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  • SAN MARCELLO SALUTA NICOLA: IL PAESE SI STRINGE NEL RICORDO DI UNA PRESENZA GENTILE E INCONFONDIBILE

    La comunità piange la scomparsa di Nicola Taioli, un "ex ragazzo" di 63 anni, figura amatissima e riconoscibile per i suoi saluti personalizzati, le passeggiate quotidiane e la simpatia che lo aveva reso parte del paesaggio umano del paese. Decine i messaggi di affetto: “Ci conoscevi tutti per nome” L'immagine prodotta dalla AI racconta il quel gesto simbolico conosciuto da tanti residenti: il saluto discreto e affettuoso di Nicola SAN MARCELLO. A San Marcello il nome di Nicola Taioli era un piccolo rito quotidiano. Era un ex "ragazzo" (63 anni) molto noto in paese e molto benvenuto. Stava sempre a giro. Tutti lo chiamavamo, con affetto, con il suo nome di battesimo. Aveva, fin da bambino, una lieve disabilità intellettiva che lo rendeva diverso ma nello stesso tempo «speciale» rispettato e benvoluto. Lo racconta Chiara Marcacci, una delle prime a condividere il suo ricordo: “Passavi e salutavi, gironzolavi, ormai sapevo dove trovarti sulla tarda mattinata. ‘Chiaraaa’, e io ‘Ciao Nicola’. Eri sempre più al risparmio di parole, eppure la tua presenza, seppur silenziosa, mancherà tanto”. Un saluto che non era mai frettoloso, mai impersonale: Nicola si fermava, guardava negli occhi, pronunciava il nome di ciascuno con cura. Un gesto semplice, ma che per molti significava sentirsi a casa. Parole di stima e di affetto arrivano anche da Mauro Banchini che sulla sua «Trebisonda» scrive; «Ciao, Nicola. Il nostro paese, la nostra comunità, non sarà più uguale ora che ci hai lasciato. Qualcuno ti definiva "il nostro angelo". E non era lontano dal vero. Da dove adesso sei, vedi di metterci una parolina buona. Uno buono e semplice come te, a cui tutti volevamo bene, certo può farlo. Grazie.» Un personaggio del paese Nicola era conosciuto da tutti, da generazioni. Lo ricorda con affetto anche chi lo aveva visto negli anni più vivaci della sua giovinezza. Un episodio raccontato da Chiara restituisce la sua spontaneità: “Tanti anni fa andava con Fabiano Fattorini sulla macchinina con l’altoparlante a pubblicizzare le serate. Un giorno chiese di poter fare lui l’annuncio. Fabiano acconsentì. Così, tutto orgoglioso: ‘Signore e signori, venite stasera al Maeba… al Maeba tutti IGNUDIIIII!’”. Un ricordo che ha fatto sorridere molti, perché Nicola era così: gentile, spontaneo, mai eccessivo, capace di strappare una risata senza volerlo davvero. Una comunità che si riconosce nel suo saluto I commenti arrivati in queste ore raccontano un affetto diffuso e sincero. “Le tue passeggiate ma,ncheranno a tanti”, scrive Maria Luisa Tuzzi. “Il tuo saluto era un sentirsi a casa”, aggiunge Silvana Falso. “Mi mancheranno le tue battute, mai fuori luogo”, ricorda invece Adriana Pagliai. “Lo conoscevo da quando ero bambina, tutti lo conoscevano”, dice Barbara Bizzarri. Molti rivolgono un pensiero alla famiglia, alla mamma Carla e alla sorella Susanna, abbracciate virtualmente da decine di messaggi. Un vuoto che si sentirà Nicola non aveva nemici, dicono in tanti. Salutava tutti, indistintamente. Aveva un affetto particolare per i ragazzi della Croce Rossa, come ricorda Leila Ancillotti, e un modo tutto suo di far sentire la propria presenza senza mai essere invadente. “Chissà chi ce li farà adesso quei saluti scandendo bene il tuo nome”, scrive qualcuno. Una frase che racchiude il senso di questa perdita: Nicola era parte del ritmo del paese, un volto che non si dimenticava, una voce che si riconosceva da lontano. Un ultimo saluto San Marcello lo saluta così: con affetto, con un sorriso, con la nostalgia di un gesto semplice che non tornerà più. “Buon viaggio Nicola — scrivono in molti — ci mancherai”.

  • montale. ATTESA PER IL CONSIGLIO COMUNALE STRAORDINARIO DEL 13 AGOSTO: COMITATI E CITTADINI PRONTI A RIEMPIRE LA SMILEA

    In aula approdano le mozioni sul futuro dell’inceneritore e sul voto espresso dal Sindaco in ATO Toscana Centro. I comitati chiamano alla mobilitazione: “Partecipazione decisiva, presentiamoci in massa”. Prevista una presenza numerosa, molti indosseranno magliette stampate per rendere visibile la protesta. MONTALE. Giovedì 13 agosto, alle ore 21, nella sala consiliare Vincenzo Nardi di Villa Smilea, il Consiglio comunale di Montale affronterà uno dei passaggi più delicati degli ultimi anni: le mozioni sul futuro dell’inceneritore di via Tobagi e sul voto espresso dal Sindaco nell’assemblea dell’ATO Toscana Centro. La convocazione, ufficializzata dal Presidente del Consiglio Tiziano Pierucci, arriva in un clima di forte tensione politica e civica. Da un lato, la mozione del gruppo Noi per Montale chiede l’indizione di un referendum consultivo sul destino dell’impianto e sull’ipotesi di un nuovo termovalorizzatore da 100.000 tonnellate/anno. Dall’altro, la mozione del gruppo Montale Rinasce contesta apertamente il voto favorevole del Sindaco allo “scenario gestionale ottimizzato” dell’ATO, che prevede la dismissione dell’impianto attuale entro il 2029 e la costruzione di una nuova struttura con capacità doppia rispetto a quella attuale. Le mozioni: partecipazione, trasparenza e contrarietà al nuovo impianto Dai documenti ufficiali emergono posizioni nette. La mozione referendaria sottolinea che: “Una scelta d’impatto così rilevante condizionerà l’assetto del Comune per decenni” e chiede che siano i cittadini a esprimersi, con quesiti chiari, sulla prosecuzione delle attività di incenerimento e sulla costruzione del nuovo impianto. La mozione di Montale Rinasce è ancora più esplicita: “Il Consiglio comunale esprime la propria ferma contrarietà ad ogni ipotesi di raddoppio dell’impianto” e critica duramente il Sindaco per aver votato senza coinvolgere l’assemblea consiliare. Entrambe le mozioni richiamano inoltre la necessità di un percorso partecipativo reale, non limitato alla fase delle osservazioni successive all’adozione del piano. L’appello dei comitati: “Convergere tutte e tutti alla Smilea” Parallelamente alla convocazione ufficiale, i comitati e i gruppi civici hanno lanciato un appello alla partecipazione che sta circolando rapidamente sui social e nelle chat locali. “Convergere tutte e tutti alla Smilea giovedì 13 alle 21. Facciamo sentire la nostra voce: dismissione dell’inceneritore e bonifica delle matrici ambientali”, si legge in uno dei messaggi più condivisi. C’è chi sottolinea che la data, in pieno periodo di ferie, “lo hanno fatto apposta”, e invita a non cedere: “Dobbiamo invitare amici, parenti, più persone possibile. Una forte partecipazione può davvero cambiare le cose”. Altri ricordano che referendum e percorsi partecipativi, da soli, “potrebbero risultare un’arma spuntata” senza un coinvolgimento massiccio della cittadinanza. Magliette stampate e presenza compatta: la protesta si organizza Secondo quanto riferito dai comitati, molti cittadini si presenteranno al Consiglio con magliette stampate, simbolo visibile della mobilitazione contro il nuovo impianto e della richiesta di trasparenza nelle decisioni. L’obiettivo dichiarato è chiaro: riempire la sala consiliare e mostrare, anche visivamente, che la comunità vuole essere parte attiva del processo decisionale. Una seduta che può segnare un punto di svolta Il Consiglio del 13 agosto non sarà risolutivo sul piano tecnico — le decisioni finali spettano all’ATO Toscana Centro e alla Regione — ma rappresenta un passaggio politico cruciale. Le mozioni, il dibattito e la presenza dei cittadini contribuiranno a definire la posizione ufficiale del Comune di Montale in una fase in cui le scelte sul ciclo dei rifiuti avranno effetti per i prossimi decenni.

  • poggio. «SULLA VIABILITA' BASTA SCARICARE RESPONSABILITA' SUI CITTADINI»

    FdI Poggio a Caiano: «I 133 mila euro vanno spiegati» POGGIO A CAIANO. Continuano ad arrivare da Poggio Insieme comunicati che, a nostro avviso, cercano di spostare l'attenzione dal punto centrale della vicenda: le scelte sulla viabilità hanno conseguenze concrete e costi che ricadono sui cittadini di Poggio a Caiano. Il dato che contestiamo è chiaro: si parla di circa 133 mila euro di maggiori costi che la comunità poggese sarebbe chiamata a sostenere. Prima di attribuire responsabilità all'attuale amministrazione, sarebbe quindi opportuno ricostruire con precisione chi ha assunto le decisioni, quando lo ha fatto e sulla base di quali dati e valutazioni tecniche. La questione riguarda in particolare il senso unico introdotto su un tratto di circa 100 metri di via Vittorio Emanuele, strada regionale. Una scelta che, secondo la ricostruzione che abbiamo più volte evidenziato, è stata impostata prima dell'insediamento del sindaco Palandri e in assenza, a nostro giudizio, di elementi definitivi sull'effettivo impatto dell'inquinamento atmosferico che avrebbero dovuto essere alla base di una decisione tanto rilevante. Non si può quindi pretendere oggi di riscrivere la storia amministrativa e politica di quella scelta. È inoltre necessario ricordare il ruolo avuto dalla Provincia di Prato e dalla Regione Toscana nel percorso che ha portato avanti questa soluzione viaria. Non siamo davanti a una decisione calata dall'alto da un tribunale: siamo davanti a scelte amministrative e politiche che devono essere assunte e rivendicate da chi le ha sostenute. E c'è un altro elemento che riteniamo particolarmente significativo: perché non è stata valutata con la stessa determinazione una corsia preferenziale destinata al trasporto pubblico, ai taxi e ai mezzi di soccorso? Una soluzione di questo tipo avrebbe potuto garantire un servizio concreto ai cittadini, migliorare i collegamenti e, soprattutto, evitare di trasformare una modifica della viabilità in un problema scaricato sull'intera comunità. Perché la conseguenza più evidente di una scelta di questo genere è lo spostamento del traffico dalla strada regionale alle strade comunali. Via Cioppi, via Maccanti e via Garibaldi rischiano di sopportare un carico di traffico maggiore, con inevitabili conseguenze sulla manutenzione delle carreggiate, sulla circolazione, sull'inquinamento e sulla qualità della vita dei residenti. È difficile sostenere che questa sia una soluzione priva di costi. E quei costi non riguardano soltanto una voce di bilancio: riguardano i cittadini che pagano le manutenzioni, i residenti che vivono lungo le strade interessate e tutti coloro che ogni giorno devono attraversare Poggio a Caiano. Per questo riteniamo che il confronto debba tornare sui fatti, sui documenti e sulle responsabilità di chi ha assunto le decisioni. Non accettiamo che oggi si cerchi di attribuire all'amministrazione Palandri responsabilità per scelte impostate prima del suo insediamento. Se esistono documenti, studi, deliberazioni e dati che dimostrano il contrario, vengano resi pubblici e discussi nel merito. Poggio a Caiano non ha bisogno di polemiche costruite per alimentare lo scontro politico. Ha bisogno di sapere quanto costano realmente queste scelte, chi le ha volute, quali alternative sono state valutate e quali risultati concreti stanno producendo. Su questo FdI Poggio a Caiano continuerà a chiedere chiarezza. Perché quando una scelta sulla viabilità produce costi per la collettività, la politica deve assumersi la responsabilità delle proprie decisioni e non cercare di scaricarla su chi è arrivato dopo. [fdi poggio a caiano]

  • poggio. BILANCIO COMUNALE, LA CORTE DEI CONTI BOCCIA LA CONTABILITA' "CREA VA" DI PALANDRI.

    Ora manovra corre va da quasi un milione di euro Dal 2024, rilevate gravi irregolarità nella gestione contabile del Comune: il risultato di amministrazione peggiora di oltre 516mila euro e la correzione complessiva sfiora gli 830mila euro.. Poggio Insieme: “Ora la giunta si assuma le proprie responsabilità” POGGIO A CAIANO. Entrate da mutuo contate due volte che hanno “migliorato” finanziariamente il risultato di bilancio, le “irregolarità contabili” sulla gestione del Fondo anticipazione di liquidità usato anche per pagare i conti della parte corrente, il conseguente “illegittimo aumento” della capacità di spesa di oltre 240mila euro, la sottostima delle quote accantonate e vincolate, la gestione della cassa vincolata che neanche il Comune stesso riesce a ricostruire in consistenza e movimentazione, la mancanza di precisione sulle risorse per i servizi sociali. È lungo l'elenco di irregolarità riscontrate dalla Corte dei Conti nel bilancio 2024 del Comune di Poggio a Caiano, nel passare a setaccio i rendiconti 2022, 2023 e appunto 2024. Ventuno pagine di “ rate d'orecchio” dei giudici contabili di fronte a errori, a “distrazioni” e a violazioni dei principi di armonizzazione contabile e dei vincoli costituzionali. “Una vera e propria “operazione verità” sui conti e sulle casse del Comune che non ammette replica, tanto è chiara in termini di intenzioni e di responsabilità - chiosa il gruppo d'opposizione Poggio Insieme -. Ci sono gravi carenze che vanno ben oltre i semplici "errori materiali". Il comportamento del Comune ha prodotto una rappresentazione distorta degli equilibri di bilancio, portando a una sottostima massiccia del disavanzo reale”. La contabilità “fantasiosa” della giunta Palandri avrà, infatti, un costo altissimo da pagare. La Corte dei Conti , difatti , ha imposto una manovra correttiva da oltre 800mila euro. La correzione degli errori porta il risultato amministrativo effettivo da un disavanzo di 71.694,80 euro ad un disavanzo di 587.719,37 euro, con un peggioramento di 516.024,57 euro. Il disavanzo totale, includendo l'espansione illegittima della spesa da recuperare, ammonta a ben 829.399,37 euro. Naturalmente, gli errori e le libere interpretazioni dei principi contabili vanno corrette se presenti anche sul 2025 (uno dei due mutui contati due volte era stato inserito anche in questa annualità) e sul 2026, così da non dover replicare dolorosi interventi correttivi. “Già – afferma Poggio Insieme” -, perché a pagare “certe libertà” saranno i cittadini che dovranno rinunciare a quasi un milione di euro di risorse che sarebbero potute andare in servizi e opere”. In questi giorni, la maggioranza di centrodestra è impegnata nello scaricare le colpe sulla precedente amministrazione, ma basta dare una lettura al documento della Corte dei Conti per capire che Palandri e i suoi si stanno arrampicando sugli specchi. L'unico punto che rimanda in parte al passato riguarda la contabilizzazione dei rimborsi del Fondo anticipazione liquidità, su cui tra l'altro viene sollevata una questione di legittimità costituzionale. Per il resto, è tutta farina del sacco della giunta Palandri. “È ora – conclude Poggio Insieme - che la giunta si assuma le proprie responsabilità anziché cercare alibi sulle amministrazioni passate”. Gruppo Consiliare “Poggio, Insieme! – Centrosinistra”

  • PISTOIA PERDE FRANCESCO GELLI, MAESTRO DELLA GASTRONOMIA CITTADINA E VOLTO STORICO DELLA SUA ROSTICCERIA

    Dalla bottega in via dell’Anguillara al celebre locale di Corso Gramsci, una vita dedicata alla cucina e alla comunità. Centinaia di messaggi ricordano professionalità, gentilezza e un pezzo di storia pistoiese che se ne va. PISTOIA. La città di Pistoia saluta con commozione Francesco Gelli, figura simbolo della sua tradizione gastronomica e anima della storica rosticceria di Corso Gramsci. La notizia della sua scomparsa avvenuta nella mattinata di domenica 9 agosto ha generato un’ondata di affetto: il post pubblicato dalla famiglia – “Questa mattina ci ha lasciato Francesco, buon viaggio babbo…” – ha raccolto in poche ore centinaia di messaggi di cordoglio, testimonianza di un legame profondo e radicato. La Rosticceria Gelli è stata per decenni un punto di riferimento: gastronomia, tavola calda, luogo ideale per la merenda e per rinfrancare lo stomaco. Generazioni di pistoiesi sono cresciute con le sue focacce calde, la mortadella “che ci sta tanto bene”, i bocconcini di pasta fritta leggeri come piume, la pizza lievitata come si deve, con il pomodoro buono e la mozzarella filante. Una cucina che non ha mai tradito la sua serietà: ingredienti scelti con cura, lavorazioni familiari, rispetto assoluto delle ricette. Se un piatto richiede il soffritto, lo si fa, era il suo principio. La storia professionale di Francesco è quella di un uomo che si è fatto da sé, mosso dalla passione più che dalla tradizione familiare. Garzone di bottega, esperto di formaggi, perfino barista, fino all’estate del 1959 quando, da giugno a settembre, gestì l’Alimentari di David a Sanmommè, allora vivace località di villeggiatura. Al termine della stagione tornò a Pistoia e aprì la sua prima bottega in via dell’Anguillara, stretta e lunga, nel cuore della città: un bancone con formaggi, salumi, salse fresche, cioccolata da tagliare a fette e tutto ciò che serviva per cucinare. Con l’arrivo dei figli nacque il desiderio di crescere. Francesco acquisì il locale accanto, affacciato su Corso Gramsci, dando vita alla rosticceria che sarebbe diventata un’istituzione cittadina. Oggi la rosticceria è una realtà familiare: Francesco era affiancato da sua moglie, i tre figli e le persone che hanno scelto di lavorare con lui. In cucina Franco, figlio sperimentatore e curioso, affiancato da Ida, preziosa suggeritrice di ricette. La comunità pistoiese, colpita dalla sua scomparsa, ha voluto ricordarlo con parole semplici e sincere. Ma sono i ricordi personali a delineare il ritratto più autentico. Molti sottolineano la sua professionalità e il ruolo centrale nella tradizione gastronomica cittadina: “Il numero uno della gentilezza e professionalità” scrive Franco Di Pietro; “Icona per la città di Pistoia” lo definisce Gianluca Romiti; “Un maestro per tutti nel settore gastronomico” ricorda Pierfrancesco Mazzetti. Non mancano le testimonianze di vita quotidiana: “Si va da Francesco e si decide lì!” racconta Gianluca Zoppi; “Ero piccola quando mia mamma mi portava da Francesco…” ricorda Tiziana Bovani. E in molti, come Massimo Chirimischi, sottolineano che con la sua scomparsa “se ne va un altro pezzo di storia pistoiese”. L’ultimo saluto di Valter Fusario racchiude il sentimento comune: “Bella persona, sempre gentile e molto professionale. Ciao Francesco, riposa in pace.” Pistoia perde così non solo un ristoratore, ma un custode di sapori, tradizioni e umanità. Un uomo che ha trasformato una bottega in un luogo di memoria collettiva, dove il cibo era cura, accoglienza e identità. L’eredità di Francesco Gelli continuerà a vivere nei suoi piatti, nei suoi insegnamenti e nei ricordi di chi, almeno una volta, si è seduto al suo bancone.

  • E' MORTO DANIELE MUNGAI, NOTO RISTORATORE AGLIANESE

    Scomparso improvvisamente a 59 anni il titolare di “Amici per la Gola”. Era conosciuto anche come il “gommaio”. Il ricordo degli amici: “La sua esuberanza era contagiosa, sapeva mettere di buon umore chiunque” Daniele Mungai AGLIANA. A poche ore dalla scomparsa del dottor Nicola Mangoni, Agliana è di nuovo colpita da un dolore improvviso: è morto Daniele Mungai, 59 anni, titolare del ristorante-pizzeria Amici per la Gola in via Livorno. Una notizia che ha lasciato attoniti amici, clienti e conoscenti, molti dei quali lo avevano visto poche ore prima, come ricorda il segretario comunale del Pd, Andrea Acciai: «Non ci posso credere. L’ho visto stamattina, come tante altre mattine, sempre con il sorriso sulle labbra. Una grave perdita per tutta la comunità aglianese. Che la terra ti sia lieve, Daniele.» Un uomo conosciuto e amato Daniele era noto non solo per la sua attività nel mondo della ristorazione, ma anche per il soprannome che lo aveva accompagnato negli anni: il “gommaio”, un mestiere che aveva affiancato al padre e che lo aveva reso una figura familiare in paese. Negli ultimi anni si era dedicato con passione alla sua pizzeria, diventata un punto di riferimento per molti. Le sue pizze, raccontano i clienti, erano tra le più apprezzate della Piana. Il ricordo di chi gli voleva bene Tra i messaggi più intensi, quello dell’amico Gabriele Nizzoli, che ne traccia un ritratto affettuoso e vivido: «È un fatto che mi lascia allibito. Daniele era una persona schietta, sincera, a tratti sopra le righe, ma nel senso più buono del termine. La sua esuberanza era contagiosa e sapeva metterti di buon umore, sempre.». «I suoi eccessi erano bonari: i ricordi alla guida di una moto, una barzelletta raccontata con scioltezza, le ore sudate al forno a sfornare pizze tra le più buone della Piana. I suoi sorrisi erano dispensati a tutti, ma per ognuno in modo diverso.». «Erano le fatiche di una vita dura, che lui sapeva sostenere come una piuma. Mi mancherà la tua insostenibile leggerezza. Buon viaggio, Daniele.» Parole che restituiscono l’immagine di un uomo genuino, capace di portare leggerezza e buonumore anche nei momenti più difficili. Una comunità in lutto La morte improvvisa di Daniele Mungai lascia un vuoto profondo in una comunità che lo ha visto crescere, lavorare, reinventarsi e sorridere ogni giorno. Il suo ricordo resterà nelle storie, nelle risate condivise, nelle pizze sfornate con passione e in quella presenza solare che molti descrivono come “insostituibile”.

  • lutto. È MORTO EMILIANO CECCHINI, PADRE E PROFESSIONISTA STIMATO

    Lottava da tempo contro un tumore. Lascia la moglie Ana e i figli Elio e Anita. La moglie: “Perdere un marito speciale significa perdere una parte di sé”. È esposto alle Cappelle della Croce Verde di Pistoia Nella foto: Emiliano Cecchini PISTOIA. È morto Emiliano Cecchini, padre, marito e professionista molto conosciuto nel settore calzaturiero della Valdinievole. Da tempo combatteva contro un tumore, affrontato con una forza e una dignità che chi gli è stato vicino non dimenticherà. Aveva due figli, Elio e Anita, e una moglie, Ana, che oggi ne custodisce il ricordo con parole di amore e dolore profondo. Una vita dedicata alla famiglia e al lavoro Cecchini era un uomo riservato, gentile, dotato di uno spirito buono e di una naturale capacità di far sentire gli altri accolti. Professionista stimato, lavorava da oltre quindici anni come disegnatore CAD nel settore delle calzature femminili presso O. & C. Calzature di Monsummano, occupandosi dello sviluppo di prototipi e produzione, oltre al taglio dei pezzi con pantografo. Nel corso della sua carriera aveva collaborato con marchi di prestigio internazionale: Burberry, Miu Miu, Prada, Lanvin, Heschung. Prima ancora aveva lavorato per Infogroup, nel settore dell’assistenza POS, ATM e carte di pagamento. Un percorso professionale solido, costruito con competenza e dedizione, ma sempre vissuto con la discrezione che lo contraddistingueva. Il ricordo della moglie Ana Le parole della moglie Ana restituiscono la profondità del legame che li univa: “Perdere un marito speciale significa perdere una parte di sé, una presenza che ha accompagnato la vita, i sogni, le difficoltà e i momenti più belli. Non esistono parole capaci di colmare il vuoto che lasci. Ci sono soltanto ricordi, gesti, sorrisi e momenti vissuti insieme che continueranno ad abitare il cuore.” “La tua assenza fa male ogni giorno, ma il tuo amore rimarrà per sempre dentro di me. Mi mancheranno la tua voce, il tuo sorriso, la tua presenza accanto a me. La morte può portare via una persona, ma non può cancellare l’amore che ha lasciato.” Un messaggio che racconta la grandezza di un uomo che, nella sua quotidianità, ha saputo essere un compagno di vita prezioso, una parte indimenticabile dell’anima di chi lo ha amato. L’ ultimo saluto Per chi desidera rivolgere a Emiliano un ultimo saluto, la famiglia informa che è esposto presso le Cappelle della Croce Verde, in zona Sant’Agostino a Pistoia. Chiunque lo abbia conosciuto e voglia rendergli omaggio può recarsi a salutarlo. La comunità si stringe attorno alla moglie Ana, ai figli Elio e Anita e ai familiari (anche il padre Floriano è molto conosciuto a Pistoia, ndr), custodendo il ricordo di un uomo buono, gentile e profondamente amato.

  • È MORTO PAOLO CERRETINI, IL CUSTODE DELLA MEMORIA VISIVA DI PISTOIA E PROVINCIA

    Il creatore dei gruppi “La nostra Pistoia” e “La bella Pistoia di una volta” trovato senza vita nella sua abitazione. Aveva 48 anni. Una figura singolare e amatissima, che ha dedicato la vita a raccontare la città attraverso un archivio unico di cartoline e immagini storiche Alcune delle immagini e dei documenti raccolti PISTOIA. Pistoia piange Paolo Cerrettini, 48 anni, storico dell’arte, guida turistica e collezionista, noto per aver creato e animato i gruppi Facebook “La nostra Pistoia” e “La bella Pistoia di una volta”, tra le comunità digitali più numerose e attive dedicate alla città. Cerrettini è stato trovato senza vita nella sua abitazione: a dare l’allarme sono stati i vicini, insospettiti dal silenzio prolungato. Sul posto è intervenuta la Polizia Scientifica. Le prime ricostruzioni fanno pensare a un gesto di profonda disperazione. Una vita dedicata alla città Cerrettini era considerato da molti un custode della memoria urbana. La sua collezione – un archivio straordinario composto da circa un milione di cartoline, fotografie, libri e materiali d’epoca – rappresenta una delle raccolte private più vaste dedicate a Pistoia. Attraverso i suoi gruppi social, pubblicava quotidianamente immagini storiche: quartieri scomparsi, scorci demoliti negli anni ’30, infrastrutture industriali, frazioni montane, la Brana, l’Ombrone, la stazione nel dopoguerra, Porta Carratica, via IV Novembre, San Giorgio, Pacinotti, Sant’Agostino. Le sue pagine erano diventate un punto di riferimento per migliaia di cittadini, un luogo dove confrontare passato e presente, riflettere sul decoro urbano e sulle trasformazioni della città. I sigilli posti al cancello della abitazione di Cerretini Una figura singolare e amatissima Chi lo conosceva lo descrive come un uomo di sensibilità profonda, generoso, timido, capace di una tenerezza quasi infantile. Amava la pesca, aveva simpatie politiche di estrema destra, ma era considerato da amici e conoscenti “una delle persone più buone e simpatiche” della città. Non risparmiava critiche alle “classi dirigenti intelligenti”, come le chiamava con ironia, che riteneva responsabili del degrado urbano che denunciava da anni. Un archivio che merita un futuro Il suo immenso patrimonio di immagini, libri e documenti – raccolto in decenni di ricerca tra mercatini, antiquari, siti specializzati – non ha mai ricevuto una proposta ufficiale per diventare museo, archivio storico o collezione civica. La sua morte riapre una domanda che molti si erano già posti: come valorizzare e preservare questo tesoro di memoria collettiva? Un gesto concreto da parte delle istituzioni potrebbe trasformare il suo lavoro in un’eredità permanente per la città che ha amato senza riserve. Il ricordo Chi gli era vicino racconta momenti di quotidiana semplicità: una pizza offerta, una sfogliatella con spuma bionda al bar, e lui che si illuminava, uscendo per un attimo dalla sua depressione. Un uomo “fantozziano nel senso migliore”, capace di far sorridere con la sua comicità spontanea, con il suo modo di raccontare le giornate passate “a cavedani nella Brana”. Pistoia perde così una delle sue figure più singolari e autentiche: un cittadino che ha trasformato la nostalgia in cultura, la memoria in impegno civile, la solitudine in un dono collettivo.

  • "UN VUOTO ENORME": IL COMMOVENTE OMAGGIO DI PRUNETTA PER LA SCOMPARSA DEL 24ENNE MAURO DUCCESCHI

    All'indomani dei funerali del giovane, stroncato nei giorni scorsi da un improvviso malore, la Pro Loco e l'intera comunità si stringono attorno alla famiglia con un ricordo pieno di affetto. SAN MARCELLO PITEGLIO. Una comunità affranta si stringe nel dolore per la perdita di uno dei suoi giovani figli. All'indomani delle esequie di Mauro Ducceschi, il 24enne scomparso improvvisamente a causa di un malore, la Pro Loco di Prunetta ha voluto rendergli omaggio con un pubblico e commosso messaggio di cordoglio, a nome di tutto il paese. Mauro era un volto noto e benvoluto tra le strade di Prunetta, dove era cresciuto lasciando un'impronta profonda con la sua semplicità. «Ci sono persone che entrano a far parte della vita di un paese quasi in punta di piedi, semplicemente con il loro modo di essere. Mauro era una di queste», si legge nel ricordo condiviso dall'associazione. Un ragazzo descritto da tutti come buono, gentile e generoso, capace di affrontare con forza anche i momenti più complessi che la vita gli aveva riservato, senza mai smarrire la propria bontà né quel sorriso sincero che ne caratterizzava ogni saluto. La sua scomparsa lascia un segno profondo nel tessuto sociale del paese. Davanti a una tragedia così grande, la comunità ha voluto far sentire la propria vicinanza ai familiari: «Oggi Prunetta sente un vuoto enorme. È difficile trovare le parole, ma una cosa vogliamo dirla con certezza: Mauro era profondamente amato. Ci stringiamo con tutto il nostro affetto a Michela e alla sua famiglia, nella speranza che possano sentire intorno a loro l’abbraccio di un’intera comunità». Il ricordo di Mauro, garantisce la Pro Loco, continuerà a vivere nei vicoli e nelle memorie dei suoi paesani: «Il tuo sorriso, la tua gentilezza e il tuo immancabile saluto resteranno con noi».

  • serravalle. A CANTAGRILLO E' OPERATIVO IL NUOVO DISTACCAMENTO VAB: VOLONTARI IN PRIMA LINEA CONTRO INCENDI E EMERGENZE

    La sede di via del Redolone è pienamente attiva. Squadre AIB reperibili in 20 minuti nei feriali e pattugliamenti nei festivi. Appello ai cittadini: “Unisciti a noi, il territorio ha bisogno di volontari”. SERRAVALLE PISTOIESE — Il distaccamento VAB di Cantagrillo, in via del Redolone, è ufficialmente operativo. A comunicarlo è il coordinatore Leonardo Bolognesi, che sottolinea come, anche nel periodo di presidio ridotto, l’associazione abbia continuato a garantire la presenza di personale e mezzi grazie alla sezione madre di Pistoia. Ora la sede di Cantagrillo sta vivendo una fase di rilancio: “Stiamo lavorando per rendere il nostro piccolo distaccamento ancora più confortevole e accogliente per i volontari”, spiega Bolognesi. Un impegno che va di pari passo con la costante copertura dei servizi di Antincendio Boschivo (AIB) e Protezione Civile, fondamentali in un territorio esposto al rischio incendi, soprattutto nei mesi estivi. Servizi attivi sul territorio La VAB ricorda che il distaccamento garantisce una presenza strutturata: Giorni feriali: squadra AIB reperibile in 20 minuti. Giorni festivi: pattugliamento AIB dalle 14:30 alle 19:30. Un presidio rapido e organizzato, pensato per intervenire con tempestività in caso di emergenze. Divieto assoluto di abbruciamento L’associazione ribadisce inoltre un avviso importante: è in vigore il divieto totale di abbruciamento di qualsiasi genere, fatta eccezione per la cottura di cibi in aree attrezzate e sicure. Una misura essenziale per prevenire incendi che, con le alte temperature, possono propagarsi con estrema facilità. Per segnalazioni o emergenze: SOUP Toscana: 800.425.425 (attivo 24/7) Numero unico di emergenza: 112 L’appello: “Abbiamo bisogno di nuovi volontari” La VAB lancia un messaggio chiaro alla cittadinanza: “Vuoi fare la differenza per il tuo territorio? Unisciti alla squadra”. L’associazione cerca nuovi volontari da formare e inserire nei servizi AIB e Protezione Civile. Dove trovarli: Sede di Pistoia: via Dino Buzzati, Sant’Agostino (presso i Cantieri Comunali) Distaccamento di Serravalle P.se: via del Redolone, Cantagrillo Contatti: Tel. fisso: 0573 1960506 Cellulare: 348 3967805 Il coordinatore Bolognesi conclude con un invito che è anche un ringraziamento: “La VAB vive grazie ai volontari. Chi sceglie di unirsi a noi contribuisce a proteggere la comunità. Ti aspettiamo”.

  • quarrata. LA MEMORIA DELLA RESISTENZA NELLE MANI DEI GIOVANI, SI INAUGURA IL MONUMENTO AI PATRIOTI CECCO E LOMBARDO

    Domenica 23 agosto la cerimonia nel piazzale di fronte al cimitero di Campiglio. L’opera, progettata dagli studenti del Liceo Petrocchi, ricorda i due antifascisti fucilati nel 1944 QUARRATA — Domenica 23 agosto 2026, alle 17:30, il piazzale del cimitero di Campiglio ospiterà l’inaugurazione del nuovo monumento dedicato ai patrioti antifascisti Gino Cecco e Domenico Lombardo, uccisi dai nazi-fascisti il 24 agosto 1944. Un gesto di memoria civile che nasce dalla creatività degli studenti della IV G del Liceo Artistico “P. Petrocchi”, sede di Quarrata, coinvolti nel concorso promosso da ANPI Quarrata con il patrocinio della Regione Toscana e del Comune di Quarrata. A vincere il concorso è stata Agnese Costantini, autrice di un progetto che ha colpito per forza simbolica e capacità narrativa. “Dal suo progetto nascerà il cippo commemorativo che verrà installato al cimitero di Campiglio, esattamente nel punto in cui i due partigiani furono uccisi il 24 agosto 1944”, aveva dichiarato nei mesi scorsi il sindaco Gabriele Romiti. Costantini spiega così la sua idea artistica: “Il manufatto è composto da due triangoli spezzati al centro per rappresentare il dualismo dei due partigiani. La frattura rappresenta la morte che li ha divisi ma anche la lotta nel perseguire gli ideali che li ha uniti, una sorta di linea tra vita, morte e perseguimento dei propri ideali”. Un linguaggio visivo semplice e potente, capace di trasformare la memoria storica in un segno permanente. Una storia da riportare alla luce Il monumento nasce dal desiderio di restituire visibilità a un episodio poco noto ma profondamente significativo della storia locale. Il 24 agosto 1944, in via Corbellicce — allora nel territorio di Tizzana — Cecco, modenese, e Lombardo, palermitano, furono fucilati dai tedeschi durante la ritirata verso la Linea Gotica. La ricostruzione del ricercatore Marco Conti, realizzata per l’Atlante delle stragi naziste e fasciste, racconta di tre prigionieri rastrellati e rinchiusi in un fabbricato agricolo: uno riuscì a fuggire, mentre Cecco e Lombardo vennero condotti sulla strada e uccisi senza processo. Prima di morire, i due giovani scrissero una lettera alle famiglie, ultimo gesto di coraggio e testimonianza della loro appartenenza alla Resistenza. I corpi furono sepolti sul posto e riesumati nei primi giorni di settembre dagli abitanti di Campiglio, che li trasferirono nel cimitero parrocchiale. Nel dopoguerra le salme tornarono alle famiglie: quella di Cecco nel 1945, quella di Lombardo nel 1946. Il ruolo dei giovani e della scuola Il concorso “Io non ho paura” ha coinvolto gli studenti della 4G del Liceo Petrocchi in un percorso di ricerca storica e progettazione artistica. I lavori sono stati esposti alla Civetta nel fine settimana del 25 aprile, in occasione delle celebrazioni della Liberazione. “Grazie ad ANPI Quarrata. Abbiamo patrocinato l’iniziativa insieme alla Regione Toscana e contribuiremo alla realizzazione del cippo a Campiglio — ha concluso il sindaco Romiti —. Brava Agnese e bravi tutti i partecipanti. La vostra creatività diventa un segno permanente per tramandare la storia della Resistenza”.

  • quarrata. IL COMUNE AFFIDA ALLA MISERICORDIA IL SERVIZIO DI ASSISTENZA SANITARIA PER IL "SETTEMBRE 2026"

    Ambulanze, volontari e medici garantiranno la sicurezza durante gli eventi di agosto e settembre. L’appalto, del valore di 6.960 euro, è stato aggiudicato tramite affidamento diretto. QUARRATA. Il Comune di Quarrata ha ufficializzato l’affidamento del servizio di assistenza sanitaria per gli eventi del Settembre Quarratino 2026, una delle manifestazioni più attese del territorio. Con la determinazione n. 865 del 29 luglio 2026, il Servizio Lavori Pubblici e Patrimonio ha disposto l’aggiudicazione alla Confraternita Misericordia di Quarrata ODV, realtà storicamente impegnata nel soccorso e nel volontariato locale. Il provvedimento, firmato dal Responsabile del Servizio Francesco Tronci, stabilisce che la Misericordia garantirà la presenza di ambulanze di tipo A dotate di DAE, squadre di volontari abilitati e, per gli eventi più rilevanti, anche un medico a bordo. Come riportato nel documento: “posizionamento di n. 1 ambulanza di tipo A […] completa di squadra di minimo due volontari […] e medico a bordo, per tutti gli eventi previsti in piazza Risorgimento, dal 28 Agosto al 7 settembre 2026” . Il servizio coprirà le principali serate in piazza Risorgimento, la tradizionale Fiera del Bestiame del 1° settembre e lo spettacolo pirotecnico allo stadio “F. Raciti”. L’importo complessivo dell’affidamento è pari a 6.960 euro, esente IVA ai sensi dell’art. 10 del DPR 633/1972, con copertura sui capitoli di bilancio dedicati alle manifestazioni e allo sviluppo economico. La procedura è stata gestita tramite la piattaforma regionale START, con invito diretto alla Misericordia, operatore ritenuto idoneo e dotato delle necessarie qualificazioni. L’offerta presentata ha confermato l’importo posto a base d’appalto, giudicato congruo e in linea con le spese delle precedenti edizioni. Con questa aggiudicazione, l’Amministrazione comunale assicura un presidio sanitario qualificato e costante, elemento fondamentale per garantire la sicurezza dei cittadini e dei visitatori che parteciperanno agli eventi del Settembre Quarratino 2026.

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