritto di sciopero. Con il decreto sicurezza non è più la magistratura a decidere se e come punire chi manifesta: è la Questura ad avere la facoltà di comminare sanzioni pesantissime, senza dover passare dal vaglio di un giudice. La libertà di riunione viene sottratta al controllo di un tribunale e consegnata alla discrezionalità dell'autorità di pubblica sicurezza. È un arretramento dello Stato di diritto che riguarda tutte e tutti, non solo chi quel giorno era in piazza.Non è una vicenda solo pratese. A Firenze la Prefettura ha già notificato verbali con sanzioni fino a 10.000 euro a chi, il 28 marzo, aveva espresso contrarietà all'apertura della sede di Futuro Nazionale in piazza Tanucci. Il filo è evidente: si usa una norma di matrice fascista, rianimata da un governo di destra, per sanzionare l’antifascismo, lo sciopero e la solidarietà. Si protegge chi predica la “remigrazione” e si multa chi la contesta. C’è poi l’episodio che ha colpito i CARC per una contestazione alla sede di Fratelli d'Italia in piazza Oberdan. Insomma le destre provocano, tutelate dai loro ruoli di potere, chi risponde dal basso viene colpito dall'alto.Quello che è in gioco non è la regolarità di un preavviso, ma la libertà di riunione garantita dagli articoli 17 e 21 della Costituzione. Il decreto sicurezza si inserisce in una più ampia operazione di disciplinamento sociale: criminalizzare il dissenso, spaventare chi organizza il conflitto, alzare il prezzo della partecipazione politica fino a renderla un lusso. È la grammatica del capitalismo di guerra, che disinveste da salari e servizi pubblici per riversare risorse nel riarmo e ha bisogno di una società irreggimentata e silenziosa.Sinistra Progetto Comune e SUDD Cobas non si fanno ovviamente spaventare e anzi si impegneranno con tutte le altre realtà colpite per costruire una risposta ampia diffusa, che porti alla cancellazione di queste norme, oltre che all'annullamento delle sanzioni”. (s.spa.)

  • ITALIA VIVA PISTOIA RIBADISCE SOSTEGNO AL SINDACO E RICHIAMA L' UNITA' DELLA COALIZIONE

    “Scelte nella piena autonomia del primo cittadino. Le polemiche non indeboliscano il progetto comune: l’interesse della comunità viene prima delle aspettative individuali” PISTOIA. Auguri di buon lavoro alla Giunta. Riteniamo che il Sindaco, nell’autonomia che gli compete e nelle prerogative del suo ruolo, abbia compiuto le scelte che ritiene più funzionali al buon governo della città. A lui spettano la responsabilità delle decisioni e il giudizio sui risultati che saranno raggiunti. Guardiamo con rammarico alle polemiche emerse in queste ore nei nostri riguardi. Dopo aver condiviso un percorso elettorale e contribuito insieme alla vittoria del centrosinistra, crediamo che il valore da preservare sia quello dell’unità della coalizione. Le legittime aspettative personali meritano rispetto, ma l’interesse della comunità deve sempre restare il punto di riferimento dell’azione politica e prevalere sugli individualismi. Italia Viva continuerà a lavorare per rafforzare uno spazio riformista serio, credibile e aperto, fondato sui valori della competenza, del pragmatismo, dell’europeismo e del buon governo. Un progetto che guarda al futuro della città e che vuole coinvolgere tutte le energie disponibili a dare un contributo positivo a Pistoia. Rivolgiamo infine i migliori auguri di buon lavoro a Olimpia Banci. Siamo certi che, grazie alle sue qualità professionali e umane, saprà offrire un contributo importante all’amministrazione e alla città e ben rappresentate Italia Viva Pistoia. Italia viva Pistoia - Casa Riformista

  • poggio. IL BARGO NON E' PIU' DEI POGGESI. PALANDRI LO RESTITUISCE AL DEMANIO

    Dalla promessa elettorale di valorizzarlo alla sua chiusura. La giunta stoppa il processo di federalismo culturale che avrebbe portato all’acquisizione del bene. E’ la fine per i piani di riqualificazione dell’unico polmone verde rimasto a Poggio a Caiano POGGIO. La giunta Palandri ha deciso che il Parco del Bargo non sarà più dei poggesi. Il polmone verde del comune mediceo, parte integrante della sua storia, torna in mano al Demanio. E’ scritto nero su bianco nella delibera di giunta che decreta la fine della collaborazione, avviata molti anni fa sulla base prima di una convenzione e poi del Federalismo culturale, con l’agenzia del Demanio a cui viene restituito il bene. Significa dire addio all’ipotesi di una nuova caserma dei carabinieri negli immobili presenti all’interno del Bargo lungo la regionale 66, gettare nel cestino il piano di rilancio di quest’area, la cui riqualificazione tra l’altro era nel programma elettorale dello stesso Palandri, e mettere a rischio le attività di volontariato del centro AUSER- Comitato anziani, che all’interno del Bargo gestisce una pizzeria e porta da sempre avanti molte attività sociali per la comunità. “Una scelta grave – denunciano i consiglieri di opposizione del gruppo Poggio Insieme-Centrosinistra- che cancella ogni prospettiva di recupero dell’area. Non solo non si investe nel recupero e nella valorizzazione dell’area, come promesso in campagna elettorale, ma si rinuncia persino a mantenerne la disponibilità”. Il perché di una scelta così autolesionista, è contenuto nella stessa delibera. Si passa da un “il Comune non sta utilizzando in alcun modo il Parco” a questioni ragionieristiche. L’amministrazione comunale infatti non ha ottenuto il contributo statale previsto da un bando del ministero dell’Interno. O meglio, è tra gli ammissibili ma non tra i beneficiari. E dunque: niente soldi, niente Bargo. L’amministrazione Palandri sembra avere risorse solo per avvocati e affitti spropositati: per la nuova sede della Polizia Locale paga un canone di locazione, quando sarebbe stato possibile acquistare un immobile. Per la nuova caserma dei carabinieri, invece, sostiene che potrà essere realizzata, chissà quando, solo se interverranno il Ministero e l’Arma. E a questo punto viene da chiedersi anche dove. Menomale che la sicurezza è un tema a loro caro. Evidentemente solo a parole”. “Non è un buon inizio del terzo anno di mandato per Palandri – prosegue l’opposizione poggese- amministrare significa cercare soluzioni non mollare al primo ostacolo. E invece di cercare soluzioni questa amministrazione preferisce chiudere. E così, dopo il Palazzetto dello Sport, anche il Parco del Bargo si aggiunge a questa triste lista dei beni non più utilizzabili dai poggesi. Palazzetto, che è bene ricordare, per questa amministrazione sembrava dovesse crollare da un giorno all’altro, salvo poi scoprire, in consiglio comunale dopo due anni, per bocca del sindaco Palandri, che “tutto sommato (il Palazzetto) non è messo così male”. Altra chiusura emblematica è la Villa Medicea e il suo giardino, con questi spazi divenuti a pagamento per tutti, poggesi compresi. Certo il biglietto d’ingresso alla Villa Medicea non l’ha deciso la giunta Palandri, ma anche in questo caso, Palandri si è arreso al primo “no”. E quindi che fine ha fatto il filo diretto con il Governo centrale, di cui si vantavano fino all’ultima passerella del ministro Giuli dello scorso anno? Evidentemente s’è spezzato.” La decisione della giunta Palandri getta alle ortiche una lunga collaborazione con il Demanio che dal 2000 al 2013 è stata regolata da una convenzione e poi da un confronto continuo che attraverso il Federalismo culturale avrebbe portato all’acquisizione del bene aprendo le porte a un piano di riqualificazione e di valorizzazione, preceduti dalla messa in sicurezza di quei luoghi che hanno bisogno di cura. Ed è proprio dentro questo processo e questa interlocuzione che sarebbe stato possibile trovare una soluzione anche per i canoni arretrati. Ad esempio attraverso uno scomputo dei vari lavori di manutenzione effettuati dal Comune al posto dello Stato, come è sempre stato fatto finora dalle giunte precedenti. Ma la cosa più grave è che si priva Poggio a Caiano del suo polmone verde e purtroppo lo si condanna ad una lenta ed inesorabile autodistruzione: la natura si riprenderà i suoi spazi, come già sta facendo, con effetti devastanti. “E’ – concludono i consiglieri di centrosinistra- l’ennesima promessa tradita dal Sindaco che, nel suo programma elettorale, scriveva: ”Creeremo nuove aree di aggregazione per i giovani sfruttando anche la valorizzazione del parco del Brago, mediante la messa in sicurezza, recupero della viabilità interna, pulizia del sottobosco e valorizzazione dell’area sulla base di un progetto d’intervento. […] Questo permetterà di mantenere il Bargo in uno stato di manutenzione consono al luogo ed utilizzabile anche per le visite turistiche ridando vita ad un’area oggi abbandonata e degradata”. E’ questo il significato di #CAMBIARE DAVVERO#?” Gruppo Consiliare Poggio Insieme-Centrosinistra

  • serravalle. PISTOIA E LA LEZIONE DEL VOTO: PERCHE' IL CIVISMO TORNA AL CENTRO DELLA POLITICA LOCALE

    Federico Gorbi analizza le tensioni nei partiti dopo il voto e rilancia il ruolo delle liste civiche come risposta alla distanza tra cittadini e politica SERRAVALLE. Il voto al Comune di Pistoia ha avuto per ora due conseguenze degne di nota. A destra, tra gli sconfitti, sono partite accuse reciproche tra alcuni esponenti della coalizione e, in qualche caso, anche tra gli iscritti allo stesso partito. Segno che l'unità c'era fino a quando c'era il potere. A sinistra, il neo sindaco Giovanni Capecchi ha dovuto trattare per oltre due settimane con i partiti che lo hanno sostenuto per trovare gli equilibri tra i diversi appetiti di ogni singola lista. Segno che l'unità non si raggiunge nemmeno con il potere se le differenze sono eccessive. PISTOIA NON E' UN CASO ISOLATO Negli ultimi anni i cittadini hanno lanciato un messaggio chiaro alla politica: si chiede autenticità, presenza e concretezza. Quando si vota, le persone non cercano slogan confezionati nelle segreterie. Cercano donne e uomini che conoscono i problemi della comunità, che vivono il territorio, che condividono le difficoltà e le opportunità del luogo in cui amministrano. Vogliono persone radicate, riconoscibili e credibili. Altrimenti si rifugiano nell'astensionismo. SI CERCA ALTRO, MOLTO ALTRO... Molti elettori non trovano più nei partiti tradizionali alcuni valori che ritengono fondamentali: vicinanza ai cittadini, attenzione ai problemi concreti e capacità di costruire risposte partendo dall’ascolto della comunità. Non contrapposizioni ideologiche, tatticismi e polemiche ma strade da sistemare, servizi da migliorare, scuole da sostenere, spazi pubblici da valorizzare e opportunità per famiglie imprese. LISTE CIVICHE, UNA VISIONE POLITICA Se l’interesse della comunità viene prima delle appartenenze, se i problemi si affrontano con pragmatismo e se il confronto deve unire anziché dividere è possibile coinvolgere persone provenienti da culture e sensibilità differenti, accomunate dalla volontà di costruire qualcosa di utile per il proprio territorio. Occorre però difendere il significato autentico del civismo da chi tenta di utilizzarlo come semplice etichetta elettorale. Non è civismo quello di chi usa il Comune come trampolino per una carriera politica personale, magari con una tessera nascosta in tasca. Non è civismo quello di chi considera gli enti locali un passaggio intermedio verso incarichi più prestigiosi. Non è civismo quello di chi piega gli interessi della comunità alle convenienze dei partiti nella speranza di ottenere ricompense. IL VERO CIVISMO E' SERVIZIO È la scelta di dedicare tempo, energie e competenze alla propria comunità senza secondi fini. È la volontà di costruire amministrazioni capaci di ascoltare, decidere e realizzare. È il coraggio di mettere al centro i cittadini anziché le logiche di partito. E SERRAVALLE? Il civismo rappresenta oggi non solo una risposta alla crescente distanza tra cittadini e politica, ma anche una straordinaria opportunità di rinnovamento democratico. Dove il civismo è autentico, cresce la partecipazione, si rafforza il senso di appartenenza e torna la fiducia nelle istituzioni. Ed è proprio da qui, dalle comunità locali e dall’impegno di chi le vive ogni giorno, che può ripartire una politica più credibile, più vicina alle persone e più capace di costruire il futuro, anche a Serravalle. Chi ci sta? Federico Gorbi

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