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  • PIZZA ALL INCLUSIVE, ALLA FESTA DEL POZZO ARRIVA LA PIZZERIA CHE METTE AL CENTRO L'INCLUSIONE

    Quattro serate speciali al Parco Verde: giovani con disabilità o autismo prepareranno pizze gourmet e serviranno ai tavoli. Un progetto che nasce dal basso e che celebra i 40 anni dell’associazione. QUARRATA. Quest’anno, alla Festa del Pozzo al Parco Verde, c’è una novità che profuma di entusiasmo, comunità e… pizza appena sfornata. Per quattro serate – martedì 25, mercoledì 26, giovedì 27 e lunedì 31 agosto – la pizzeria della festa ospiterà alcuni giovani con disabilità o autismo, protagonisti dell’iniziativa Pizza All Inclusive, che prepareranno pizze gourmet e serviranno ai tavoli, affiancati da educatori e volontari. Un gesto semplice, quello di impastare e portare una pizza al tavolo, ma capace di generare valore: relazione, fiducia, autonomia. È proprio da questa intuizione che nasce Pizza All Inclusive, un progetto di inclusione sociale che l'associazione Pozzo di Giacobbe di Quarrata ha scelto di sostenere nell’anno del suo 40esimo anniversario, avviando una prima sperimentazione all’interno della tradizionale Festa al "Parco Verde". Un’idea nata dal basso, con un grande cuore L’idea è arrivata da Mario, volontario dell’associazione e padre di Lorenzo, un ragazzo con disabilità che ogni anno presta servizio alla festa. Quest’estate Mario ha proposto di fare un passo in più: “Perché non coinvolgiamo Lorenzo e altri giovani con disabilità in modo più diretto? Sarebbe bello preparare la pizza insieme!” Da quella domanda è nato un progetto che vuole offrire spazi di protagonismo a giovani che spesso faticano a trovare il proprio posto, sia in ambito sociale che lavorativo. Pizza All Inclusive è un’occasione per imparare un mestiere, mettersi alla prova, vivere la responsabilità di un servizio reale, ma soprattutto per stare insieme, costruire legami e sentirsi parte della comunità. Il nome gioca con l’idea del menù “tutto incluso”, ma richiama soprattutto il valore dell’inclusione: perché ogni ingrediente conta, in pizzeria come nella società. Come funziona Durante le quattro serate dedicate, accanto al normale menù della Festa, sarà possibile ordinare i menù Pizza All Inclusive, preparati dai ragazzi coinvolti nel progetto. La formula comprende: una pizza gourmet con ingredienti speciali, patatine, una bibita a scelta. Prezzo fisso: 15 euro Si potrà scegliere tra quattro diversi menù, pensati per offrire un’esperienza nuova e gustosa ai partecipanti della Festa. I giovani saranno affiancati da educatori e volontari, ma saranno loro i veri protagonisti: dalla cucina alla sala, vivranno un’esperienza autentica fatta di relazioni, responsabilità e soddisfazioni. Un progetto che guarda al futuro Il ricavato delle serate sarà destinato a sostenere l’iniziativa, con l’obiettivo di farla crescere anche oltre la cornice della Festa del Pozzo. Le idee non mancano: nuovi laboratori, ulteriori serate, collaborazioni con realtà del territorio. Chi desidera sostenere Pizza All Inclusive può scrivere a info@pozzodigiacobbe.com. Un ringraziamento speciale va al primo sponsor del progetto, il negozio Moto Racing Store di Montemurlo, che ha creduto fin da subito nel valore dell’iniziativa.

  • montemurlo. CONTROLLI SUL TERRITORIO: LA POLIZIA LOCALE INTERVIENE SU UN INCIDENTE E SCOPRE UN AUTOMOBILISTA CON PATENTE FALSA

    L'incidente sulla via Berlinguer a Bagnolo. L’automobilista con la patente falsa è un cittadino di origine straniera MONTEMURLO. Intervento della polizia locale di Montemurlo a seguito di un incidente stradale avvenuto nei giorni scorsi in via Berlinguer, nella frazione di Bagnolo.Durante un consueto servizio di controllo del territorio, gli agenti sono intervenuti per i rilievi di uno scontro che ha visto coinvolti un'automobile e un motociclo. A causa dell'impatto, il motociclista ha riportato lesioni ed è stato prontamente trasportato dai soccorritori all'ospedale Santo Stefano di Prato per le cure del caso. A seguito del sinistro, la polizia locale ha avviato gli accertamenti di rito e i controlli sui veicoli e sui documenti dei conducenti. Dalle verifiche è emerso che il conducente dell'auto, un cittadino di nazionalità straniera, stesse circolando con una patente di guida risultata falsa. Gli agenti hanno quindi provveduto agli atti di rito e a informare formalmente la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Prato per i reati connessi all'uso dell'atto falso. Oltre alla denuncia penale, il conducente ora rischia anche una sanzione amministrativa e pecuniaria di oltre 5 mila euro e il fermo amministrativo del veicolo. Agli agenti è andato il plauso dell'assessore alla polizia locale, Giuseppe Forastiero, che ha ricordato che «la guida senza patente o con patente falsa mette in pericolo la sicurezza pubblica ed è un reato che ha valenza penale». Anche in queste settimane di agosto la polizia locale di Montemurlo sta continuando a lavorare per la tutela della sicurezza pubblica ed effettua controlli stradali. Nel 2025 gli accertamenti alcolemici per la verifica della guida in stato di ebrezza con l'etilometro hanno visto il controllo di 135 veicoli per 12 ore d'intervento: elevate due sanzioni per guida in stato di ebrezza e 7 per altre infrazioni al Codice della strada riscontrate nel corso degli accertamenti. Anche attraverso servizi in borghese, la polizia locale si è impegnata nel contrasto alle cattive abitudini che causano distrazione alla guida, come l'uso del cellulare senza auricolare, o mettono a repentaglio la sicurezza personale, come il mancato uso delle cinture. Nel corso del 2025 sono stati effettuati 18 controlli mirati, anche in borghese, con 54 sanzioni contestate per il mancato uso delle cinture di sicurezza e dei sistemi di ritenuta e sicurezza dei bambini e 4 violazioni per l'uso del cellulare alla guida. Trovata una persona alla guida senza patente e senza copertura assicurativa. [masi -comune di montemurlo]

  • poggio. RICORDATO ARDENGO SOFFICI NELL'ANNIVERSARIO DELLA MORTE

    A dicembre una mostra e un nuovo quaderno sofficiano Nella foto: gli assessori e la direttrice Uzzani davanti la tomba di Soffici POGGIO A CAIANO. Nella mattina di mercoledì 19 agosto il vicesindaco nonché assessore alla cultura Diletta Bresci, gli assessori Piero Baroncelli e Leonardo Mastropieri e la direttrice del Museo 'Soffici e del ‘900 italiano’ Giovanna Uzzani si sono recati al cimitero comunale per deporre una composizione floreale sulla tomba di Ardengo Soffici in occasione dell’anniversario della sua morte. L’artista si spense il 19 agosto 1964 a Vittoria Apuana. Nell’occasione Giovanna Uzzani e l’assessore alla cultura parlano della mostra che sarà inaugurata a dicembre. “Sarà allestita nella sala della Giostra del palazzo comunale – spiega Uzzani – e il vernissage è previsto a metà dicembre, con l’esposizione che si potrà ammirare fino alla fine di febbraio. La mostra si intitolerà ‘Reale e ideale a un tempo. Il mito di San Francesco al tempo e nei luoghi di Ardengo Soffici”. Il mito di San Francesco, particolarmente attraverso l’iconografia giottesca, poi masaccesca, esercitò grande attrazione presso gli artisti che operarono in Toscana nella prima metà del Novecento. Il progetto ‘Reale e ideale a un tempo’ riprende un motto sofficiano – prosegue Uzzani - ed intende approfondire l’importanza del modello di San Francesco nella ricerca artistica di Soffici e di altri artisti che vissero e operarono negli anni e nei luoghi di Soffici. Tale ricerca coinvolse, infatti, negli stessi anni Trenta Ardengo Soffici, Leonetto Tintori, Quinto Martini, Giovanni Michelucci, Giuseppe Piombanti Ammannati e altri artisti del vicino territorio fra Prato, Pistoia, Firenze, i quali dedicarono opere, disegni, pitture, incisioni e pensieri al tema francescano. I contributi di ricerca della mostra che saranno pubblicati nel ‘Quaderno sofficiano” numero 21 con i frutti di una analisi storico artistica dedicata al tema francescano come interpretato dagli artisti sopra citati, in una fitta rete di rapporti, scambi, confidenze e pensieri. “In particolare – sottolinea la storica dell’arte Giovanna Uzzani - si intende studiare il rapporto che legò Soffici e Tintori nel momento del condiviso interesse per la tecnica dell’affresco, attraverso documenti d’archivio conservati presso la Casa Leonetto Tintori. Così come si intende studiare i rapporti maestro-allievo che unirono Soffici al giovane Quinto Martini ed altri giovani artisti pistoiesi, nella passione condivisa per l’opera di Giotto e Masaccio come interpreti del messaggio francescano. Inoltre, si riproporre l’edizione inedita delle xilografie che Giovanni Michelucci negli anni giovanili realizzò per illustrare i Fioretti di San Francesco, spesso ambientati negli amati luoghi pistoiesi”. In mostra ci saranno opere di Ardengo Soffici, Leonetto Tintori (ceramiche, disegni), Quinto Martini (sculture, disegni), Giovanni Michelucci (xilografie) e Giuseppe Piombanti Ammannati. Oltre al Comune di Poggio, saranno coinvolti il Comune di Carmignano, il museo Soffici e del ‘900 italiano, Casa museo Leonetto Tintori, Parco museo Quinto Martini e la Fondazione Giovanni Michelucci. “L’obiettivo – termina la direttrice del museo Soffici – è raccogliere l’invito dell’anno giubilare francescano 2026, istituito da Papa Leone XIV per la celebrazione dell’ottavo anniversario dalla morte di San Francesco, aggiornare e approfondire gli studi circa l’ispirazione che il modello francescano ha rappresentato per gli artisti del ‘900 nel territorio pratese, fra Firenze e Pistoia”. “Attraverso l’arte rendiamo omaggio a San Francesco – commenta l’assessore Diletta Bresci – Sono contenta di questa mostra che va a chiudere il 2026 e inaugurare il 2027. E sono soddisfatta dell’annuncio del nuovo numero di un ‘Quaderno sofficiano’, la collana che grazie a Giovanna Uzzani torna ad uscire. E quest’anno con ben due numeri: quello di dicembre su San Francesco e l’altro, già pubblicato, che riguarda gli atti del convegno su Armando Spadini. Un altro traguardo importante per l’ambito culturale della nostra Poggio a Caiano – termina Bresci - La nostra amministrazione da sempre è attiva per valorizzare il grande potenziale che la nostra città ha, attraverso la sua storia e le sue figure illustri, e questa mostra ne è la dimostrazione.” *** Azelio Biagioni

  • don biancalani. “VESSATO PER L'ACCOGLIENZA AI MIGRANTI" DOPO LA RIMOZIONE DA VICOFARO E RAMINI

    Nell’intervista all’Adnkronos il sacerdote denuncia pressioni politiche e solitudine nella Chiesa: “Abbiamo applicato il Vangelo, ora la Chiesa ci protegga”. PISTOIA. Rimosso dal servizio pastorale nelle parrocchie di Vicofaro e Ramini, don Massimo Biancalani affida all’Adnkronos una lunga e amara riflessione sul provvedimento che segna una svolta nella sua esperienza di accoglienza ai migranti, diventata negli anni un simbolo nazionale e, al tempo stesso, un terreno di scontro politico e interno alla Chiesa. La “doppia bocciatura” e la sorpresa per Ramini Nell’intervista, il sacerdote spiega di non essersi stupito della decisione su Vicofaro, nonostante i ricorsi presentati. Diverso il caso di Ramini, dove era convinto che l’attività potesse proseguire: «Non mi aspettavo questa doppia bocciatura… per Ramini eravamo sicuri che si potesse continuare», afferma. Oggi nella struttura restano circa cinquanta migranti, una presenza che rende incerta la gestione futura. Il nuovo vescovo, mons. Augusto Mascagna, gli ha chiesto di proseguire “ancora per un po’”, ma ha anche espresso il desiderio di avere “una chiesa normale”, frase che per Biancalani preannuncia la fine dell’esperienza delle “porte aperte”. “Sono stato vessato. Chi si espone sui migranti paga un prezzo” Il sacerdote racconta all’Adnkronos di sentirsi finito dentro una discussione che ha superato i confini ecclesiali: «Sono finito sotto la lente della politica e, come tutti quelli che si sono esposti sul tema migratorio, da Mimmo Lucano ad altri, sono stato vessato». Secondo Biancalani, l’accoglienza non piace alle amministrazioni locali, indipendentemente dal colore politico: «La sostanza non cambia molto». La solitudine dentro la Chiesa Nell’intervista emerge anche una critica alla mancanza di sostegno interno: «Al di là degli appelli del Papa, nei territori non puoi tenere una linea molto di accoglienza. Pochissimi preti hanno davvero aperto le porte, e noi ci siamo congestionati». Richiama le parole di Papa Francesco e di Papa Leone sulla Chiesa aperta, ma sottolinea la contraddizione tra teoria e pratica: «Se apri le porte le persone arrivano, si mettono a dormire sulle scale… non possiamo ignorarli e poi batterci il petto a messa». Il messaggio al Papa: “Abbiamo applicato il Vangelo, la Chiesa ci protegga” A conclusione dell’intervista, don Biancalani rivolge un pensiero diretto al Pontefice: «A Papa Leone direi che facendo fatica abbiamo applicato il Vangelo. Abbiamo bisogno che la Chiesa ci protegga». Il futuro immediato Il sacerdote annuncia che chiederà al vescovo una deroga scritta per la fase di transizione. Non ha ancora informato i migranti ospitati: «Sono così fragili».

  • DON MASSIMO BIANCALANI NON SARA' PIU' PARROCO DI VICOFARO E RAMINI

    La decisione del Dicastero per il Clero chiude l’iter avviato dall’ex vescovo Tardelli. Il sacerdote ha 60 giorni per ricorrere alla Segnatura Apostolica PISTOIA – Don Massimo Biancalani non sarà più il parroco delle chiese di Vicofaro e Ramini. È questa la decisione arrivata iei dalla Santa Sede al termine dell’iter avviato lo scorso anno dall’allora vescovo di Pistoia e Pescia, monsignor Fausto Tardelli. Ne ha dato notizia ieri per primo il "Manifesto". La risposta da Roma è arrivata, con la decisione del Dicastero per il Clero di respingere i ricorsi presentati dal sacerdote. Il primo riguardava la perdita della rappresentanza legale della parrocchia di Vicofaro, affidata a monsignor Patrizio Fabbri; il secondo contestava l’incarico proposto da Tardelli per l’Ufficio missionario della Diocesi. Con la bocciatura dei ricorsi, si chiude di fatto l’esperienza di don Biancalani alla guida delle due parrocchie pistoiesi. Resta però ancora una possibilità per il sacerdote: entro 60 giorni potrà rivolgersi al Supremo Tribunale della Segnatura Apostolica, il terzo grado di giudizio del sistema giudiziario della Chiesa cattolica, una sorta di “Cassazione” vaticana. Una decisione che Biancalani dovrà ora valutare. Se sceglierà di impugnare il provvedimento, lo scontro con Roma proseguirà; in caso contrario, si aprirà per il sacerdote la prospettiva di un trasferimento. Quel che appare ormai certo è che Vicofaro difficilmente tornerà alla precedente esperienza di accoglienza dei migranti e si avvia a tornare a essere una parrocchia come le altre della Diocesi. Un primo segnale potrebbe arrivare già domani alle 18, quando a Santa Maria Maggiore è prevista la celebrazione della messa da parte del nuovo vescovo, monsignor Augusto Mascagna. Un appuntamento che, al di là della vicenda di don Biancalani, potrebbe rappresentare l’inizio di un nuovo capitolo per Vicofaro e per l’intero quartiere.

  • DON VINCENT SOULY, IL PARROCO DELLA VAL DI BISENZIO CHE FINISCE SUL "NEW YORK TIMES"

    Il quotidiano americano racconta la sua missione nelle aree interne: “I preti stranieri tengono vive comunità che rischiano di scomparire” CANTAGALLO–VERNIO — Non capita spesso che un piccolo angolo della Val di Bisenzio finisca sulle pagine del New York Times. È successo con don Vincent Souly, il parroco che ogni giorno attraversa le strade di montagna tra Cantagallo e Vernio e che il prestigioso quotidiano statunitense ha scelto di raccontare in un ampio reportage dedicato alla trasformazione del clero nelle aree interne italiane. La sua storia, radicata nei borghi della valle, diventa così simbolo di un fenomeno nazionale: quello dei sacerdoti di origine straniera che mantengono vive parrocchie piccole, periferiche e sempre più segnate dallo spopolamento. Il racconto del NYT: una vita tra quattro parrocchie e una comunità che resiste A firmare l’articolo sono Josephine de La Bruyère e Motoko Rich, corrispondente di punta del giornale per Italia, Grecia e Vaticano. Le loro parole, accompagnate dalle fotografie di Alessandro Grassani, ricostruiscono la quotidianità di don Vincent: le Messe nei piccoli borghi, le visite agli anziani, le strade di montagna percorse ogni giorno per raggiungere comunità che non vogliono arrendersi allo spopolamento. Souly, ordinato in Costa d’Avorio dopo essere cresciuto in Burkina Faso, incarna perfettamente l’identikit dei sacerdoti che oggi sorreggono le parrocchie delle aree interne. Già alla guida delle comunità di Mercatale di Vernio e Sant’Ippolito, nel 2025 è stato scelto dal vescovo di Prato, monsignor Giovanni Nerbini, come parroco anche di San Michele a Luicciana e San Biagio a Cantagallo. Quattro parrocchie, un territorio vasto, una presenza costante. Il riconoscimento del territorio: “Una storia che parla di comunità e accoglienza” La pubblicazione sul New York Times non è passata inosservata. Il Comune di Vernio ha voluto esprimere pubblicamente la propria soddisfazione: «È una bella notizia vedere la storia di don Vincent Souly raccontata sul New York Times, soprattutto per il suo impegno quotidiano nella nostra comunità. Il suo percorso racconta qualcosa di più grande: il valore dei parroci di origine straniera che scelgono di dedicare il proprio servizio ai territori delle aree interne, diventando una presenza importante e un punto di riferimento per tante persone.» Un ringraziamento che non è solo istituzionale, ma comunitario: «È importante che queste storie vengano raccontate: parlano di comunità, di accoglienza, di impegno e di un territorio che continua ad avere molto da dire.» Un parroco, una valle, una storia che supera i confini Il reportage del New York Times non è soltanto un ritratto personale: è la fotografia di un’Italia che cambia, di borghi che resistono grazie a chi sceglie di servirli, di una Chiesa che si regge sempre più su sacerdoti arrivati da lontano ma capaci di diventare parte della comunità. E in questa storia che ora viaggia oltreoceano, don Vincent Souly è il simbolo di una presenza che unisce: un parroco che tiene insieme quattro parrocchie e un territorio che, grazie anche a lui, continua a sentirsi vivo.

  • MALORE SUL SENTIERO PER LA TORRE DEL FATTUCCHIO: MUORE UN ESCURSIONISTA DI 87 ANNI

    L’uomo, in camminata con alcuni amici nei boschi di Pian degli Ontani, si è accasciato improvvisamente. Nonostante i tentativi di rianimazione, il personale sanitario ha potuto solo constatarne il decesso. Impegnati Vigili del Fuoco, 118, Pegaso, Soccorso Alpino della Guardia di Finanza e SAST. ABETONE CUTIGLIANO. Tragedia questa mattina lungo un sentiero nei pressi di Pian degli Ontani, nel comune di Abetone Cutigliano, dove un uomo di 87 anni ha perso la vita durante una camminata con alcuni amici. L’escursionista ha accusato un malore improvviso mentre si trovava sul percorso che conduce alla Torre del Fattucchio, in una zona boschiva particolarmente frequentata dagli amanti della montagna. Immediata la richiesta di soccorso. Sul posto sono intervenuti i Vigili del Fuoco del comando di Pistoia, distaccamento di San Marcello Pistoiese, che hanno raggiunto l’uomo lungo il sentiero. Contestualmente sono arrivati il personale sanitario del 118, l’elisoccorso Pegaso di Massa, il Soccorso Alpino della Guardia di Finanza e le squadre del SAST. Nonostante le manovre di rianimazione praticate dai sanitari, per l’uomo non c’è stato nulla da fare: il personale medico ha potuto soltanto constatarne il decesso. Le operazioni di soccorso e di recupero della salma si sono svolte in una zona impervia, richiedendo il coordinamento delle diverse squadre presenti. L’intervento si è concluso dopo la messa in sicurezza dell’area e il trasferimento dell’uomo.

  • IL SILENZIO CHE NON MERITIAMO

    L’ultimo saluto a Paolo Cerretini e la domanda che Pistoia non può più evitare: dove siamo quando conta davvero? PISTOIA. Ci sono funerali che raccontano una vita. E ce ne sono altri che raccontano una città. Quello di Paolo Cerretini, morto solo in casa a 48 anni, appartiene alla seconda categoria. Non perché Paolo non meriti un ricordo grande — lo merita eccome — ma perché la sua cerimonia funebre, con meno di trenta persone presenti, è diventata lo specchio di una comunità che applaude sui social e si assenta nella realtà. Paolo aveva 10.000 persone che lo seguivano ogni giorno. Diecimila cittadini che guardavano le sue cartoline, le sue foto, i suoi ritocchi cromatici, le sue ricostruzioni della Pistoia che fu. Diecimila persone che dicevano “grazie”, “che meraviglia”, “sei un patrimonio”. Eppure, al momento dell’ultimo saluto, non c’erano. La solitudine di una chiesa vuota Alle 8:45, nella chiesa dell’Arciconfraternita della Misericordia, c’erano dieci persone. Poi venti. Alla fine, una trentina. Una giovane che piangeva in silenzio. Un parente in carrozzina, accompagnato dai volontari della Misericordia. Un sacerdote sudamericano che ha celebrato con dignità. E un solo volto noto: Giorgio Federighi, che ha scritto parole che dovrebbero essere scolpite: “Tutti i funerali sono tristi. Quello di Paolo, per me, lo è stato ancora di più. Morto solo in casa a 48 anni. Non lo conoscevo di persona, ma la sua raccolta splendida e sterminata lo rendeva concittadino onorario e pregevole di tutti noi. Ora, a chi di dovere, l’onere e l’onore di conservarne dignitosamente la memoria.” Nessun assessore. Nessun consigliere. Nessun sindaco della provincia. Nessuna istituzione. Solo silenzio. La città dei “like” e delle assenze Il racconto di Hill Merendero è impietoso. E non perché sia duro, ma perché è vero. La città che si commuove online, che scrive messaggi accorati, che si indigna, che promette, che ricorda, non si presenta quando c’è da esserci davvero.“Il piro di Tristoia è così: presente a parole, assente nei fatti.” E non è la prima volta. Lo abbiamo visto con altri giganti culturali. Lo vediamo ogni giorno nei musei chiusi, nelle memorie trascurate, nei centri storici svuotati. La solitudine del funerale di Paolo somiglia alla solitudine culturale di Pistoia. Una città che ama la propria storia solo quando non costa fatica. Un patrimonio che non possiamo perdere Paolo non era solo un collezionista. Era un archivista della memoria visiva di Pistoia. Un custode. Un divulgatore. Un uomo che ha trasformato la nostalgia in cultura condivisa. Per questo, oggi, la domanda è una sola: che ne sarà del suo archivio? C’è chi propone una S. Messa di suffragio a settembre, quando la città sarà tornata dalle ferie. C’è chi, come Iacopo Bojola, annuncia che è già allo studio un progetto da presentare alla Dirigente e all’Assessore per creare uno spazio dedicato — alla Biblioteca Forteguerriana o al Palazzo dei Vescovi — dove esporre e custodire il patrimonio che Paolo ha raccolto in una vita. È un dovere. Non un gesto di cortesia. Il silenzio che non meritiamo La morte di Paolo Cerretini ci lascia un’immagine che non possiamo ignorare: una bara che esce da una chiesa quasi vuota, mentre migliaia di persone che lo hanno seguito per anni non sono lì. Non è solo un dolore. È una responsabilità. Paolo se n’è andato come ha vissuto: con discrezione, con timidezza, con amore per la città. Ma la città, questa volta, non ha ricambiato. E questo silenzio, più che un lutto, è una lezione. Una lezione che Pistoia non può permettersi di dimenticare.

  • abetone cutigliano. E' MORTO GIUSEPPE SEGHI, FIGURA STORICA DELLO SPI CGIL MONTAGNA PISTOIESE

    Per decenni punto di riferimento sindacale per la Montagna pistoiese, promotore instancabile di “LiberEtà” e voce sincera della comunità Seghi aveva 83 anni. La Lega Spi Cgil Montagna ne annuncia la scomparsa con profondo dolore. ABETONE CUTIGLIANO. La Montagna pistoiese perde una delle sue figure più autentiche e generose. Giuseppe Seghi, 83 anni, storico componente dei Direttivi e delle Assemblee Generali della Lega Spi Cgil Montagna, è scomparso ieri lasciando un vuoto profondo nella comunità di Abetone e Cutigliano. La notizia è stata diffusa dalla Lega Spi Cgil Montagna, che ha espresso “sincero dolore” per la perdita di un compagno che, per decenni, ha rappresentato un esempio di militanza, onestà e dedizione. Giuseppe Seghi era conosciuto per il suo impegno costante nelle battaglie sindacali della Montagna e per la sua partecipazione attiva alla vita dello Spi e della Cgil. Non ha mai cercato ruoli di visibilità, ma ha sempre lavorato con passione, spirito di servizio e una sincera attenzione verso i bisogni delle persone. Era un punto di riferimento per la zona di Cutigliano e Abetone, capace di mantenere vivo il legame tra il sindacato e il territorio. Tra le sue attività più apprezzate, la diffusione del giornale “LiberEtà”, che promuoveva con entusiasmo, convinto dell’importanza dell’informazione e della partecipazione. “Perdiamo un vero militante, strenuo difensore dei nostri valori” scrive la Lega Spi Cgil Montagna nel suo messaggio di cordoglio. Parole che raccontano la statura umana e civile di Seghi, un uomo che ha dedicato tempo, energie e cuore alla tutela dei diritti e alla solidarietà. Alla famiglia di Giuseppe Seghi giunge il sentimento del più profondo cordoglio da parte del sindacato e della comunità che lo ha conosciuto e stimato.

  • PIAZZA ADIMARO RICOTTI LIBERATA DA TONNELLATE DI RIFIUTI ABUSIVI. A FERRAGOSTO ARRIVA UN SEGNALE CONCRETO DI RINASCITA PER QUARRATA

    Grazie all’intervento rapido di Alia Plures e alla collaborazione con i volontari di Legambiente Quarrata, il territorio torna a respirare: piazze e strade ripulite, nuovi sopralluoghi tecnici e un cambio di passo che può segnare il futuro della gestione dei rifiuti. QUARRATA. Ferragosto 2026 porta a Quarrata un segnale concreto di rinascita. Piazza Adimaro Ricotti, per anni soffocata da tonnellate di rifiuti abusivi, è stata completamente liberata. Un risultato atteso, frutto di un intervento rapido e altamente professionale di Alia Plures, che in questi giorni sta collaborando attivamente con i volontari di Legambiente Quarrata, impegnati da sempre in un’azione autonoma, tecnica e fondata sui principi dell’ambientalismo scientifico, in piena sintonia con i Carabinieri Forestali. Il ritorno di Paola Puccinelli: la svolta tecnica Davanti alla Davidia, pianta simbolo dell’associazione, i volontari — Daniele Manetti, Massimo Gori, Marco Mattioli e Claudio Colzi — hanno ringraziato pubblicamente Paola Puccinelli, tecnico Alia tornata sul territorio su richiesta esplicita di Legambiente Quarrata. Una figura che negli anni aveva già dimostrato competenza e rapidità, e che giovedì 13 agosto 2026, ha riportato ordine e concretezza dove c’era degrado. Il suo ritorno rappresenta una svolta: non un incarico d’ufficio, ma un lavoro sul campo, fianco a fianco con chi ogni giorno presidia il territorio. Il sopralluogo del 13 agosto: un prima e un dopo Il sopralluogo tecnico è iniziato davanti alla Davidia, dove nei giorni scorsi erano stati abbandonati quattro sacchi di rocchette di filo e due sacchi di scarti vegetali. Da lì è partito un giro di verifiche che ha mostrato risultati immediati: 14 sacchi di scarti tessili rimossi da via del Goraio; Piazza Ricotti completamente ripulita, dopo ripetute segnalazioni di Legambiente. Non miracoli, ma l’effetto di una collaborazione tecnica e gratuita, fatta di presenza costante e competenza. 18 agosto: nuovi interventi in programma Come comunicato da Puccinelli, martedì 18 agosto saranno rimossi i rifiuti abbandonati in diverse strade del territorio: Via San Gregorio, Via del Campo Sportivo Stella, Via Piemonte, Via Nicolodi, Via Chiti, Via 4 Novembre E nei giorni successivi verranno ripulite altre aree, compreso lo spazio attorno alla Davidia. Il nodo dei micro-rifiuti: una criticità da affrontare Durante il sopralluogo è emerso un problema diffuso: i micro-rifiuti ai bordi strada. La procedura attuale del taglio dell’erba, che frammenta i materiali, va ripensata. Prima si rimuovono i rifiuti, poi si taglia. Il tema sarà discusso con l’Ufficio Ambiente, in particolare con l’ingegnera Martina Bencistà. Una squadra tecnica contro il degrado Al termine del sopralluogo, Puccinelli è stata presentata all’Ufficio Ambiente — Ing. Martina Bencistà e Dott.ssa Simona Rossi — formando un vero “manipolo di guerrieri” contro i rifiuti abusivi. Ogni cumulo è stato registrato, ogni intervento programmato, nel rispetto delle indagini in corso delle Forze dell’Ordine. Obiettivi chiari: pulire e mantenere pulito La strategia condivisa punta a: ripulire completamente il territorio, ridurre la bolletta dei rifiuti, mantenere pulizia e decoro con telecamere e controlli, coinvolgere associazioni e scuole in un percorso educativo duraturo. Legambiente Quarrata collabora con tutti, ma sa operare anche in autonomia, con metodo e rigore. Tecnici sul territorio, non negli uffici Il modello incarnato da Paola Puccinelli è chiaro: i tecnici devono stare sul territorio, davanti ai cittadini. Solo così si riduce il degrado, si abbassa l’inquinamento e si rafforza la fiducia nelle istituzioni. Legalità e collaborazione: il ruolo dei Carabinieri Forestali Legambiente Quarrata ribadisce la gratitudine verso i Carabinieri Forestali, presenza costante nelle scuole, nelle indagini e nelle attività di tutela. Una collaborazione che rappresenta legalità vera, operativa, quotidiana. Una strada tracciata: trasparenza, scienza, partecipazione La tutela del territorio non è un atto occasionale, ma una continuità operativa. Legambiente Quarrata non si fermerà: vigilerà ogni giorno affinché Alia, l’Ufficio Ambiente e i cittadini possano proseguire un percorso di responsabilità collettiva ormai radicato.

  • IL NUOVO VESCOVO MASCAGNA IN VISITA A VICOFARO: PRIMA CELEBRAZIONE NELLA PARROCCHIA DI SANTA MARIA MAGGIORE

    Giovedì 20 agosto alle 18 l’Eucaristia con la comunità: un segno di vicinanza e di ripartenza pastorale per una realtà che negli ultimi anni ha vissuto una fase complessa e molto esposta mediaticamente. PISTOIA. La parrocchia di Santa Maria Maggiore a Vicofaro si prepara ad accogliere il nuovo vescovo di Pistoia, mons. Augusto Mascagna, che giovedì 20 agosto alle ore 18 presiederà la celebrazione dell’Eucaristia nella chiesa parrocchiale. Si tratta della prima visita ufficiale del presule alla comunità di Vicofaro, a poche settimane dal suo ingresso in diocesi. La diocesi presenta l’appuntamento come un gesto di vicinanza e un momento significativo nel percorso di ripartenza del cammino pastorale della parrocchia, dopo anni segnati da un’intensa attività di accoglienza e da una forte attenzione mediatica. La celebrazione si colloca inoltre nel periodo della Festa dell’Assunta, patrona della comunità, conferendo alla visita un ulteriore valore simbolico. Il vescovo Mascagna intende inoltre incontrare direttamente i parrocchiani, ascoltare la comunità e accompagnare una fase nuova della vita pastorale, in continuità con le linee tracciate nel suo ingresso in diocesi: collaborazione, ascolto e camminare insieme. La visita a Vicofaro rappresenta dunque un passaggio importante nel rapporto tra il nuovo vescovo e una delle realtà più discusse e complesse del territorio pistoiese, con l’obiettivo di ristabilire un clima sereno e di favorire una ripresa ordinata delle attività parrocchiali. La comunità attende l’incontro con interesse, in un clima di rinnovata fiducia e con la volontà di avviare una fase di maggiore stabilità e partecipazione.

  • quarrata. BIBLIOTECA MICHELUCCI VERSO LA RISTRUTTURAZIONE: SERVIZI TRASFERITI AL NUOVO TEATRO COMUNALE

    Il sindaco Romiti: “Sposteremo biblioteca e sala studi nell’ex Polo Tecnologico per aprire il cantiere”. La futura sala lettura sarà dedicata ad Angela Gigni QUARRATA. Il Comune di Quarrata si prepara ad avviare il cantiere per il ripristino e l’adeguamento antincendio della Biblioteca comunale G. Michelucci, danneggiata dagli eventi alluvionali del novembre 2023. La Giunta ha approvato il disciplinare di gara per l’affidamento dei lavori, un intervento dal valore complessivo di 776 mila euro, finanziato con risorse comunali e con la donazione di 325 mila euro della Cassa di Risparmio di Pistoia e Pescia. I lavori, che avranno una durata prevista di 272 giorni, comprendono opere edili, impiantistiche e di sicurezza, con l’obiettivo di restituire alla città una biblioteca pienamente funzionale e conforme alle normative vigenti. Il trasferimento temporaneo dei servizi Per consentire l’apertura del cantiere, l’amministrazione ha definito una soluzione transitoria per garantire la continuità dei servizi bibliotecari. Il sindaco Gabriele Romiti annuncia lo spostamento della biblioteca all’interno dei locali dell’ex Polo Tecnologico, oggi parte del nuovo Teatro comunale: “Con l'apertura del nuovo Teatro comunale a ottobre sposteremo tutti i servizi della nostra biblioteca nella sala polivalente del teatro. Riaprendo anche la sala studi a disposizione degli studenti. Così da iniziare il cantiere alla biblioteca”. La scelta permette di mantenere attivi prestiti, consultazioni e spazi studio, evitando una chiusura prolungata che avrebbe penalizzato studenti e cittadini. Una dedica speciale: la sala lettura per Angela Gigni Una volta conclusi i lavori, la sala lettura della Biblioteca Michelucci sarà intitolata ad Angela Gigni, figura molto amata in città e scomparsa nel 2023. L’amministrazione ha deciso di ricordarla attraverso uno spazio simbolico e centrale della vita culturale quarratina.

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