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- quarrata. LUTTO. “RIPOSA IN PACE, PICCOLA GRANDE LEONESSA"
La comunità di Vignole in lutto per la scomparsa della quindicenne Enya Piccoli QUARRATA. La comunità parrocchiale di San Michele Arcangelo a Vignole si stringe in queste ore attorno al dolore della famiglia Piccoli per la scomparsa della giovanissima Enya, scomparsa a soli 15 anni. Una notizia che ha scosso profondamente Vignole e tutta Quarrata, lasciando un vuoto difficile da colmare. Da tempo malata, Enya aveva affrontato la sua battaglia con una forza che in molti ricordano come straordinaria, una vera “piccola grande Leonessa”. Negli ultimi giorni le sue condizioni si erano aggravate e la ragazza era ricoverata all’Ospedale Meyer di Firenze, dove si è spenta circondata dall’amore dei suoi cari. Ieri la comunità si era riunita in preghiera per lei, sperando in un miglioramento che purtroppo non è arrivato. Enya era la figlia maggiore di Giovanni Piccoli, tappezziere molto conosciuto di via di Mezzo. Lascia la mamma Irene e la sorella Asya, oltre a una rete di affetti che oggi si ritrova smarrita davanti a un dolore così grande. Chi desidera portare un saluto o una preghiera potrà farlo dal tardo pomeriggio di oggi presso la Chiesa antica di Vignole, dove sarà allestita la camera ardente. Le esequie saranno celebrate domani giovedì 28 maggio alle ore 15.00 nella Chiesa nuova di Vignole. In segno di rispetto per il lutto che ha colpito la comunità, l’amministrazione comunale di Quarrata ha annullato l’assemblea pubblica prevista per questa sera al Circolo Il Campanile. La città si raccoglie nel silenzio e nella preghiera, accompagnando Enya nel suo ultimo viaggio. Riposi in pace.
- montemurlo. CICLOVIA DEL SOLE: APPROVATA UNA VARIANTE CHE MIGLIORA LA SICUREZZA E SALVA I PARCHEGGI IN VIA FRATELLI CERVI
I lavori in corso sulla via Montalese, all'altezza del Mulino, ridisegnano la mobilità dolce sul territorio. Iniziati anche i lavori in via Fratelli Cervi. Il Consiglio comunale, nel corso dell'ultima seduta, ha approvato la prima variante in corso d'opera alla Ciclosole. In via Fratelli Cervi non verrà più ridotta la carreggiata e, parallelamente all'istituzione del senso unico di marcia, non solo non si verificherà alcuna perdita di soste, ma sarà possibile incrementare il numero di posti auto disponibili per i residenti. Il sindaco Calamai: «Un'opera di respiro europeo che promuove la mobilità dolce e in piena sicurezza all'interno della città» MONTEMURLO. A Montemurlo entrano nel vivo i lavori per la realizzazione del tratto della Ciclovia del Sole (Ciclosole), la grande infrastruttura ciclabile d'importanza europea che collegherà il Nord Europa con Malta, unendo in questo segmento anche Bologna a Firenze. Dopo la via Montalese nella zona del Mulino, dove gli operai stanno procedendo con le operazioni di asfaltatura in tappeto rosso della nuova pista ciclopedonale, in questi giorni lavori stanno partendo anche in via Fratelli Cervi. L'intervento, che prevede la completa riqualificazione del tracciato preesistente, consentirà di unire in modo continuo e protetto il Comune di Montale con Prato, attraversando interamente il territorio montemurlese. «Siamo di fronte a un'infrastruttura di straordinaria importanza, non solo per la promozione turistica del territorio - spiega il sindaco Simone Calamai - Per i montemurlesi, infatti, rappresenta innanzitutto la concretizzazione di una viabilità dedicata a pedoni e biciclette, pensata per potersi spostare in piena sicurezza, incentivando la mobilità sostenibile e la vita all'aperto». Per rispondere al meglio alle esigenze dei cittadini e ottimizzare l'inserimento dell'opera nel tessuto urbano, il Consiglio comunale ha recentemente approvato la prima variante urbanistica in corso d'opera al progetto originario della Ciclovia che era stato licenziato dal Consiglio nel 2023; favorevoli i 13 consiglieri di maggioranza, quattro i contrari dell'opposizione. La variante, pur muovendosi nel rispetto dei rigidi vincoli tecnici imposti da un'opera di respiro europeo che coinvolge enti sovraordinati, ha permesso di introdurre sostanziali miglioramenti. Le modifiche principali riguardano la messa in sicurezza di alcuni nodi critici e l'accoglimento delle istanze sollevate dai residenti. In particolare, è stato ottimizzato l'incrocio e il punto di attraversamento viario lungo via Montalese al Mulino per riprendere via Tito Speri. La novità più rilevante riguarda però via Fratelli Cervi: accogliendo le osservazioni della cittadinanza, il progetto è stato rimodulato. In questo tratto la carreggiata stradale non verrà più ridotta e, parallelamente all'istituzione del senso unico di marcia, non solo non si verificherà alcuna perdita di soste, ma sarà possibile incrementare il numero di posti auto disponibili per i residenti e per chi frequenta la zona. La variante ha inoltre previsto il miglioramento dei materiali che saranno impiegati in altre porzioni e tratti della ciclovia in corso di realizzazione. «Il nostro obiettivo - conclude Calamai - è quello di consegnare a Montemurlo una ciclopedonale che unisca il confine con Montale fino a Prato nel modo migliore possibile. Vogliamo promuovere la mobilità dolce e, allo stesso tempo, offrire una nuova modalità per apprezzare e vivere le bellezze del nostro territorio». La variante, illustrata in Consiglio Comunale dal vice sindaco Alberto Vignoli, viene attuata a parità di quadro economico complessivo. Le modifiche hanno generato un risparmio di circa 48 mila euro sull'appalto dei lavori, cifra interamente riutilizzata per coprire i maggiori costi legati agli espropri. "La variante approvata migliora sensibilmente l'impatto che la ciclobia avrà sulla viabilità cittadina, migliorando la sicurezza e preservando le aree di sosta esistenti nonchè le alberature" spiega Vignoli. Tra le altre modifiche introdotte, la variante migliora infatti l'impatto viario all'intersezione tra via della Rocca e via Bixio con la realizzazione di una nuova area di sosta per le biciclette, che comunque non ostacolerà i flussi veicolari. In via La Marmora a Fornacelle il tracciato sarà ridotto per minimizzare l'esproprio sul giardino della parrocchia. All'incrocio tra via Fermi e via Morecci sarà traslato l'attraversamento pedonale per risolvere i problemi del marciapiedi e migliorare la visibilità. In piazza della Libertà, via Indipendenza il tracciato sarà spostato all'interno della piazza pedonale per azzerare l'impatto sui parcheggi ed evitare l'abbattimento delle alberature. Fabiana Masi Ufficio stampa Comune di Montemurlo tel. 0574 558212
- VIAGGIO IN CINA, DELEGAZIONE PREMIATA PER LA PROMOZIONE INTERNAZIONALE DEL TE'. E SI GUARDA A NUOVE COLLABORAZIONI CULTURALI: "GEMELLAGGIO CON PRATO"
Alla fondatrice dell'associazione Zentè è stato riconosciuto l'attestato di Ambasciatrice per la promozione del tè bianco. Il viaggio, raccontato da Sdb Comunicazione, si è concluso con le tappe a Fuding, Fuzhou e Xuefeng. Ora si pensa al dialogo istituzionale con Prato e la Toscana PRATO. Da un lato l'attestato per la promozione del tè bianco di Fuding e per lo sviluppo del dialogo culturale con l’area di Wuyishan e Nanping. Dall'altro la proposta di aprire un ponte di dialogo con Prato e la Toscana per scambi culturali e commerciali, fino ad arrivare a un potenziale gemellaggio fra territori. Si è chiuso così il viaggio di studio e ricerca in Cina promosso dall'associazione Zentè e raccontato dall'agenzia Sdb Comunicazione. Un percorso culturale e istituzionale, fianco a fianco con esperti e appassionati di tè, che ha portato a rafforzare la conoscenza in Italia della cultura tradizionale del tè cinese. Ma anche a gettare le basi per nuove forme di collaborazione fra istituzioni e territori. Particolarmente significativo il rapporto stretto col Municipio di Fuding e con la Fuding Chinese White Tea Ancestor Culture Research Association, che non solo ha portato alla scoperta del monte Taimu e all'esperienza di raccolta e lavorazione del tè bianco, ma anche a una speciale cerimonia in stile Song. Un momento dal grande valore culturale, che è andato a raccontare l'essenza della tradizione cinese del tè fra riti, cerimonie, maestri, e artigianato locale. Un'esperienza al termine della quale Cristina Hua, fondatrice di Zentè, è stata premiata come Ambasciatrice per la Promozione del Tè Bianco di Fuding ma anche per la promozione del dialogo culturale con l’area di Wuyishan e Nanping. “Un traguardo che mi riempie di orgoglio e per cui voglio ringraziare tutte le persone che credono in me e che mi sostengono in questo progetto” sottolinea l'esperta di tè cinese che da anni vive a Prato e che ha il suo spazio culturale in via Catani. Esperti e appassionati, affiancati dall'Ufficio Turistico Locale, hanno avuto anche la possibilità di visitare luoghi di riferimento del territorio. A Lvxueya c'è stata la visita a oltre 130 ettari di piantagioni ecologiche di tè biologico, situate nell’area del monte Taimu, a oltre 1000 metri di altitudine. A nord il monte protegge dai venti freddi, mentre a est il Mar Cinese Orientale porta aria calda e umida: un ambiente naturale perfetto per la coltivazione del tè bianco. Poi c'è stata la raccolta delle foglie di tè e, guidati dai maestri del tè, la realizzazione di tè bianco artigianale. La fondatrice di Lvxueya, Shi Lijun, ha accompagnato personalmente la delegazione durante tutta la visita spiegando la filosofia della coltivazione biologica e della cultura del tè bianco cinese. Successivamente la visita a Dàtíng Tea, osservando i processi di selezione e lavorazione del tè, degustando reinterpretazioni moderne del tè cinese e miscele floreali innovative. [stefano de biase]
- SPIANATE, MUORE SCHIACCIATO DA UNA PRESSA: PESCIA IN LUTTO PER GIACOMO PUCCI
Il giovane operaio perde la vita in un incidente sul lavoro. Il cordoglio di Oreste Giurlani: “Una tragedia che colpisce tutti noi” PESCIA-ALTOPASCIO. Un’altra tragedia sul lavoro scuote la Valdinievole. Nella mattinata di oggi, in una ditta della frazione di Spianate, nel comune di Altopascio, ha perso la vita Giacomo Pucci, giovane operaio pesciatino rimasto schiacciato da una pressa durante una fase di movimentazione del macchinario. L’incidente è avvenuto intorno alle 11.40: inutili i tentativi di rianimazione da parte dei colleghi e del personale del 118, intervenuto insieme ai vigili del fuoco, ai carabinieri e ai tecnici del PISLL. La notizia ha immediatamente raggiunto Pescia, dove Pucci era molto conosciuto. Oreste Giurlani ha espresso pubblicamente il proprio dolore con parole di grande partecipazione: «Ho appreso della morte di Giacomo Pucci, un nostro concittadino. Voglio esprimere profondo cordoglio per l’infortunio mortale sul lavoro avvenuto oggi in una ditta di Spianate, nel comune di Altopascio. È una tragedia che colpisce duramente la comunità di Pescia e il mondo del lavoro. Lo conoscevo: un bravissimo ragazzo. Mi stringo con sincera partecipazione attorno alla famiglia e ai colleghi della vittima, condividendo un dolore che nessuna parola può davvero alleviare». Giurlani ha poi ricordato come la città stia pagando un prezzo altissimo in termini di sicurezza sul lavoro: «La nostra comunità sta pagando un durissimo prezzo sulla sicurezza dei luoghi di lavoro. Voglio ricordare Salvatore, Sandro, Mario, Giovanni e ora Giacomo. Condoglianze di cuore alla famiglia». La dinamica dell’incidente è ora al vaglio degli inquirenti, che stanno ricostruendo le fasi esatte dell’accaduto per comprendere se vi siano state anomalie nelle procedure o criticità legate alla movimentazione del macchinario. Intanto Pescia e Altopascio si stringono attorno ai familiari di Giacomo Pucci, un giovane descritto da tutti come serio, generoso e molto legato al suo lavoro. Un’altra vita spezzata in un settore che continua a registrare numeri drammatici, riaccendendo il dibattito sulla necessità di rafforzare controlli, formazione e cultura della prevenzione.
- PISTOIA, ECCO IL NUOVO CONSIGLIO COMUNALE: IL CENTROSINISTRA CONQUISTA LA MAGGIORANZA CON 20 SEGGI
Capecchi eletto sindaco al primo turno. Dodici seggi al centrodestra, fuori M5S e Rifondazione. Tutti i nomi degli eletti e gli esclusi PISTOIA. Con la conclusione dello scrutinio delle amministrative, Pistoia ha definito la composizione del nuovo Consiglio comunale 2026–2031. La vittoria al primo turno di Giovanni Capecchi, sostenuto dal centrosinistra, ridisegna gli equilibri politici della città dopo nove anni di amministrazione di centrodestra. La coalizione vincente ottiene 20 seggi, mentre all’opposizione vanno 12 seggi. Nessun rappresentante per Movimento 5 Stelle, Rifondazione Comunista e liste minori. La nuova maggioranza: 20 seggi al centrosinistra Il PD si conferma la forza trainante della coalizione. Entrano in Consiglio: Stefania Nesi, Lorenzo Scalise, Paolo Tosi, Matteo Giusti, Irene Bottacci, Lorenzo “Boa” Boanini, Linda Cecchi, Tommaso Braccesi, Antonella Cotti, Leonardo Nesti, Bruno “Leca” Leka, Alvaro Alberti. (Se Nesi come annunciato entrerà in Giunta, subentrerà Alessandro Giovannelli.) Quattro seggi saranno ricoperti dalla lista civica "Capecchi Sindaco": Sandro Giannessi, Paolo Biagioli, Giulia Caselli, Alessandro Errigo. Alleanza Verdi e Sinistra-Possibile - Liste civiche sarà rappresentato in consiglio comunale da Francesco Branchetti, Mattia Nesti e Lavinia Ferrari. Un seggio è stato assegnato a Tina Nuti dei Civici e Riformisti L’opposizione: 12 seggi al centrodestra Oltre ad Anna Maria Celesti in virtù dei voti ricevuti entrano in consiglio Francesca Capecchi, Lorenzo Galligani, Matteo Pomposi, Jacopo Venturi e Francesco Pelagalli per Fratelli d’Italia, Dario Baldassarri, Alessandro Sabella e Paola Calzolari per Forza Italia – PPE – UDC – Liste civiche; Samuela Breschi e Tiziano Reni di Avanti Pistoia e Cinzia Cerdini per la Lega. Noi Moderati non ottiene nessun seggio Gli esclusi: nessun seggio per M5S, Rifondazione e sinistra radicale Non ottengono rappresentanza: Movimento 5 Stelle (2,34%), Rifondazione Comunista (1,22%) e Pistoia Rossa – Mancinelli (2,53 %) · Il quadro politico: una città che cambia Il centrosinistra torna dunque alla guida della città con un risultato netto. Capecchi supera il 54% al primo turno, mentre la candidata del centrodestra Anna Maria Celesti si ferma al 42,9%. L’affluenza cresce leggermente, attestandosi al 56,57%. Il nuovo Consiglio si presenta quindi con una maggioranza ampia e un’opposizione articolata, pronta a confrontarsi sui principali temi della città: sviluppo urbano, welfare, sicurezza, cultura e transizione ecologica.
- QUARRATA, UN NUOVO SACERDOTE: MARCO MARINI SARA' ORDINATO A BERLINO IL 30 MAGGIO
Il 39enne quarratino, figlio dell’ ex sindaco Stefano Marini, tra i cinque diaconi che riceveranno l’ordinazione presbiterale. Prima Messa a Vignole il 21 giugno Marini è il secondo da destra QUARRATA. [a.b.] Una settimana dopo la Pentecoste, saranno cinque i diaconi che riceveranno l’ordinazione sacerdotale: quattro nell’arcidiocesi di Berlino e uno nella diocesi di Dresda-Meißen. Tra loro c’è anche il quarratino Marco Marini, 39 anni, uno dei figli dell’ex sindaco di Quarrata Stefano Marini. Sabato 30 maggio, alle ore 10 nella cattedrale di Santa Edvige a Berlino, riceverà l’ordinazione presbiterale per l’imposizione delle mani e la preghiera consacratoria dell’arcivescovo Heiner Koch. La celebrazione sarà accompagnata da un ricco programma musicale: la Missa sine nomine di Ludovico Grossi da Viadana, Ubi caritas di Ola Gjeilo, il coro da camera della cattedrale, i musicisti di fiato della Cappella Vitalis di Berlino, l’organista Marcel Andreas Ober e il direttore Harald Schmitt. Una vocazione maturata tra Quarrata, la Via Neocatecumenale e Berlino Nato a Pistoia e cresciuto a Quarrata in una famiglia numerosa con sei fratelli, Marco Marini è membro della comunità neocatecumenale. Dopo il diploma ha conseguito la laurea magistrale in Italianistica, per poi entrare nel Seminario Redemptoris Mater nel 2014, iniziando gli studi filosofici e teologici. Dal settembre 2024 ha svolto il suo anno di introduzione al ministero nella parrocchia di San Jakobus, nell’area di Berlino – Umland Est. «Da ragazzo mi chiedevo spesso se ci fosse davvero un posto per me nel mondo», racconta Marini. «Nella Chiesa ho trovato una comunità che mi ha fatto sperimentare l’amore di Dio, amandomi così come sono. La gratitudine per questa esperienza è stata la base che mi ha permesso di dire sì alla chiamata». Una chiamata lunga, combattuta e accompagnata Marini non nasconde che il cammino verso il sacerdozio sia stato lungo e spesso contrastato. «Ero così sfidante verso Dio… probabilmente ho infastidito gli altri, ma la gente credeva in me», dice sorridendo. Paragona il suo percorso alla parabola del paralitico portato dagli amici: «Ho avuto persone che mi hanno portato quando io non ci riuscivo». Marco Marini La prima intuizione della vocazione arrivò nel 2002, durante la Giornata Mondiale della Gioventù di Toronto. Ma il giovane Marco, allora quindicenne, mise da parte quell’idea per dedicarsi allo studio e al progetto di diventare insegnante. Nel frattempo entrò nella Via Neocatecumenale, dove ancora oggi vive la sua fede. Il momento decisivo arrivò anni dopo, durante gli studi universitari: «Avevo amici, risultati, una vita piena… ma mi mancava qualcosa. Tornare a casa la sera mi lasciava un retrogusto amaro. Desideravo qualcosa che durasse». Durante un ritiro, ascoltando la parabola del giovane ricco, sentì che quelle parole lo riguardavano direttamente: «La risposta di Gesù – Vendi tutto e seguimi – è stata il punto di svolta». La missione a Berlino e lo sguardo al futuro La comunità neocatecumenale lo ha poi condotto alla diocesi di Berlino, dove il destino dei seminaristi viene affidato al sorteggio. Oggi Marini vive e opera nella parrocchia di St. Jakobus, una realtà vivace e radicata, dove spera di portare «lo Spirito di Gesù Cristo alla gente». È particolarmente colpito dagli adulti che chiedono il battesimo: «Hanno una sete incredibile. È commovente vedere come lo Spirito Santo abbia preparato il terreno». Tra i sacramenti che attende con maggiore emozione c’è la confessione: «Per me è sempre stato un momento profondissimo con Dio. Ora potrò donarlo agli altri». Non nasconde però il peso della responsabilità: «Mi chiedo se riuscirò a gestirla bene. Ma se sono ancora qui, dopo anni di lotta con Dio, vuol dire che andrà tutto bene. Grazie a Dio Dio è diverso da me, e ha avuto pazienza». La prima Messa a Vignole Dopo l’ordinazione a Berlino, domenica 21 giugno alle 11.15, Marco Marini celebrerà la sua Prima Messa a Vignole, la comunità dove è cresciuto e dove molti quarratini lo attendono con affetto.
- VICOFARO E RAMINI, IL PARROCO INTERVIENE DOPO LA CAMPAGNA ELETTORALE
Don Massimo Biancalani: “Pistoia non è una città ostile ai migranti. Lavoriamo insieme per un’accoglienza giusta e diffusa” PISTOIA. Nel pieno della recente campagna elettorale, l’esperienza di accoglienza portata avanti dalle comunità di Vicofaro e Ramini è tornata al centro del dibattito pubblico. Candidati, commentatori e media hanno più volte chiamato in causa il percorso guidato da don Massimo Biancalani, mentre tutte le forze politiche hanno incontrato i comitati contrari al progetto. Non sono mancati interventi anche da esponenti nazionali, talvolta con toni che il parroco definisce “diffamatori”. Pur scegliendo di non rispondere nel merito delle singole dichiarazioni, don Biancalani ritiene necessario condividere alcune riflessioni alla luce del voto dei cittadini pistoiesi. “Pistoia non è una città ostile ai migranti — afferma —. La grande maggioranza dei pistoiesi crede nell’accoglienza. Le idee xenofobe e persino razziste emerse in campagna elettorale non appartengono alla nostra gente”. Il parroco rivolge quindi un appello a tutte le forze politiche, senza distinzione di schieramento, affinché si impegnino con maggiore determinazione nella gestione di un fenomeno complesso come quello migratorio. Una gestione che, secondo la parrocchia, deve partire da una progettualità di accoglienza diffusa e a bassa soglia, capace di evitare che persone vulnerabili vengano lasciate per strada, con ricadute anche sulla sicurezza del territorio. Don Biancalani richiama inoltre il ruolo fondamentale del volontariato e del terzo settore, realtà che da anni sostengono concretamente percorsi di integrazione e assistenza. L’obiettivo, ribadisce, è costruire “una società accogliente e giusta, inevitabilmente multiculturale, multireligiosa, fraterna”. Le comunità di Vicofaro e Ramini — definite da Papa Francesco “ospedali da campo” — continueranno, conclude il parroco, a vigilare affinché nessuno venga abbandonato.
- CONCERTO ALLA CIVETTA, MUSICA E COMUNITA': UN POMERIGGIO DI FESTA PER QUARRATA
Dalla Scuola Allemanda alla Panchina Rossa della Croce Rossa: un evento che unisce generazioni e rafforza il senso di comunità QUARRATA. Un pomeriggio di musica, emozioni e partecipazione quello di domenica 24 maggio alla Civetta, dove la Scuola Allemanda si è esibita con i propri allievi e con la nuova band nata quest’anno, in occasione dell’inaugurazione della Panchina Rossa promossa dalla Croce Rossa di Quarrata come simbolo di impegno contro la violenza sulle donne. La prima parte del concerto ha visto protagonisti i giovani cantanti della scuola, guidati dalla maestra Benedetta Gaggioli, con un repertorio dedicato soprattutto alla grande tradizione della voce femminile italiana. Un momento intenso e partecipato, che ha valorizzato il talento degli allievi e la cura del percorso formativo della scuola. A seguire, è salita sul palco la nuova band della Scuola Allemanda, composta da musicisti quasi tutti giovanissimi e coordinati dal maestro Ricardo Landi. Con un repertorio rock e pop internazionale, la band ha portato energia e freschezza, conquistando il pubblico presente. Il gruppo si allena regolarmente nella sala prove messa a disposizione dal Comune di Quarrata, un gesto che conferma l’attenzione dell’amministrazione nel sostenere le passioni e i percorsi creativi dei ragazzi del territorio. L’iniziativa ha coinvolto non solo i partecipanti, ma anche molte persone presenti casualmente alla Civetta, che si sono fermate ad ascoltare e a condividere il momento. In poche ore si sono ritrovate insieme diverse generazioni di quarratini, unite dalla musica e dal desiderio di stare insieme, creando un clima di comunità raro e prezioso. La giornata ha dimostrato ancora una volta quanto la città sappia unirsi attorno a iniziative culturali e sociali, capaci di far crescere relazioni, consapevolezza e partecipazione. Un esempio concreto di come la musica e il volontariato possano intrecciarsi per dare vita a momenti che arricchiscono l’intero territorio.
- PISTOIA VOLTA PAGINA, MA LA CRISI DELLA PARTECIPAZIONE RESTA APERTA
La vittoria di Capecchi segna il ritorno del centrosinistra, ma quasi metà della città non vota. I Cobas: “Serve un cambiamento reale su scuola, servizi e lavoro. L’opposizione sociale continuerà” PISTOIA. Le elezioni comunali del 2026 segnano un passaggio importante per Pistoia. Dopo nove anni di amministrazione di centrodestra, la città ha scelto di voltare pagina e affidare la guida a Giovanni Capecchi. È un cambiamento significativo, ma non basta a nascondere le contraddizioni profonde che attraversano il nostro territorio. L’affluenza, pur leggermente in crescita rispetto al 2022, resta lontana dai livelli che una comunità democratica dovrebbe considerare fisiologici. Circa il 44% dei cittadini continua a non votare: un dato che non può essere liquidato come disinteresse, ma che rappresenta un segnale di sfiducia verso una politica che troppo spesso parla un linguaggio distante dalla vita reale delle persone. Il centrosinistra ha vinto, ma ora deve dimostrare di aver compreso fino in fondo le ragioni della propria crisi storica. La coalizione che sostiene Capecchi è ampia, ma la sua forza dipenderà dalla capacità di affrontare i nodi veri: precarietà, servizi pubblici in affanno, scuola sotto pressione, quartieri che chiedono ascolto, giovani che non trovano spazi né prospettive. Senza una svolta su questi temi, il rischio è che il cambiamento resti solo un fatto elettorale. Il PD passa dal 39,64 % delle recenti elezioni regionali, ad un modesto 28,68. Segno questo che solo la presenza di un candidato civico come Giovanni Capecchi ha permesso la vittoria del centro sinistra al primo turno con oltre 12 punti di vantaggio su Celesti, con una partecipazione di quasi 10 punti superiore all’affluenza delle regionali del 2025. Il centrodestra esce sconfitto, ma non marginale. Gli anni di governo Tomasi hanno lasciato un’impronta che non scomparirà rapidamente. Molti problemi che oggi eredita la nuova amministrazione sono il risultato di scelte politiche che hanno privilegiato l’immagine rispetto ai bisogni sociali. Ma sarebbe un errore pensare che la soluzione arrivi automaticamente con un cambio di colore Come Cobas, continuiamo a vedere ogni giorno ciò che la politica fatica a guardare: scuole che reggono grazie all’impegno dei lavoratori, famiglie schiacciate dal costo della vita, servizi educativi e sociali che arrancano, lavoratori precari che tengono in piedi interi settori senza tutele adeguate. Queste realtà non possono essere affrontate con annunci o tavoli formali: richiedono scelte coraggiose, investimenti veri, partecipazione reale. Per questo diciamo con chiarezza che la vittoria del centrosinistra non chiude la partita. Anzi, apre una fase in cui sarà necessario esercitare una opposizione sociale vigile e autonoma, capace di ricordare ogni giorno che la città non si governa solo nei palazzi, ma nelle scuole, nei quartieri, nei luoghi di lavoro. La partecipazione non può essere evocata: va costruita, praticata, resa concreta. Noi continueremo a farlo. Con le nostre iniziative, con le nostre vertenze, con la nostra presenza nei luoghi dove i diritti vengono messi alla prova. Pistoia ha bisogno di una politica che ascolti davvero, che non si limiti a gestire l’esistente, che sappia immaginare un futuro diverso. Se la nuova amministrazione avrà il coraggio di farlo, troverà interlocutori esigenti ma disponibili. Se invece prevarrà la logica della continuità, saremo come sempre dalla parte di chi non ha voce. Carlo Dami Portavoce Cobas Pistoia
- quarrata. TRECENTO PERSONE ALLA FESTA DI BENEFICENZA DI BANCA ALTA TOSCANA
Coniugare la socialità con il sostegno a un’importante realtà del territorio: questo lo scopo della festa che Banca Alta Toscana ha organizzato sabato 23 maggio a Quarrata. QUARRATA. Ben trecento persone, tra socie e soci della banca, hanno partecipato alla serata benefica ospitata al Parco Verde di Quarrata. L'evento ha visto una grande partecipazione attorno alla cena offerta dall'istituto di credito e curata dai Gruppi Scout Agesci Quarrata 1 e Agliana 2. L’iniziativa ha rappresentato un'importante occasione per stare insieme e, al contempo, per sostenere gli scout, una realtà molto cara alla comunità e di cui faceva parte anche Matilde Capecchi. L’intero ricavato è stato infatti devoluto per la ristrutturazione dell’immobile “Il Capannone - Casa scout Margherita silenziosa”. La struttura è legata alla Onlus “Matilde Capecchi - Margherita Silenziosa”, nata in memoria della giovane di Casalguidi scomparsa a soli 18 anni a causa di un tumore. L'associazione è oggi attivamente impegnata nel supporto alla ricerca scientifica e nel sostegno a strutture sanitarie e sociali. Banca Alta Toscana ha coperto interamente i costi organizzativi e logistici della serata, garantendo così che ogni contributo raccolto venisse interamente devoluto alla causa. [lari - headline giornalisti]
- SGUEGLIA: "ONORE DELLE ARMI E VIGILANZA SULL' OPERATO DELLA NUOVA GIUNTA"
L’ ex assessore FdI riconosce la vittoria di Capecchi ma rivendica il lavoro svolto dal centrodestra negli ultimi anni. Critiche interne alla coalizione e un elogio a Celesti: “Forza rara”. PISTOIA. All’indomani della vittoria di Giovanni Capecchi, Gabriele Sgueglia, ex assessore comunale in quota Fratelli d’Italia, affida ai social un lungo commento che mescola fair play istituzionale, rivendicazioni politiche e un’analisi severa delle dinamiche interne al centrodestra. “Giovanni Capecchi è il nuovo sindaco di Pistoia e a lui vanno i miei auguri di buon lavoro”, scrive Sgueglia, aggiungendo però una richiesta precisa: “Unitamente alla richiesta dell’onore delle armi, che credo di meritare”. Un’espressione che sintetizza il senso del suo intervento: riconoscere la sconfitta, ma rivendicare il lavoro svolto negli anni di amministrazione Tomasi. Sgueglia sottolinea come la nuova amministrazione erediti una città “con una strada spianata dal lavoro che con fatica abbiamo svolto in questi anni”, un contesto molto diverso — afferma — da quello che il centrodestra trovò al suo insediamento. Il riferimento è alle numerose opere pubbliche avviate o completate durante i due mandati di Alessandro Tomasi. Da qui l’auspicio, non privo di un velo polemico: “Voglio sperare che avrà il garbo di ricordare, a tempo debito, chi ha effettivamente reso possibile la realizzazione delle numerose opere pubbliche che potrà inaugurare nel suo mandato. Diversamente, ci faremo sentire.” Sgueglia rivendica anche il risultato personale e quello dei candidati più votati della coalizione: “Ho combattuto questa battaglia senza risparmiarmi mai, e i risultati di Capecchi, Pomposi, Venturi ed altri sono lì, scritti in vetta alle liste del centrodestra, come sempre, a dimostrarlo.” Un passaggio che sottolinea la volontà di rimarcare il proprio contributo politico e quello del gruppo più attivo della coalizione. Il commento contiene anche una riflessione amara sulle dinamiche interne al centrodestra pistoiese. Sgueglia parla di “pochi, comunque troppi, compagni di strada” che avrebbero passato gli ultimi mesi “a tramare nell’ombra” per conservare posizioni personali, individuando in lui — e poi in altri — dei presunti avversari. Una critica che lascia intravedere tensioni e divisioni nella coalizione, già emerse durante la campagna elettorale. Tono completamente diverso quando Sgueglia parla della candidata sindaca: “È doveroso un pubblico encomio a Anna Maria Celesti, donna straordinaria con cui ho passato in simbiosi mesi folli e di cui ho apprezzato una forza che raramente avevo visto in vita mia.” Un riconoscimento che conferma la sintonia politica e personale tra i due, già evidente durante la campagna. Sgueglia guarda infine al ruolo che il centrodestra dovrà assumere in consiglio comunale: “Dovremo vigilare sull’operato della giunta e, dove necessario, opporci con forza ad alcune idee pericolose per la città e per il suo benessere.” Una linea che richiama la “opposizione costruttiva” evocata anche da Alessandro Tomasi. Il messaggio si chiude con una nota più intima: “Per me inizia un’altra vita, da riorganizzare partendo dalle tante idee, passioni e necessità che ho trascurato in questo periodo di servizio alla cosa pubblica. Ci vediamo in giro!” Parole che segnano la fine di una fase politica intensa e l’inizio di un percorso nuovo, personale e professionale.
- SERRAVALLE JAZZ CELEBRA LA XXV EDIZIONE: QUATTRO GIORNI TRA STORIA, NUOVE PRODUZIONI E GRANDI MAESTRI DEL JAZZ INTERNAZIONALE
Dal 23 al 26 agosto 2026 la Rocca di Castruccio e l’Ex Oratorio della Vergine Assunta tornano a essere il cuore pulsante del jazz toscano: libri, incontri, prime assolute e ospiti d’eccezione per un programma che intreccia memoria, ricerca e nuove visioni sonore. SERRAVALLE PISTOIESE. [a.b.] Venticinque anni e non sentirli. Il Serravalle Jazz torna dal 23 al 26 agosto 2026 con un’edizione che celebra la sua storia e rilancia la sua vocazione: essere un luogo di incontro tra tradizione e innovazione, tra grandi maestri e giovani talenti, tra narrazione e musica dal vivo. La Rocca di Castruccio e l’Ex Oratorio della Vergine Assunta ospiteranno quattro giorni di appuntamenti che attraversano la storia del jazz, i suoi protagonisti e le sue metamorfosi contemporanee. Domenica 23 agosto — Bill Evans, Firenze e un trio destinato alla storia Il festival si apre alle 18:15 all’Ex Oratorio con la presentazione del libro “Una domenica di giugno. Bill Evans al Village Vanguard nel 1961 e altre storie fiorentine di jazz” di Andrea Giuntini, a cura di Alessandra Cafiero. Un viaggio nel 1961, quando al Village Vanguard si esibiva un trio allora poco conosciuto — Bill Evans, Scott LaFaro, Paul Motian — destinato a registrare uno dei dischi più amati della storia del jazz. Alle 21:00, alla Rocca di Castruccio, spazio alla grande orchestra: la Barga Jazz Orchestra, che festeggia i suoi 40 anni, presenta “Wonder in Jazz”, un omaggio alle musiche di Stevie Wonder con arrangiamenti originali e la partecipazione speciale dell’armonicista Gregoire Maret. Alla direzione Mario Raja, per un concerto che unisce energia, storia e creatività. Lunedì 24 agosto — Coltrane, Alice e il Premio Sellani Enrico Pieranunzi Alle 18:15 l’Ex Oratorio ospita l’incontro “A Love Supreme”, una riflessione a cura di Lorenzo Becciani sul capolavoro di John Coltrane e sul legame spirituale e musicale con Alice Coltrane, figura centrale nella vita e nell’evoluzione artistica del sassofonista. La serata alla Rocca (ore 21:00) è dedicata all’11° Premio Renato Sellani, nato da un’idea di Nico Gori per ricordare il grande pianista marchigiano. I riconoscimenti 2026 vanno a: Enrico Pieranunzi, figura cardine della storia del jazz italiano Tommaso Mannelli, giovane talento che presenterà il suo progetto di residenza per Serravalle Jazz A seguire, il concerto “Chet Remembered” con il quintetto di Pieranunzi: un percorso musicale che ripercorre il legame profondo con Chet Baker, tra lirismo, improvvisazione e memoria condivisa. Progetto in collaborazione con Toscana Produzione Musica e Imarts. Martedì 25 agosto — Mehldau, Girotto e un doppio concerto tra voce e pianoforte Alle 18:15 torna la letteratura musicale con “Brad Mehldau: Ritratto di un pianista eclettico” di Sergio Pasquandrea e Carlo Morena, presentato da Alessandra Cafiero. Un ritratto di uno dei pianisti più influenti del XXI secolo, capace di ridefinire il linguaggio del trio jazz. Alle 19:30, alla Torre del Barbarossa, il sax di Javier Girotto porta in scena una musica che unisce tango, improvvisazione e radici latinoamericane, in un viaggio sonoro di grande intensità. Omar Sosa La serata alla Rocca (ore 21:00) propone un doppio concerto: Giulia Impache, cantante e compositrice che esplora la voce come strumento totale, tra corpo, tecnica ed emozione Omar Sosa, pianista eclettico e visionario, capace di fondere afro-cubanità, spiritualità e ricerca timbrica in un linguaggio unico e senza confini Mercoledì 26 agosto — Miles Davis, nuove produzioni e il ritorno di Nico Gori L’ultimo giorno si apre alle 18:15 con l’incontro “Le percezioni extrasensoriali di Miles Davis” a cura di Francesco Martinelli, dedicato a E.S.P. (1965), primo disco del nuovo quintetto di Davis dopo la collaborazione con Coltrane: un’opera di rottura, interamente costruita su composizioni originali, molte delle quali firmate da Wayne Shorter. La serata conclusiva alla Rocca (ore 21:00) è dedicata alle nuove produzioni del festival. Tommaso Mannelli Group — “My worlds” Frutto di tre giorni di residenza artistica, il progetto del giovane sassofonista esplora sonorità fusion, pop, soul e funky attraverso composizioni originali. Con lui: Mauro Sarti (chitarra), Mattia Hagge (tastiere e synth), Dario Lastrucci (basso), Alberto Della Pietra (batteria). Nico Gori — “Music around the Clarinet” Il clarinettista toscano presenta una nuova produzione dedicata allo strumento che lo ha reso celebre, tra inediti e arrangiamenti di brani iconici. Con lui: Marco Benedetti (basso), Raffaele Pallozzi (pianoforte), Andrea Mucciarelli (chitarre), Simone Padovani (percussioni), Andrea Beninati (batteria e violoncello). In collaborazione con Toscana Produzione Musica. Un festival che continua a crescere La XXV edizione del Serravalle Jazz conferma la sua identità: un festival che non si limita a programmare concerti, ma costruisce narrazioni, incontri, prime assolute, residenze artistiche e dialoghi tra generazioni. Un luogo dove il jazz non è solo musica, ma un modo di raccontare il mondo.











