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  • PAOLO CERRETINI, L'ULTIMO ADDIO. PISTOIA SI PREPARA A RENDERE OMAGGIO AL CUSTODE DELLA SUA MEMORIA VISIVA

    La cerimonia funebre si terrà lunedì 17 agosto alle 9 nella Chiesa della Misericordia. Centinaia di cittadini, collezionisti e appassionati di storia locale attesi per l’ultimo saluto. PISTOIA. Pistoia si prepara a dire addio a Paolo Cerretini, 48 anni, figura amatissima e punto di riferimento per la memoria storica della città. I funerali si svolgeranno lunedì 17 agosto alle ore 9.00 presso la Chiesa della Misericordia di Pistoia; La salma è esposta alle Cappelle del Commiato della Misericordia dalla mattinata di oggi venerdì 14 agosto, per permettere a chiunque lo desideri di portare un saluto personale. Dopo la cerimonia, il corteo proseguirà verso il Cimitero Comunale. Una figura centrale per la città: il custode delle immagini che raccontano Pistoia La notizia della morte di Cerretini ha scosso profondamente la comunità. Storico dell’arte, collezionista e anima dei gruppi social La nostra Pistoia e La bella Pistoia di una volta, Cerretini aveva costruito negli anni un archivio unico: centinaia di migliaia di cartoline, fotografie, libri e materiali d’epoca, un patrimonio che molti considerano un vero bene culturale cittadino. Le sue pubblicazioni quotidiane, i confronti tra passato e presente, le immagini di quartieri scomparsi e scorci dimenticati avevano trasformato i suoi gruppi in luoghi di incontro, memoria e identità collettiva. Cordoglio e riconoscenza: la città si stringe attorno alla famiglia In questi giorni sono stati moltissimi i messaggi di cordoglio arrivati da cittadini, studiosi, collezionisti e amministratori. Le pagine social che Cerretini animava con passione hanno pubblicato un ricordo commosso, definendolo “un uomo che ha dedicato la vita alla sua città, trasformando la nostalgia in cultura”. Anche dal mondo istituzionale sono attivate attestazioni di stima: il suo archivio, dicono in molti, meriterebbe di essere preservato e valorizzato, affinché il lavoro di una vita non vada disperso. Un patrimonio che resta: l’eredità culturale di Paolo La morte di Cerretini lascia un vuoto profondo, ma anche una domanda: come preservare e rendere fruibile il suo immenso archivio? Molti cittadini auspicano che le istituzioni si facciano carico di questo compito, trasformando la sua collezione in un patrimonio pubblico, un museo o un archivio civico.

  • quarrata-carmignano. CIMITERO DI COLLE, A SETTEMBRE VIA ALLE ESUMAZIONI: DOPO ANNI DI ATTESA PARTE LA RIQUALIFICAZIONE

    Il sindaco di Carmignano Edoardo Prestanti: “Un impegno che ci eravamo presi, un impegno che stiamo mantenendo” QUARRATA-CARMIGNANO. Il cimitero di Colle, da anni al centro delle preoccupazioni dei residenti di Quarrata e Carmignano, si avvicina finalmente a una svolta concreta. Dopo un lungo periodo di sospensione delle sepolture in terra – fermo dal 2021 per problemi strutturali e di sicurezza – l’amministrazione comunale di Carmignano annuncia che a settembre partiranno le esumazioni, primo passo operativo verso la riqualificazione dell’area. A confermarlo è il sindaco Edoardo Prestanti, che in una nota pubblica ribadisce la volontà dell’amministrazione di procedere senza ulteriori rinvii: “A settembre si parte con le esumazioni, intervento propedeutico alla partenza dei lavori. Un impegno che ci eravamo presi, un impegno che stiamo mantenendo”. La riapertura del cimitero alle sepolture richiede una serie di passaggi tecnici e amministrativi che negli ultimi mesi hanno finalmente trovato una direzione chiara. Secondo quanto comunicato dal Comune di Carmignano, sono stati completati tre passaggi fondamentali: Approvazione della convenzione con il Comune di Quarrata, atto necessario per intervenire su un cimitero che ricade in un’area di competenza condivisa; stanziamento delle risorse economiche per la riqualificazione, dopo anni di richieste da parte dei cittadini; definizione del progetto di intervento, che prevede la sistemazione dei terrazzamenti, la messa in sicurezza delle aree più critiche e il ripristino delle condizioni necessarie per tornare a effettuare sepolture in terra. Le esumazioni, che partiranno a settembre, sono indispensabili per liberare gli spazi e consentire l’avvio dei lavori. Il cimitero di Colle è da tempo considerato uno dei più problematici del territorio: dimensioni ridotte, accesso difficoltoso, presenza di barriere architettoniche, ristagni d’acqua e cedimenti nel terreno, sepolture molto antiche e spesso prive di riferimenti ai familiari. Dal 2021, proprio a causa di queste condizioni, le sepolture in terra sono state sospese, consentendo solo tumulazioni di ceneri o resti in ossarini. Una situazione che ha generato forte malcontento nella comunità, culminato nel 2025 con una raccolta firme che ha coinvolto oltre 140 residenti. Con l’avvio delle esumazioni e la definizione del progetto, il percorso verso la riqualificazione entra finalmente nella fase operativa. L’obiettivo dichiarato dall’amministrazione è ripristinare la piena funzionalità del cimitero, garantendo sicurezza, accessibilità e la possibilità di tornare a effettuare sepolture in terra dopo anni di blocco. La collaborazione tra Carmignano e Quarrata, formalizzata con la convenzione approvata nei mesi scorsi, rappresenta un tassello decisivo per superare le incertezze amministrative che avevano rallentato ogni intervento. Per la comunità di Colle, l’annuncio del sindaco Prestanti segna un passaggio importante: dopo anni di richieste, sollecitazioni e attese, la riqualificazione del cimitero non è più solo un impegno dichiarato, ma un processo avviato. I lavori partiranno dopo le esumazioni di settembre. E per i cittadini, abituati a convivere con un luogo di culto fragile e spesso inaccessibile, questa è finalmente una notizia che guarda avanti.

  • serravalle. 57MILA EURO DALLA REGIONE PER IL TRIBUTO SUI RIFIUTI: SERRAVALLE CIVICA PROPONE UN OSSERVATORIO SUL CASSERO

    Il Comune ha accertato un’entrata di 57.082,89 euro relativa all’annualità 2025. Elena Bardelli chiede di destinare le risorse al monitoraggio ambientale dell’area della discarica di Fosso del Cassero, richiamando anche l’impegno assunto dal vicesindaco Gargini. SERRAVALLE PISTOIESE – Ammonta a 57.082,89 euro la somma che il Comune di Serravalle Pistoiese ha ufficialmente accertato come entrata derivante dalla ripartizione del tributo speciale regionale per il conferimento dei rifiuti in discarica o negli impianti di incenerimento senza recupero energetico, relativamente all’annualità 2025. L’importo è stato recepito dall’amministrazione comunale con la determinazione n. 581 del 7 agosto 2026. Si tratta delle risorse che la normativa destina ai Comuni interessati dalla presenza di impianti per il trattamento e lo smaltimento dei rifiuti, anche con l’obiettivo di compensare, almeno in parte, gli impatti ambientali, viari e sociali che gravano sui territori. Una compensazione che, secondo Serravalle Civica, resta comunque insufficiente rispetto alle conseguenze percepite dalla popolazione residente nelle aree interessate. Il punto, adesso, è capire come verranno utilizzati i 57mila euro. Le risorse, infatti, non possono essere impiegate liberamente dall’amministrazione, ma devono essere destinate a interventi di miglioramento ambientale e ad attività di prevenzione della produzione dei rifiuti. Proprio su questo fronte arriva la proposta del gruppo civico, attraverso la referente Elena Bardelli, che invita la giunta a destinare la somma alla costituzione di un osservatorio comunale tecnico-scientifico incaricato di monitorare l’area circostante la discarica di Fosso del Cassero. «Poiché il Comune non ha ancora individuato la destinazione delle risorse percepite e il nostro gruppo viene sempre accusato di non essere abbastanza propositivo – afferma Bardelli – suggeriamo alla giunta il loro impiego per la realizzazione di un osservatorio comunale tecnico-scientifico con il compito precipuo di monitorare l’area circostante la Discarica di Fosso del Cassero». La proposta, sottolinea Serravalle Civica, non sarebbe del tutto nuova. La referente ricorda infatti che il vicesindaco Gargini avrebbe assunto pubblicamente un impegno in questa direzione durante il convegno sull’inquinamento da PFAS organizzato a Casalguidi da “Attiva” e “Serravalle Civica” circa sette mesi fa. «Promessa di cui evidentemente si è dimenticato – sostiene Bardelli – ma che intendiamo ricordargli noi». Alla base della richiesta ci sono anche le analisi commissionate da Serravalle Civica a laboratori accreditati. Secondo quanto riferisce il gruppo, gli esami avrebbero evidenziato una significativa presenza di sostanze PFAS nelle acque superficiali in prossimità dell’impianto del Cassero. È su questi elementi che il gruppo civico ritiene necessario costruire un sistema di monitoraggio permanente, affidato a competenze tecniche e scientifiche, capace di fornire dati e verifiche sull’area. «Se è vero che i nostri amministratori sono sensibili alle tematiche ambientali e considerano prioritaria la tutela della salute pubblica – conclude Bardelli – non potranno ignorare la nostra proposta». La palla passa dunque alla giunta, chiamata ora a decidere la destinazione dei 57.082,89 euro e, soprattutto, se accogliere la proposta di trasformare quelle risorse in uno strumento stabile di controllo e monitoraggio ambientale del territorio.

  • montemurlo. TRE EPISODI DI ABBANDONO RIFIUTI IN CENTRO, LA POLIZIA LOCALE INDIVIDUA E DENUNCIA IL RESPONSABILE

    Si tratta di un cittadino italiano che è stato individuato anche grazie all’ausilio del sistema cittadino di video sorveglianza MONTEMURLO. Tolleranza zero contro l'inciviltà e i reati ambientali. A seguito di un’accurata e paziente attività di indagine, gli agenti della polizia locale di Montemurlo sono riusciti a risalire all'identità dell'autore di tre diversi episodi di scarico abusivo di rifiuti, avvenuti nel centro cittadino. Si tratta di un cittadino italiano, che è stato denunciato penalmente e deferito all’autorità giudiziaria. Le indagini, condotte con scrupolo dagli agenti del comando di via Toscanini, hanno visto un punto di svolta fondamentale nell'analisi incrociata dei dati e dei filmati della videosorveglianza presente nella zona centrale di Montemurlo. L'uomo, nel corso di tre distinte "uscite", aveva abbandonato sul suolo pubblico un totale di sei grandi sacchi colmi di rifiuti indifferenziati, della tipologia comunemente prodotta dalle abitazioni civili. Sull'operazione è intervenuto l’assessore alla polizia locale, Giuseppe Forastiero, che ha voluto esprimere il proprio plauso agli agenti: «A Montemurlo il controllo del territorio è capillare e non c'è spazio per l'illegalità. Abbandonare rifiuti non solo è un reato, ma rappresenta un vero e proprio spregio al nostro ambiente e al decoro della città. Ringrazio gli agenti della polizia locale per la dedizione e la professionalità dimostrate anche in questa occasione». L'operazione conferma l'efficacia della rete di telecamere installata sul territorio comunale e l'impegno costante dell'amministrazione nel contrastare ogni forma di degrado urbano e illecito ambientale. A Montemurlo sono attive 46 telecamere di videosorveglianza di nuova generazione che offrono da sole 90 diverse visuali sul territorio (screen), i varchi per la lettura targhe dei veicoli in entrata e in uscita sono 19 ed offrono 31 visioni. Il sistema dei varchi è collegato, oltre che con il comando della polizia locale di via Toscanini, anche con la Tenenza dei Carabinieri e tutto il sistema di videosorveglianza è consultato dalle varie forze dell’ordine per esigenze operative di controllo del territorio. Inoltre, il Comune sta lavorando all’ampliamento del sistema di videosorveglianza attraverso la partecipazione a bandi pubblici. [masi- comune di montemurlo]

  • serravalle pistoiese. VIA LIBERA AL CONGUAGLIO PER I FLUSSI INTERNI DELLA DISCARICA DEL CASSERO: IN ARRIVO 558.984 EURO

    Il Comune accerta l’indennizzo dovuto da Herambiente per i conferimenti 2020- 2025, dopo la definizione dell’addendum alla convenzione del 2007. Confermata la correttezza dei calcoli e avviate le procedure di trasparenza e tracciabilità. L'articolo de "La Nazione" SERRAVALLE. Il Comune di Serravalle Pistoiese ha formalizzato l’accertamento dell’indennizzo relativo ai cosiddetti flussi interni della discarica del Cassero, ovvero i rifiuti conferiti direttamente dal gestore Herambiente S.p.A. a partire dal 1° luglio 2020. L’importo complessivo, pari a 558.984,15 euro, è stato ufficialmente registrato sul bilancio comunale 2026, dando seguito a un percorso amministrativo complesso che ha richiesto chiarimenti interpretativi e un nuovo addendum alla convenzione originaria del 2007. La determinazione, firmata dal Responsabile dell’Area Tecnica Massimo Giorgi, prende le mosse dalla necessità di definire una modalità chiara di calcolo dell’indennizzo spettante al Comune per i conferimenti del gestore. Tale aspetto, infatti, non era previsto nella convenzione del 2007, poiché all’epoca non esistevano flussi di rifiuti provenienti direttamente dalla società. L’addendum, condiviso dai legali del Comune e di Herambiente, stabilisce che la tariffa su cui calcolare la quota del 7,5% spettante all’ente debba essere determinata sulla base di due medie distinte: una per i rifiuti smaltiti (operazione D1) e una per quelli avviati a recupero (R3/R5), riferite all’annualità di conferimento. Herambiente, dopo aver verificato i dati trasmessi dall’amministrazione con il protocollo del 24 aprile 2026, ha confermato la correttezza dei calcoli, riconoscendo integralmente l’importo dovuto per il periodo 2020-2025. Il provvedimento si inserisce nel quadro delle recenti approvazioni del DUP, del bilancio di previsione e del PIAO 2026-2028, e rappresenta un passaggio decisivo nella gestione dei rapporti tra Comune e gestore della discarica, garantendo chiarezza, trasparenza e correttezza amministrativa.

  • RIFIUTI, LA REGIONE TOSCANA ASSEGNA 57MILA EURO A SERRAVALLE

    Il Comune ha accertato l’entrata del tributo speciale per il deposito in discarica (ecotassa) senza indicare ancora la destinazione delle risorse e gli interventi di tutela ambientale e di compensazione territoriale che intende adottare SERRAVALLE. Il Comune di Serravalle Pistoiese ha ufficialmente accertato un’entrata di 57.082,89 euro derivante dalla ripartizione del tributo speciale per il deposito dei rifiuti in discarica o negli impianti di incenerimento senza recupero energetico, relativa all’annualità 2025. La somma è stata assegnata dalla Regione Toscana con la delibera n. 964 del 4 agosto 2026 e recepita dal Comune attraverso la determinazione n. 581 del 7 agosto 2026, firmata dal Responsabile dell’Area Tecnica Massimo Giorgi. Nel provvedimento si legge che “la Delibera di Giunta Regionale […] ha assegnato al Comune di Serravalle Pistoiese l’importo complessivo di € 57.082,89”, una cifra che viene ora registrata sul capitolo di bilancio dedicato alle entrate da tributo speciale. La notizia arriva in un momento di forte tensione politica sul tema dei rifiuti, con discussioni accese a livello regionale e locale riguardo alla gestione degli impianti, ai costi del servizio e alle compensazioni economiche per i territori che ospitano strutture di smaltimento. Serravalle ospita come noto la discarica del Cassero e rientra tra i Comuni che ricevono una quota del tributo speciale. Un meccanismo pensato per compensare i disagi ambientali, viari e sociali legati alla presenza di impianti di trattamento rifiuti. La cifra assegnata sarebbe ben lontana dal reale impatto che la filiera dei rifiuti ha sul territorio. Il contributo regionale, pur previsto dalla normativa, non rispecchierebbe adeguatamente l’aumento dei flussi di rifiuti trattati negli impianti dell’area vasta, il traffico pesante che attraversa i comuni limitrofi, l’impatto ambientale e sociale percepito dai residenti, la necessità di interventi strutturali su viabilità, monitoraggi e mitigazioni. Secondo i critici, il tributo speciale dovrebbe essere incrementato e vincolato a progetti concreti di miglioramento ambientale, come barriere verdi, monitoraggi dell’aria, manutenzione stradale e campagne di prevenzione dei rifiuti. Il contributo regionale rappresenta certo una entrata utile, ma non sufficiente a coprire i costi indiretti che i territori sostengono. La determinazione, infatti, si limita ad accertare l’entrata e a registrarla a bilancio, ma non indica ancora la destinazione delle risorse. La discussione su come impiegare i fondi potrebbe aprirsi nelle prossime settimane, anche alla luce del crescente dibattito pubblico. La ripartizione del tributo speciale è parte di un confronto più ampio che riguarda la necessità di nuovi impianti di trattamento, la riduzione del conferimento in discarica, la transizione verso il recupero energetico e il riciclo, la revisione dei meccanismi di compensazione ai territori. La Toscana, negli ultimi anni, ha più volte aggiornato criteri e quote, ma il tema resta politicamente sensibile, soprattutto nei comuni che vivono più da vicino gli effetti della filiera dei rifiuti. L’accertamento dei 57mila euro destinati a Serravalle Pistoiese non è solo un atto amministrativo: è un tassello di un dibattito più ampio che riguarda equità, sostenibilità e trasparenza nella gestione dei rifiuti. Un tema che continuerà a far discutere, soprattutto in vista delle scelte future sugli impianti e sulle compensazioni ai territori che ne sopportano il peso.

  • serravalle. RIO DI CASALE, QUATTRO ANNI DI RITARDI: IL COMUNE AFFIDA NUOVE INDAGINI. CRESCE LA PROTESTA DEI CITTADINI E DELL'OPPOSIZIONE

    Il cantiere di via San Biagio continua a slittare tra varianti, revisioni dei prezzi e richieste del Genio Civile. Attiva-Movimento Civico e Serravalle Civica accusano l’amministrazione: “Promesse disattese”. Il Comune: “Problemi occulti, ma l’opera va avanti” SERRAVALLE. Il cantiere del Rio di Casale, a Casalguidi, resta uno dei temi più caldi della politica serravallina. A quattro anni dall’avvio dei lavori di demolizione e rifacimento del tratto tombato del fosso lungo via San Biagio, il progetto continua a registrare rallentamenti, modifiche e nuove verifiche tecniche che hanno alimentato il malcontento dei residenti e le critiche dell’opposizione. L’ultimo passaggio amministrativo è arrivato il 7 agosto 2026, con la determinazione n. 586 firmata dal Responsabile dell’Area Tecnica, Massimo Giorgi, che ha disposto un nuovo incarico alla ditta Bierregi S.r.l. per l’esecuzione di indagini geofisiche, geognostiche e geotecniche integrative. Nel documento si legge che “si rende necessario eseguire delle nuove indagini […] ad integrazione della campagna già eseguita”, un passaggio richiesto dal Genio Civile per poter proseguire con le fasi successive dell’opera. L’importo del servizio è pari a 4.995 euro oltre IVA, per un totale di 6.093,90 euro, coperti dalle somme a disposizione del quadro economico dell’intervento, che resta invariato a 1.700.000 euro. Un cantiere che non finisce mai Il progetto, approvato nel 2022 e affidato alla ditta EDIL B s.r.l., ha attraversato una lunga serie di passaggi tecnici: una perizia suppletiva nel 2025, una revisione dei prezzi dei materiali nel luglio 2026, la sostituzione del direttore dei lavori, interferenze con sottoservizi (gasdotto, acquedotto) e ora nuove indagini geologiche. Nonostante le rimodulazioni interne, il costo complessivo dell’opera è rimasto fermo a 1,7 milioni, finanziati in gran parte dalla Regione Toscana. La protesta delle liste civiche: “Quattro anni di disagi, basta promesse” Il protrarsi dei lavori ha scatenato la reazione dell'opposizione. Il gruppo consiliare Attiva – Movimento Civico insieme a Serravalle Civica ha organizzato recentemente una manifestazione davanti al municipio di Casalguidi, denunciando: ritardi insostenibili, continui stop e mancanza di una programmazione chiara, disagi alla viabilità e ai residenti, assenza di comunicazione trasparente da parte dell’amministrazione. Secondo i promotori, il cantiere “eterno” mette a rischio la sicurezza idraulica dell’area, già soggetta a esondazioni del Rio di Casale. La replica del Comune: “Problemi occulti, ma l’opera è salva” Il vicesindaco Alessio Gargini, con delega ai lavori pubblici, ha risposto alle critiche ricordando che il progetto era già stato validato e finanziato quando ha assunto l’incarico: “Tornare indietro avrebbe significato perdere il contributo regionale da 1,6 milioni. Abbiamo trovato una marea di problemi occulti e abbiamo dovuto rivedere il progetto per renderlo sostenibile.” Gargini ha assicurato che l’amministrazione sta lavorando per chiudere il cantiere e ha annunciato una assemblea pubblica per aggiornare i cittadini sullo stato dei lavori e sulle modifiche alla viabilità. Nuovo quadro economico e prossimi passi La determinazione del 7 agosto ha anche aggiornato il quadro economico dell’opera, introducendo la nuova voce B.1a – Spese tecniche per indagini geologiche – integrazione (4.995 euro), mantenendo invariato il totale complessivo. Una volta completate le indagini, il Comune potrà procedere con le verifiche finali e con le ultime fasi del cantiere, nella speranza di chiudere un intervento che, nato per migliorare la sicurezza idraulica, è diventato uno dei simboli delle lungaggini amministrative del territorio.

  • PRATO CITTÀ DEL NATALE? LA PROPOSTA TORNA IN CONSIGLIO

    Rossella Risaliti (Lista Civica Bongiorno–Futuro Nazionale) rilancia l’idea: “Portiamo il Natale a Prato, non costringiamo le famiglie a emigrare nelle città vicine” PRATO. Scrive Rossella Risaliti, consigliera comunale della lista civica Bongiorno–Futuro Nazionale, con un’ironia che fotografa perfettamente il momento: “Sabato è Ferragosto, ci sono 40 gradi all’ombra e c’è chi brama temperature sotto lo zero”. Eppure, proprio mentre la città affronta la settimana più calda dell’anno, il tema del Natale torna al centro del dibattito politico. Negli ultimi giorni, durante i “Giovedì del centro”, una serata a tema natalizio ha riacceso l’attenzione su un’idea che Risaliti porta avanti da tempo: trasformare Prato in una vera e propria Città del Natale. Un progetto che non nasce oggi. Due anni fa, ricorda la consigliera, fu protocollata una mozione analoga — allora sotto la lista civica Cenni — pubblicata sui quotidiani locali il 6 gennaio, unico giorno in cui Piazza del Duomo si riempie per l’Epifania. Oggi quella mozione torna sul tavolo, ripresentata e ampliata. E le immagini dei documenti ufficiali del Comune di Prato lo confermano: la proposta è strutturata, articolata, e punta a un modello ispirato alle esperienze di successo di Empoli, Pistoia e Arezzo. Cosa prevede la mozione “Prato Città del Natale” Dai testi protocollati emergono tre linee guida principali: Illuminazioni natalizie artistiche nelle vie del centro storico, pensate per creare atmosfera e distribuire il flusso di visitatori anche nelle strade meno frequentate. Mercatini natalizi con prodotti tipici e artigianali, coinvolgendo commercianti locali e piccole realtà produttive del territorio. Eventi culturali e spettacoli — musica, teatro, danza — con particolare attenzione alle famiglie e ai bambini. A questo si aggiunge un elemento strategico: collaborazione tra pubblico e privato, con il coinvolgimento di attività commerciali, associazioni culturali e gruppi di volontariato. Un modello partecipato, che punta a trasformare il Natale in un’occasione di comunità e di rilancio economico. La mozione prevede inoltre un budget dedicato, da sostenere anche attraverso sponsorizzazioni e fondi europei o regionali, con attenzione alla sostenibilità e alla valorizzazione delle risorse locali. “Non solo Piazza del Duomo: il Natale può vivere in tutta la città” Risaliti chiarisce che il progetto non si limita alla piazza principale: “Non necessariamente da mettere in Piazza del Duomo, ma anche in altre piazze. Questo è solo un render”. L’idea è diffondere l’atmosfera natalizia in più quartieri, evitando concentrazioni e valorizzando spazi spesso poco utilizzati. La consigliera insiste su un punto: Prato non deve essere costretta a guardare altrove. “Siamo aperti a modifiche e collaborazioni per portare un po’ di Natale anche a Prato e non far emigrare le famiglie pratesi a vedere i mercatini nelle città limitrofe. Sappiamo che il Natale è uno dei periodi più redditizi per le attività locali, ma potremmo incentivare il flusso da altre città”. Un progetto che apre il dibattito La proposta, ora formalmente ripresentata, apre una discussione che coinvolge amministrazione, commercianti, associazioni e cittadini. In un momento in cui molte città puntano su eventi tematici per attrarre visitatori e sostenere l’economia locale, Prato potrebbe scegliere di fare un passo deciso in questa direzione. La domanda che Risaliti pone alla città è semplice e diretta: che ne pensate di una Prato Città del Natale? Un dibattito che, nonostante i 40 gradi, è appena iniziato.

  • INCENDIO IN VIA SAN JACOPO, CINQUE PERSONE IN OSPEDALE PER PRECAUZIONE

    Uno dei gatti salvato dai vigili del fuoco, l’altro fugge sui tetti PRATO. Un principio d’incendio ha creato attimi di forte apprensione questa mattina nel cuore del centro storico di Prato, in via San Jacopo, dove cinque persone sono state trasportate al pronto soccorso del Santo Stefano per una lieve intossicazione da fumo. Tutti sono stati soccorsi sul posto e trasferiti in ospedale solo per precauzione: le loro condizioni non destano preoccupazione. L’allarme è scattato intorno alle 10.15. Dalle prime ricostruzioni, il rogo sarebbe partito dal motore di un condizionatore installato nell’appartamento al primo piano di una palazzina. In pochi minuti il fumo ha invaso le stanze e si è riversato sulle facciate che affacciano su via San Jacopo, danneggiando pareti, infissi e persiane. La strada è stata immediatamente chiusa per consentire l’intervento dei vigili del fuoco, arrivati con l’autoscala. Sul posto anche diverse ambulanze, la polizia e la polizia municipale. Grazie alla rapidità dei soccorritori, il principio d’incendio è stato circoscritto prima che potesse estendersi all’intero appartamento o alle abitazioni vicine, evitando conseguenze ben più gravi. Foto di Giancarlo Auzzi (da facebook) Due gatti coinvolti: uno salvato, l’altro in fuga Nell’appartamento erano presenti anche due gatti. Uno è stato recuperato dai vigili del fuoco durante le operazioni di soccorso, mentre l’altro — spaventato dal fumo e dal trambusto — sarebbe riuscito a fuggire, probabilmente rifugiandosi sui tetti della zona. Sono in corso verifiche per rintracciarlo. Cinque persone lievemente intossicate Le cinque persone presenti nell’abitazione sono state assistite dai sanitari del 118 e trasferite al Santo Stefano. Per tutte si parla di una lieve intossicazione da fumo, senza complicazioni. Intervento rapido, danni contenuti Il tempestivo arrivo dei vigili del fuoco ha evitato che il rogo potesse trasformarsi in un incendio di ben altra portata. Restano i danni all’appartamento e la paura vissuta dai residenti, ma la situazione è tornata rapidamente sotto controllo.

  • quarrata. MESSA IN SICUREZZA DI BARBA-BOTTEGONE: DOPO ANNI DI ALLUVIONI ARRIVANO GLI INTERVENTI DECISIVI

    Il sindaco Gabriele Romiti: “Finalmente, più sicurezza per Quarrata e tutta la piana” Uno dei tanti sopralluoghi del sindaco Romiti in via Bottaia QUARRATA. Dopo anni di allagamenti, paura e richieste di intervento da parte dei cittadini, la zona di Barba–Bottegone vede finalmente concretizzarsi un piano strutturale di messa in sicurezza. La Giunta regionale ha approvato il secondo stralcio del Documento operativo per la difesa del suolo 2026 (DODS), che porta in provincia di Pistoia risorse per oltre 3 milioni e mezzo di euro, destinate a opere idrauliche attese da tempo. Due interventi strategici per fermare gli allagamenti Il Genio Civile della Regione, con il supporto del Consorzio di Bonifica 3 Medio Valdarno, realizzerà due opere fondamentali: Riassetto idraulico del reticolo minore del bacino dell’Ombrone Pistoiese in località Barba Investimento: 2 milioni e 215 mila euro Area interessata: Barba–Bottegone, tra Pistoia e Quarrata Obiettivo: ridurre il rischio di esondazioni che negli ultimi anni hanno colpito abitazioni, scantinati e attività. Riassetto del Fosso Ombroncello e nuova cassa di espansione a Quarrata Investimento: 1 milione e 315 mila euro Obiettivo: aumentare la capacità di laminazione delle acque in caso di piogge intense. La richiesta di interventi è stata portata avanti da anni anche da Legambiente Quarrata Si tratta di interventi che, messi insieme, cambiano radicalmente la prospettiva di sicurezza idraulica della piana. Quasi 40 milioni di litri d’acqua trattenuti in caso di emergenza Il sottosegretario alla Presidenza della Regione, Bernard Dika, ha espresso grande soddisfazione per l’approvazione del piano: “Finalmente Pistoia e tutta la Piana Pistoiese saranno più sicure. Dal primo giorno in cui sono stato eletto ho lavorato per trovare 3 milioni e 530 mila euro destinati a due importanti interventi di difesa idraulica. La cassa di espansione nella zona di Barba e Bottegone potrà contenere 16 milioni e mezzo di litri d’acqua, mentre quella in via Bassa di San Sebastiano ne raccoglierà 22 milioni e mezzo. Complessivamente, quasi 40 milioni di litri che potranno essere trattenuti evitando che si riversino sul territorio.” Dika ha ricordato che i lavori partiranno entro dodici mesi e si concluderanno circa un anno dopo l’avvio: “La sicurezza si costruisce prima delle emergenze, investendo sulla prevenzione.” Romiti: “Una risposta attesa da anni. Finalmente più sicurezza per Quarrata” Particolarmente soddisfatto il sindaco di Quarrata, Gabriele Romiti, che da tempo sollecitava un intervento strutturale per proteggere la città e le frazioni più esposte: «Dopo anni di impegni concreti e dialogo continuo con Regione Toscana, i cittadini e il Comune di Pistoia finalmente ecco la cassa d'espansione per via Brana, Quarrata e tutta la piana.» Romiti ha ricordato nel dettaglio le opere previste: Cassa di espansione in via Bottaia – capacità: 16 milioni di litri; Cassa di espansione in via Bassa di San Sebastiano – capacità: 22 milioni di litri «Finalmente- ha concluso - Quarrata e tutta la piana saranno più sicure.» Un cambio di passo per un territorio fragile Barba, Bottegone e le aree circostanti hanno vissuto negli ultimi anni episodi ricorrenti di alluvioni e allagamenti che hanno messo in difficoltà famiglie, attività e infrastrutture. Con questi interventi, la Regione Toscana avvia un percorso concreto di prevenzione che risponde alle richieste dei cittadini e degli amministratori locali. Un investimento che non solo riduce il rischio, ma restituisce fiducia a un territorio che da troppo tempo attendeva una soluzione strutturale.

  • MICHELA PIERATTINI, UNA VITA SPEZZATA A 52 ANNI NELL'INCIDENTE DI AGLIANA

    Originaria di Quarrata lavorava alle Poste Italiane dal 2023. Lascia il marito e un figlio Michela Pierattini (da facebook) QUARRATA-AGLIANA – È Michela Pierattini, 52 anni, la vittima del grave incidente stradale avvenuto questo pomeriggio ad Agliana. Una notizia che ha attraversato in poche ore Quarrata, Pistoia e l’intero ambiente lavorativo delle Poste Italiane, lasciando sgomento e incredulità. Pierattini, originaria di Quarrata ma residente da anni a Pistoia, lavorava alle Poste dall'aprile 2023. Le colleghe la ricordano come una donna scrupolosa, affidabile, sempre attenta ai dettagli, capace di portare nel lavoro una calma gentile che la contraddistingueva anche nella vita privata. Aveva frequentato l’istituto d’arte Petrocchi e, in passato, aveva dedicato tempo ed energie anche al volontariato nella Croce Rossa Italiana, a Quarrata. Una scelta che racconta molto del suo carattere: discreto, generoso, orientato agli altri. Sposata, madre di un figlio, Michela amava le piccole cose che riempiono le giornate di significato: la cura dei fiori, che coltivava con passione, e la compagnia del suo cagnolino Chicco, inseparabile compagno di casa e passeggiate. Ma anche la preparazione dei dolci. Negli ultimi mesi stava vivendo un periodo particolarmente sereno. Tra pochi giorni avrebbe dovuto trasferirsi in una nuova abitazione, un progetto che aveva preparato con entusiasmo e che rappresentava per lei un nuovo inizio. Un sogno che l’incidente di oggi ha improvvisamente e tragicamente interrotto, lasciando la famiglia in un dolore profondo e inatteso. Le colleghe, raggiunte dalla notizia durante la giornata lavorativa, parlano di un “colpo al cuore”. «Era una persona buona, precisa, sempre disponibile», raccontano. «Non riusciamo a crederci». La comunità di Quarrata e Pistoia si stringe ora attorno ai familiari, travolti da una perdita che lascia un vuoto difficile da colmare. La morte di Michela Pierattini non è solo il drammatico epilogo di un incidente: è la fine improvvisa di una vita piena di affetti, progetti, dedizione e gentilezza. Una vita che oggi in molti ricordano con commozione.

  • agliana. TRAGEDIA SULLA NUOVA PRATESE: MUORE UNA DIPENDENTE DELLE POSTE. INDAGINI IN CORSO SULLA DINAMICA DELLO SCONTRO

    La donna, 52 anni, è deceduta poco dopo l’arrivo al pronto soccorso del San Jacopo. Ancora ignote le generalità. Coinvolto anche un uomo di 57 anni, ferito lievemente. Viabilità in tilt per ore sulla SS719. Il Tirreno online AGLIANA — Un grave incidente avvenuto intorno alle 16.30 sulla strada statale 719 “Prato‑Pistoia” è costato la vita a una donna di 52 anni, dipendente delle Poste Italiane, le cui generalità non sono ancora state rese note. La vittima era alla guida di una utilitaria di servizio quando, per cause in corso di accertamento, si è verificato uno scontro con un altro veicolo all’altezza del km 17,100, in direzione del casello A1 di Prato Ovest. Secondo le prime ricostruzioni, non si esclude l’ipotesi di un malore improvviso per uno dei conducenti, ma la dinamica resta al vaglio della Polizia Municipale di Agliana. I soccorsi: condizioni subito critiche A prestare i primi soccorsi sono state le squadre della Misericordia di Agliana e della Pubblica Assistenza di Chiazzano, insieme all’automedica. Le condizioni della donna sono apparse da subito gravissime: trasportata d’urgenza al pronto soccorso del San Jacopo di Pistoia, è deceduta poco dopo l’arrivo. L’altro conducente, un uomo di 57 anni, ha riportato ferite lievi ed è stato trasferito in codice verde al San Jacopo per accertamenti. Traffico bloccato e interventi sul piano viabile Il violento impatto ha provocato rallentamenti e blocchi alla circolazione per diverse ore. Sul posto sono intervenuti i Vigili del Fuoco, la Polizia Municipale di Agliana e le squadre Anas, che hanno gestito la viabilità e avviato le operazioni di pulizia e messa in sicurezza del tratto stradale. La SS719, già nota per la sua pericolosità, è stata riaperta solo dopo il ripristino delle condizioni minime di sicurezza. Una comunità scossa La notizia della morte della dipendente delle Poste ha suscitato profonda commozione tra i colleghi e nella comunità locale. In attesa che vengano rese note le generalità, resta il dolore per una vita spezzata in pochi istanti su una delle arterie più trafficate della provincia.

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