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  • lutto. E' MORTO IL DOTTOR NICOLA MANGONI, IL CORDOGLIO DELLA COMUNITA' AGLIANESE

    Il sindaco Luca Benesperi: “Professionista stimato, anima del nostro Comune. Un grande abbraccio alla famiglia” Il dottor Nicola Mangoni AGLIANA. La comunità di Agliana piange la scomparsa del dottor Nicola Mangoni, figura molto conosciuta e stimata sia in ambito medico che nella vita sociale e sportiva del paese. La notizia, diffusa nel pomeriggio, ha suscitato profonda commozione tra cittadini, colleghi e amici di una vita. Il sindaco Luca Benesperi ha espresso pubblicamente il proprio cordoglio: «Con grande dispiacere apprendo della scomparsa del dott. Nicola Mangoni. Aglianese doc, professionista stimato, anima del nostro Comune anche nel calcio paesano dov’è stato tra i principali animatori insieme agli amici di una vita. Un grande abbraccio alla famiglia da parte di tutta l’Amministrazione. Che la terra ti sia lieve.» Parole che restituiscono l’immagine di un uomo profondamente legato al territorio, ricordato da molti come una presenza gioviale, ironica, capace di creare legami autentici. “Grande persona e personaggio insuperabile”, scrivono gli amici, che lo chiamavano affettuosamente “Sassaroli” nelle serate al bar, in un clima di goliardia che racconta la sua capacità di far sorridere e unire. Un medico di grande esperienza Originario di Montemurlo ma cresciuto ad Agliana, diplomato nel 1972 e laureato in Medicina e Chirurgia nel 1982 il dottor Mangoni aveva costruito una carriera solida e riconosciuta nel campo della Chirurgia Estetica e Vascolare. Aveva studiato Chirurgia Plastica Estetica a Milano e conseguito numerose specializzazioni: dalla Chirurgia Estetica all’Angiologia Medica, dall’Ultrasuonologia vascolare alla Chirurgia Emodinamica Venosa, fino alla Medicina Estetica. Docente per la Cattedra di Specializzazione in Chirurgia Vascolare e relatore in numerosi congressi, dal 1998 esercitava la libera professione a Montecatini Terme, dove seguiva i suoi pazienti con competenza e tecnologie all’avanguardia. Era noto per interventi su viso, corpo e seno – mastoplastiche, lifting, blefaroplastiche, liposculture – e per trattamenti combinati di ringiovanimento del volto. Nel suo studio si occupava anche di chirurgia vascolare, vene varicose, biorivitalizzazione e iperidrosi. Il legame con l’Aglianese Da giovane aveva giocato nelle fila dell'Aglianese. Negli anni Novanta era stato medico sociale dell’Aglianese, ruolo che gli aveva permesso di intrecciare rapporti profondi con il mondo sportivo locale. Chi lo ha conosciuto lo ricorda come un uomo sempre disponibile, allegro, capace di portare entusiasmo e leggerezza anche nei momenti più impegnativi. Un saluto affettuoso La sua scomparsa lascia un vuoto importante nella comunità. “Ciao Nik”, scrivono gli amici, “uomo gioviale”, “grande Doc”. Ricordi semplici, sinceri, che raccontano più di qualsiasi curriculum la traccia umana che ha saputo lasciare. Agliana perde un professionista di valore, ma soprattutto una figura amata, capace di unire competenza, umanità e spirito di comunità.

  • montemurlo. VIA LIBERA ALLA RIQUALIFICAZIONE DELL' AREA "SAN CARLO" E AL RESTAURO DELL' OMONIMA VILLA

    Approvata dal Consiglio comunale, nel corso dell'ultima seduta, la trasformazione e il recupero del complesso storico. Operazione strategica che unisce la tutela del patrimonio, la sicurezza stradale, il potenziamento dei parcheggi e delle piste ciclabili MONTEMURLO. Passo decisivo per la riqualificazione dell'ingresso al territorio comunale di Montemurlo lungo la direttrice della via Montalese, direzione Prato - Bagnolo, verso Pistoia. Il Consiglio Comunale ha approvato, nel corso dell'ultima seduta che si è svolta venerdì 31 luglio, i provvedimenti che danno il via al completo restauro e al recupero dell'area di trasformazione "San Carlo", ponendo fine a un pluriennale stato di abbandono e degrado edilizio. Grazie all'approvazione dei progetti convenzionati e del piano di recupero della Villa di San Carlo, l'amministrazione comunale dà il via a un'operazione complessa di rigenerazione urbana. Il punto di partenza sarà la demolizione degli edifici degradati presenti nell'area circostante la villa, tra cui l'immobile che ospitava la ex stazione dei Carabinieri e l'edificio situato all'incrocio tra via Montalese e via Selvavecchia. «L'operazione, pur articolata in tre punti distinti all'ordine del giorno, risponde a un'unica e coerente visione strategica ad alto valore pubblico». - ha spiegato il sindaco di Montemurlo, Simone Calamai «L'obiettivo primario è la valorizzazione della porta d'ingresso della città attraverso il restauro e la tutela di Villa San Carlo, immobile di pregio storico, attraverso anche la rettifica della strada che in quel punto presenta una stretta curva a gomito. L'operazione prevede la demolizione dei manufatti incongrui e il contestuale trasferimento delle volumetrie in aree di atterraggio ben individuate in altre zone del territorio». La trasformazione, infatti, porta con sé anche un profondo miglioramento della mobilità, con la messa in sicurezza della viabilità stradale, il completamento e l'allargamento della rete ciclopedonale e la creazione di numerosi nuovi parcheggi pubblici. La demolizione consentirà la rettifica e l'allargamento della carreggiata di via Montalese a 8 metri (con marciapiede di 1,50 m) e la realizzazione a nord – lato monte di 27 posti auto pubblici protetti da un muro di contenimento. LE FASI DI INTERVENTO LEGATE AL PIANO DI RECUPERO DI VILLA SAN CARLO Gli interventi fanno parte della previsione urbanistica, collegata al recupero di Villa San Carlo e prevedono varie fasi di intervento. Un primo passo vede la demolizione degli edifici esistenti, ormai fatiscenti. La ricostruzione nell'area originaria vede la realizzazione di una palazzina in linea su due piani (oltre al piano interrato per le autorimesse), caratterizzata da un'architettura che dialoga con la villa sul fronte di via Montalese e si apre con ampie vetrate verso la piana agricola a sud. Nell'operazione è compresa anche la realizzazione di diverse opere di urbanizzazione a carico del proprietario dell'area, che avrà l'obbligo del rifacimento del marciapiede su via Montalese, della creazione di un parcheggio alberato in via Ricasoli da 53 posti auto e la realizzazione di una nuova piazza pubblica affacciata sulla piana. L'intervento garantisce oltre il 30 per cento di superficie permeabile e l'invarianza idraulica tramite la realizzazione di una vasca di raccolta della acque meteoriche. Per quanto riguarda il piano di recupero di Villa San Carlo (già adottato) l'intervento principale vede il risanamento conservativo della Villa storica a destinazione residenziale. Il progetto elimina le aggiunte improprie in cemento armato, costruite di recente, per ripristinare la corte interna originale e valorizzare il loggiato a sud, integrando finiture moderne e lineari in acciaio corten. La vecchia tinaia interrata ospiterà, invece, le autorimesse. In questo caso le opere di urbanizzazione prevedono la realizzazione del tratto di pista ciclabile che completa l'anello tra via del Lavoro e via Selvavecchia. Il progetto restituirà alla cittadinanza anche due nuovi spazi aggregativi nel complesso immobiliare di San Carlo: una piazza all'incrocio tra via Selvavecchia e via Poggio Secco, pensata per dare identità e valorizzare un percorso storico di grande rilievo per il territorio e una piazza-belvedere d'affaccio da via Montalese rivolta verso l'area del parco agricolo sottostante, creata per valorizzare il paesaggio rurale di Montemurlo. I volumi demoliti nell'ambito del complesso immobiliare saranno in parte ricostruiti nelle immediate vicinanze della villa e in parte trasferiti verso apposite "aree di atterraggio" individuate sul territorio comunale: in via Iseo, dove saranno realizzate due nuove palazzine residenziali, con l'allargamento di via di Cafaggio, la realizzazione di nuovi posti auto pubblici, la cessione di un'area verde lungo l'argine e allargamento della pista ciclabile a 3 metri. [masi - comune di montemurlo]

  • POLIZIA, 26 NUOVI AGENTI IN SERVIZIO A PISTOIA

    L’arrivo dei giovani poliziotti si inserisce nel più ampio potenziamento regionale: in Toscana assegnati circa 300 agenti del 233° corso PISTOIA. Nella mattinata di ieri 7 agosto 2026 il Questore della provincia di Pistoia, dottor Marco Dalpiaz, ha accolto 26 nuovi agenti della Polizia di Stato, pronti a entrare in servizio nelle diverse articolazioni del territorio dopo aver completato il periodo di formazione negli istituti di istruzione. Si tratta di un innesto significativo per la provincia, che da tempo attendeva un rafforzamento degli organici per migliorare la capacità di presidio e la risposta operativa. L’arrivo dei nuovi agenti a Pistoia si colloca all’interno della più ampia distribuzione dei poliziotti usciti dal 233° Corso di formazione, che ha portato in Toscana circa 300 unità aggiuntive. Il dato regionale è stato annunciato dal senatore della Lega Manfredi Potenti, che ha definito il provvedimento un “importante rinforzo” per la sicurezza e la presenza dello Stato sul territorio. Il quadro regionale Secondo quanto comunicato, i nuovi agenti sono stati destinati alle principali sedi della regione, con numeri rilevanti anche per i centri medio‑piccoli. Tra le assegnazioni rese note figurano: Pisa: 24 agenti: Siena: 18 agenti; Viareggio: 8 agenti; Volterra: 7 agenti; Rosignano Solvay: 6 agenti e Poggibonsi: 5 agenti Potenti ha sottolineato che si tratta di un intervento “storico” per alcune realtà, dove il potenziamento degli organici era atteso da anni. Un rafforzamento atteso Il senatore ha evidenziato che l’azione del Governo punta a colmare progressivamente i vuoti di organico accumulati nel tempo, restituendo alle comunità una presenza più capillare delle forze dell’ordine. In questo contesto, l’arrivo dei 26 agenti a Pistoia rappresenta un tassello fondamentale per migliorare la sicurezza e sostenere il lavoro quotidiano delle donne e degli uomini della Polizia di Stato.

  • quarrata. CICLISTA CADE IN VIA VECCHIA FIORENTINA: INTERVENTO DELL'ELISOCCORSO, UOMO IN CONDIZIONI CRITICHE

    Momenti di paura a Catena alle 7.30: il ciclista, privo di documenti, avrebbe avuto un malore e ha battuto violentemente la testa. Soccorsi immediati, Pegaso lo trasporta d’urgenza a Careggi. Rilievi affidati alla polizia municipale. QUARRATA – Attimi di forte apprensione questa mattina lungo via Vecchia Fiorentina, nella frazione di Catena, dove un ciclista è caduto rovinosamente a terra dopo aver perso il controllo della bici, probabilmente a causa di un malore improvviso. L’uomo, privo di documenti, ha battuto con violenza la testa. Alcuni passanti hanno immediatamente allertato i soccorsi: sul posto sono intervenuti i volontari della Croce Rossa di Quarrata e l’automedica. Vista la gravità della situazione, è stato richiesto l’intervento dell’elisoccorso Pegaso (atterrato nei pressi della Casa di Rodo), che ha trasferito il ciclista in codice critico all’ospedale fiorentino di Careggi. Le sue condizioni sarebbero preoccupanti. La polizia municipale di Quarrata ha effettuato i rilievi per ricostruire l’esatta dinamica dell’accaduto.

  • MUORE A 24 ANNI MAURO DUCCESCHI, LE COMUNITA' DI PRATACCIO E PRUNETTA SOTTO SHOCK

    Il cordoglio della Pro Loco: chiuso il locale Circolo. Sospesi gli eventi di sabato e domenica SAN MARCELLO PITEGLIO — La piccola comunità di Prunetta e Prataccio è sconvolta per la morte di Mauro Ducceschi, 24 anni, scomparso improvvisamente ieri, sembra per un malore, mentre stava lavorando. La notizia, diffusasi rapidamente nel paese e nelle frazioni vicine, ha lasciato un senso di incredulità e dolore profondo: Mauro era un giovane conosciuto, cresciuto in una realtà dove tutti si incontrano, si salutano, si riconoscono. Le circostanze del decesso sono in corso di accertamento da parte delle autorità competenti, mentre amici e familiari si sono stretti nel silenzio e nel rispetto, chiedendo discrezione in un momento di grande sofferenza. Chi lo ha conosciuto lo descrive come un ragazzo gentile, riservato, legato alla sua famiglia e alla montagna. La sua scomparsa rappresenta una ferita per tutta la comunità dell’Alto Appennino, già provata da altre perdite negli ultimi anni. L’associazione Pro Loco di Prataccio ha deciso nella giornata di oggi di chiudere il locale Circolo Ricreativo ed ha annullato gli eventi previsti per sabato e domenica: «La nostra comunità - si legge in una nota - esprime vicinanza e affetto alla famiglia di Mauro e alla famiglia Biondi, per la dolorosa perdita». In tanti stanno esprimendo vicinanza ai familiari e si moltiplicano i messaggi di cordoglio. Tra questi anche quello del Rugby Pistoia Asd che in si stringe al cordoglio della famiglia e degli amici di Mauro Ducceschi. "Sicuri che ci tiferai sempre!".

  • provincia di prato. RIAPERTO IL SOTTOPASSO DI VIA SENIO A MALISETI. CONCLUSA LA PRIMA PARTE DEI LAVORI DI CONSOLIDAMENTO DEL PONTE

    La Provincia ha realizzato il consolidamento strutturale del cavalcavia sulla Sp4 con lavori per circa 665 mila euro. I lavori sui sottoservizi hanno richiesto molto tempo. Riasfaltata la strada. A settembre parte il consolidamento della banchina della sp4, intervento che richiederà solo chiusure parziali PRATO. E' stato riaperto stamani, il tratto di via Senio a Maliseti (Comune di Prato) che passa sotto il cavalcavia della Sp4, compreso tra i civici 53 e l’intersezione con via Argonne. La Provincia di Prato ha concluso la prima parte dei lavori di consolidamento della struttura del cavalcavia, un intervento complesso e importante, per un quadro economico complessivo pari a circa 665 mila euro, che rientra nel piano di manutenzioni straordinarie di ponti e sovrappassi di competenza provinciale per garantire la massima sicurezza della circolazione stradale. Il lavoro di consolidamento strutturale ha interessato i muri laterali del ponte e l’impalcato (il solaio) attraverso l’utilizzo di un rinforzo con fibre di carbonio. I muri laterali del ponte sono stati poi uniti, per dare la massima stabilità alla struttura, con una piastra di cemento armato alta 60 centimetri, posta sotto il piano stradale. La fase che ha richiesto più tempo è però quella legata al rinnovo dei sottoservizi stradali. La Provincia ha realizzato un incamiciatura dei sottoservizi, una tecnica di risanamento delle tubature danneggiate che, anche in futuro, consentirà di effettuare riparazioni in maniera più agevole. L’ultima fase dei lavori ha visto l’asfaltatura del tratto di strada interessato dal consolidamento. «Da domani (oggi per chi legge, ndr) la strada tornerà pienamente percorribile. – spiega il presidente della Provincia, Simone Calamai – Comprendo il disagio subito dai cittadini, ma il consolidamento del cavalcavia è molto importante per garantire la circolazione, sia di chi transita sulla sp4, che di chi percorre la via Senio. La Provincia di Prato, dopo un attento lavoro di monitoraggio strutturale, sta attuando un piano di manutenzioni straordinarie che riguarda ponti e cavalcavia. Crediamo infatti che sia importante lavorare sulla prevenzione e sulla manutenzione costante del patrimonio infrastrutturale pubblico nell’interesse di tutta la collettività» Nei prossimi giorni saranno realizzate altre piccole finiture come la segnaletica orizzontale. A settembre i lavori di consolidamento del ponte si spostano sulla Sp4, dove sarà consolidata la banchina esterna alla carreggiata, saranno riposizionati nuovi guard rail e sarà riasfaltato il tratto. In questo caso il sottopasso di via Senio potrà essere interessato da temporanee chiusure per motivi di sicurezza legati al cantiere sovrastante.

  • EX SCUOLE ELEMENTARI DI PONTE DI SERRAVALLE. I RESIDENTI SEGNALANO ANCORA INCURIA E DEGRADO

    Serravalle Civica: "il degrado degli edifici pubblici non è certo un bel biglietto da visita per chi sosta sul nostro territorio comunale" SERRAVALLE. Dopo la nostra segnalazione, risalente allo scorso marzo, nulla è cambiato riguardo alle disastrose condizioni in cui versa lo stabile che un tempo ospitava le scuole elementari di Ponte di Serravalle e che oggi accoglie la sede del corpo musicale “G. Verdi” di Serravalle Pistoiese. I residenti segnalano ancora vaste aree di intonaco danneggiato o deteriorato su gran parte della facciata, folta e selvaggia vegetazione intorno, sporco diffuso e rifiuti. A ciò si aggiungono l’incuria e la sporcizia causate dalla folta vegetazione sporgente dalla proprietà confinante, che risulterebbe privata. La giunta si ritiene soddisfatta dell’ubicazione riservata alla banda comunale? Secondo noi, un corpo bandistico merita una sede molto più decorosa, accogliente e consona alla sua attività. Invitiamo pertanto il sindaco ad intervenire prontamente: si tratta di un edificio che, se ben manutenuto e valorizzato, potrebbe essere messo a disposizione della comunità anche per altre iniziative e opere di pubblica utilità. Ricordiamo che i cittadini pagano le tasse anche per la manutenzione ordinaria e straordinaria degli immobili comunali, patrimonio di tutti, ed esigono giustamente che questa venga effettuata con regolarità. Oltretutto il degrado degli edifici pubblici non è certo un bel biglietto da visita per chi sosta sul nostro territorio comunale. Ancora una volta siamo costretti a prendere atto che in nove anni di mandato la giunta Lunardi non solo non ha realizzato opere ex novo, ma non è stata nemmeno capace di mantenere in buono stato quelle esistenti. Elena Bardelli Serravalle Civica

  • TARIC E RACCOLTA RIFIUTI: ECCO COSA NON VA

    L'appello dei Comuni di Poggio a Caiano, Carmignano e Campi Bisenzio POGGIO A CAIANO-CARMIGNANO. Tre Comuni, due nel territorio pratese – Poggio a Caiano e Carmignano – e uno nel territorio fiorentino – Campi Bisenzio – uniscono le loro voci per manifestare dissenso sulla gestione della Taric (e non solo). E all’ultima assemblea di di Plures Alia i tre sindaci, di differente colore politico, hanno espresso voto contrario al bilancio. Comuni che hanno superato abbondantemente l’80% di raccolta differenziata, segno questo che i cittadini sono virtuosi. “Ma nonostante questo – dicono all’unisono i tre sindaci – non ci sono stati benefici economici per i cittadini. Non solo: la raccolta dei rifiuti è peggiorata e ogni giorno sulle nostre scrivanie arrivano segnalazioni di utenti, giustamente, risentiti”. Riccardo Palandri (Poggio a Caiano), Edoardo Prestanti (Carmignano) e Andrea Tagliaferri (Campi Bisenzio) chiedono, quindi, chiarimenti urgenti a Plures Alia. “Siamo qui oggi come tre Comuni, con sensibilità politiche anche diverse, ma uniti da un percorso comune e dalla volontà di dare risposte concrete ai nostri cittadini”. Lo dice il sindaco di Campi Bisenzio, Andrea Tagliaferri. “Per questo – dice il primo cittadino - rivolgiamo un appello ad Alia e ai Comuni soci affinché venga aperto subito un tavolo di lavoro: oggi la gestione dei rifiuti rappresenta una delle principali questioni politiche per i nostri territori. Dopo la scelta importante di superare il progetto della quotazione in Borsa, è il momento di costruire un nuovo piano industriale che, oltre a rendere più efficace il servizio nel rispetto degli obiettivi del piano regionale, abbia come priorità la stabilizzazione delle tariffe. Non è accettabile che i Comuni e i cittadini più virtuosi siano anche quelli che finiscono per pagare di più: questo meccanismo va corretto. C’è poi il tema della qualità del servizio, che negli ultimi mesi è oggettivamente peggiorata. Serve ripensare l’organizzazione interna dell’azienda, investendo maggiormente sul capitale umano, rafforzando la presenza sul territorio e privilegiando l’efficienza del servizio rispetto alla sola razionalizzazione dei costi, anche se questo dovesse comportare una riduzione degli utili. La priorità devono tornare a essere i cittadini e la qualità del servizio che ricevono”. “Con Campi e Carmignano – spiega il sindaco di Poggio a Caiano Riccardo Palandri - abbiamo inviato un documento a Plures per chiedere un incontro con la dirigenza ma la risposta quale è stata? La disponibilità di un tecnico. Ma noi vogliamo parlare con chi gestisce le scelte. Quello che chiediamo è migliorare i servizi sul territorio e far sì che ci siano tariffe adeguate che al momento non vediamo”. Ritardi nel ritiro dei rifiuti, disservizi vari: dallo spazzamento strade fino allo svuotamento dei cestini lungo le vie: i tre Comuni sono costretti a segnalare troppe cose che non vanno e tutto questo a discapito del cittadino. E le cose non vanno certo meglio a Carmignano dove si è formato anche un gruppo “No Taric”. “Il Comune – dice il sindaco Prestanti – per ammissione della stessa Alia è entrato a far parte dei comuni Ricicloni, superando l’82% di raccolta differenziata, un beneficio per l’ambiente e per i costi della società stessa, ma a fronte di tutto ciò le tariffe hanno continuato ad aumentare e il servizio a peggiorare, adesso basta, intendiamo far sentire la nostra voce per difendere i cittadini da una gestione rifiuti che non riteniamo ottimale”. “Per questo – scrivono Tagliaferri, Prestanti e Palandri - chiediamo che venga introdotto un metodo chiaro e trasparente che preveda conguagli a fine anno per i cittadini residenti nei Comuni più virtuosi, come i nostri. Quindi, al fine di riuscire a bloccare gli aumenti di previsione, proponiamo, come avevamo già chiesto meno di un anno fa ma senza ottenere nulla, di ridurre le tariffe attraverso l’utilizzo dei potenziali aumenti degli utili previsti per gli anni futuri, permettendo di contenere e abbassare la tariffa senza intaccare la parte di utili che viene destinata ai bilanci comunali; impiegare gli utili esistenti e già incassati dai Comuni quota parte (i dividendi sulla base della partecipazione azionaria), da poter poi utilizzare non in modo indiscriminato e generalizzato ma sulla base Isee per tutelare le fasce della popolazione maggiormente in difficoltà. Infine, un invito ad Alia nella lotta all’evasione mettendo in campo tutte le soluzioni possibili per scovare le utenze non iscritte e quelle che risultano inadempienti.” Intanto, i Comuni scendono in campo con azioni concrete, ovvero con riduzioni delle bollette in base all’Isee, per venire incontro a quelle fasce più deboli dal punto di vista economico.

  • VIVAISMO PISTOIESE, L'ODG GORI CHIEDE PIU' SOSTEGNO E COMPETITIVITA' INTERNAZIONALE

    Ricerca, innovazione e promozione all’estero: così il Parlamento punta a rafforzare un settore che in Toscana vale quasi un miliardo PISTOIA. Un Ordine del Giorno che guarda da vicino al vivaismo pistoiese, riconoscendone il peso economico e ambientale e chiedendo al Governo nuove misure per sostenerne la crescita. È quello presentato dalla deputata Irene Gori e approvato alla Camera durante la seduta del 4 agosto, nell’ambito del provvedimento dedicato alle misure strategiche per l’agricoltura. Il testo parte da un dato: il florovivaismo italiano rappresenta oggi l’8 per cento della produzione vegetale nazionale, con una PLV di 3,2 miliardi di euro e quasi 20.000 aziende attive. Un comparto che impiega circa 200.000 addetti e che, oltre al valore economico, svolge un ruolo chiave nella tutela del paesaggio, nella rigenerazione urbana e nel presidio del territorio. On. Irene Gori In questo scenario, la Toscana è protagonista. Sfiora il miliardo di euro di produzione lorda vendibile grazie soprattutto al distretto vivaistico ornamentale pistoiese, un polo da 1.500 imprese che esporta in tutto il mondo e rappresenta una delle eccellenze del Made in Italy verde. Ma il settore deve fronteggiare costi logistici crescenti, burocrazia complessa e una forte concorrenza internazionale, in particolare da Paesi Bassi e Spagna. Per questo l’Ordine del Giorno impegna il Governo a valutare nuove iniziative: bandi di filiera e di distretto dedicati alla ricerca, allo sviluppo e all’innovazione tecnologica; misure per la promozione internazionale del vivaismo italiano; strumenti per rafforzare la competitività delle imprese sui mercati globali. L’obiettivo è consolidare la leadership europea e mondiale del settore, sostenendo in particolare quei territori – come Pistoia – che rappresentano un punto di riferimento per qualità, capacità produttiva e valore ambientale.

  • AGNA DELLE CONCHE, NUOVA DENUNCIA DI PAPERETTI: «SITUAZIONE SEMPRE PIU' CRITICA»

    Il consigliere comunale di opposizione (Noi per Montale) accusa l'amministrazione di immobilismo: riflettori sulla diffusione del poligono del Giappone e sulla vegetazione che ostacola il deflusso delle acque nell'ultimo tratto di via Alessandro Volta. MONTALE – «All'Agna delle Conche la situazione continua a peggiorare». Torna a denunciare le criticità del torrente il consigliere comunale di opposizione Michael Paperetti (Noi per Montale), che punta nuovamente l'attenzione sullo stato di manutenzione dell'alveo e sui rischi ambientali e idraulici presenti nell'area. Al centro della segnalazione c'è la presenza del poligono del Giappone (Reynoutria japonica), considerato una delle specie vegetali invasive più dannose d'Europa. La pianta si diffonde con estrema facilità lungo i corsi d'acqua, soffoca la vegetazione autoctona, riduce la biodiversità e rende gli argini più vulnerabili, aumentando il rischio di cedimenti durante le piene. Proprio per queste caratteristiche è inserita nell'elenco delle specie invasive di rilevanza unionale. «Nel corso dello sfalcio effettuato ieri mattina – spiega Paperetti – la vegetazione è stata recisa, ma i residui sono stati lasciati direttamente nel torrente. È una scelta gravissima, perché il trasporto di frammenti di fusto e, soprattutto, di rizoma rappresenta uno dei principali meccanismi di diffusione del poligono del Giappone. La corrente può trascinare questi frammenti per centinaia di metri, permettendo loro di attecchire e dare origine a nuove colonie. In questo modo, anziché contenere l'infestazione, si rischia di favorirne la propagazione». La denuncia riguarda anche un'altra criticità già segnalata in passato. Nell'ultimo tratto di via Alessandro Volta, all'interno dell'alveo dell'Agna delle Conche, è ricresciuta una fitta vegetazione spontanea. «È tornata a formarsi una vera e propria foresta di vegetazione che ostruisce il naturale deflusso delle acque», afferma il consigliere. Secondo Paperetti, le numerose segnalazioni dei residenti e le iniziative presentate in Consiglio comunale non hanno prodotto alcun risultato. «A distanza di dodici mesi non è cambiato assolutamente nulla – conclude –. L'amministrazione Betti non può più rifugiarsi dietro l'inerzia. Non solo ha ignorato per un anno una situazione più volte denunciata da cittadini e opposizione, ma gli interventi eseguiti rischiano addirittura di aggravare il problema. È la dimostrazione di una gestione superficiale della manutenzione del territorio, nella quale all'immobilismo si sommano scelte che possono compromettere ulteriormente la sicurezza idraulica e l'equilibrio ambientale dell'Agna delle Conche».

  • quarrata. DUP 2027-2029, VIA LIBERA DELLA GIUNTA ROMITI ALLO SCHEMA PROVVISORIO

    Approvato all’unanimità il documento che guiderà la programmazione strategica e operativa del Comune: ora passa al Consiglio Comunale QUARRATA. La Giunta comunale di Quarrata ha approvato all’unanimità lo schema del Documento Unico di Programmazione (DUP) 2027/2029, atto cardine della pianificazione finanziaria e amministrativa del Comune. Il DUP, come previsto dal Testo unico degli enti locali, rappresenta la guida strategica e operativa del Comune: si compone di una Sezione Strategica, che sviluppa le linee di mandato 2022/2027, e di una Sezione Operativa, che definisce obiettivi e programmi triennali, compresi lavori pubblici, personale e patrimonio. Nella proposta illustrata dal Servizio Programmazione, si evidenzia che la definizione degli obiettivi è avvenuta sulla base delle risorse disponibili, degli indirizzi dell’amministrazione e dei progetti finanziati con fondi PNRR. Lo schema approvato è provvisorio: sarà aggiornato con i dati definitivi del bilancio di previsione e con eventuali integrazioni strategiche. La Giunta ha inoltre ricordato che la ricognizione dei programmi 2026/2028 avverrà contestualmente alla verifica degli equilibri di bilancio, e che il programma triennale delle opere pubbliche 2027/2029 è già stato adottato con delibera n. 144 del 30 giugno. Con il voto unanime, l’esecutivo ha disposto la presentazione del DUP al Consiglio comunale, tramite deposito presso la casa comunale e comunicazione ai capigruppo.

  • DELUDENTE IL PIANO FAUNISTICO VENATORIO DELLA TOSCANA

    Ma arrivano anche segnali positivi dalla maggioranza e dalla società civile. MASSA E COZZILE. Il 30 luglio scorso la Regione Toscana ha approvato a maggioranza il Piano Faunistico Venatorio e non è un buon piano! Come i piani precedenti esso discende da una visione venatoria, dove la tutela della fauna selvatica mantiene una posizione del tutto subordinata. E’ questo il risultato di una prassi amministrativa, trasversale ai principali partiti, che nella sostanza hanno da sempre delegato la politica su questa materia alle associazioni venatorie. Perché i cacciatori sono una minoranza di cui si ritiene di poter facilmente orientare il consenso, in pratica senza controindicazioni, perché la fauna non vota e i contrari alla caccia, pur essendo maggioranza, non ne fanno una questione così importante da ricordarsene al momento del voto. Questa volta però qualcosa è cambiato, qualcosa non ha funzionato! In primo luogo perché la questione non è rimasta nel chiuso degli uffici tecnici dell’Ente, per poi essere approvata in sordina dal Consiglio (in piena stagione balneare), ma è diventata di dominio pubblico ed ha incontrato il dissenso di alcune forze politiche di maggioranza. Così le numerose osservazioni delle associazioni ambientaliste (comprese le nostre), che in passato erano considerate spam e automaticamente cestinate, hanno per la prima volta varcato l’aula consiliare, sotto forma di emendamenti al testo sostenuti dai gruppi di M5S, AVS e da alcuni consiglieri del PD. L’effetto pratico è stato piccolissimo, sole poche cose (ancorché importanti) sono state accolte, ma l’effetto simbolico è stato dirompente. Infatti all’indomani dell’approvazione sono dovuti scendere in campo il Presidente Giani, il suo Sottosegretario Dika e la Presidente del Consiglio Saccardi per rassicurare i cacciatori in rivolta. Tuttavia, loro malgrado e sia pure con la coda dell’occhio, i tre esponenti dell’ala riformista (filovenatoria) del PD, che siedono sugli scranni più alti della sala consiliare, hanno potuto assistere ad una ben più estesa e argomentata protesta che si sta sviluppando nella società civile. La natura concepita come un insieme affascinante di forme di vita e di relazioni complesse, come ciò che rende ospitale la nostra Casa Comune. La fauna selvatica come una comunità di animali cui dovremo restituire degli spazi e con la quale dovremo trovare soluzioni di coesistenza, naturalmente salvaguardando il lavoro di chi pratica agricoltura e pastorizia tradizionale. Questa è la spinta che emerge, soprattutto fra le nuove generazioni. Ed in questo contesto la presunzione ridicola del “cacciatore bioregolatore” non trova spazio. Le soluzioni ai problemi devono essere quelle dettate dalla ricerca scientifica e da attività professionali (ad esempio ditte agroforestali supportate da biologi). La caccia avrà un futuro solo se sarà capace di rifondarsi, abbandonando le presunzioni di superiorità, il feticcio della “tradizione” e la difesa dell’indifendibile (come l’uso dei richiami vivi), per condividere, con umiltà e senso etico, il nobile proposito di contribuire a riparare la natura. Una prospettiva purtroppo lontanissima e forse utopica, visto il delirio venatorio suscitato dalla recente proposta di legge Malan-Lollobrigida. Oltre 1400 pagine e non una parola sulla tutela delle specie a rischio di estinzione in Toscana (come il Lanario); non una parola su come integrare il piano con la Nature Restoration Law, il regolamento dell’Unione Europea che prevede il ripristino degli habitat degradati. Non è certo il piano che avremmo desiderato (e nel merito condividiamo il commento reso noto dal Presidente del WWF Toscana), ma qualche piccolo tassello è andato al suo posto. Uno su tutti ci preme ricordarlo: la Regione Toscana si impegna a seguire le indicazioni scientifiche dell’ISPRA. Non è poco per un Ente che capeggiava la cordata delle regioni che volevano sostituire l’ISPRA con fantomatici istituti faunistici regionali da esse controllati. Le nostre osservazioni, che attenevano alla necessità di ampliare la superficie protetta del Padule di Fucecchio, come previsto anche da altri strumenti di pianificazione regionale, sono state respinte, ma ci risulta che, per la prima volta, siano state discusse! Ciò che in questa fase, ancora critica, ci incoraggia è constatare il crescente interesse verso la tutela della natura da parte dell’opinione pubblica ed in particolare delle giovani generazioni. Il Consiglio Direttivo dell’ass. Amici del Padule di Fucecchio per la Biodibersità

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