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  • PRATO CITTÀ DEL NATALE? LA PROPOSTA TORNA IN CONSIGLIO

    Rossella Risaliti (Lista Civica Bongiorno–Futuro Nazionale) rilancia l’idea: “Portiamo il Natale a Prato, non costringiamo le famiglie a emigrare nelle città vicine” PRATO. Scrive Rossella Risaliti, consigliera comunale della lista civica Bongiorno–Futuro Nazionale, con un’ironia che fotografa perfettamente il momento: “Sabato è Ferragosto, ci sono 40 gradi all’ombra e c’è chi brama temperature sotto lo zero”. Eppure, proprio mentre la città affronta la settimana più calda dell’anno, il tema del Natale torna al centro del dibattito politico. Negli ultimi giorni, durante i “Giovedì del centro”, una serata a tema natalizio ha riacceso l’attenzione su un’idea che Risaliti porta avanti da tempo: trasformare Prato in una vera e propria Città del Natale. Un progetto che non nasce oggi. Due anni fa, ricorda la consigliera, fu protocollata una mozione analoga — allora sotto la lista civica Cenni — pubblicata sui quotidiani locali il 6 gennaio, unico giorno in cui Piazza del Duomo si riempie per l’Epifania. Oggi quella mozione torna sul tavolo, ripresentata e ampliata. E le immagini dei documenti ufficiali del Comune di Prato lo confermano: la proposta è strutturata, articolata, e punta a un modello ispirato alle esperienze di successo di Empoli, Pistoia e Arezzo. Cosa prevede la mozione “Prato Città del Natale” Dai testi protocollati emergono tre linee guida principali: Illuminazioni natalizie artistiche nelle vie del centro storico, pensate per creare atmosfera e distribuire il flusso di visitatori anche nelle strade meno frequentate. Mercatini natalizi con prodotti tipici e artigianali, coinvolgendo commercianti locali e piccole realtà produttive del territorio. Eventi culturali e spettacoli — musica, teatro, danza — con particolare attenzione alle famiglie e ai bambini. A questo si aggiunge un elemento strategico: collaborazione tra pubblico e privato, con il coinvolgimento di attività commerciali, associazioni culturali e gruppi di volontariato. Un modello partecipato, che punta a trasformare il Natale in un’occasione di comunità e di rilancio economico. La mozione prevede inoltre un budget dedicato, da sostenere anche attraverso sponsorizzazioni e fondi europei o regionali, con attenzione alla sostenibilità e alla valorizzazione delle risorse locali. “Non solo Piazza del Duomo: il Natale può vivere in tutta la città” Risaliti chiarisce che il progetto non si limita alla piazza principale: “Non necessariamente da mettere in Piazza del Duomo, ma anche in altre piazze. Questo è solo un render”. L’idea è diffondere l’atmosfera natalizia in più quartieri, evitando concentrazioni e valorizzando spazi spesso poco utilizzati. La consigliera insiste su un punto: Prato non deve essere costretta a guardare altrove. “Siamo aperti a modifiche e collaborazioni per portare un po’ di Natale anche a Prato e non far emigrare le famiglie pratesi a vedere i mercatini nelle città limitrofe. Sappiamo che il Natale è uno dei periodi più redditizi per le attività locali, ma potremmo incentivare il flusso da altre città”. Un progetto che apre il dibattito La proposta, ora formalmente ripresentata, apre una discussione che coinvolge amministrazione, commercianti, associazioni e cittadini. In un momento in cui molte città puntano su eventi tematici per attrarre visitatori e sostenere l’economia locale, Prato potrebbe scegliere di fare un passo deciso in questa direzione. La domanda che Risaliti pone alla città è semplice e diretta: che ne pensate di una Prato Città del Natale? Un dibattito che, nonostante i 40 gradi, è appena iniziato.

  • INCENDIO IN VIA SAN JACOPO, CINQUE PERSONE IN OSPEDALE PER PRECAUZIONE

    Uno dei gatti salvato dai vigili del fuoco, l’altro fugge sui tetti PRATO. Un principio d’incendio ha creato attimi di forte apprensione questa mattina nel cuore del centro storico di Prato, in via San Jacopo, dove cinque persone sono state trasportate al pronto soccorso del Santo Stefano per una lieve intossicazione da fumo. Tutti sono stati soccorsi sul posto e trasferiti in ospedale solo per precauzione: le loro condizioni non destano preoccupazione. L’allarme è scattato intorno alle 10.15. Dalle prime ricostruzioni, il rogo sarebbe partito dal motore di un condizionatore installato nell’appartamento al primo piano di una palazzina. In pochi minuti il fumo ha invaso le stanze e si è riversato sulle facciate che affacciano su via San Jacopo, danneggiando pareti, infissi e persiane. La strada è stata immediatamente chiusa per consentire l’intervento dei vigili del fuoco, arrivati con l’autoscala. Sul posto anche diverse ambulanze, la polizia e la polizia municipale. Grazie alla rapidità dei soccorritori, il principio d’incendio è stato circoscritto prima che potesse estendersi all’intero appartamento o alle abitazioni vicine, evitando conseguenze ben più gravi. Foto di Giancarlo Auzzi (da facebook) Due gatti coinvolti: uno salvato, l’altro in fuga Nell’appartamento erano presenti anche due gatti. Uno è stato recuperato dai vigili del fuoco durante le operazioni di soccorso, mentre l’altro — spaventato dal fumo e dal trambusto — sarebbe riuscito a fuggire, probabilmente rifugiandosi sui tetti della zona. Sono in corso verifiche per rintracciarlo. Cinque persone lievemente intossicate Le cinque persone presenti nell’abitazione sono state assistite dai sanitari del 118 e trasferite al Santo Stefano. Per tutte si parla di una lieve intossicazione da fumo, senza complicazioni. Intervento rapido, danni contenuti Il tempestivo arrivo dei vigili del fuoco ha evitato che il rogo potesse trasformarsi in un incendio di ben altra portata. Restano i danni all’appartamento e la paura vissuta dai residenti, ma la situazione è tornata rapidamente sotto controllo.

  • quarrata. MESSA IN SICUREZZA DI BARBA-BOTTEGONE: DOPO ANNI DI ALLUVIONI ARRIVANO GLI INTERVENTI DECISIVI

    Il sindaco Gabriele Romiti: “Finalmente, più sicurezza per Quarrata e tutta la piana” Uno dei tanti sopralluoghi del sindaco Romiti in via Bottaia QUARRATA. Dopo anni di allagamenti, paura e richieste di intervento da parte dei cittadini, la zona di Barba–Bottegone vede finalmente concretizzarsi un piano strutturale di messa in sicurezza. La Giunta regionale ha approvato il secondo stralcio del Documento operativo per la difesa del suolo 2026 (DODS), che porta in provincia di Pistoia risorse per oltre 3 milioni e mezzo di euro, destinate a opere idrauliche attese da tempo. Due interventi strategici per fermare gli allagamenti Il Genio Civile della Regione, con il supporto del Consorzio di Bonifica 3 Medio Valdarno, realizzerà due opere fondamentali: Riassetto idraulico del reticolo minore del bacino dell’Ombrone Pistoiese in località Barba Investimento: 2 milioni e 215 mila euro Area interessata: Barba–Bottegone, tra Pistoia e Quarrata Obiettivo: ridurre il rischio di esondazioni che negli ultimi anni hanno colpito abitazioni, scantinati e attività. Riassetto del Fosso Ombroncello e nuova cassa di espansione a Quarrata Investimento: 1 milione e 315 mila euro Obiettivo: aumentare la capacità di laminazione delle acque in caso di piogge intense. La richiesta di interventi è stata portata avanti da anni anche da Legambiente Quarrata Si tratta di interventi che, messi insieme, cambiano radicalmente la prospettiva di sicurezza idraulica della piana. Quasi 40 milioni di litri d’acqua trattenuti in caso di emergenza Il sottosegretario alla Presidenza della Regione, Bernard Dika, ha espresso grande soddisfazione per l’approvazione del piano: “Finalmente Pistoia e tutta la Piana Pistoiese saranno più sicure. Dal primo giorno in cui sono stato eletto ho lavorato per trovare 3 milioni e 530 mila euro destinati a due importanti interventi di difesa idraulica. La cassa di espansione nella zona di Barba e Bottegone potrà contenere 16 milioni e mezzo di litri d’acqua, mentre quella in via Bassa di San Sebastiano ne raccoglierà 22 milioni e mezzo. Complessivamente, quasi 40 milioni di litri che potranno essere trattenuti evitando che si riversino sul territorio.” Dika ha ricordato che i lavori partiranno entro dodici mesi e si concluderanno circa un anno dopo l’avvio: “La sicurezza si costruisce prima delle emergenze, investendo sulla prevenzione.” Romiti: “Una risposta attesa da anni. Finalmente più sicurezza per Quarrata” Particolarmente soddisfatto il sindaco di Quarrata, Gabriele Romiti, che da tempo sollecitava un intervento strutturale per proteggere la città e le frazioni più esposte: «Dopo anni di impegni concreti e dialogo continuo con Regione Toscana, i cittadini e il Comune di Pistoia finalmente ecco la cassa d'espansione per via Brana, Quarrata e tutta la piana.» Romiti ha ricordato nel dettaglio le opere previste: Cassa di espansione in via Bottaia – capacità: 16 milioni di litri; Cassa di espansione in via Bassa di San Sebastiano – capacità: 22 milioni di litri «Finalmente- ha concluso - Quarrata e tutta la piana saranno più sicure.» Un cambio di passo per un territorio fragile Barba, Bottegone e le aree circostanti hanno vissuto negli ultimi anni episodi ricorrenti di alluvioni e allagamenti che hanno messo in difficoltà famiglie, attività e infrastrutture. Con questi interventi, la Regione Toscana avvia un percorso concreto di prevenzione che risponde alle richieste dei cittadini e degli amministratori locali. Un investimento che non solo riduce il rischio, ma restituisce fiducia a un territorio che da troppo tempo attendeva una soluzione strutturale.

  • MICHELA PIERATTINI, UNA VITA SPEZZATA A 52 ANNI NELL'INCIDENTE DI AGLIANA

    Originaria di Quarrata lavorava alle Poste Italiane dal 2023. Lascia il marito e un figlio Michela Pierattini (da facebook) QUARRATA-AGLIANA – È Michela Pierattini, 52 anni, la vittima del grave incidente stradale avvenuto questo pomeriggio ad Agliana. Una notizia che ha attraversato in poche ore Quarrata, Pistoia e l’intero ambiente lavorativo delle Poste Italiane, lasciando sgomento e incredulità. Pierattini, originaria di Quarrata ma residente da anni a Pistoia, lavorava alle Poste dall'aprile 2023. Le colleghe la ricordano come una donna scrupolosa, affidabile, sempre attenta ai dettagli, capace di portare nel lavoro una calma gentile che la contraddistingueva anche nella vita privata. Aveva frequentato l’istituto d’arte Petrocchi e, in passato, aveva dedicato tempo ed energie anche al volontariato nella Croce Rossa Italiana, a Quarrata. Una scelta che racconta molto del suo carattere: discreto, generoso, orientato agli altri. Sposata, madre di un figlio, Michela amava le piccole cose che riempiono le giornate di significato: la cura dei fiori, che coltivava con passione, e la compagnia del suo cagnolino Chicco, inseparabile compagno di casa e passeggiate. Ma anche la preparazione dei dolci. Negli ultimi mesi stava vivendo un periodo particolarmente sereno. Tra pochi giorni avrebbe dovuto trasferirsi in una nuova abitazione, un progetto che aveva preparato con entusiasmo e che rappresentava per lei un nuovo inizio. Un sogno che l’incidente di oggi ha improvvisamente e tragicamente interrotto, lasciando la famiglia in un dolore profondo e inatteso. Le colleghe, raggiunte dalla notizia durante la giornata lavorativa, parlano di un “colpo al cuore”. «Era una persona buona, precisa, sempre disponibile», raccontano. «Non riusciamo a crederci». La comunità di Quarrata e Pistoia si stringe ora attorno ai familiari, travolti da una perdita che lascia un vuoto difficile da colmare. La morte di Michela Pierattini non è solo il drammatico epilogo di un incidente: è la fine improvvisa di una vita piena di affetti, progetti, dedizione e gentilezza. Una vita che oggi in molti ricordano con commozione.

  • agliana. TRAGEDIA SULLA NUOVA PRATESE: MUORE UNA DIPENDENTE DELLE POSTE. INDAGINI IN CORSO SULLA DINAMICA DELLO SCONTRO

    La donna, 52 anni, è deceduta poco dopo l’arrivo al pronto soccorso del San Jacopo. Ancora ignote le generalità. Coinvolto anche un uomo di 57 anni, ferito lievemente. Viabilità in tilt per ore sulla SS719. Il Tirreno online AGLIANA — Un grave incidente avvenuto intorno alle 16.30 sulla strada statale 719 “Prato‑Pistoia” è costato la vita a una donna di 52 anni, dipendente delle Poste Italiane, le cui generalità non sono ancora state rese note. La vittima era alla guida di una utilitaria di servizio quando, per cause in corso di accertamento, si è verificato uno scontro con un altro veicolo all’altezza del km 17,100, in direzione del casello A1 di Prato Ovest. Secondo le prime ricostruzioni, non si esclude l’ipotesi di un malore improvviso per uno dei conducenti, ma la dinamica resta al vaglio della Polizia Municipale di Agliana. I soccorsi: condizioni subito critiche A prestare i primi soccorsi sono state le squadre della Misericordia di Agliana e della Pubblica Assistenza di Chiazzano, insieme all’automedica. Le condizioni della donna sono apparse da subito gravissime: trasportata d’urgenza al pronto soccorso del San Jacopo di Pistoia, è deceduta poco dopo l’arrivo. L’altro conducente, un uomo di 57 anni, ha riportato ferite lievi ed è stato trasferito in codice verde al San Jacopo per accertamenti. Traffico bloccato e interventi sul piano viabile Il violento impatto ha provocato rallentamenti e blocchi alla circolazione per diverse ore. Sul posto sono intervenuti i Vigili del Fuoco, la Polizia Municipale di Agliana e le squadre Anas, che hanno gestito la viabilità e avviato le operazioni di pulizia e messa in sicurezza del tratto stradale. La SS719, già nota per la sua pericolosità, è stata riaperta solo dopo il ripristino delle condizioni minime di sicurezza. Una comunità scossa La notizia della morte della dipendente delle Poste ha suscitato profonda commozione tra i colleghi e nella comunità locale. In attesa che vengano rese note le generalità, resta il dolore per una vita spezzata in pochi istanti su una delle arterie più trafficate della provincia.

  • SAN MARCELLO SALUTA NICOLA: IL PAESE SI STRINGE NEL RICORDO DI UNA PRESENZA GENTILE E INCONFONDIBILE

    La comunità piange la scomparsa di Nicola Taioli, un "ex ragazzo" di 63 anni, figura amatissima e riconoscibile per i suoi saluti personalizzati, le passeggiate quotidiane e la simpatia che lo aveva reso parte del paesaggio umano del paese. Decine i messaggi di affetto: “Ci conoscevi tutti per nome” L'immagine prodotta dalla AI racconta il quel gesto simbolico conosciuto da tanti residenti: il saluto discreto e affettuoso di Nicola SAN MARCELLO. A San Marcello il nome di Nicola Taioli era un piccolo rito quotidiano. Era un ex "ragazzo" (63 anni) molto noto in paese e molto benvenuto. Stava sempre a giro. Tutti lo chiamavamo, con affetto, con il suo nome di battesimo. Aveva, fin da bambino, una lieve disabilità intellettiva che lo rendeva diverso ma nello stesso tempo «speciale» rispettato e benvoluto. Lo racconta Chiara Marcacci, una delle prime a condividere il suo ricordo: “Passavi e salutavi, gironzolavi, ormai sapevo dove trovarti sulla tarda mattinata. ‘Chiaraaa’, e io ‘Ciao Nicola’. Eri sempre più al risparmio di parole, eppure la tua presenza, seppur silenziosa, mancherà tanto”. Un saluto che non era mai frettoloso, mai impersonale: Nicola si fermava, guardava negli occhi, pronunciava il nome di ciascuno con cura. Un gesto semplice, ma che per molti significava sentirsi a casa. Parole di stima e di affetto arrivano anche da Mauro Banchini che sulla sua «Trebisonda» scrive; «Ciao, Nicola. Il nostro paese, la nostra comunità, non sarà più uguale ora che ci hai lasciato. Qualcuno ti definiva "il nostro angelo". E non era lontano dal vero. Da dove adesso sei, vedi di metterci una parolina buona. Uno buono e semplice come te, a cui tutti volevamo bene, certo può farlo. Grazie.» Un personaggio del paese Nicola era conosciuto da tutti, da generazioni. Lo ricorda con affetto anche chi lo aveva visto negli anni più vivaci della sua giovinezza. Un episodio raccontato da Chiara restituisce la sua spontaneità: “Tanti anni fa andava con Fabiano Fattorini sulla macchinina con l’altoparlante a pubblicizzare le serate. Un giorno chiese di poter fare lui l’annuncio. Fabiano acconsentì. Così, tutto orgoglioso: ‘Signore e signori, venite stasera al Maeba… al Maeba tutti IGNUDIIIII!’”. Un ricordo che ha fatto sorridere molti, perché Nicola era così: gentile, spontaneo, mai eccessivo, capace di strappare una risata senza volerlo davvero. Una comunità che si riconosce nel suo saluto I commenti arrivati in queste ore raccontano un affetto diffuso e sincero. “Le tue passeggiate ma,ncheranno a tanti”, scrive Maria Luisa Tuzzi. “Il tuo saluto era un sentirsi a casa”, aggiunge Silvana Falso. “Mi mancheranno le tue battute, mai fuori luogo”, ricorda invece Adriana Pagliai. “Lo conoscevo da quando ero bambina, tutti lo conoscevano”, dice Barbara Bizzarri. Molti rivolgono un pensiero alla famiglia, alla mamma Carla e alla sorella Susanna, abbracciate virtualmente da decine di messaggi. Un vuoto che si sentirà Nicola non aveva nemici, dicono in tanti. Salutava tutti, indistintamente. Aveva un affetto particolare per i ragazzi della Croce Rossa, come ricorda Leila Ancillotti, e un modo tutto suo di far sentire la propria presenza senza mai essere invadente. “Chissà chi ce li farà adesso quei saluti scandendo bene il tuo nome”, scrive qualcuno. Una frase che racchiude il senso di questa perdita: Nicola era parte del ritmo del paese, un volto che non si dimenticava, una voce che si riconosceva da lontano. Un ultimo saluto San Marcello lo saluta così: con affetto, con un sorriso, con la nostalgia di un gesto semplice che non tornerà più. “Buon viaggio Nicola — scrivono in molti — ci mancherai”.

  • montale. ATTESA PER IL CONSIGLIO COMUNALE STRAORDINARIO DEL 13 AGOSTO: COMITATI E CITTADINI PRONTI A RIEMPIRE LA SMILEA

    In aula approdano le mozioni sul futuro dell’inceneritore e sul voto espresso dal Sindaco in ATO Toscana Centro. I comitati chiamano alla mobilitazione: “Partecipazione decisiva, presentiamoci in massa”. Prevista una presenza numerosa, molti indosseranno magliette stampate per rendere visibile la protesta. MONTALE. Giovedì 13 agosto, alle ore 21, nella sala consiliare Vincenzo Nardi di Villa Smilea, il Consiglio comunale di Montale affronterà uno dei passaggi più delicati degli ultimi anni: le mozioni sul futuro dell’inceneritore di via Tobagi e sul voto espresso dal Sindaco nell’assemblea dell’ATO Toscana Centro. La convocazione, ufficializzata dal Presidente del Consiglio Tiziano Pierucci, arriva in un clima di forte tensione politica e civica. Da un lato, la mozione del gruppo Noi per Montale chiede l’indizione di un referendum consultivo sul destino dell’impianto e sull’ipotesi di un nuovo termovalorizzatore da 100.000 tonnellate/anno. Dall’altro, la mozione del gruppo Montale Rinasce contesta apertamente il voto favorevole del Sindaco allo “scenario gestionale ottimizzato” dell’ATO, che prevede la dismissione dell’impianto attuale entro il 2029 e la costruzione di una nuova struttura con capacità doppia rispetto a quella attuale. Le mozioni: partecipazione, trasparenza e contrarietà al nuovo impianto Dai documenti ufficiali emergono posizioni nette. La mozione referendaria sottolinea che: “Una scelta d’impatto così rilevante condizionerà l’assetto del Comune per decenni” e chiede che siano i cittadini a esprimersi, con quesiti chiari, sulla prosecuzione delle attività di incenerimento e sulla costruzione del nuovo impianto. La mozione di Montale Rinasce è ancora più esplicita: “Il Consiglio comunale esprime la propria ferma contrarietà ad ogni ipotesi di raddoppio dell’impianto” e critica duramente il Sindaco per aver votato senza coinvolgere l’assemblea consiliare. Entrambe le mozioni richiamano inoltre la necessità di un percorso partecipativo reale, non limitato alla fase delle osservazioni successive all’adozione del piano. L’appello dei comitati: “Convergere tutte e tutti alla Smilea” Parallelamente alla convocazione ufficiale, i comitati e i gruppi civici hanno lanciato un appello alla partecipazione che sta circolando rapidamente sui social e nelle chat locali. “Convergere tutte e tutti alla Smilea giovedì 13 alle 21. Facciamo sentire la nostra voce: dismissione dell’inceneritore e bonifica delle matrici ambientali”, si legge in uno dei messaggi più condivisi. C’è chi sottolinea che la data, in pieno periodo di ferie, “lo hanno fatto apposta”, e invita a non cedere: “Dobbiamo invitare amici, parenti, più persone possibile. Una forte partecipazione può davvero cambiare le cose”. Altri ricordano che referendum e percorsi partecipativi, da soli, “potrebbero risultare un’arma spuntata” senza un coinvolgimento massiccio della cittadinanza. Magliette stampate e presenza compatta: la protesta si organizza Secondo quanto riferito dai comitati, molti cittadini si presenteranno al Consiglio con magliette stampate, simbolo visibile della mobilitazione contro il nuovo impianto e della richiesta di trasparenza nelle decisioni. L’obiettivo dichiarato è chiaro: riempire la sala consiliare e mostrare, anche visivamente, che la comunità vuole essere parte attiva del processo decisionale. Una seduta che può segnare un punto di svolta Il Consiglio del 13 agosto non sarà risolutivo sul piano tecnico — le decisioni finali spettano all’ATO Toscana Centro e alla Regione — ma rappresenta un passaggio politico cruciale. Le mozioni, il dibattito e la presenza dei cittadini contribuiranno a definire la posizione ufficiale del Comune di Montale in una fase in cui le scelte sul ciclo dei rifiuti avranno effetti per i prossimi decenni.

  • poggio. «SULLA VIABILITA' BASTA SCARICARE RESPONSABILITA' SUI CITTADINI»

    FdI Poggio a Caiano: «I 133 mila euro vanno spiegati» POGGIO A CAIANO. Continuano ad arrivare da Poggio Insieme comunicati che, a nostro avviso, cercano di spostare l'attenzione dal punto centrale della vicenda: le scelte sulla viabilità hanno conseguenze concrete e costi che ricadono sui cittadini di Poggio a Caiano. Il dato che contestiamo è chiaro: si parla di circa 133 mila euro di maggiori costi che la comunità poggese sarebbe chiamata a sostenere. Prima di attribuire responsabilità all'attuale amministrazione, sarebbe quindi opportuno ricostruire con precisione chi ha assunto le decisioni, quando lo ha fatto e sulla base di quali dati e valutazioni tecniche. La questione riguarda in particolare il senso unico introdotto su un tratto di circa 100 metri di via Vittorio Emanuele, strada regionale. Una scelta che, secondo la ricostruzione che abbiamo più volte evidenziato, è stata impostata prima dell'insediamento del sindaco Palandri e in assenza, a nostro giudizio, di elementi definitivi sull'effettivo impatto dell'inquinamento atmosferico che avrebbero dovuto essere alla base di una decisione tanto rilevante. Non si può quindi pretendere oggi di riscrivere la storia amministrativa e politica di quella scelta. È inoltre necessario ricordare il ruolo avuto dalla Provincia di Prato e dalla Regione Toscana nel percorso che ha portato avanti questa soluzione viaria. Non siamo davanti a una decisione calata dall'alto da un tribunale: siamo davanti a scelte amministrative e politiche che devono essere assunte e rivendicate da chi le ha sostenute. E c'è un altro elemento che riteniamo particolarmente significativo: perché non è stata valutata con la stessa determinazione una corsia preferenziale destinata al trasporto pubblico, ai taxi e ai mezzi di soccorso? Una soluzione di questo tipo avrebbe potuto garantire un servizio concreto ai cittadini, migliorare i collegamenti e, soprattutto, evitare di trasformare una modifica della viabilità in un problema scaricato sull'intera comunità. Perché la conseguenza più evidente di una scelta di questo genere è lo spostamento del traffico dalla strada regionale alle strade comunali. Via Cioppi, via Maccanti e via Garibaldi rischiano di sopportare un carico di traffico maggiore, con inevitabili conseguenze sulla manutenzione delle carreggiate, sulla circolazione, sull'inquinamento e sulla qualità della vita dei residenti. È difficile sostenere che questa sia una soluzione priva di costi. E quei costi non riguardano soltanto una voce di bilancio: riguardano i cittadini che pagano le manutenzioni, i residenti che vivono lungo le strade interessate e tutti coloro che ogni giorno devono attraversare Poggio a Caiano. Per questo riteniamo che il confronto debba tornare sui fatti, sui documenti e sulle responsabilità di chi ha assunto le decisioni. Non accettiamo che oggi si cerchi di attribuire all'amministrazione Palandri responsabilità per scelte impostate prima del suo insediamento. Se esistono documenti, studi, deliberazioni e dati che dimostrano il contrario, vengano resi pubblici e discussi nel merito. Poggio a Caiano non ha bisogno di polemiche costruite per alimentare lo scontro politico. Ha bisogno di sapere quanto costano realmente queste scelte, chi le ha volute, quali alternative sono state valutate e quali risultati concreti stanno producendo. Su questo FdI Poggio a Caiano continuerà a chiedere chiarezza. Perché quando una scelta sulla viabilità produce costi per la collettività, la politica deve assumersi la responsabilità delle proprie decisioni e non cercare di scaricarla su chi è arrivato dopo. [fdi poggio a caiano]

  • poggio. BILANCIO COMUNALE, LA CORTE DEI CONTI BOCCIA LA CONTABILITA' "CREA VA" DI PALANDRI.

    Ora manovra corre va da quasi un milione di euro Dal 2024, rilevate gravi irregolarità nella gestione contabile del Comune: il risultato di amministrazione peggiora di oltre 516mila euro e la correzione complessiva sfiora gli 830mila euro.. Poggio Insieme: “Ora la giunta si assuma le proprie responsabilità” POGGIO A CAIANO. Entrate da mutuo contate due volte che hanno “migliorato” finanziariamente il risultato di bilancio, le “irregolarità contabili” sulla gestione del Fondo anticipazione di liquidità usato anche per pagare i conti della parte corrente, il conseguente “illegittimo aumento” della capacità di spesa di oltre 240mila euro, la sottostima delle quote accantonate e vincolate, la gestione della cassa vincolata che neanche il Comune stesso riesce a ricostruire in consistenza e movimentazione, la mancanza di precisione sulle risorse per i servizi sociali. È lungo l'elenco di irregolarità riscontrate dalla Corte dei Conti nel bilancio 2024 del Comune di Poggio a Caiano, nel passare a setaccio i rendiconti 2022, 2023 e appunto 2024. Ventuno pagine di “ rate d'orecchio” dei giudici contabili di fronte a errori, a “distrazioni” e a violazioni dei principi di armonizzazione contabile e dei vincoli costituzionali. “Una vera e propria “operazione verità” sui conti e sulle casse del Comune che non ammette replica, tanto è chiara in termini di intenzioni e di responsabilità - chiosa il gruppo d'opposizione Poggio Insieme -. Ci sono gravi carenze che vanno ben oltre i semplici "errori materiali". Il comportamento del Comune ha prodotto una rappresentazione distorta degli equilibri di bilancio, portando a una sottostima massiccia del disavanzo reale”. La contabilità “fantasiosa” della giunta Palandri avrà, infatti, un costo altissimo da pagare. La Corte dei Conti , difatti , ha imposto una manovra correttiva da oltre 800mila euro. La correzione degli errori porta il risultato amministrativo effettivo da un disavanzo di 71.694,80 euro ad un disavanzo di 587.719,37 euro, con un peggioramento di 516.024,57 euro. Il disavanzo totale, includendo l'espansione illegittima della spesa da recuperare, ammonta a ben 829.399,37 euro. Naturalmente, gli errori e le libere interpretazioni dei principi contabili vanno corrette se presenti anche sul 2025 (uno dei due mutui contati due volte era stato inserito anche in questa annualità) e sul 2026, così da non dover replicare dolorosi interventi correttivi. “Già – afferma Poggio Insieme” -, perché a pagare “certe libertà” saranno i cittadini che dovranno rinunciare a quasi un milione di euro di risorse che sarebbero potute andare in servizi e opere”. In questi giorni, la maggioranza di centrodestra è impegnata nello scaricare le colpe sulla precedente amministrazione, ma basta dare una lettura al documento della Corte dei Conti per capire che Palandri e i suoi si stanno arrampicando sugli specchi. L'unico punto che rimanda in parte al passato riguarda la contabilizzazione dei rimborsi del Fondo anticipazione liquidità, su cui tra l'altro viene sollevata una questione di legittimità costituzionale. Per il resto, è tutta farina del sacco della giunta Palandri. “È ora – conclude Poggio Insieme - che la giunta si assuma le proprie responsabilità anziché cercare alibi sulle amministrazioni passate”. Gruppo Consiliare “Poggio, Insieme! – Centrosinistra”

  • PISTOIA PERDE FRANCESCO GELLI, MAESTRO DELLA GASTRONOMIA CITTADINA E VOLTO STORICO DELLA SUA ROSTICCERIA

    Dalla bottega in via dell’Anguillara al celebre locale di Corso Gramsci, una vita dedicata alla cucina e alla comunità. Centinaia di messaggi ricordano professionalità, gentilezza e un pezzo di storia pistoiese che se ne va. PISTOIA. La città di Pistoia saluta con commozione Francesco Gelli, figura simbolo della sua tradizione gastronomica e anima della storica rosticceria di Corso Gramsci. La notizia della sua scomparsa avvenuta nella mattinata di domenica 9 agosto ha generato un’ondata di affetto: il post pubblicato dalla famiglia – “Questa mattina ci ha lasciato Francesco, buon viaggio babbo…” – ha raccolto in poche ore centinaia di messaggi di cordoglio, testimonianza di un legame profondo e radicato. La Rosticceria Gelli è stata per decenni un punto di riferimento: gastronomia, tavola calda, luogo ideale per la merenda e per rinfrancare lo stomaco. Generazioni di pistoiesi sono cresciute con le sue focacce calde, la mortadella “che ci sta tanto bene”, i bocconcini di pasta fritta leggeri come piume, la pizza lievitata come si deve, con il pomodoro buono e la mozzarella filante. Una cucina che non ha mai tradito la sua serietà: ingredienti scelti con cura, lavorazioni familiari, rispetto assoluto delle ricette. Se un piatto richiede il soffritto, lo si fa, era il suo principio. La storia professionale di Francesco è quella di un uomo che si è fatto da sé, mosso dalla passione più che dalla tradizione familiare. Garzone di bottega, esperto di formaggi, perfino barista, fino all’estate del 1959 quando, da giugno a settembre, gestì l’Alimentari di David a Sanmommè, allora vivace località di villeggiatura. Al termine della stagione tornò a Pistoia e aprì la sua prima bottega in via dell’Anguillara, stretta e lunga, nel cuore della città: un bancone con formaggi, salumi, salse fresche, cioccolata da tagliare a fette e tutto ciò che serviva per cucinare. Con l’arrivo dei figli nacque il desiderio di crescere. Francesco acquisì il locale accanto, affacciato su Corso Gramsci, dando vita alla rosticceria che sarebbe diventata un’istituzione cittadina. Oggi la rosticceria è una realtà familiare: Francesco era affiancato da sua moglie, i tre figli e le persone che hanno scelto di lavorare con lui. In cucina Franco, figlio sperimentatore e curioso, affiancato da Ida, preziosa suggeritrice di ricette. La comunità pistoiese, colpita dalla sua scomparsa, ha voluto ricordarlo con parole semplici e sincere. Ma sono i ricordi personali a delineare il ritratto più autentico. Molti sottolineano la sua professionalità e il ruolo centrale nella tradizione gastronomica cittadina: “Il numero uno della gentilezza e professionalità” scrive Franco Di Pietro; “Icona per la città di Pistoia” lo definisce Gianluca Romiti; “Un maestro per tutti nel settore gastronomico” ricorda Pierfrancesco Mazzetti. Non mancano le testimonianze di vita quotidiana: “Si va da Francesco e si decide lì!” racconta Gianluca Zoppi; “Ero piccola quando mia mamma mi portava da Francesco…” ricorda Tiziana Bovani. E in molti, come Massimo Chirimischi, sottolineano che con la sua scomparsa “se ne va un altro pezzo di storia pistoiese”. L’ultimo saluto di Valter Fusario racchiude il sentimento comune: “Bella persona, sempre gentile e molto professionale. Ciao Francesco, riposa in pace.” Pistoia perde così non solo un ristoratore, ma un custode di sapori, tradizioni e umanità. Un uomo che ha trasformato una bottega in un luogo di memoria collettiva, dove il cibo era cura, accoglienza e identità. L’eredità di Francesco Gelli continuerà a vivere nei suoi piatti, nei suoi insegnamenti e nei ricordi di chi, almeno una volta, si è seduto al suo bancone.

  • E' MORTO DANIELE MUNGAI, NOTO RISTORATORE AGLIANESE

    Scomparso improvvisamente a 59 anni il titolare di “Amici per la Gola”. Era conosciuto anche come il “gommaio”. Il ricordo degli amici: “La sua esuberanza era contagiosa, sapeva mettere di buon umore chiunque” Daniele Mungai AGLIANA. A poche ore dalla scomparsa del dottor Nicola Mangoni, Agliana è di nuovo colpita da un dolore improvviso: è morto Daniele Mungai, 59 anni, titolare del ristorante-pizzeria Amici per la Gola in via Livorno. Una notizia che ha lasciato attoniti amici, clienti e conoscenti, molti dei quali lo avevano visto poche ore prima, come ricorda il segretario comunale del Pd, Andrea Acciai: «Non ci posso credere. L’ho visto stamattina, come tante altre mattine, sempre con il sorriso sulle labbra. Una grave perdita per tutta la comunità aglianese. Che la terra ti sia lieve, Daniele.» Un uomo conosciuto e amato Daniele era noto non solo per la sua attività nel mondo della ristorazione, ma anche per il soprannome che lo aveva accompagnato negli anni: il “gommaio”, un mestiere che aveva affiancato al padre e che lo aveva reso una figura familiare in paese. Negli ultimi anni si era dedicato con passione alla sua pizzeria, diventata un punto di riferimento per molti. Le sue pizze, raccontano i clienti, erano tra le più apprezzate della Piana. Il ricordo di chi gli voleva bene Tra i messaggi più intensi, quello dell’amico Gabriele Nizzoli, che ne traccia un ritratto affettuoso e vivido: «È un fatto che mi lascia allibito. Daniele era una persona schietta, sincera, a tratti sopra le righe, ma nel senso più buono del termine. La sua esuberanza era contagiosa e sapeva metterti di buon umore, sempre.». «I suoi eccessi erano bonari: i ricordi alla guida di una moto, una barzelletta raccontata con scioltezza, le ore sudate al forno a sfornare pizze tra le più buone della Piana. I suoi sorrisi erano dispensati a tutti, ma per ognuno in modo diverso.». «Erano le fatiche di una vita dura, che lui sapeva sostenere come una piuma. Mi mancherà la tua insostenibile leggerezza. Buon viaggio, Daniele.» Parole che restituiscono l’immagine di un uomo genuino, capace di portare leggerezza e buonumore anche nei momenti più difficili. Una comunità in lutto La morte improvvisa di Daniele Mungai lascia un vuoto profondo in una comunità che lo ha visto crescere, lavorare, reinventarsi e sorridere ogni giorno. Il suo ricordo resterà nelle storie, nelle risate condivise, nelle pizze sfornate con passione e in quella presenza solare che molti descrivono come “insostituibile”.

  • lutto. È MORTO EMILIANO CECCHINI, PADRE E PROFESSIONISTA STIMATO

    Lottava da tempo contro un tumore. Lascia la moglie Ana e i figli Elio e Anita. La moglie: “Perdere un marito speciale significa perdere una parte di sé”. È esposto alle Cappelle della Croce Verde di Pistoia Nella foto: Emiliano Cecchini PISTOIA. È morto Emiliano Cecchini, padre, marito e professionista molto conosciuto nel settore calzaturiero della Valdinievole. Da tempo combatteva contro un tumore, affrontato con una forza e una dignità che chi gli è stato vicino non dimenticherà. Aveva due figli, Elio e Anita, e una moglie, Ana, che oggi ne custodisce il ricordo con parole di amore e dolore profondo. Una vita dedicata alla famiglia e al lavoro Cecchini era un uomo riservato, gentile, dotato di uno spirito buono e di una naturale capacità di far sentire gli altri accolti. Professionista stimato, lavorava da oltre quindici anni come disegnatore CAD nel settore delle calzature femminili presso O. & C. Calzature di Monsummano, occupandosi dello sviluppo di prototipi e produzione, oltre al taglio dei pezzi con pantografo. Nel corso della sua carriera aveva collaborato con marchi di prestigio internazionale: Burberry, Miu Miu, Prada, Lanvin, Heschung. Prima ancora aveva lavorato per Infogroup, nel settore dell’assistenza POS, ATM e carte di pagamento. Un percorso professionale solido, costruito con competenza e dedizione, ma sempre vissuto con la discrezione che lo contraddistingueva. Il ricordo della moglie Ana Le parole della moglie Ana restituiscono la profondità del legame che li univa: “Perdere un marito speciale significa perdere una parte di sé, una presenza che ha accompagnato la vita, i sogni, le difficoltà e i momenti più belli. Non esistono parole capaci di colmare il vuoto che lasci. Ci sono soltanto ricordi, gesti, sorrisi e momenti vissuti insieme che continueranno ad abitare il cuore.” “La tua assenza fa male ogni giorno, ma il tuo amore rimarrà per sempre dentro di me. Mi mancheranno la tua voce, il tuo sorriso, la tua presenza accanto a me. La morte può portare via una persona, ma non può cancellare l’amore che ha lasciato.” Un messaggio che racconta la grandezza di un uomo che, nella sua quotidianità, ha saputo essere un compagno di vita prezioso, una parte indimenticabile dell’anima di chi lo ha amato. L’ ultimo saluto Per chi desidera rivolgere a Emiliano un ultimo saluto, la famiglia informa che è esposto presso le Cappelle della Croce Verde, in zona Sant’Agostino a Pistoia. Chiunque lo abbia conosciuto e voglia rendergli omaggio può recarsi a salutarlo. La comunità si stringe attorno alla moglie Ana, ai figli Elio e Anita e ai familiari (anche il padre Floriano è molto conosciuto a Pistoia, ndr), custodendo il ricordo di un uomo buono, gentile e profondamente amato.

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