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  • TARIC E RACCOLTA RIFIUTI: ECCO COSA NON VA

    L'appello dei Comuni di Poggio a Caiano, Carmignano e Campi Bisenzio POGGIO A CAIANO-CARMIGNANO. Tre Comuni, due nel territorio pratese – Poggio a Caiano e Carmignano – e uno nel territorio fiorentino – Campi Bisenzio – uniscono le loro voci per manifestare dissenso sulla gestione della Taric (e non solo). E all’ultima assemblea di di Plures Alia i tre sindaci, di differente colore politico, hanno espresso voto contrario al bilancio. Comuni che hanno superato abbondantemente l’80% di raccolta differenziata, segno questo che i cittadini sono virtuosi. “Ma nonostante questo – dicono all’unisono i tre sindaci – non ci sono stati benefici economici per i cittadini. Non solo: la raccolta dei rifiuti è peggiorata e ogni giorno sulle nostre scrivanie arrivano segnalazioni di utenti, giustamente, risentiti”. Riccardo Palandri (Poggio a Caiano), Edoardo Prestanti (Carmignano) e Andrea Tagliaferri (Campi Bisenzio) chiedono, quindi, chiarimenti urgenti a Plures Alia. “Siamo qui oggi come tre Comuni, con sensibilità politiche anche diverse, ma uniti da un percorso comune e dalla volontà di dare risposte concrete ai nostri cittadini”. Lo dice il sindaco di Campi Bisenzio, Andrea Tagliaferri. “Per questo – dice il primo cittadino - rivolgiamo un appello ad Alia e ai Comuni soci affinché venga aperto subito un tavolo di lavoro: oggi la gestione dei rifiuti rappresenta una delle principali questioni politiche per i nostri territori. Dopo la scelta importante di superare il progetto della quotazione in Borsa, è il momento di costruire un nuovo piano industriale che, oltre a rendere più efficace il servizio nel rispetto degli obiettivi del piano regionale, abbia come priorità la stabilizzazione delle tariffe. Non è accettabile che i Comuni e i cittadini più virtuosi siano anche quelli che finiscono per pagare di più: questo meccanismo va corretto. C’è poi il tema della qualità del servizio, che negli ultimi mesi è oggettivamente peggiorata. Serve ripensare l’organizzazione interna dell’azienda, investendo maggiormente sul capitale umano, rafforzando la presenza sul territorio e privilegiando l’efficienza del servizio rispetto alla sola razionalizzazione dei costi, anche se questo dovesse comportare una riduzione degli utili. La priorità devono tornare a essere i cittadini e la qualità del servizio che ricevono”. “Con Campi e Carmignano – spiega il sindaco di Poggio a Caiano Riccardo Palandri - abbiamo inviato un documento a Plures per chiedere un incontro con la dirigenza ma la risposta quale è stata? La disponibilità di un tecnico. Ma noi vogliamo parlare con chi gestisce le scelte. Quello che chiediamo è migliorare i servizi sul territorio e far sì che ci siano tariffe adeguate che al momento non vediamo”. Ritardi nel ritiro dei rifiuti, disservizi vari: dallo spazzamento strade fino allo svuotamento dei cestini lungo le vie: i tre Comuni sono costretti a segnalare troppe cose che non vanno e tutto questo a discapito del cittadino. E le cose non vanno certo meglio a Carmignano dove si è formato anche un gruppo “No Taric”. “Il Comune – dice il sindaco Prestanti – per ammissione della stessa Alia è entrato a far parte dei comuni Ricicloni, superando l’82% di raccolta differenziata, un beneficio per l’ambiente e per i costi della società stessa, ma a fronte di tutto ciò le tariffe hanno continuato ad aumentare e il servizio a peggiorare, adesso basta, intendiamo far sentire la nostra voce per difendere i cittadini da una gestione rifiuti che non riteniamo ottimale”. “Per questo – scrivono Tagliaferri, Prestanti e Palandri - chiediamo che venga introdotto un metodo chiaro e trasparente che preveda conguagli a fine anno per i cittadini residenti nei Comuni più virtuosi, come i nostri. Quindi, al fine di riuscire a bloccare gli aumenti di previsione, proponiamo, come avevamo già chiesto meno di un anno fa ma senza ottenere nulla, di ridurre le tariffe attraverso l’utilizzo dei potenziali aumenti degli utili previsti per gli anni futuri, permettendo di contenere e abbassare la tariffa senza intaccare la parte di utili che viene destinata ai bilanci comunali; impiegare gli utili esistenti e già incassati dai Comuni quota parte (i dividendi sulla base della partecipazione azionaria), da poter poi utilizzare non in modo indiscriminato e generalizzato ma sulla base Isee per tutelare le fasce della popolazione maggiormente in difficoltà. Infine, un invito ad Alia nella lotta all’evasione mettendo in campo tutte le soluzioni possibili per scovare le utenze non iscritte e quelle che risultano inadempienti.” Intanto, i Comuni scendono in campo con azioni concrete, ovvero con riduzioni delle bollette in base all’Isee, per venire incontro a quelle fasce più deboli dal punto di vista economico.

  • VIVAISMO PISTOIESE, L'ODG GORI CHIEDE PIU' SOSTEGNO E COMPETITIVITA' INTERNAZIONALE

    Ricerca, innovazione e promozione all’estero: così il Parlamento punta a rafforzare un settore che in Toscana vale quasi un miliardo PISTOIA. Un Ordine del Giorno che guarda da vicino al vivaismo pistoiese, riconoscendone il peso economico e ambientale e chiedendo al Governo nuove misure per sostenerne la crescita. È quello presentato dalla deputata Irene Gori e approvato alla Camera durante la seduta del 4 agosto, nell’ambito del provvedimento dedicato alle misure strategiche per l’agricoltura. Il testo parte da un dato: il florovivaismo italiano rappresenta oggi l’8 per cento della produzione vegetale nazionale, con una PLV di 3,2 miliardi di euro e quasi 20.000 aziende attive. Un comparto che impiega circa 200.000 addetti e che, oltre al valore economico, svolge un ruolo chiave nella tutela del paesaggio, nella rigenerazione urbana e nel presidio del territorio. On. Irene Gori In questo scenario, la Toscana è protagonista. Sfiora il miliardo di euro di produzione lorda vendibile grazie soprattutto al distretto vivaistico ornamentale pistoiese, un polo da 1.500 imprese che esporta in tutto il mondo e rappresenta una delle eccellenze del Made in Italy verde. Ma il settore deve fronteggiare costi logistici crescenti, burocrazia complessa e una forte concorrenza internazionale, in particolare da Paesi Bassi e Spagna. Per questo l’Ordine del Giorno impegna il Governo a valutare nuove iniziative: bandi di filiera e di distretto dedicati alla ricerca, allo sviluppo e all’innovazione tecnologica; misure per la promozione internazionale del vivaismo italiano; strumenti per rafforzare la competitività delle imprese sui mercati globali. L’obiettivo è consolidare la leadership europea e mondiale del settore, sostenendo in particolare quei territori – come Pistoia – che rappresentano un punto di riferimento per qualità, capacità produttiva e valore ambientale.

  • AGNA DELLE CONCHE, NUOVA DENUNCIA DI PAPERETTI: «SITUAZIONE SEMPRE PIU' CRITICA»

    Il consigliere comunale di opposizione (Noi per Montale) accusa l'amministrazione di immobilismo: riflettori sulla diffusione del poligono del Giappone e sulla vegetazione che ostacola il deflusso delle acque nell'ultimo tratto di via Alessandro Volta. MONTALE – «All'Agna delle Conche la situazione continua a peggiorare». Torna a denunciare le criticità del torrente il consigliere comunale di opposizione Michael Paperetti (Noi per Montale), che punta nuovamente l'attenzione sullo stato di manutenzione dell'alveo e sui rischi ambientali e idraulici presenti nell'area. Al centro della segnalazione c'è la presenza del poligono del Giappone (Reynoutria japonica), considerato una delle specie vegetali invasive più dannose d'Europa. La pianta si diffonde con estrema facilità lungo i corsi d'acqua, soffoca la vegetazione autoctona, riduce la biodiversità e rende gli argini più vulnerabili, aumentando il rischio di cedimenti durante le piene. Proprio per queste caratteristiche è inserita nell'elenco delle specie invasive di rilevanza unionale. «Nel corso dello sfalcio effettuato ieri mattina – spiega Paperetti – la vegetazione è stata recisa, ma i residui sono stati lasciati direttamente nel torrente. È una scelta gravissima, perché il trasporto di frammenti di fusto e, soprattutto, di rizoma rappresenta uno dei principali meccanismi di diffusione del poligono del Giappone. La corrente può trascinare questi frammenti per centinaia di metri, permettendo loro di attecchire e dare origine a nuove colonie. In questo modo, anziché contenere l'infestazione, si rischia di favorirne la propagazione». La denuncia riguarda anche un'altra criticità già segnalata in passato. Nell'ultimo tratto di via Alessandro Volta, all'interno dell'alveo dell'Agna delle Conche, è ricresciuta una fitta vegetazione spontanea. «È tornata a formarsi una vera e propria foresta di vegetazione che ostruisce il naturale deflusso delle acque», afferma il consigliere. Secondo Paperetti, le numerose segnalazioni dei residenti e le iniziative presentate in Consiglio comunale non hanno prodotto alcun risultato. «A distanza di dodici mesi non è cambiato assolutamente nulla – conclude –. L'amministrazione Betti non può più rifugiarsi dietro l'inerzia. Non solo ha ignorato per un anno una situazione più volte denunciata da cittadini e opposizione, ma gli interventi eseguiti rischiano addirittura di aggravare il problema. È la dimostrazione di una gestione superficiale della manutenzione del territorio, nella quale all'immobilismo si sommano scelte che possono compromettere ulteriormente la sicurezza idraulica e l'equilibrio ambientale dell'Agna delle Conche».

  • quarrata. DUP 2027-2029, VIA LIBERA DELLA GIUNTA ROMITI ALLO SCHEMA PROVVISORIO

    Approvato all’unanimità il documento che guiderà la programmazione strategica e operativa del Comune: ora passa al Consiglio Comunale QUARRATA. La Giunta comunale di Quarrata ha approvato all’unanimità lo schema del Documento Unico di Programmazione (DUP) 2027/2029, atto cardine della pianificazione finanziaria e amministrativa del Comune. Il DUP, come previsto dal Testo unico degli enti locali, rappresenta la guida strategica e operativa del Comune: si compone di una Sezione Strategica, che sviluppa le linee di mandato 2022/2027, e di una Sezione Operativa, che definisce obiettivi e programmi triennali, compresi lavori pubblici, personale e patrimonio. Nella proposta illustrata dal Servizio Programmazione, si evidenzia che la definizione degli obiettivi è avvenuta sulla base delle risorse disponibili, degli indirizzi dell’amministrazione e dei progetti finanziati con fondi PNRR. Lo schema approvato è provvisorio: sarà aggiornato con i dati definitivi del bilancio di previsione e con eventuali integrazioni strategiche. La Giunta ha inoltre ricordato che la ricognizione dei programmi 2026/2028 avverrà contestualmente alla verifica degli equilibri di bilancio, e che il programma triennale delle opere pubbliche 2027/2029 è già stato adottato con delibera n. 144 del 30 giugno. Con il voto unanime, l’esecutivo ha disposto la presentazione del DUP al Consiglio comunale, tramite deposito presso la casa comunale e comunicazione ai capigruppo.

  • DELUDENTE IL PIANO FAUNISTICO VENATORIO DELLA TOSCANA

    Ma arrivano anche segnali positivi dalla maggioranza e dalla società civile. MASSA E COZZILE. Il 30 luglio scorso la Regione Toscana ha approvato a maggioranza il Piano Faunistico Venatorio e non è un buon piano! Come i piani precedenti esso discende da una visione venatoria, dove la tutela della fauna selvatica mantiene una posizione del tutto subordinata. E’ questo il risultato di una prassi amministrativa, trasversale ai principali partiti, che nella sostanza hanno da sempre delegato la politica su questa materia alle associazioni venatorie. Perché i cacciatori sono una minoranza di cui si ritiene di poter facilmente orientare il consenso, in pratica senza controindicazioni, perché la fauna non vota e i contrari alla caccia, pur essendo maggioranza, non ne fanno una questione così importante da ricordarsene al momento del voto. Questa volta però qualcosa è cambiato, qualcosa non ha funzionato! In primo luogo perché la questione non è rimasta nel chiuso degli uffici tecnici dell’Ente, per poi essere approvata in sordina dal Consiglio (in piena stagione balneare), ma è diventata di dominio pubblico ed ha incontrato il dissenso di alcune forze politiche di maggioranza. Così le numerose osservazioni delle associazioni ambientaliste (comprese le nostre), che in passato erano considerate spam e automaticamente cestinate, hanno per la prima volta varcato l’aula consiliare, sotto forma di emendamenti al testo sostenuti dai gruppi di M5S, AVS e da alcuni consiglieri del PD. L’effetto pratico è stato piccolissimo, sole poche cose (ancorché importanti) sono state accolte, ma l’effetto simbolico è stato dirompente. Infatti all’indomani dell’approvazione sono dovuti scendere in campo il Presidente Giani, il suo Sottosegretario Dika e la Presidente del Consiglio Saccardi per rassicurare i cacciatori in rivolta. Tuttavia, loro malgrado e sia pure con la coda dell’occhio, i tre esponenti dell’ala riformista (filovenatoria) del PD, che siedono sugli scranni più alti della sala consiliare, hanno potuto assistere ad una ben più estesa e argomentata protesta che si sta sviluppando nella società civile. La natura concepita come un insieme affascinante di forme di vita e di relazioni complesse, come ciò che rende ospitale la nostra Casa Comune. La fauna selvatica come una comunità di animali cui dovremo restituire degli spazi e con la quale dovremo trovare soluzioni di coesistenza, naturalmente salvaguardando il lavoro di chi pratica agricoltura e pastorizia tradizionale. Questa è la spinta che emerge, soprattutto fra le nuove generazioni. Ed in questo contesto la presunzione ridicola del “cacciatore bioregolatore” non trova spazio. Le soluzioni ai problemi devono essere quelle dettate dalla ricerca scientifica e da attività professionali (ad esempio ditte agroforestali supportate da biologi). La caccia avrà un futuro solo se sarà capace di rifondarsi, abbandonando le presunzioni di superiorità, il feticcio della “tradizione” e la difesa dell’indifendibile (come l’uso dei richiami vivi), per condividere, con umiltà e senso etico, il nobile proposito di contribuire a riparare la natura. Una prospettiva purtroppo lontanissima e forse utopica, visto il delirio venatorio suscitato dalla recente proposta di legge Malan-Lollobrigida. Oltre 1400 pagine e non una parola sulla tutela delle specie a rischio di estinzione in Toscana (come il Lanario); non una parola su come integrare il piano con la Nature Restoration Law, il regolamento dell’Unione Europea che prevede il ripristino degli habitat degradati. Non è certo il piano che avremmo desiderato (e nel merito condividiamo il commento reso noto dal Presidente del WWF Toscana), ma qualche piccolo tassello è andato al suo posto. Uno su tutti ci preme ricordarlo: la Regione Toscana si impegna a seguire le indicazioni scientifiche dell’ISPRA. Non è poco per un Ente che capeggiava la cordata delle regioni che volevano sostituire l’ISPRA con fantomatici istituti faunistici regionali da esse controllati. Le nostre osservazioni, che attenevano alla necessità di ampliare la superficie protetta del Padule di Fucecchio, come previsto anche da altri strumenti di pianificazione regionale, sono state respinte, ma ci risulta che, per la prima volta, siano state discusse! Ciò che in questa fase, ancora critica, ci incoraggia è constatare il crescente interesse verso la tutela della natura da parte dell’opinione pubblica ed in particolare delle giovani generazioni. Il Consiglio Direttivo dell’ass. Amici del Padule di Fucecchio per la Biodibersità

  • TAXI PRATO, LA COOPERATIVA COTAPRA RICEVUTA IN COMUNE: "INCONTRO POSITIVO, ASCOLTATE LE NOSTRE RICHIESTE"

    Il presidente Andrea Cannone assieme al vice Filaci e al consigliere Pepe, affiancati da Confartigianato Prato e da Cna Toscana Centro, sono stati ricevuti dall'assessora Squittieri. “Tariffe ferme da anni, chiesto un adeguamento al costo della vita. Trovata disponibilità e ascolto” PRATO. La Cooperativa Tassisti Pratesi è stata ricevuta in Comune dall'assessora Benedetta Squittieri. La richiesta di incontro è stata promossa dalla CoTaPra, assieme alle associazioni di categoria Confartigianato Imprese Prato e Cna Toscana Centro, per parlare dell'adeguamento delle tariffe taxi a Prato. Una situazione di cui si parla ormai da tempo in città e che ha visto finora solo una variazione minima di tariffa nell'arco degli ultimi dieci anni. Da qui l'incontro per uniformare le tariffe a quelle dei comuni limitrofi. A partecipare sono stati il presidente di CoTaPra, Andrea Cannone, il vicepresidente Stefano Filaci, il consigliere Claudio Pepe, Giovanni Corradi per Confartigianato Imprese Prato e Milena Berti per Cna Toscana Centro. “E' stato un incontro molto positivo – commenta il presidente Cannone assieme al vice Filaci e al consigliere Pepe -. Dall'assessora Squittieri abbiamo ottenuto massima disponibilità ad affrontare il tema e a riprendere la discussione poi interrotta l'anno scorso con la caduta della giunta. Abbiamo presentato una proposta di adeguamento che verrà discussa in giunta e che auspichiamo possa entrare in vigore già prima della fine dell'estate”. L'accordo fra Radio Taxi Prato e il Comune di Prato, infatti, già era stato trovato nella primavera 2025. Poi la caduta della giunta e il successivo arrivo del commissario prefettizio avevano bloccato le procedure di adeguamento al costo della vita. Adesso il dialogo è ripartito e si è vicini all'accordo. “In questi anni è aumentato tutto – aggiunge Cannone -: il costo del diesel, della benzina, delle automobili, delle manutenzioni dei mezzi. Aumenti di cui ci siamo fatti interamente carico, con senso di responsabilità nei confronti della comunità. Adesso apprezziamo l'impegno da parte del Comune ad ascoltare e recepire le nostre istanze”. Soddisfazione per l'andamento dell'incontro in Comune è stata espressa anche da Confartigianato Prato e Cna Toscana Centro, che da tempo affiancano il lavoro della Cooperativa Tassisti Pratesi. Ricordiamo che CoTaPra, conosciuta in città come Radio Taxi Prato, effettua in media 150 servizi al giorno sul territorio, assicura gli spostamenti verso la zona turistica del Montalbano, garantisce l'assistenza in caso di guasti sui convogli di Trenitalia o in occasione di incidenti autostradali con una specifica convenzione con Unipol. La cooperativa inoltre risponde alle necessità di chi per lavoro o per difficoltà di mobilità ha bisogno di un taxi a qualsiasi ora del giorno. CoTaPrato conta su trentadue soci, garantisce una copertura totale della giornata e della settimana a livello di servizio taxi e ha un centralino operativo h24. A margine dell'inconto CoTaPra si è anche nuovamente soffermata a parlare della piaga dei taxi abusivi alla stazione centrale. Un fenomeno illegale che viene da lontano e che rappresenta una concorrenza sleale nei confronti di chi è in regola, ha una licenza e garantisce un servizio pienamente rispettoso della legislazione vigente. “Parliamo di soggetti che sottraggono ai tassisti in regola una fetta di mercato importante attraverso modalità operative scorrette e illegali – concludono da CoTaPra -. Segnalazioni da parte nostra e interventi da parte delle forze dell'ordine si sono susseguiti nel corso degli anni in zona. Purtroppo la situazione sta tornando ad essere pesante, creando forti malumori nella categoria. Quindi ci appelliamo nuovamente alle istituzioni affinché ci aiutino a porre fine a questa pratica sleale, riportando la piena legalità in piazza della Stazione”. [stefano de biase]

  • NATURA SI AL FIANCO DELLA PRIMA EDIZIONE DEL PRATO CRIME FESTIVAL: "IMPEGNO PER SOSTENERE IL TERRITORIO"

    La maggiore realtà italiana specializzata nella distribuzione e vendita di prodotti biologici e biodinamici prosegue nel proprio impegno su Prato. E si mette al fianco di un evento che per tre giorni vuole trasformare la città in uno dei punti di riferimento nazionali per il racconto del crimine PRATO. Una sinergia tutta pratese per sostenere una manifestazione che vuole accendere i riflettori nazionali sulla città. E' l'accordo fra Natura Sì e Prato Crime Festival, che ha l'obiettivo di sostenere la promozione della prima edizione della tre giorni di talk, dibattiti, testimonianze e incontri con esperti provenienti da ambiti multidisciplinari per raccontare, analizzare e comprendere i fenomeni criminali, promuovendone la conoscenza e contribuendo alla loro prevenzione. Natura Sì, la maggiore realtà italiana specializzata nella distribuzione e vendita di prodotti biologici e biodinamici, ha così deciso di continuare nel proprio impegno per la promozione e la crescita del territorio, affiancando un evento che porterà a Prato esperti, studiosi e professionisti del settore del crime dall'11 al 13 settembre. Tra l'altro coinvolgendo alcuni luoghi simbolo della città, come il Teatro Politeama Pratese, Palazzo Vaj, Balli il Lanificio e anche spazi all'aperto come il Giardino Buonamici e i giardini de La Passerella. “Riteniamo che la crescita di un territorio e la sua capacità di attrattiva turistica passino da eventi di calibro nazionale, capaci di richiamare persone da fuori provincia e magari anche da fuori regione – commenta Marco Burani, titolare di Natura Sì Prato -. Per questo siamo sempre presenti per supportare la promozione e l'organizzazione di manifestazioni di rilievo per la città. L'auspicio è che il Crime Festival susciti l'interesse che merita e che si possa trasformare in una manifestazione di riferimento nazionale nel corso dei prossimi anni”. Ricordiamo che saranno dodici gli eventi organizzati dall'11 al 13 settembre nell'ambito del Prato Crime Festival. Fra questi, sabato 12 arriveranno in città Pino Rinaldi (alle ore 18 a Palazzo Vaj) volto storico del giornalismo d'inchiesta italiano, e Sigfrido Ranucci (ore 21 al Teatro Politeama Pratese) conduttore di Report. Il giorno dopo, domenica 13 settembre, alle ore 21 nell'auditorium della Camera di Commercio di Prato sarà la volta della criminologa e psicologa forense, Roberta Bruzzone. “Ringraziamo Natura Sì, così come tutti gli altri partner del festival, per la fiducia e il sostegno che stanno dando al nostro progetto – commentano gli organizzatori del Prato Crime Festival -. La città sta rispondendo nel migliore dei modi e quindi l'auspicio è che questo evento possa trasformarsi in una vera e propria iniziativa diffusa per le strade di Prato”. [stefano de biase]

  • il dovere della memoria. QUARRATA NON DIMENTICA L'ORRORE NAZISTA: VENERDI' LA COMMEMORAZIONE A CASTEL DEI GIRONI

    A 82 anni dalla strage di Montemagno, la comunità si unisce nel ricordo di Gino Bracali, Giordano Cappellini e Mario Innocenti. Previsti i saluti del sindaco Romiti e i canti della Resistenza. QUARRATA – Il tempo non cancella il ricordo e il dovere della memoria si fa ogni anno più forte. Venerdì 7 agosto 2026, alle ore 21:15, la comunità di Quarrata si ritroverà a Castel dei Gironi (Montemagno) per commemorare l'82° anniversario del tragico eccidio nazifascista, consumatosi tra l’8 e il 9 agosto del 1944. Il programma della serata La cerimonia ufficiale si aprirà con i saluti istituzionali del sindaco di Quarrata, Gabriele Romiti. S eguirà il momento più solenne e commovente della serata: la deposizione di una corona di alloro per rendere omaggio a Gino Bracali, Giordano Cappellini e Mario Innocenti, i tre giovani civili barbaramente uccisi dalle truppe naziste durante l'occupazione. Canti e storie della Resistenza La seconda parte dell'evento vedrà l'intervento del Gruppo Musicale “2 Giugno”. Attraverso la musica, il gruppo proporrà una serie di canti e storie legati alla Resistenza, per trasformare il ricordo della tragedia in un momento di riflessione collettiva sui valori della libertà e della democrazia. La manifestazione è organizzata dal Comune di Quarrata in stretta collaborazione con la sezione locale dell'A.N.P.I. (Associazione Nazionale Partigiani d'Italia). La cittadinanza è invitata a partecipare per stringersi attorno alla memoria storica del territorio.

  • “IL CANTO DI BEATRICE“, QUASI PRONTO IL DOCUFILM SULLA POETESSA PASTORA

    Terminate in diverse località della montagna pistoiese le riprese dei tecnici della Felix Film. Adesso il via alla post-produzione. Il progetto ha ottenuto un contributo grazie al bando cinema della Regione Toscana, verrà distribuito da Raicom ed è in attesa di altri sostegni pubblici e privati ABETONE CUTIGLIANO. Le riprese sono state effettuate nel corso della scorsa settimana, a breve inizierà la fase di montaggio e post-produzione: il docu film “Il canto di Beatrice” sulla poetessa pastora analfabeta vissuta nel 1800 sulla montagna pistoiese, a cura della Felix film srl, è ormai un prodotto compiuto. Il progetto è stato candidato al bando cinema della Regione Toscana ottenendo un contributo di 50mila euro, ha ottenuto la conferma della distribuzione internazionale grazie a Raicom, così come altri documentari ambientati in territori regionali italiani, ed è in attesa di riscontri dalla diffusione su Netflix mentre Raistoria è interessata ad acquisire il titolo da veicolare sul canale freetv RAI. “Altro fronte per noi significativo è ciò che può venire dal territorio e dalle istituzioni, come la grande collaborazione ottenuta in questo caso dal Comune di Abetone Cutigliano e non solo – spiega Marco Pettini, responsabile marketing e development -. Fondamentale è poi la partecipazione dell’associazione culturale Centro Studi Beatrice che ci sta affiancando nella ricerca di materiali storici. Il prossimo passo sarà la proposta del documentario a festival nazionali e mercati esteri, mentre continua la ricerca di sponsor pubblici e privati”. La storia di Beatrice Bugelli (1802-1885) di Pian degli Ontani rivive nel film in quattro diversi capitoli: l’infanzia povera e dura, la scoperta delle sue incredibili capacità canore, le sue esibizioni in feste e cerimonie locali e poi nei salotti mondani e letterari di Pistoia, Firenze e Bologna; infine l’incontro decisivo con Francesca Alexander, illustratrice e scrittrice americana nata a Boston nel 1837 e morta a Firenze nel 1917, che scriverà di lei e contribuirà a renderla famosa. Il docufilm ripercorrerà le tappe principali di Beatrice proprio grazie al racconto della Alexander, un filo ideale ripreso oggi da Giuditta Scorcelletti, terza figura chiave in questa iniziativa, ricercatrice di canti popolari e cantante, che fa rivivere con la sua interpretazione le più significative ottave rime della poetessa pastora. A fondere i due pilastri narrativi c’è la natura, i luoghi in cui Beatrice è nata e vissuta: i monti dell’Abetone, i boschi di abeti, faggi e castagni, il fiume Sestaione, i prati, i fiori, gli uccelli, le rocce, la neve. Ed è proprio in questi luoghi, in diverse località e contesti all’interno dei territori dei Comuni di Abetone Cutigliano, Sambuca Pistoiese, San Marcello Piteglio e lo stesso Comune di Pistoia che si è concentrata la troupe che ha ripreso ambienti naturali, palazzi, monumenti, in diversi momenti della giornata, anche con l’utilizzo di droni. Un grande lavoro destinato a far conoscere oltre i confini locali e anche nazionali questa straordinaria donna, la sua ricchezza interiore e la sua straordinaria attualità. La regia è di Alessandro d'Alessandro ( già andato alla mostra del cinema di Venezia con BARBIANA 65) e Giuditta Scorcelletti. [paolo vannini]

  • LUTTO NEL MONDO MEDICO PISTOIESE: SCOMPARE PATRIZIA NICCOLAI, STORICO PILASTRO DELL'ORDINE

    Aveva guidato per oltre vent'anni la segreteria dell’istituzione con straordinaria dedizione, competenza e profonda umanità. Il commosso ricordo dei colleghi e del Consiglio direttivo. PISTOIA – Una perdita dolorosa e improvvisa scuote l’intera comunità medico-sanitaria della provincia di Pistoia. Si è spenta oggi Patrizia Niccolai, figura centrale e storico punto di riferimento della segreteria dell'Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri di Pistoia. La donna, colpita da una rapida e implacabile malattia che non le ha lasciato scampo, lascia un vuoto incolmabile tra le centinaia di professionisti che per decenni hanno trovato in lei una guida sicura e un supporto costante. Per oltre vent'anni, Patrizia Niccolai ha incarnato il motore organizzativo e istituzionale dell'ente di via Pacini. Con uno spirito di servizio non comune, ha coordinato le complesse attività amministrative dell'albo provinciale, diventando il primo volto e la voce accogliente per generazioni di camici bianchi, dai giovani neo-laureati ai medici più anziani. La notizia della sua scomparsa ha suscitato un'immediata ondata di commozione. La presidente dell'Ordine, la dottoressa Paola David, insieme a tutto il Consiglio direttivo, alla Commissione Albo Odontoiatri, al Collegio dei Revisori e alle storiche colleghe di ufficio, si è stretta pubblicamente intorno al dolore della famiglia. I colleghi la ricordano come una professionista esemplare, dotata di una competenza rara ma, soprattutto, di una straordinaria umanità e disponibilità. Qualità, queste ultime, che le avevano permesso di costruire un rapporto di profonda stima e autentico affetto con tutti gli iscritti. Con la sua scomparsa, la sanità pistoiese perde non soltanto una colonna burocratica fondamentale, ma un pezzo della propria storia recente.

  • POLIGONO DEL GIAPPONE NELL' AGNA DELLE CONCHE: PAPERETTI (NOI PER MONTALE) LANCIA L' ALLARME E PORTA IL CASO IN CONSIGLIO

    La specie invasiva Reynoutria japonica sta soffocando il torrente a Fognano, minacciando argini, sicurezza idraulica e biodiversità. Il consigliere Paperetti chiede interventi urgenti, sopralluoghi tecnici e un piano coordinato con gli enti competenti. MONTALE – Una presenza vegetale apparentemente innocua ma fortemente aggressiva sta minacciando l'equilibrio ecologico, la tenuta idrogeologica e la sicurezza della frazione di Fognano. Il consigliere Michael Paperetti, del gruppo consiliare "Noi per Montale", dopo aver raccolto molte preoccupazioni dei residenti, depositerà una dettagliata interpellanza che sarà discussa durante la seduta del Consiglio Comunale del prossimo settembre. L'oggetto del contendere riguarda la massiccia e incontrollata diffusione del Poligono del Giappone (Reynoutria japonica, già nota come Fallopia japonica), individuata e documentata precisamente nel tratto dell'Agna delle Conche lungo via Alessandro Volta a Fognano, in prossimità dell'incrocio con via Antonio Gramsci, nelle immediate vicinanze di abitazioni private e della farmacia della frazione. Una specie aliena tra le più pericolose d'Europa Le verifiche e i sopralluoghi effettuati sul posto, arricchiti da un'accurata documentazione fotografica allegata all'atto consiliare, confermano la presenza di una fitta vegetazione infestante che soffoca il corso d'acqua. Il poligono del Giappone è un'erbacea esotica invasiva originaria dell'Asia orientale ed è ufficialmente classificata tra le specie vegetali invasive più dannose in Europa, proprio a causa della sua straordinaria ed eccezionale capacità di espansione e rigenerazione. La pianta si propaga in maniera devastante attraverso una complessa rete di rizomi sotterranei che possono estendersi in profondità e lateralmente per diversi metri. Da un semplicissimo e minuscolo frammento di rizoma può rigenerarsi un nuovo esemplare, rendendo le normali operazioni di pulizia o sfalcio improprie del tutto inefficaci o addirittura controproducenti se non eseguite da personale altamente specializzato. I rischi concreti per l'Agna delle Conche, gli argini e la sicurezza idraulica Se cresce lungo le sponde di un fiume o di un torrente, come nel caso del torrente Agna delle Conche a Fognano, il poligono del Giappone può provocare diversi problemi agli argini, sia diretti sia indiretti: * Indebolisce la stabilità degli argini: Pur avendo un apparato radicale (rizomi) molto esteso, questo non svolge la stessa funzione consolidante della vegetazione ripariale autoctona (salici, ontani, pioppi, ecc.). Dove si sostituisce a tali specie, l'argine può risultare meno resistente all'erosione. * Favorisce l'erosione durante l'inverno: Il poligono del Giappone è una pianta erbacea; in inverno la parte aerea dissecca completamente. In questo periodo gli argini rimangono quasi privi della protezione vegetale superficiale, diventando più vulnerabili alla forza della corrente durante le piene. * Elimina la vegetazione autoctona: Forma popolamenti molto fitti che impediscono la crescita delle specie locali, riducendo la biodiversità e facendo scomparire piante che hanno una maggiore capacità di consolidare naturally le sponde. * Può ostacolare il regolare deflusso delle acque: Le canne secche e i fusti possono accumularsi in corrispondenza di ponti, tombamenti o restringimenti dell'alveo, aumentando il rischio di formazione di ostruzioni durante eventi di piena. * Complica la manutenzione degli argini: I popolamenti molto densi rendono più difficile l'accesso per ispezioni, sfalci e interventi di manutenzione da parte degli enti competenti. * Favorisce fenomeni di instabilità locale: Se un tratto di argine è colonizzato quasi esclusivamente dal poligono, la perdita della vegetazione arborea e arbustiva può rendere il terreno più soggetto a fenomeni erosivi in occasione di eventi meteorologici intensi. I quesiti indirizzati alla Giunta Comunale per il Consiglio di Settembre Rilevato che il tratto dell'Agna delle Conche interessato dall'infestazione si trova in un punto particolarmente sensibile del centro abitato della frazione di Fognano (in prossimità di edifici residenziali, della farmacia e di una viabilità ad alto scorrimento) e che la mancata pianificazione tempestiva renderà l'eradicazione sempre più complessa e onerosa, il consigliere Paperetti interpellerà il Sindaco e la Giunta per sapere: 1. Se l'Amministrazione comunale sia già a conoscenza della presenza e della significativa diffusione del Poligono del Giappone nel tratto dell'Agna delle Conche lungo via Alessandro Volta (in prossimità dell'incrocio con via Antonio Gramsci), nella frazione di Fognano; 2. Se siano già stati effettuati sopralluoghi tecnici per accertare l'entità dell'infestazione e i potenziali rischi ambientali e idraulici connessi; 3. Quali interventi l'Amministrazione intenda programmare per il contenimento e la progressiva eradicazione della specie invasiva, indicando le tecniche che si intendono adottare, nel rispetto della normativa ambientale vigente; 4. Quali siano le tempistiche previste per l'avvio degli interventi; 5. Se sia stato interessato il Consorzio di Bonifica territorialmente competente e quale sia il relativo parere tecnico in merito alle modalità di gestione dell'infestazione; 6. Se siano stati avviati contatti con gli altri enti competenti in materia di tutela ambientale e gestione dei corsi d'acqua (Regione Toscana, Genio Civile e ARPAT, ove necessario), al fine di predisporre un piano coordinato di contrasto alla diffusione della specie; 7. Quali azioni l'Amministrazione intenda adottare per monitorare nel tempo l'evoluzione del fenomeno e prevenire ulteriori episodi di diffusione del poligono del Giappone nel territorio comunale. La cittadinanza attende ora con attenzione la discussione in aula e le risposte dell'amministrazione nel prossimo Consiglio Comunale di settembre.

  • LA LEGA DI QUARRATA: “NETTA CONTRARIETA' A OGNI IPOTESI DI REVAMPING E RADDOPPIO DELL' INCENERITORE DI MONTALE"

    Il Segretario Giancarlo Noci e il Capogruppo Stefano Nigi ribadiscono la posizione del partito: rispetto della chiusura prevista, nessuna proroga e nessun potenziamento dell’impianto, a tutela di un territorio che da cinquant’anni sopporta il peso dell’inceneritore QUARRATA. In merito alle notizie di questi giorni che per bocca del Sindaco di Montale fanno intravedere il revamping e il raddoppio dell’inceneritore di Montale il Consigliere Comunale di Quarrata Giancarlo Noci che è anche Segretario della Sezione intercomunale della Lega di Quarrata, che comprende anche i Comuni di Agliana e Montale, dichiara la netta contrarietà della Lega a ogni ipotesi di rinnovamento e potenziamento dell’inceneritore di Montale la cui chiusura definitiva era prevista entro il 31 dicembre 2023 . Dichiara il Segretario Giancarlo Noci: ”la posizione della Lega sull’argomento è una e da sempre coerente, cioè quella di rispettare la prevista chiusura già prorogata contro il nostro parere dal 2023 al 2029. Non perché siamo contrari alla costruzione di termovalorizzatori di ultima generazione che sul piano della gestione rifiuti di Regione Toscana mancano almeno dal 2012 , ma perché stiamo parlando di un territorio quello dov’è l’attuale inceneritore di Montale che ne sopporta le conseguenze da ormai cinquant’anni, un eventuale revamping e successivo raddoppio del tonnellaggio di rifiuti bruciati, anche se con un impianto di ultima generazione a norma porterebbe al conseguente raddoppio dei mezzi pesanti in transito, col conseguente raddoppio delle emissioni emesse dagli stessi, oltre al conseguente intasamento viario su strade ormai datate. Sorge poi la domanda sulle ceneri prodotte dal vecchio impianto, quando verrà finalmente e definitivamente bonificata l’intera area se si procede con una costruzione ancora più grande dell’attuale? Bisogna ricordare poi che CIS la società che gestisce l’impianto è per il 48% di proprietà del Comune di Quarrata ché è il socio di maggioranza e per il restante 52% suddiviso fra i Comuni di Agliana e Montale, in questi tre Comuni assistiamo da sempre il gioco delle parti del PD favorevole alla chiusura dov’è in minoranza (Agliana), al revamping dov’è in maggioranza Montale e Quarrata. Addirittura in questi giorni vediamo il PD di Montale che smentisce in parte il suo Sindaco dichiarandosi favorevole a un referendum sulla questione. Il punto è che sicuramente se la decisione di raddoppio verrà presa dalla Regione da loro governata vi si atterranno ubbidientemente.” Conclude Il Capogruppo della Lega in Consiglio Comunale a Quarrata Stefano Nigi: “in merito a ogni tipo di proroga alla chiusura o revamping dell’impianto di Montale, quando chiamato a votare il nostro gruppo si è sempre espresso contrariamente e non solo sull' argomento nel corso degli anni abbiamo portato all’attenzione della Giunta e del Consiglio comunale di Quarrata varie interrogazioni e una mozione del gennaio 2022 che impegnava il Sindaco e la Giunta a far rispettare i tempi di chiusura senza proroghe entro la fine del 2023 bocciata dalla maggioranza di centrosinistra.” Sezione Lega Salvini Premier Quarrata Gruppo Consiliare Lega Salvini Premier Comune di Quarrata

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