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  • FORZA ITALIA INAUGURA LA SEDE ELETTORALE IN VIA PUGLIESI: «DA QUI PARTE LA NOSTRA CAMPAGNA PER LA CITTA'» 

    Taglio del nastro per il nuovo spazio azzurro: Francesco Cappelli guiderà la lista, tra entusiasmo, partecipazione e l’appello a una campagna elettorale vicina ai bisogni dei pratesi PRATO. Con l’apertura della sede elettorale, in via Pugliesi 27, comincia ufficialmente la campagna elettorale di Forza Italia per le comunali. A guidare la lista sarà Francesco Cappelli, commissario del partito. Tante le persone presenti all’inaugurazione, tra iscritti, simpatizzanti e cittadini incuriositi dal nuovo punto di riferimento azzurro in città. Tra i presenti, ovviamente, anche Rita Pieri, storica esponente di Forza Italia, che così ha commentato: «È stato un bellissimo momento di gioia senza tensioni, in una sede bellissima. Abbiamo una lista meravigliosa, guidata dal nostro commissario Francesco Cappelli e composta da persone di esperienza e nuove energie, con rappresentanti anche del mondo civico». Soddisfatto anche Cappelli: «Questa sarà la nostra casa a disposizione di tutti i cittadini, dei moderati di centrodestra. Faremo una campagna elettorale attenta ai bisogni di questa città». [andrea mori]

  • quarrata. PERCORSO DELLA LEGALITA' TRA TESTIMONIANZE DELLA STORIA E NUOVE GENERAZIONI

    Alla Banca Alta Toscana di Vignole mercoledì 29 aprile l'undicesima tappa promossa dal Nuovo Sindacato Carabinieri. Sarà un momento di sintesi dinamica, dove l’esperienza storica si fonderà con i prodotti culturali e le riflessioni delle nuove generazioni per una visione comune della legalità. QUARRATA – Mercoledì 29 aprile 2026, l’Auditorium BCC Banca Alta Toscana ospiterà un evento di profonda rilevanza civile: “Testimonianze di legalità: l’eredità dei giusti nelle mani delle nuove generazioni”. L’iniziativa vedrà riuniti circa 100 studenti dell’Istituto Comprensivo Mario Nannini insieme alle loro famiglie per un confronto che unisce istituzioni, memoria storica e cittadinanza attiva. L’Apertura e il Progetto La giornata si aprirà con i saluti istituzionali di Massimiliano Zetti, Segretario Generale del Nuovo Sindacato Carabinieri (NSC), e di Bruno Pulicicchio, Segretario Generale Provinciale NSC Pistoia. I loro interventi daranno il via ai lavori, sottolineando l’impegno costante del sindacato nel promuovere la cultura della legalità non solo tra gli addetti ai lavori, ma nell’intero tessuto sociale. Subito dopo, la parola passerà a Irene Carpanese, Segretario Nazionale NSC, che esporrà nel dettaglio il “Percorso della Legalità”. Questo progetto strutturato, nato due anni fa dal Nuovo Sindacato Carabinieri, con l’obiettivo di coinvolgere le scuole di tutta Italia, tocca proprio a Quarrata la sua undicesima tappa, confermando la volontà di innescare un reale cambiamento attraverso il dialogo costante con i giovani. La Moderazione e il Dialogo tra Generazioni La conduzione dell’evento sarà affidata a Antonino Megna (Segretario Nazionale NSC) e Giuseppe Fragano (Collaboratore NSC). I moderatori avranno il compito fondamentale di tessere le fila dell’incontro, integrando con cura le testimonianze dei “vecchi” rappresentanti delle istituzioni con la voce dei giovani studenti. Sarà un momento di sintesi dinamica, dove l’esperienza storica si fonderà con i prodotti culturali e le riflessioni delle nuove generazioni per una visione comune della legalità. Memoria Viva: Le Scorte di Falcone e Borsellino Il cuore dell’incontro vedrà i contributi dei veterani Francesco Mirabella e Domenico Bessone. Già appartenenti ai Reparti Scorte di Palermo, i due relatori condivideranno la loro esperienza vissuta quotidianamente al fianco dei giudici Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. Un racconto prezioso per trasmettere ai ragazzi il valore del sacrificio e il senso profondo del dovere. Inoltre, ci sarà la testimonianza di Luciano Traina, poliziotto in pensione e “Vittima di Mafia”: il suo racconto porta il peso di un dolore personale e familiare, essendo fratello dell’omonimo poliziotto Claudio Traina, rimasto vittima nell’attentato di via D’Amelio insieme al giudice Borsellino e ai colleghi della scorta. Analisi e Approfondimenti: La Lotta alle Mafie Il dibattito proseguirà con l’analisi di Giovanni Marcì, Segretario Regionale NSC Sicilia, che affronterà il drammatico tema della “lupara bianca”. Di particolare rilievo sarà l’intervento di Maurizio Pascucci per la Fondazione Antonino Caponnetto: con sede a Firenze, la Fondazione è attiva quotidianamente nella lotta contro le mafie e la criminalità organizzata. Arricchiranno il confronto i contributi dei giornalisti Stefano Baudino e Laura Distefano, specializzati nella materia. Protagonismo Giovanile: I Prodotti Culturali Nel frammezzo degli interventi, gli studenti presenteranno i propri lavori: scritti, recite e riflessioni originali. Questi contributi non saranno solo intermezzi, ma parti integranti del dibattito, permettendo ai ragazzi di essere veri protagonisti del confronto con chi ha servito lo Stato in prima linea. Nuovo Sindacato Carabinieri

  • poggio. FESTA PER LA RIAPERTURA DEL CAMPO SPORTIVO "MARTINI"

    Al taglio del nastro presente anche Eugenio Giani POGGIO. Una giornata di festa per la riapertura del campo sportivo “G. Martini” dopo i lavori di riqualificazione durati alcuni mesi. Un nuovo volto, dunque, per lo stadio la cui punta di diamante è il rinnovato manto erboso in sintetico con intaso in materiale naturale, una scelta ecologica che evita l’utilizzo della gomma, permettendo anche una futura riconversione all’erba naturale senza problemi di smaltimento. E anche il presidente della Regione Eugenio Giani, presente al taglio del nastro, ha voluto sottolineare la particolarità del nuovo campo. Oggi pomeriggio il “Martini” ha, quindi, riaperto ufficialmente le sue porte. Significativa e apprezzata la presenza del presidente Giani che ha voluto ringraziare il sindaco Palandri per questa operazione congiunta. “Un lavoro di riqualificazione di questo impianto portato a termine anche grazie al bando sport e periferie – ha detto il presidente della Regione Toscana – Poggio a Caiano è città di sport, penso anche ai lavori al palazzetto dello sport, lavori che abbiamo sostenuto. Lo sport è importante per la vita delle nostre comunità ed è formazione. E l’impianto di ultima generazione che oggi siamo qui a inaugurare vuol dire aver avuto sensibilità”. Il sindaco Riccardo Palandri si è detto molto soddisfatto dei lavori portati a termine che danno un volto nuovo al campo da calcio di via del Granaio. “Una struttura al passo coi tempi – ha sottolineato il primo cittadino poggese – Ringrazio l’ufficio tecnico comunale e la ditta che ha realizzato i lavori nei tempi stabiliti. Adesso la nostra squadra calcistica può tornare a giocare a casa”. Al sindaco fa eco Bruno Ballerini presidente del Csd Poggio a Caiano 1909: “Non vedevamo l’ora di poter tornare qui – commenta - Siamo contenti del nuovo aspetto del campo, che ora sfrutteremo subito. Fra pochi giorni, il 30 aprile, si parte col torneo Soffici”. Per il delegato provinciale del Coni, Massimo Taiti, si tratta di un investimento notevole. “Il Comune – sottolinea Taiti – ha fatto passi da gigante nell’impiantistica sportiva. Questo campo da calcio aveva bisogno di un restyling e ora siamo su un terreno da gioco all’avanguardia. Penso, inoltre, anche all’importante ristrutturazione fatta alla palestra di via Giotto”. L’assessore allo sport Piero Baroncelli si è soffermato sugli aspetti tecnici. Ha raccontato il nuovo tipo di manto erboso, poi ha parlato degli spogliatoi e dei bagni oggetto anche loro di ristrutturazione e, infine, del campo da calcio a 5: “Diventerà un’area polivalente e sarà terminata fra un paio di settimane – ha spiegato Baroncelli – Potrà ospitare, oltre al calcio a 5, anche altre attività sportive come il basket e volley. L’illuminazione di questo spazio sarà con luci a led, che permetteranno un risparmio energetico”. Il sacerdote don Gianni Gasperini ha benedetto il campo, quindi c’è stato il taglio del nastro. “E’ stata veramente una bella giornata – conclude il sindaco Palandri – E sono contento di aver visto tanti giovani pronti a disputare la prima partita sul nuovo manto erboso. Lo sport unisce, e oggi ho visto questa unione”.

  • dal pacini non si scende. DAL CONFRONTO NAZIONALE ALLA VOCE DELLA COMUNITA'

    Il presidio cresce e rilancia la battaglia per il diritto alla salute SAN MARCELLO PITEGLIO. Al presidio “Io non scendo” organizzato dall’Associazione Zeno Colò davanti all’ex ospedale Lorenzo Pacini, ieri sera si è svolto un confronto che ha unito territori lontani ma accomunati dallo stesso destino: la progressiva erosione della sanità pubblica nelle aree interne. Dalla Toscana alla Calabria, dalle Marche all’Emilia-Romagna, il messaggio è stato unanime: la crisi non è un incidente locale, ma il risultato di scelte politiche e strutturali che da trent’anni stanno indebolendo il Servizio sanitario nazionale. Le voci dal dibattito. Un declino iniziato negli anni ’90 Beatrice Marinelli, del Comitato Pro Ospedali Marche, ha ricostruito la parabola discendente del sistema sanitario: dal modello universalistico voluto da Tina Anselmi, all’“aziendalizzazione” che ha trasformato la sanità in un sistema di costi da tagliare. Nelle Marche, ha ricordato, 13 ospedali sono stati chiusi “nottetempo”, con un tratto di penna, lasciando intere comunità senza servizi essenziali. Il caso Calabria: bilanci “farlocchi” e territori abbandonati Il medico Tullio Laino, già dirigente dell’ASP di Cosenza, ha smontato l’idea che la fine del commissariamento rappresenti una svolta: la regione resta nel piano di rientro, i bilanci sono “farlocchi”, basati su metodi deduttivi e non analitici, il criterio degli “ospedali di zona montana” è stato definito una “conclusione farlocca” che riduce i presidi a semplici punti di smistamento verso i grandi centri. Laino ha presentato la proposta di legge popolare del Comitato “La Cura”, che chiede un’azienda ospedaliera unica regionale per i territori montani, per restituire dignità clinica a presidi come Acri o San Giovanni in Fiore. Oggi, ha ricordato, oltre 110.000 cittadini vivono in una condizione di “deprivazione sanitaria”. Formazione e personale: il paradosso italiano Il medico e sindacalista Roberto Pieralli ha contestato la narrazione della “mancanza di medici”: il problema non è il numero, ma come vengono formati e distribuiti, le graduatorie nazionali spediscono i giovani a 2000 km da casa, nei territori montani si assiste a una desertificazione del personale. Ha denunciato anche l’assurdità dei “doppi mandati”, con un solo medico costretto a coprire contemporaneamente 118 e pronto soccorso. Una legge nazionale per la montagna Il senatore Nicola Irto ha annunciato il deposito di una proposta di legge dedicata alla sanità di montagna, con l’obiettivo di: riconoscere presidi potenziati nelle aree disagiate, garantire fondi strutturali, introdurre incentivi per il personale che sceglie di lavorare in questi territori. Europa e tagli: la denuncia di Emiliano Morrone Il giornalista Emiliano Morrone ha collegato lo smantellamento della sanità ai vincoli europei di bilancio, dal Trattato di Maastricht al Fiscal Compact. La sua provocazione ha colpito il pubblico: “Troviamo miliardi per il riarmo, ma non per garantire la vita dei cittadini nelle aree periferiche.” Il caso Pacini: “Se vale altrove, deve valere anche qui” Il confronto si è acceso sul mancato riconoscimento del Pacini come ospedale di area disagiata. Bernard Dika, sottosegretario della Regione Toscana, ha dichiarato: “Se la regola vale in altre zone della Toscana, deve valere anche per San Marcello. Non accettiamo due pesi e due misure.” Alessandro Capecchi, consigliere regionale, ha chiesto trasparenza sui criteri adottati dalla ASL. Simone Ferrari, Associazione Zeno Colò, ha respinto ogni ipotesi di “progetti pilota”: “Spesso nascondono tagli. Vogliamo investimenti veri, non parole al vento.” La conclusione condivisa è stata netta: il diritto alla salute non può dipendere dal codice postale. Il presidio continua: la voce della comunità Intanto la tenda davanti al Pacini resta attiva giorno e notte. La testimonianza di Fabiola Arcangeli racconta meglio di qualsiasi dato cosa significhi questa mobilitazione: “In quattro ore ho visto un via vai continuo: medici, ambulanze, volontari, persone venute dal piano per visite che cercavano l’ingresso. Abbiamo raccolto oltre 200 firme. Anziani col bastone, cittadini che portavano pasticcini, persone che non si conoscevano e hanno fatto amicizia. C’è chi non crede più nella politica, ma questi giorni sono importanti: diamo un segno, una firma, per dire grazie a chi da anni porta avanti questa battaglia.” Il presidio cresce, si rafforza, si radica. E la montagna, ancora una volta, dimostra di non voler scendere.

  • «BIFFONI ATTACCA I CPR, FORZA ITALIA REPLICA: POSIZIONE INCOERENTE E LONTANA DAI PROBLEMI REALI DELLA CITTA'»

    Cappelli e Toccafondi criticano le dichiarazioni del candidato sindaco sui Centri per i Rimpatri e chiedono chiarimenti sulle alternative proposte per la gestione dell’immigrazione irregolare a Prato PRATO. “I CPR attuali sono la cosa più vergognosa che lo Stato possa permettersi”. Parole e musica di Matteo Biffoni, per la terza volta candidato a sindaco, che nei suoi dieci anni di amministrazione non ha mosso un dito per frenare l’immigrazione irregolare, anteponendo al pragmatismo e agli interessi della città il buonismo ipocrita della sinistra. Biffoni, dunque, invece di ravvedersi intende perseverare, e allora gli ricordiamo intanto che gli attuali Cpr (centri di permanenza per i rimpatri), sono perfettamente in linea con le ultime deliberazioni dell’Unione Europea, e che i loro antenati furono i Cpt, istituiti in Italia ai tempi del primo governo Prodi con la legge Turco-Napolitano, compagni di partito di Biffoni. Ricordiamo anche al tri-aspirante sindaco che Prato è tra le prime province italiane per indice di criminalità, che si conferma tra le peggiori città italiane per numero di denunce in rapporto alla popolazione, e che mostra un'alta incidenza di arresti di cittadini stranieri, in particolare per reati predatori. I CPR sono dunque necessari per mettere un freno a una situazione sempre più ingestibile, con Prato divenuta la calamita degli irregolari oltre che del racket dell’immigrazione e del lavoro nero. Sappiamo che Biffoni in questa campagna elettorale rifiuta ogni confronto, ed è una scelta legittima, ma avrebbe però il dovere di spiegare agli elettori quale alternativa propone dopo il no ai CPR: attirare altra immigrazione per rendere ancora più difficile il processo di integrazione, ampliare le zone franche dello spaccio di droga da parte della manovalanza maghrebina, e magari islamizzare la città, operazione ben poco meritoria che il Pd sta conducendo in tutta Italia nel tentativo di accaparrarsi voti per vincere le prossime elezioni politiche? Sono tutte ipotesi sconfortanti, ma se ci sarà il Biffoni ter a questo andremo incontro. Francesco Cappelli e Sergio Toccafondi (candidati di Forza Italia alle elezioni comunali),

  • serravalle. «IL PRIMO MAGGIO NON SI SPOSTA: SCELTA GRAVE CHE UMILIA CASALGUIDI E IL VALORE DEL LAVORO»

    Il Partito Democratico attacca la decisione del Comune: «Cancellare la festa in piazza Gramsci significa colpire una tradizione identitaria e mancare di rispetto ai lavoratori» SERRAVALLE. Il Partito Democratico di Serravalle Pistoiese esprime forte contrarietà alla decisione dell’amministrazione comunale di escludere piazza Gramsci e le aree limitrofe di Casalguidi dalla festa del Primo Maggio, lasciando spazio al mercato ambulante. È una scelta grave, che colpisce una tradizione storica della nostra comunità e svilisce il significato stesso della Festa dei Lavoratori. A Casalguidi il Primo Maggio non è un evento qualunque: è identità, partecipazione, memoria collettiva. È il legame tra il territorio e il mondo del lavoro, rappresentato anche dalla presenza dei trattori, simbolo concreto della nostra storia locale. Ancora più inspiegabile è il fatto che in passato, di fronte a situazioni analoghe, siano sempre state trovate soluzioni alternative per garantire lo svolgimento della festa. Oggi, invece, si sceglie di non farlo, senza alcun reale tentativo di mediazione. Sono del tutto fuori luogo i tentativi di mettere sullo stesso piano il Primo Maggio con sagre, mercati o feste di paese. Non tutto è uguale: il Primo Maggio è una ricorrenza nazionale che parla di lavoro, diritti e dignità. Pensare di sovrapporla o ridimensionarla significa non comprenderne il valore, né per il Paese né per la nostra comunità. Come Partito Democratico rivendichiamo con forza quei valori: il lavoro, la sua dignità, il rispetto delle tradizioni popolari che tengono insieme il territorio. Un’amministrazione dovrebbe rafforzarli, non indebolirli. Questa decisione, invece, divide e crea distanza con i cittadini. Chiediamo che l’amministrazione faccia un passo indietro e restituisca al Primo Maggio lo spazio e la centralità che merita.

  • agliana. NON SOLO CALCIO. IL CUORE NERO VERDE ARRIVA IN MADAGASCAR

    Grazie ai fondi raccolti dai genitori del femminile, dai dirigenti della Am Aglianese la squadra femminile di calcio di "Manja Ika" (Tu sei bella) ha una nuova divisa con il tallo verde, simbolo della società pistoiese Grazie al sostegno di AM Agliana la Squadra del Calcio femminile "Manja Ika" (Tu sei bella) ha nuove uniforme. AGLIANA. Nella mission nero verde anche cuore e solidarietà verso chi, pur amando il calcio come momento di svago da una realtà quotidiana dura, non ha divise palloni scarpe. Oggetti che per le nostre ragazze e ragazzi sembrano scontati ma non nel Villaggio di Ikatelo, Comune Soavina, distretto Ambrato del Madagascar. Grazie ai fondi raccolti a dicembre dai genitori del femminile, dai dirigenti della Am Aglianese e consegnati a Don Andrea del Movimento Shalom la squadra femminile di calcio di "Manja Ika" (Tu sei bella) ha una nuova divisa con il tallo verde, simbolo della società, che unisce ragazze di continenti, culture e classi sociali di mondi diversi. Un gesto di solidarietà che dimostra fattivamente quando l'etica e i valori dello sport diventano realtà. "Ringraziamo Don Andrea, Padre Nicolas Arisoa e il Movimento Shalom, i genitori e i dirigenti. Questa è la nostra società - affermano Lorenzo Mazzetti Presidente Am Aglianese e Elena Bruno Direttrice del femminile neroverde. Oltre il calcio vogliamo trasmettere valori a uomini e donne di domani con gesti concreti. Quel tallo - concludono Mazzetti e Bruno- sulle nostre e sulle loro maglie ci legherà per sempre". [am aglianese]

  • CHE IL 10 GIUGNO DIVENTI GIORNATA NAZIONALE IN MEMORIA DELLE VITTIME DEL FASCISMO

    Diapason con Elena Matteotti, nipote di Giacomo, scrive a Regione e Comune. Il 10 giugno, giorno in cui Matteotti fu rapito e ucciso, non è solo la fine di un uomo coraggioso, ma ricorda il soffocamento della democrazia italiana. Ripresa una proposta già avanzata su “Domani” POGGIO A CAIANO- “Chiediamo che il 10 giugno, data in cui nel 1924 Giacomo Matteotti fu brutalmente rapito e ucciso da sicari fascisti, venga ufficialmente riconosciuto e istituito come Giornata nazionale in memoria di tutte le vittime del fascismo”. Lo scrivono le donne Diapason, realtà culturale - tutta al femminile - di Poggio a Caiano (Prato), a Regione Toscana e Comune di Poggio a Caiano: gli enti che hanno patrocinato una recente iniziativa della associazione in ricordo di Matteotti, svolta nel Comune pratese con la presenza di Elena Matteotti, nipote di Giacomo. Inviata ai presidenti di Consiglio e Giunta di Regione Toscana nonché al sindaco di Poggio a Caiano, oltre che a tutti i capigruppo consiliari dei due enti, la lettera porta, come prima, la firma di Elena Matteotti ed è condivisa da ANPI e ANPC. “E’ proprio durante l’incontro svolto al Poggio – è scritto nella lettera – che fra i cittadini presenti, molti anche di giovane età e tutti colpiti dalla vicenda umana e politica di Matteotti, è scaturito un appello fondato su una proposta già uscita sul quotidiano “Domani” che noi condividiamo e per quanto nelle nostre possibilità ci permettiamo di rilanciare”. La lettera sottolinea che il 10 giugno “non segna solo la fine tragica di un uomo coraggioso, ma anche il momento simbolico in cui la violenza politica si è fatta sistema per soffocare la democrazia italiana”. La richiesta è rivolta a Regione e Comune “affinché possiate farvi portavoce e promotori attivi di questa istanza presso le sedi governative e parlamentari competenti”. [banchini - diapason]

  • AGLIANA CARDIO PROTETTA CRESCE: INSTALLATI DUE NUOVI DAE NEI PARCHI CITTADINI

    Prosegue il progetto di sicurezza sanitaria con l’attivazione di defibrillatori al Ponte dei Bini e a Carabattole. L'assessore Greta Avvanzo: “Ogni minuto conta: dispositivi e formazione sono fondamentali”. Invitati i cittadini ai corsi della Misericordia di Agliana. AGLIANA. Continua il progetto Agliana Cardio protetta, dopo l'installazione del DAE al palazzo comunale, nei giorni scorsi sono stati installati 2 nuovi dispositivi, uno si trova presso il parco del Ponte dei Bini, mentre l'altro davanti al parco di Carabattole (lato via G. La Pira). I DAE (defibrillatori automatici esterni) distribuiti nelle città possono fare la differenza tra la vita e la morte in caso di arresto cardiaco improvviso infatti In questi casi, ogni minuto è cruciale: senza intervento, le probabilità di sopravvivenza diminuiscono di circa il 10% ogni minuto. "Per questo - scrive l'assessore Greta Avvanzo - ci stiamo impegnando ad installarli nelle periferie, e in punti strategici, così da aumentare le chance di sopravvivenza di chi è colpito da arresto cardiaco". "Un tema importante, per cui si possono fare corsi di preparazione, che sul nostro territorio vengono fatti già da anni dalla Misericordia di Agliana, e a cui vi invitiamo ad aderire, così da essere cittadini attivi anche nella catena di soccorso!" conclude.

  • LAVORI SUL PONTE DELLA SP9 NEL COMUNE DI CARMIGNANO: CHIUSURA TEMPORANEA AL TRAFFICO

    Il provvedimento è valido dal 29 aprile al 28 maggio CARMIGNANO. La Provincia di Prato informa che, nell’ambito degli interventi di consolidamento strutturale del ponte lungo la SP9, nel Comune di Carmignano (km 0+000), è stata emanata un’ordinanza che dispone la temporanea chiusura al traffico veicolare del tratto interessato dai lavori. Il provvedimento si rende necessario per consentire l’esecuzione in sicurezza delle opere previste sulla sede stradale — tra cui scarifica, idrodemolizione, impermeabilizzazione e rifacimento della pavimentazione — che richiedono l’impiego di mezzi e attrezzature incompatibili con la contemporanea circolazione dei veicoli. Pertanto, a partire dalle ore 9.00 di mercoledì 29 aprile e fino al 28 maggio, sarà disposta la chiusura al traffico veicolare della SP9 in corrispondenza del ponte interessato dagli interventi. La misura è indispensabile per garantire lo svolgimento delle opere in condizioni di piena sicurezza, nonché per agevolare la movimentazione dei mezzi e degli operatori impegnati nel cantiere. I percorsi alternativi saranno adeguatamente segnalati lungo la viabilità interessata. “Siamo consapevoli dei disagi che questo intervento potrà arrecare alla viabilità locale ma si tratta di lavori fondamentali per la sicurezza e la tenuta della nostra rete stradale – dichiara il presidente della Provincia Simone Calamai - Questo intervento rappresenta un investimento significativo nella manutenzione e nella qualità delle infrastrutture del territorio, volto a garantire maggiore affidabilità e durata nel tempo. Ringraziamo anticipatamente i cittadini per la comprensione e la collaborazione, certi che l’intervento apporterà benefici concreti e duraturi all’intera comunità”. “Un importante intervento che migliora la nostra viabilità, la rende più scura, preserva il patrimonio infrastrutturale di Carmignano e provincia – ha aggiunto il sindaco di Carmignano Edoardo Prestanti - Certo ci saranno disagi, ma sono lavori indispensabili, che contribuiscono ad accrescere la qualità dei nostri collegamenti stradali”.

  • NUOVA FUNIVIA, CONFERENZA DEI SERVIZI CHIUSA CON ESITO NEGATIVO

    L’istruttoria tecnica segnala criticità sull’impatto in area Natura 2000. Provincia e Regione aprono ora un percorso condiviso per valutare alternative sostenibili a partire dal progetto esistente PISTOIA. Si è conclusa con esito negativo la Conferenza dei Servizi relativa al progetto di fattibilità tecnico-economica della nuova funivia. L’istruttoria tecnica ha evidenziato criticità rilevanti, in particolare per l’impatto dell’opera su un sito della rete europea Natura 2000. La chiusura della Conferenza rappresenta un passaggio di trasparenza e chiarezza amministrativa. Costituisce inoltre un punto di partenza per valutare possibili alternative, partendo dal progetto esistente. Provincia di Pistoia e Regione Toscana avvieranno ora un percorso condiviso per analizzare condizioni, sostenibilità, costi e opportunità delle eventuali soluzioni alternative. [provincia di pistoia]

  • PISTOIA ROSSA ESCLUSA DAL CONVEGNO CGIL SULL' INDUSTRIA: "LA DEMOCRAZIA NON E' A NUMERO CHIUSO"

    Il movimento denuncia la mancata convocazione del candidato sindaco Fabrizio Mancinelli all’iniziativa con Landini: “Un confronto selettivo che limita il pluralismo. Continueremo a parlare di lavoro e diritti, dentro e fuori i teatri”. PISTOIA. Apprendiamo con un certo stupore del convegno “Pistoia: l’industria tra storia e prospettive”, organizzato dalla CGIL con la presenza del segretario nazionale Maurizio Landini e di numerosi esponenti istituzionali e politici. Per i saluti dei candidati sindaci, compaiono Anna Maria Celesti e Giovanni Capecchi. Pistoia Rossa, con il suo candidato sindaco Fabrizio Mancinelli, non è stata invitata. Una scelta singolare, soprattutto perché in campagna elettorale e nella quotidiana vita democratica il pluralismo dovrebbe essere la regola minima, non l’eccezione. Evidentemente, per qualcuno, il confronto democratico funziona meglio quando il tavolo è apparecchiato con cura e gli ospiti sono già selezionati. Peccato, perché parlare di industria, lavoro, diritti e futuro della città dovrebbe riguardare tutta la città e tutte le forze che la rappresentano, non solo quelle considerate più compatibili o più rassicuranti. Ci chiediamo se si tratti di una semplice svista, di una gaffe istituzionale o di una scelta politica precisa. In ogni caso, il risultato è lo stesso: si trasmette l’idea di un confronto delimitato, dove alcuni parlano e altri devono restare fuori dalla porta. Noi continueremo a parlare di lavoro vero, salari, precarietà, difesa dei servizi pubblici e partecipazione popolare, dentro e fuori i teatri, anche senza invito formale. Perché la democrazia, a differenza di certi convegni, non dovrebbe essere a numero chiuso.

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