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  • pescia. “DORMO SU UNA PANCHINA, MA NON SONO UN CRIMINALE”: L' APPELLO DI TOMAS, 33 ANNI

    Dopo un grave lutto e problemi di salute vive all’aperto da domenica. “Chiedo solo rispetto e una soluzione compatibile con la mia condizione. Ho già contattato i Servizi Sociali”. La disponibilità di don Valerio Mugnaini Tomas Jaros (dal profilo Facebook) PESCIA. Da domenica 22 giugno Tomas Jaros, 33 anni, dorme su una panchina a Pescia. Una presenza che alcuni cittadini hanno notato e che lo ha spinto a raccontare pubblicamente la sua storia, per evitare fraintendimenti e giudizi affrettati. “Non lo faccio per scherzo né per provocare – scrive dalla sua pagina Facebook – ma perché in questo momento non ho altra scelta”. Quattro anni fa Tomas ha perso la compagna, incinta, in un incidente stradale. Lui si è salvato, ma porta ancora viti nella schiena e convive con un disturbo post‑traumatico da stress, depressione e pressione alta. “Prendo medicine ogni giorno”, spiega. Proprio il PTSD gli impedisce di dormire nei dormitori: “Con tanta gente e rumore mi vengono attacchi di panico. Dopo i farmaci della sera ho bisogno di dormire senza essere svegliato, altrimenti rischio di stare male davvero”. Nel suo messaggio Tomas tiene a chiarire tre punti: “Non bevo alcolici. Non prendo droghe. Sono cristiano.” E aggiunge: “So che vedere una persona senza tetto non è bello. Anche a me fa male essere qui. Ma vi chiedo più rispetto e meno giudizi. Anche io sono un essere umano”. La sua non è la storia di un uomo senza competenze o senza passato: Tomas è laureato in turismo, parla cinque lingue, ha lavorato undici anni in Germania e due in Italia. “L’incidente mi ha portato via tutto”, scrive con lucidità. Ha già contattato i Servizi Sociali del Comune di Pescia per chiedere aiuto e una sistemazione compatibile con le sue condizioni di salute. “Non chiedo soldi. Chiedo solo di non essere trattato come un criminale”. Il suo appello si chiude con una richiesta semplice: “Se qualcuno vuole darmi un consiglio, lo accetto volentieri. Grazie a chi avrà la pazienza di leggere e di non giudicare subito”. Tra i primi a rispondere all'appello don Valerio Mugnaini che si è detto disposto ad aiutare l'uomo: "Ci siamo visti anche domenica e ti ho già detto che sono disposto ad aiutarti come ti ho già proposto. Sia in passato che questa volta. Scrivimi un messaggio privato. Attendo tue nuove grazie". Una storia che interroga la comunità e ricorda quanto, dietro ogni persona in difficoltà, ci siano ferite, percorsi e dignità che meritano ascolto

  • CASALGUIDI PIANGE ISOLINA, STORICA COMMERCIANTE E VOLTO AMATO DEL PAESE

    Per quasi quarant’anni ha gestito il negozio di alimentari in piazza. Il ricordo della famiglia e i ringraziamenti a chi le è stato accanto negli ultimi mesi. Da Tvl SERRAVALLE. La comunità di Casalguidi dà l’addio a Isolina, come tutti l’hanno sempre conosciuta e chiamata scomparsa oggi a 93 anni. Nata a Iano, si era trasferita nel 1960 a Casalguidi dopo il matrimonio con Vasco Fratoni, scomparso ormai da oltre dieci anni. Insieme alla sua famiglia aveva gestito per quasi quarant’anni lo storico negozio di generi alimentari affacciato sulla piazza del paese, un punto di riferimento quotidiano e un luogo di incontro per generazioni di residenti. Per lei il rapporto con i clienti non era mai stato soltanto un lavoro: era un gesto naturale, una forma di dedizione, una vocazione che rinnovava ogni giorno con gentilezza, ascolto e una generosità che molti ricordano ancora con affetto. Isolina lascia il figlio Roberto Fratoni, per anni Segretario Generale della Misericordia di Pistoia, la nuora Roberta e i nipoti Alessio e Alberto, che porteranno con sé il suo esempio, il suo amore e la sua presenza discreta ma luminosa. Roberto tramite Tvl Pistoia ha rivolto un ringraziamento speciale al Dottor Matteo Bartolini per la professionalità, la disponibilità e le cure amorevoli prestate alla madre durante la malattia. Un pensiero di gratitudine è andato anche a Don Andrea Mati, parroco di Casalguidi, per la vicinanza spirituale, e soprattutto al diacono Gianfranco Porru, che ogni domenica le faceva visita portandole l’Eucaristia, donandole conforto, serenità e la forza della fede fino agli ultimi giorni. Alla famiglia giungano le più sentite condoglianze e l’abbraccio affettuoso di tutti coloro che hanno avuto il privilegio di incontrare Isolina e di custodirne il ricordo.

  • A PISTOIA RIUNITO IL COMITATO PROVINCIALE PER L'ORDINE E LA SICUREZZA PUBBLICA SU CONTROLLO DEL TERRITORIO, SICUREZZA E RIMPATRI

    Approvato anche il piano d'emergenza esterna da attuarsi per gli eventi critici in carcere PISTOIA. Numerosi gli argomenti esaminati ieri in Prefettura nel corso della seduta del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, presieduta dal Prefetto Angelo Gallo Carrabba, cui ha partecipato per la prima volta anche la nuova Assessora alla Polizia Locale del Comune di Pistoia, Olimpia Banci. Nell’occasione, facendo seguito alle intese già intercorse nella precedente seduta del 30 aprile, il Prefetto ha rinnovato l’indicazione per il più ampio coinvolgimento degli uffici della Polizia di Stato e dell’Arma dei Carabinieri nelle operazioni di controllo, accompagnamento e rimpatrio degli stranieri irregolarmente presenti sul territorio. Sono state, inoltre, esaminate le più recenti direttive ministeriali in materia di coordinamento ed intensificazione dei servizi di controllo del territorio da parte delle forze di polizia. In prosieguo, con il contributo della rappresentante dell’amministrazione comunale, sono state focalizzate talune istanze dei commercianti della Galleria Nazionale di Pistoia che, nel lamentare episodi di degrado e disturbo che vi si verificano, auspicano una riqualificazione ed un maggior presidio dell’area. Pur dandosi atto che le situazioni segnalate attengono più alla sfera dell’inciviltà che dell’illegalità, sono stati illustrati i risultati degli specifici servizi di polizia che sono stati frattanto svolti – anche con l’impiego di unità cinofile – nella Galleria così come in altre aree cittadine interessate da fenomeni di degrado (Piazza della Resistenza, Piazza Francesco, Via Frosini), recentemente oggetto di una specifica ordinanza di intensificazione dei controlli. In proposito, l’assessora Banci ha informato il Comitato circa gli interventi di pulizia, manutenzione e cura del verde che sono stati avviati nell’area del Parco della Resistenza e del parcheggio posto nelle vicinanze; la dirigente della Polizia Locale, Ernesta Tomassetti, ha anche riferito gli esiti di una complessiva verifica condotta sul funzionamento e sull’efficienza degli impianti comunali di videosorveglianza. Con la partecipazione del Direttore della Casa circondariale di Pistoia, Loredana Stefanelli, e del Comandante di reparto della Polizia penitenziaria, Luigi Lagrotta, il Comitato ha anche esaminato ed approvato il piano di emergenza esterna da attuarsi in caso di eventi critici che riguardino il carcere.

  • montecatini. FORZA ITALIA: “STOP A NIQAD E BURQA NEI LUOGHI PUBBLICI”

    Lucarelli (FI Montecatini Terme) propone un divieto nel regolamento comunale: “Nei luoghi pubblici bisogna essere riconoscibili. Sicurezza, legalità e dignità personale devono procedere insieme” MONTECATINI. Lucarelli Alberto -Forza Italia chiederà di inserire nel regolamento comunale o di approvare un’ordinanza che vieti niqab e burqa nei luoghi pubblici. Il motivo: nei luoghi pubblici bisogna essere riconoscibili. L’obiettivo è rafforzare la sicurezza urbana, tutelare l’ordine pubblico e garantire fiducia e rispetto reciproco tra cittadini. Il divieto riguarderà qualsiasi indumento o accessorio che renda irriconoscibile il volto nei luoghi pubblici o aperti al pubblico sul territorio comunale. "Difendiamo sia i valori di libertà che di sicurezza”, spiega Lucarelli Alberto esponente di Forza Italia. In un contesto internazionale instabile, è dovere adottare strumenti di prevenzione. Il riconoscimento visivo è un presidio essenziale di legalità e convivenza civile. Allo stesso tempo affermiamo libertà, uguaglianza e dignità della persona, soprattutto delle donne.” La nostra proposta si fonda su tre principi: sicurezza urbana e ordine pubblico, tutela della dignità e della libertà personale, equilibrio tra libertà religiosa e rispetto delle leggi. Lucarelli Alberto - Forza Italia Montecatini Terme

  • serravalle. CALDO OLTRE I 30 GRADI ALLA SCUOLA DELL' INFANZIA DI CASALGUIDI: FAMIGLIE IN DIFFICOLTA'

    Le alte temperature mettono in crisi la “Dire, Fare, Giocare”. Attiva – Movimento Civico chiede un intervento urgente al Comune di Serravalle Pistoiese. SERRAVALLE. L’ondata di caldo che sta investendo l’Italia in questi giorni sta creando disagi ovunque, ma a Serravalle Pistoiese la situazione è diventata particolarmente critica. Alla scuola dell’infanzia “Dire, Fare, Giocare” di Casalguidi, infatti, le temperature interne superano i 30 gradi, nonostante l’utilizzo dei condizionatori portatili. Le insegnanti, preoccupate per il benessere dei bambini, hanno scritto ai genitori invitando chi può a tenere i figli a casa o quantomeno a evitare il riposo pomeridiano a scuola. Una richiesta che però molte famiglie faticano a gestire: non tutti hanno la possibilità di modificare gli orari di lavoro o di riprendere i bambini prima del previsto, ritrovandosi così divisi tra esigenze professionali e tutela dei più piccoli. Di fronte a questa situazione, il gruppo consiliare “Attiva – Movimento Civico” ha inviato una comunicazione ufficiale al sindaco Piero Lunardi e all’assessora Ilaria Gargini, chiedendo un intervento immediato. «È inaccettabile – scrive il gruppo – che, con un clima ormai cambiato, il Comune non si sia attrezzato per tempo. Ci aspettiamo una risposta pronta e un segnale di sensibilità verso i nostri piccoli cittadini». La richiesta ora è che l’Amministrazione comunale individui soluzioni rapide per garantire condizioni adeguate all’interno della scuola, evitando che il caldo estremo continui a gravare su bambini, famiglie e personale educativo.

  • lutto. E' MORTA MARIA FILONI, L' ULTIMA STAFFETTA PARTIGIANA DELLA MONTAGNA PISTOIESE

    Aveva 104 anni. L’ANPI e il Partito Democratico di Pistoia ricordano una vita dedicata alla libertà, alla memoria della Resistenza e alla sua comunità. Nella foto, Maria Filoni PISTOIA-SAN MARCELLO. La provincia di Pistoia piange la scomparsa di Maria Filoni, morta all’età di 104 anni. Con lei se ne va una delle ultime testimoni dirette della lotta di Liberazione sulla Montagna pistoiese, una donna che ha incarnato con coraggio e lucidità i valori della Resistenza. Nata e cresciuta a Campo Tizzoro, Maria Filoni fu staffetta partigiana della Brigata “Gino Bozzi”. Operaia alla SMI, durante l’occupazione nazista partecipò alla rete clandestina attiva all’interno della fabbrica, sotto la guida del locale Comitato di Liberazione. Come la sorella Vera, trasportava messaggi e faceva arrivare ai partigiani le munizioni sottratte alla produzione bellica, assumendosi rischi enormi in un contesto di continua sorveglianza. Un impegno silenzioso e determinato, che racconta il ruolo fondamentale svolto da tante donne nella lotta contro il nazifascismo. Nel 2016 le fu conferita la Medaglia della Liberazione, riconoscimento del Ministero della Difesa ai protagonisti della guerra di Liberazione. Negli ultimi anni viveva a Pistoia, nella frazione di Ponte Lungo, continuando a custodire e trasmettere la memoria di ciò che aveva vissuto. L’ANPI – Comitato Provinciale di Pistoia esprime «profondo cordoglio» per la sua scomparsa e si stringe con affetto alla figlia Anna, ai familiari e all’intera comunità di Campo Tizzoro. «La sua memoria e il suo esempio – scrive l’associazione – continueranno a vivere nel nostro impegno per la difesa dei valori della Resistenza e della Costituzione repubblicana». Un messaggio di vicinanza arriva anche dal Partito Democratico di Pistoia, che ricorda Maria come «una donna straordinaria, fiera testimone della Resistenza», rivolgendo le più sentite condoglianze ai figli Fabrizio e Anna Buonomini, quest’ultima componente dell’assemblea del Pd cittadino. «Grazie di tutto, Maria. Il tuo esempio e i valori di libertà che hai difeso continuano a vivere dentro di noi», scrive il partito. Le esequie si terranno mercoledì 24 giugno alle ore 10.30 nella chiesa di Campo Tizzoro, dove la comunità potrà darle l’ultimo saluto.

  • STRAORDINARIO REMO MARCHIONI. ALLUNGA A 11 I SUOI RECORD MONDIALI DI STAFFETTA

    A Novara quelli M90 e M85 della 4x800 metri all’aperto Remo Marchioni (secondo da sinistra) con i compagni di staffetta. PISTOIA. Strepitoso Remo Marchioni. Nel caldo torrido di Novara, il 90enne (ne festeggerà 91 il prossimo 30 settembre) presidente campione dell’Atletica Pistoia ha conquistato il decimo e undicesimo record mondiale di staffetta master: in questo caso, con i compagni Francesco Paderno, Vincenzo Vanda e Andrea Corvetti, i primati iridati M90 e M85 della 4x800 metri all’aperto. Gara ultimata dai “magnifici 4” con il tempo di 22’30”50: neppure le condizioni meteo hanno fermato gli “inarrestabili”, così come sono ormai unanimemente definiti i nostri. Per Marchioni e Paderno si tratta, appunto, di 11 record di staffetta, avendo preso parte a tutti i riuscitissimi tentativi, mentre per Corvetti e Vanda rispettivamente del settimo e sesto. I nostri li hanno conseguiti, indoor e outdoor, nelle staffette 4x100m, 4x200m, 4x400m e 4x800m sulle piste di Pistoia, Novara, Padova e Ancona. Ma gli impegni, gli obiettivi prestigiosi, non finiscono qui: basti pensare che Marchioni parteciperà a fine agosto ai Mondiali in Corea del Sud, nei 100m 200m e 400m, e a settembre agli Italiani, che torneranno a svolgersi a Campi Bisenzio, comune della città metropolitana di Firenze. “È stato duro battere il record, perché purtroppo non sono al meglio della condizione, limitato da qualche acciacco fisico, ma proprio per questo è stato ancora più bello – commenta Marchioni, originario di Gaggio Montano ma ormai pistoiese d’adozione –. Devo ringraziare i miei compagni, autori di ottime prestazioni: facciamo veramente squadra. Ho dato tutto me stesso. Temevo, non essendo al meglio, di rovinare il tentativo di primato, ma per fortuna così non è stato. Un ringraziamento va anche alla splendida organizzazione novarese, alle gentilezze che ci hanno riservato e che non si trovano, purtroppo, da tutte le parti. Grazie anche agli amici Renzo Romano, il mio grande allenatore, e a sua moglie Paola Paolicchi, la mia prima tifosa”. Tra l’altro, questo tentativo portato a buon fine è stato seguito dalle telecamere di Mediaset: prossimamente i nostri appariranno su Italia Uno. Tanta la gioia, la soddisfazione e l’orgoglio del mondo sportivo pistoiese per questo campione infinito.

  • AL VICTORY CAFE' UNA CENA PER RACCOGLIERE FONDI PER L' ACQUISTO DI UNA JEEP DA DESTINARE AL SOCCORSO DI ANIMALI

    A promuovere l'iniziativa sociale è l'imprenditore pratese Fabrizio Paoletti, titolare dell'omonima azienda, con sede a Quarrata, specializzata nella produzione a livello internazionale di strumenti musicali. L'appuntamento è per giovedì 16 luglio negli spazi di viale Labriola a Montemurlo. “Ampia partecipazione per aiutare una nota associazione animalista” PRATO-QUARRATA. Una cena per raccogliere fondi in favore di una nota associazione animalista del territorio. A promuovere l'iniziativa è l'imprenditore pratese Fabrizio Paoletti, titolare dell'omonima azienda, con sede a Quarrata, specializzata nella produzione e commercializzazione a livello internazionale di strumenti musicali. L'idea è quella di raccogliere i fondi necessari per riacquistare una Jeep identica a quella donata dallo stesso imprenditore all'associazione animalista. Un gesto avvenuto dopo l'alluvione 2023 in ricordo di Palla, la gattina di Paoletti. Il mezzo è però stato coinvolto in un incendio poche settimane fa, andando distrutto. Con la cena, quindi, si vuole restituire all'associazione una macchina fondamentale per le attività quotidiane sul territorio. L'appuntamento è per giovedì 16 luglio, alle ore 19, al Victory Cafè Museo di viale Labriola a Montemurlo. Il contributo di partecipazione è di 50 euro. “Il mio è un legame affettivo con gli animali, che adoro – spiega Paoletti -. In passato abbiamo fatto molta solidarietà con tante associazioni. Poi si è presentata l'occasione della Jeep, che invece di vendere ho deciso di donare all'associazione animalista. L'abbiamo così sistemata e resa perfetta per il fuoristrada. Purtroppo è finita in fiamme. L'associazione ci resta però sempre a cuore e quindi vogliamo comprare il medesimo modello bruciato”. Alla cena la partecipazione è aperta a chiunque. Prevista anche l'opzione vegana. Sono necessarie la prenotazione e il pagamento anticipato tramite bonifico. Per informazioni 391/7979506. “L'obiettivo è avere a tavola quante più persone possibili – conclude Paoletti -. Gradite anche le donazioni di chi non potrà essere presente fisicamente alla cena. Dobbiamo in tutti i modi favorire la piena attività dell'associazione animalista”. Come detto la cena si terrà al Victory che ancora una volta si dimostra vicino al territorio e alle iniziative sociali. “Per i nostri clienti e per la cittadinanza siamo sempre presenti – commentano dall'attività di viale Labriola -. Vogliamo essere un punto di riferimento per il territorio sotto ogni punto di vista. E auspichiamo una massiccia partecipazione alla cena promossa da Paoletti”. [stefano de biase]

  • UN ALTRO MORTO SUL LAVORO. GRASSINI (ANMIL): LA STRADA SI CONFERMA UN FRONTE AD ALTISSIMO RISCHIO

    Un camionista perde la vita al Passo dell’Oppio. Una tragedia che colpisce il Pistoiese e si aggiunge al lungo elenco delle vittime del lavoro. Il ricordo di un uomo serio, rispettoso e orgoglioso della propria professione. PISTOIA. Un altro morto sul lavoro. E ancora una volta ci troviamo a commentare l’ennesima tragedia che si aggiunge a una lunga lista di incidenti e vittime sul lavoro. Questa volta è accaduto nel nostro territorio, nel Pistoiese, lungo la strada tra San Marcello Pistoiese e Pistoia, nei pressi della località Bardalone, al Passo dell’Oppio. La vittima era un camionista di professione, una persona che ha sempre svolto il proprio lavoro con serietà e professionalità. Lo ricordo come un uomo rispettoso, attento alle regole e al codice della strada. Chi percorre spesso queste strade sa bene quanto si possano formare lunghe code: lui, quando possibile, accostava per facilitare il passaggio degli altri mezzi, ricevendo spesso un saluto dagli altri autisti. Era una persona sorridente, disponibile e orgogliosa del proprio lavoro. Purtroppo ieri mattina, intorno alle 6.40, ha trovato la morte mentre era al lavoro. Qualcuno potrebbe definirlo semplicemente un incidente stradale. Ma per chi vive il lavoro della strada, questo è a tutti gli effetti un incidente sul lavoro. Per lui il camion non era soltanto un mezzo: era il suo strumento di lavoro, la sua azienda, una parte importante della sua vita. Come accade a molti autotrasportatori, probabilmente trascorreva più ore sul camion che altrove. Sarà compito degli accertamenti chiarire le cause della tragedia: una distrazione, un guasto meccanico, un problema tecnico o altre circostanze. Le indagini e le perizie forniranno le risposte necessarie. Tuttavia, credo sia importante riflettere anche su un altro aspetto: lo stress e il logorio che spesso accompagnano il mondo del lavoro. Viviamo in una società che impone ritmi sempre più intensi, nella quale si è costretti a lavorare più a lungo e spesso fino a età avanzate per raggiungere una sicurezza economica. Tutto questo può incidere sulle condizioni fisiche e psicologiche delle persone. Non conosco con precisione l’età della vittima, ma dopo una vita trascorsa alla guida di un camion è inevitabile interrogarsi anche sulle difficoltà che il passare degli anni può comportare. Non si tratta di attribuire responsabilità, ma di riflettere sulle condizioni in cui molte persone sono chiamate a lavorare ogni giorno. Prima di ogni altra considerazione, però, il nostro pensiero va alla famiglia, ai parenti e agli amici di questa persona. A loro esprimiamo la nostra più sincera vicinanza e le nostre più sentite condoglianze. Le cause dell’incidente saranno accertate nel tempo. Resta però il fatto che anche questa tragedia si aggiunge al doloroso elenco delle morti sul lavoro che continuano a colpire il nostro Paese. Alessandro Grassini Presidente Regionale Toscana Presidente Anmil Pistoia

  • PER TRE GIORNI PRATO DIVENTA CAPITALE ITALIANA DEL CRIME: CRIMINOLOGI, SCRITTORI E GIORNALISTI D' INCHIESTA A CONFRONTO PER SVELARE "IL LATO NASCOSTO DEL CRIMINE"

    Dall’11 al 13 settembre debutta la prima edizione del Festival gemellata con il Torino Crime Festival. Oltre dieci appuntamenti, in diversi luoghi simbolo della città, per raccontare in maniera scientifica il fenomeno criminale in tutte le sue forme. E spiegare la natura più profonda di accadimenti che hanno scosso l'opinione pubblica nazionale e internazionale PRATO. Da venerdì 11 a domenica 13 settembre arriva la prima edizione del Prato Crime Festival. Si tratta di una manifestazione culturale che attraverso tre giorni di incontri, approfondimenti e confronto trasformerà Prato in uno dei punti di riferimento nazionali per il racconto del crimine, affrontato in maniera scientifica e con il contributo di tanti esperti. In città arriveranno alcuni dei più autorevoli protagonisti del giornalismo d'inchiesta, della criminologia e della letteratura di settore. L'obiettivo è chiaro: offrire a tutti chiavi di lettura e strumenti utili per comprendere fenomeni spesso raccontati soltanto attraverso la cronaca nera e il sensazionalismo mediatico, interrogandosi sulla loro origine profonda e 'nascosta'. La manifestazione sarà un appuntamento diffuso in città. In programma, infatti, ci sono oltre dieci eventi, distribuiti fra alcuni luoghi simbolo del territorio come il Palazzo Vaj, Giardino Buonamici, Teatro Politeama Pratese, La Passerella. Le giornate saranno scandite da incontri, talk e testimonianze: l'ambizione è di diventare un appuntamento stabile nel panorama nazionale, forte anche del gemellaggio con il Torino Crime Festival, realtà consolidata a livello nazionale che da 10 anni rappresenta uno dei principali appuntamenti italiani dedicati al mondo del crime e che metterà a disposizione la propria esperienza organizzativa e culturale. Nel corso della manifestazione saranno affrontati alcuni dei temi più attuali del dibattito pubblico: violenza di genere, serial killer, sistema carcerario, conflitti contemporanei, guerre ibride, casi giudiziari che hanno segnato la storia della cronaca nera italiana. Protagonisti saranno giornalisti, criminologi, scrittori ed esperti di settore chiamati a guidare il pubblico oltre il semplice dato di cronaca, per comprendere ciò che si cela dietro una scena del crimine e le dinamiche più profonde che la determinano. “Il Prato Crime Festival vuole accendere una luce sulle zone d’ombra della società contemporanea – spiegano gli organizzatori -. Stimolando consapevolezza, confronto e partecipazione attiva: perché comprendere il crimine significa, prima di tutto, comprendere il nostro tempo. Il Festival nasce come evento multidisciplinare capace di coniugare divulgazione e approfondimento, portando a Prato alcune delle voci più autorevoli del panorama italiano tra podcast, televisione, stampa e ricerca scientifica, con l’obiettivo di offrire strumenti critici per leggere il crimine oltre la sua superficie mediatica e interrogarsi sul perché questo tema continui ad affascinare così profondamente la società”. Il festival si aprirà inoltre al territorio coinvolgendo associazioni, istituzioni e realtà culturali e commerciali locali, rendendolo protagonista di una serie di iniziative. Con questa prima edizione, Prato punta così a ritagliarsi un ruolo originale nel panorama culturale nazionale, dando vita a una manifestazione che unisce informazione, approfondimento e partecipazione pubblica, con l'ambizione di diventare un appuntamento di riferimento per tutti coloro che vogliono comprendere il fenomeno criminale nella sua complessità. Per info e contatti: produzione@pratocrimefestival.it

  • UN ALTRO MORTO SUL LAVORO SULLA MONTAGNA PISTOIESE: LA DENUNCIA DI RIFONDAZIONE COMUNISTA

    «Non un incidente stradale, ma un incidente sul lavoro. Camionisti sottoposti a ritmi insostenibili mentre la lista delle vittime continua ad allungarsi» PISTOIA — Rifondazione Comunista Pistoia interviene con durezza dopo la tragedia avvenuta questa mattina lungo le strade della montagna pistoiese, dove un camionista di 57 anni, molto conosciuto e stimato nella comunità, ha perso la vita ribaltandosi con il proprio mezzo. Un episodio che il partito definisce senza esitazioni «un incidente sul lavoro», rifiutando la narrazione che lo riduce a un semplice sinistro stradale. Secondo il comunicato, la vittima era un autista esperto, noto per l’attenzione e il rispetto del Codice della Strada. «Per lui il camion era lo strumento di lavoro — sottolinea Rifondazione — e la strada il suo luogo di lavoro. È lì che è morto». Le cause dell’incidente sono ancora in fase di accertamento, ma per il partito la questione centrale è un’altra: la sicurezza dei lavoratori e le condizioni in cui sono costretti a operare. «Un lavoro stressante, pericoloso, senza tutele adeguate» Il comunicato esprime cordoglio alla famiglia e alla categoria dei camionisti, descritti come «gente che vive un lavoro stressante, che con l’età diventa pericoloso, ma che non può andare in pensione anticipata». Una condizione che Rifondazione definisce ingiusta e sproporzionata rispetto ai rischi quotidiani: «Non sono generali dell’esercito, ma solo camionisti», si legge nel testo, con un tono volutamente provocatorio per evidenziare la disparità di trattamento tra categorie professionali. Strade, ritmi e stress: una riflessione necessaria Il partito invita a una riflessione più ampia sulle condizioni delle infrastrutture viarie della provincia e sui ritmi imposti agli autisti, spesso costretti a turni serrati e a una pressione costante che può compromettere la sicurezza. «I camionisti e gli autisti in genere — denuncia Rifondazione — sono sottoposti a ritmi sempre più intensi, fino a mettere a repentaglio la propria vita. Lo stress accompagna ormai tutta la loro vita lavorativa». Un quadro che, secondo il partito, contribuisce ad alimentare una lista di vittime sul lavoro che continua ad allungarsi senza che vengano prese misure strutturali. «Per questi morti nessun vertice» La conclusione del comunicato è amara e polemica: mentre per altre emergenze si convocano tavoli e vertici istituzionali, per i morti sul lavoro — sostiene Rifondazione — non si registra la stessa attenzione. «La lista dei morti sul lavoro si allunga, ma per questi morti nessun vertice», afferma il partito, chiedendo che la sicurezza dei lavoratori diventi finalmente una priorità politica e sociale.

  • UN DEFIBRILLATORE IN OGNI SEDE TERRITORIALE DI ACI PRATO. IN MEMORIA DELL' EX PRESIDENTE FEDERICO MAZZONI

    Il progetto è iniziato con l'installazione del dispositivo salvavita nella sede di via Ferrucci. Nei prossimi mesi poi i defibrillatori saranno posizionati in tutte le sedi dell'Automobile Club Prato e nell'Autoscuola Grignanese. Previsti anche i corsi gratuiti di formazione per dipendenti, collaboratori e cittadini PRATO. Un gesto concreto per la sicurezza della comunità e un modo significativo per ricordare una figura che ha lasciato un segno indelebile nella storia dell'Automobile Club Prato. È stato installato nella sede centrale di via Ferrucci il primo defibrillatore del progetto promosso da Aci Prato che, nei prossimi mesi, porterà i dispositivi salvavita in tutte le sedi territoriali dell'Ente, compresa l'Autoscuola Grignanese. L'iniziativa nasce nel ricordo di Federico Mazzoni, storico presidente dell'Automobile Club Prato, scomparso lo scorso novembre. Sportivo appassionato e persona da sempre attenta al benessere della comunità, Mazzoni viene oggi ricordato attraverso un progetto che punta a salvare vite umane e a diffondere la cultura della prevenzione e del primo soccorso. La consegna ufficiale della prima teca si è svolta nella sede di via Ferrucci, alla presenza dei vertici dell'ente, del neo assessore Enrico Vellucci e delle associazioni di volontariato che affiancheranno Aci Prato nello sviluppo dell'iniziativa. Il progetto non si limita infatti all'installazione dei soli dispositivi. A partire dal prossimo settembre prenderà infatti il via un percorso di formazione bls-d destinato inizialmente a dipendenti e collaboratori dell'Automobile Club Prato e successivamente aperto anche ai soci e ai cittadini interessati. I corsi saranno completamente gratuiti e saranno realizzati grazie alla collaborazione di numerose realtà del volontariato sanitario del territorio, tra cui Pubblica Assistenza, Misericordia, Croce Rossa e Fondazione Sandro Pitigliani con i propri operatori specializzati. “Abbiamo voluto trasformare il ricordo del presidente Federico Mazzoni in un progetto concreto e utile per tutta la comunità – dichiara il direttore di Aci Prato Claudio Bigiarini –. La presenza di un defibrillatore può fare la differenza nei momenti più delicati e per questo il consiglio direttivo ha deciso di dotare tutte le nostre sedi di questi dispositivi. Ma altrettanto importante è la formazione delle persone che dovranno utilizzarli. Per questo motivo abbiamo costruito una rete di collaborazione con le principali associazioni di volontariato del territorio affinché la cultura del primo soccorso possa diffondersi sempre di più tra cittadini e operatori”. Questo progetto rappresenta un percorso che Aci Prato aveva già avviato nei mesi scorsi. Nell'ambito della Maratonina di Prato dello scorso aprile, infatti, l'Ente aveva messo in palio un defibrillatore destinato all'associazione che fosse riuscita a coinvolgere il maggior numero di partecipanti. Il dispositivo è stato poi assegnato al Tc Prato. “Non si poteva ricordare in modo migliore il presidente Federico Mazzoni – dice l’assessore Vellucci -. Dotare le sedi Aci di questi dispositivi significa investire concretamente nella tutela della vita delle persone. È importante che sempre più realtà cittadine seguano questa strada, promuovendo anche percorsi formativi”. [stefano de biase]

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