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  • "DAL PACINI NON SI SCENDE": LA MONTAGNA ACCUSA LA REGIONE E CHI TACE

    Siamo Abetone Cutigliano e Fratelli d’Italia attaccano la Giunta Giani e i sindaci della montagna: «Assenti, complici dei ritardi. Il presidio in area disagiata è un diritto negato da anni». SAN MARCELLO PITEGLIO. La manifestazione organizzata dall’Associazione Zeno Colò, “Dal Pacini non si scende”, insieme al CREST e a tante realtà della Montagna Pistoiese, ha dimostrato ancora una volta una cosa molto semplice: la montagna ha una voce sola. E quella voce chiede con forza il riconoscimento del presidio ospedaliero in area disagiata, con tutto ciò che ne consegue. A mancare, però, sono ancora una volta le uniche persone che potrebbero davvero decidere: la Giunta regionale Toscana. Dopo anni di richieste, battaglie, documenti e prove concrete, sentir parlare ancora di “progetti sperimentali” o di “studi sui bisogni del territorio” è semplicemente inaccettabile. Come hanno ribadito chiaramente i consiglieri regionali Capecchi e Tomasi, se la volontà politica esistesse davvero basterebbero cinque minuti per approvare una delibera e riconoscere finalmente ciò che spetta alla nostra montagna. La verità è che questa volontà, oggi, non c’è. Ed è inutile continuare a scaricare responsabilità sul Governo o nascondersi dietro formule burocratiche: questa decisione dipende esclusivamente da Giani e dalla sua Giunta. Servono scelte chiare. Servono subito. Ancora più grave è il silenzio dei sindaci della montagna, che invece di pretendere risposte immediate continuano ad avallare rinvii e promesse. La Montagna Pistoiese merita rispetto, non elemosine. Merita risposte, non slogan da campagna elettorale. Chi oggi tace, domani non potrà dire di non avere responsabilità. Chi vuol capire, capisca. — Siamo Abetone Cutigliano — Fratelli d’Italia Abetone Cutigliano

  • VIA AIETTA, AL VIA I LAVORI PER IL NUOVO PARCHEGGIO: QUARANTA POSTI AUTO NEL CUORE DI POGGIO

    Partita la demolizione del muro di cinta nell’area abbandonata da anni. Previsti due livelli di sosta, colonnine elettriche e nuova area verde. Mastropieri: «Un intervento che dà respiro al centro storico, mentre proseguono i cantieri all’ex Isidoro e in via Carmignanese». POGGIO A CAIANO. Sono iniziati, con la demolizione di una prima parte del muro di cinta, i lavori per la realizzazione del parcheggio di via Aietta. Un’area privata e abbandonata da anni che ora vedrà un’importante riqualificazione, legata a due interventi di lottizzazione residenziale in attuazione del piano operativo approvato nel 2023. Il cantiere è partito la scorsa settimana ma ora si è dovuto subito interrompere a causa del maltempo. Il nuovo parcheggio vedrà la realizzazione di una quarantina di posti auto, collocati su due livelli. Ovviamente ci saranno stalli per i disabili, inoltre il parcheggio sarà dotato di una colonnina per la ricarica delle auto elettriche. E poi è prevista un’area a verde con la piantumazione di nuovi alberi. Nella foto l'assessore Mastropieri davanti al cantiere di via Aietta “Un intervento importante – commenta l’assessore ai lavori pubblici Leonardo Mastropieri – Col nuovo parcheggio ci sarà una boccata di ossigeno per i posti auto in pieno centro a Poggio a Caiano. Intanto – aggiunge l’assessore - proseguono i lavori per la realizzazione di un altro parcheggio, ovvero quello nell’area ex Isidoro dove saranno realizzati una cinquantina di stalli per la sosta delle auto, cinque posti per motocicli e quattro posti per i pullman. Ed anche qui colonnine per la ricarica dei veicoli elettrici”. Sul fronte lavori nel territorio comunale, c’è anche un altro intervento: la sostituzione dei vecchi pali dell’illuminazione pubblica in via Carmignanese. L’intervento, che terminerà fra qualche giorno, prevede nuovi pali e nuove luci a led nell’ottica dell’efficientamento energetico. Inoltre, la linea elettrica aerea (quella con i cavi in alto, a vista) sarà cambiata. Adesso, quella nuova, sarà interrata. L’intervento viene realizzato da Consiag che, per conto dell’amministrazione comunale, gestisce l’illuminazione pubblica. “Mancava questa parte di Poggio a Caiano nell’intervento che l’azienda doveva portare a termine da tempo – spiega dall’ufficio tecnico – E adesso con la sostituzione della vecchia impiantistica dotiamo via Carmignanese di un’illuminazione al passo con i tempi e senza cavi a vista”. L’Intervento riguarda la sostituzione di 21 pali dell’illuminazione. *** Azelio Biagioni

  • lavoro. LA PROPOSTA DI BURANI (LISTA BIFFONI): "TRASFORMARE PRATO IN UN HUB DI FORMAZIONE E CREAZIONE DI IMPRESA FEMMINILE"

    L'imprenditore, candidato al consiglio comunale di Prato nella lista civica Biffoni Sindaco, chiede di puntare sullo sviluppo dell'imprenditoria femminile: “È una sfida economica. Ma, ancora prima, è una sfida di giustizia e di futuro” Marco Burani PRATO. "Da imprenditore, in questi anni ho imparato che quando parliamo di lavoro non stiamo parlando solo di economia. Stiamo parlando di dignità e indipendenza, della ricerca di una migliore qualità della vita, ma soprattutto della possibilità di scegliere il proprio futuro e di farlo nella propria città. È per questo che considero il tema dell’imprenditoria, e soprattutto dello sviluppo dell’imprenditoria femminile e dell’inclusione lavorativa delle donne, uno dei temi più importanti che voglio portare dentro il mio impegno pubblico”. Inizia così l'intervento di Marco Burani, imprenditore, candidato al consiglio comunale di Prato nella lista civica Biffoni Sindaco. Al centro del suo programma elettorale c'è il tema dell'imprenditoria femminile. “Su questo tema, Prato parte da una base importante – aggiunge -. Secondo Confartigianato, nel 2024 il tasso di occupazione femminile della provincia ha raggiunto il 74,0%, tra i più alti in Italia, e oltre un quarto delle imprese artigiane pratesi, il 26%, è guidato da donne. Un altro dato diffuso nel 2025 conferma che il territorio pratese si colloca sopra la media regionale e nazionale per propensione all’imprenditoria femminile. Questi numeri, però, non devono portarci ad accontentarci. Dobbiamo avere il coraggio di fare un passo in più e non limitarci a celebrare dati positivi. Dobbiamo riuscire a rendere più sistemico e più semplice lo sviluppo dell’imprenditoria femminile pratese, supportare le aziende a guida femminile nell’aumentare la loro leadership nazionale e accompagnarle anche nello sviluppo di nuovi business fuori regione, facilitando percorsi di internazionalizzazione”. Da qui la proposta di Burani. “Dobbiamo fare diventare Prato un ecosistema e un hub di scambio, formazione e creazione di impresa femminile – conclude -. Questa può diventare una leva strutturale per lo sviluppo della città. In questa direzione sarebbe interessante guardare anche a esperienze nazionali che mettono al centro il racconto e la valorizzazione dell’impresa femminile. Torino, per esempio, ha appena ospitato la mostra “Made in Italy Impresa al Femminile”, promossa dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy. Sarebbe bello che in futuro anche Prato potesse accogliere iniziative di questo tipo, capaci di dare visibilità alle esperienze esistenti e di rafforzare una cultura diffusa dell’impresa femminile, oltre a creare un sempre più forte dialogo con il governo nazionale. Una città cresce meglio quando valorizza l’autonomia e la capacità di iniziativa delle donne. Cresce meglio quando non costringe nessuno a scegliere tra lavoro e famiglia”. [stefano de biase]

  • GLI STUDENTI INCONTRANO LA FONDAZIONE TURATI

    Un gruppo dell’Istituto “Einaudi” di Pistoia è stato coinvolto in un concorso per laboratori di animazione in Rsd, giunto a compimento nei giorni scorsi nella struttura di Gavinana. La partecipazione alla Career Week. PISTOIA. Un’esperienza sul campo, sperimentando la progettazione di un’attività di animazione rivolta ai residenti della Rsd “I prati” della Fondazione Turati di Gavinana. È quella che hanno vissuto le studentesse e gli studenti della classe 5AS a indirizzo socio sanitario dell’Istituto “Einaudi” di Pistoia, che nelle settimane passate hanno preso parte alla prima edizione di un concorso ideato proprio per offrire agli studenti la possibilità di mettere in pratica le conoscenze acquisite nel percorso di studi. L’iniziativa si somma a un’altra rivolta sempre alle giovani generazioni, la quale ha visto la Fondazione Turati partecipare a un appuntamento della Career Week che lo stesso istituto ha realizzato nel mese di aprile. Per noi c’erano la Rsd “I prati” e il Centro diurno anziani “Il filo della memoria”, i cui referenti e operatori hanno incontrato i ragazzi del IV e V anno offrendo le loro testimonianze dirette, condividendo l’intensità e la soddisfazione che caratterizzano il loro lavoro. Per la Fondazione Turati iniziative come queste sono, nel caso dei laboratori, un’occasione per accrescere il benessere dei residenti, ma anche per dare valore all’impegno e all’entusiasmo che anima ogni giorno operatori e dipendenti. Non solo: rappresentano anche un’opportunità per lanciare uno sguardo al futuro, trasmettendo ai ragazzi l’importanza delle professioni legate al settore della disabilità. Il concorso è culminato lo scorso 28 aprile, quando i vincitori hanno potuto mettere in pratica il proprio laboratorio di animazione nella Rsd “I prati”. Dopo un incontro preliminare con i nostri referenti che nelle settimane precedenti era stato volto a presentare approfonditamente la realtà de “I prati”, le caratteristiche dei suoi ospiti, le modalità operative e organizzative di reparto, nonché le figure professionali che vi sono impegnate, i giovani sono stati invitati a comporre e presentare un progetto di attività ludico-ricreativa per questo tipo di struttura. I materiali così pervenuti sono stati valutati da un team composto da operatori della Fondazione Turati con esperienza nella disabilità, nella progettazione e nell’animazione, il quale ne ha selezionati due. Accompagnati dalla professoressa Antonella Crisci e dagli altri docenti, nonché guidati dai referenti e la direzione, le studentesse e gli studenti della classe 5AS hanno così potuto visitare e conoscere i reparti della Fondazione Turati di Gavinana e interagire con gli operatori, e le vincitrici e i vincitori hanno realizzato il laboratorio di animazione progettato sotto la guida dalle educatrici della RSD. “Il giardino delle emozioni” (di Martina Civinini e Chiara Velotti) è il titolo del laboratorio vincitore, durante il quale un gruppo di residenti è stato stimolato attraverso il tocco, il suono (di una campana tibetana, di una musica rilassante e del tono della voce), i profumi con essenze e spezie, le luci ottenute con una lampada stroboscopica e altre modulate, con l’obiettivo di favorire il rilassamento e l’espressione del sé. Il secondo progetto selezionato si intitola invece “Le emozioni su cartone” (di Marta Fontana, Ilaria Piscitelli, Annamaria Giacomelli e Giada Vetruzzini) e ha incoraggiato alcuni residenti a rappresentare le proprie emozioni attraverso la realizzazione di un collage e l’utilizzo della pittura, con lo scopo di favorire il riconoscimento, l’espressione e la condivisione del vissuto emotivo. Alla fine della mattinata i ragazzi sono stati premiati dalla direzione della struttura e alle insegnanti è stato consegnato un attestato. [gonfiantini- fondazione turati]

  • montemurlo. CONTROLLI INTERFORZE, LA POLIZIA LOCALE RITIRA UNA PATENTE PER GUIDA IN STATO DI EBBREZZA

    Il controllo si è svolto nella notte tra l’8 e 9 maggio scorsi in sinergia con i carabinieri della Tenenza di Montemurlo. Trovata anche una conducente priva della carta di circolazione MONTEMURLO– Anche la polizia locale di Montemurlo ha partecipato al controllo interforze che nella notte tra l’8 e il 9 maggio ha interessato il territorio di Montemurlo ed ha visto operare cinque pattuglie dei carabinieri della locale Tenenza. La polizia locale si è occupata delle attività di sua competenza, sicurezza stradale e controlli della guida in stato di ebbrezza. Gli agenti del Comando di via Toscanini hanno effettuato due posti di controllo, della durata di circa un’ora ciascuno, in via Berlinguer all’altezza del distributore di benzina e in via Pier Della Francesca a Bagnolo. Nel corso dei controlli con il precursore, gli agenti hanno trovato un uomo di 57 anni, residente a Pistoia che è risultato positivo all’alcoltest con un’alcolemia pari a 1 mg/litro. Per il conducente è scattato subito il ritiro della patente e la denuncia penale con l’invio dell’informativa all’autorità giudiziaria. Sarà poi il prefetto a decidere sulla durata della sospensione della patente di guida. « Le attività di controllo svolte dalla nostra polizia locale, in sinergia con i carabinieri della Tenenza e le altre forze di polizia, sono finalizzate alla tutela della sicurezza stradale- sottolinea l’assessore alla polizia locale, Giuseppe Forastiero – Gli agenti sono inoltre impegnati in numerose attività di prevenzione che coinvolgono gli studenti delle nostre scuole e i cittadini con stand informativi , allestiti durante manifestazioni pubbliche». I controlli sono poi proseguiti in via Pier Della Francesca, dove per fortuna, nessun conducente è risultato positivo all’alcoltest. [masi - comune di montemurlo]

  • montemurlo. E' MORTO L' EX ASSESSORE LAMBERTO BRESCHI

    Breschi è stato impegnato in politica per oltre un decennio dal 1970 al 1985. E’ stato assessore con il sindaco Renzo Micheloni e vice sindaco nel 1980 con il sindaco Paolo Pieraccini Lamberto Breschi MONTEMURLO. Montemurlo piange la scomparsa di Lamberto Breschi, morto sabato 9 maggio, all’età di 87 anni nella sua casa in località il Mulino, dopo una malattia. Breschi è stato a lungo impegnato in politica. Nel 1970 è stato consigliere nella lista Pci-Psi con il sindaco Renzo Micheloni. Nel 1975, sempre con Micheloni, è assessore supplente per il Psi, mentre nel 1980 è delegato assessore con incarico di vice-sindaco sotto la guida del sindaco Paolo Pieraccini. Lamberto Breschi ha lavorato alla Confartigianato di Fornacelle, era vedovo (la moglie Giuliana è morta pochi giorni fa) ed aveva due figli, Michela e Federico. La sua grande passione era lo sport e si è impegnato per la promozione del calcio tra le giovani generazioni. Per tanti anni ha allenato i bambini del Jolly calcio, trasmettendo la sua grande passione con il pallone. «La notizia della scomparsa di Breschi mi addolora molto. - dice il sindaco Simone Calamai - Conoscevo Lamberto da tanto tempo, lo incontravo spesso al Circolo Gino Gelli di Bagnolo e in occasione di momenti pubblici. Lamberto era un uomo curioso, attento e brillante con il quale era piacevole ed interessante confrontarsi. In questo momento di dolore mi stringo alla sua famiglia in segno di cordoglio a nome di tutta l’amministrazione comunale di Montemurlo, che lui, in 15 anni di attività politica, ha rappresentato e promosso con impegno e dedizione» Il funerale è stato officiato oggi, 11 maggio, alla chiesa del Sacro Cuore. [masi- comune di montemurlo]

  • FORZA ITALIA PUNTA SULLA SANITA': CAPPELLI PRESENTA LE PROPOSTE PER IL SISTEMA PRATESE

    Dal sovraccarico del pronto soccorso ai modelli veneto ed emiliano-romagnolo: ambulatori per i codici minori, revisione del PIR, più sicurezza al Santo Stefano e una campagna informativa sul numero 116117 al centro del programma. PRATO. La sanità al centro della campagna elettorale di Forza Italia. Questa mattina, nella sede del partito in centro storico, il commissario provinciale e capolista al Consiglio comunale Francesco Cappelli ha presentato alcune proposte sul sistema sanitario pratese insieme al capogruppo regionale di Forza Italia Marco Stella e a Rita Pieri. Secondo Cappelli, uno dei principali problemi riguarda l’assenza di una vera rete territoriale capace di alleggerire il peso sul pronto soccorso del Santo Stefano. «Il progetto prevedeva un ospedale dedicato alle acuzie e una rete di presidi sul territorio che funzionasse da filtro tra cittadino e ospedale. Questo però non è avvenuto». Il capolista azzurro ha quindi illustrato alcuni numeri sulla situazione pratese: «Nel 2025 ci sono stati 97.353 accessi al pronto soccorso, circa 280 al giorno, e oltre il 90% riguarda situazioni non urgenti. Inoltre ci sono 83 ricoveri ogni mille abitanti, sopra la media regionale». Cappelli ha ricordato anche come il presidio pratese serva un bacino di circa 260mila abitanti. Da qui le proposte avanzate da Forza Italia. La prima prende spunto dal modello veneto: «Vogliamo ambulatori per i codici bianchi e azzurri gestiti dai medici di medicina generale direttamente negli spazi dell'ospedale, così da alleggerire il pronto soccorso». Cappelli ha poi puntato l’attenzione sul sistema PIR, sostenendo che oggi presenti troppi limiti: «Per accedere bisogna passare obbligatoriamente dal medico di famiglia e questo riduce molto l’utilizzo del servizio». Sul fronte delle liste d’attesa, invece, il riferimento è all’Emilia-Romagna: «Lì stanno utilizzando un sistema di conferma delle visite con l'aiuto dell'intelligenza artificiale. È stato stimato un recupero di efficienza del 15%». Non è mancato il tema della sicurezza al pronto soccorso. «Serve una presenza fissa delle forze dell’ordine al Santo Stefano e sistemi di allerta rapida per proteggere il personale sanitario e i pazienti». Infine Cappelli ha parlato del numero 116117, dedicato ai casi sanitari non urgenti: «Molti cittadini ancora non lo conoscono. Bisogna avviare una campagna informativa nelle farmacie, nelle scuole e nei distretti sanitari, perché può aiutare a ridurre il carico sia sul pronto soccorso sia sul 112». Nel suo intervento il capolista ha anche ringraziato Stella «per l’attenzione che da sempre riserva alla sanità pratese» e Rita Pieri «per l’impegno portato avanti in tanti anni nelle istituzioni su questo tema». Più politico l’intervento di Stella, che ha spiegato la scelta di affrontare il tema sanitario anche in una campagna comunale: «Abbiamo deciso di mettere al centro la sanità perché curarsi è un diritto e oggi questo diritto spesso non è realmente esigibile». Il capogruppo regionale di Forza Italia ha criticato duramente la gestione toscana della sanità, parlando di «buchi di bilancio» e di un sistema che «ha costretto la Regione ad aumentare l’addizionale Irpef prendendo 300 milioni dalle tasche dei cittadini». Stella ha poi attaccato il centrosinistra pratese: «Dopo dieci anni di Biffoni sono stati costretti a richiamarlo dopo il commissariamento. Per questo diciamo che Prato non si usa, si serve». Nel corso dell’incontro è intervenuta anche Rita Pieri, che ha ribadito il proprio sostegno alla lista del partito e alla coalizione di centrodestra. «Forza Italia deve essere una scelta prioritaria del centrodestra – ha detto –. Questa è una lista fatta di donne e uomini competenti, persone che lavorano e che hanno voglia di cambiare una città commissariata dopo anni di amministrazioni Pd». Pieri ha poi criticato le scelte fatte sul Santo Stefano: «È stato abbattuto un ospedale per costruirne uno numericamente insufficiente, senza creare nel frattempo una rete territoriale adeguata. E oggi si continua a spendere soldi per strutture che rischiano di nascere già insufficienti». [mori - forza italia prato]

  • serravalle. GARGINI E PD HANNO PERSO UNA BUONA OCCASIONE PER STARE ZITTI

    Attiva movimento civico e Serravalle Civica attaccano Gargini e il Pd: «Ricostruzione dei fatti distorta, responsabilità ignorate e nessuna risposta sui tempi dei lavori in via San Biagio». SERRAVALLE. Le dichiarazioni rilasciate agli organi di stampa da parte del vicesindaco Gargini sulla manifestazione contro l’interruzione dei lavori in via San Biagio appaiono quanto mai assurde e non veritiere. Per prima cosa è facile commentare dopo la protesta pubblica con i giornalisti ed evidentemente molto meno facile parlare guardando in faccia le persone durante la manifestazione. Il vicesindaco, infatti, sabato mattina era presente in piazza Gramsci, ma in presenza dei convenuti non ha avuto il coraggio di proferire parola. In secondo luogo, siamo davvero stufi di sentire da parte dei nostri amministratori la stessa filastrocca utilizzata ormai da anni per giustificare le proprie mancanze e i propri errori in assenza di valide risposte e argomentazioni: “non è colpa nostra, è colpa di coloro che sono venuti prima di noi“. Se si ritiene che qualcuno prima di noi abbia sbagliato, in quattro anni è doveroso cambiare rotta, non fare peggio. Nel caso in cui, rescindendo il contratto, il Comune avesse perso il finanziamento regionale, l’amministrazione avrebbe comunque avuto le risorse per provvedere autonomamente alla copertura economica. Oltretutto Gargini omette di dire la verità, e cioè che la gara di appalto per i lavori di messa in sicurezza di via San Biagio fu aggiudicata il 21 giugno 2022, ossia dopo l’inizio del mandato della seconda giunta Lunardi, quando il vicesindaco, allora solo assessore, ricevette la delega ai lavori pubblici. In questo caso non può quindi far ricadere la colpa su chi proprio non c’entra niente. In terzo luogo Gargini non può imporre ai cittadini il comportamento desiderato ossia quello più in sintonia con il proprio pensiero: c’è chi per questo problema ha contattato privatamente la giunta e chi, non sopportando più la gravosa situazione, ha preferito manifestare. Il trattamento nei confronti di questi residenti dovrebbe essere quindi nella sua logica diverso? Chi esprime pubblicamente e legittimamente il proprio disagio dovrebbe essere penalizzato dall’amministrazione poiché non degno interlocutore della giunta? Infine gli facciamo notare che ancora una volta nel suo intervento, dicendo tutto e niente, ha omesso di precisare ciò che i cittadini attendono da anni, ovvero come l’ente comunale intenda procedere e quando i lavori finiranno. Gli esponenti locali del PD sembrano aver apprezzato il sit-in, ma non la presenza di qualcuno che, a loro avviso, avrebbe avuto responsabilità politiche sui lavori pubblici fino al settembre 2024. A loro facciamo notare che in quanto a responsabilità politica è bene che tacciano. Il tombamento del Rio di Casale, come quello del Rio delle Cavallecce, nei pressi dell’Ufficio Postale, che tanti danni hanno causato alla popolazione di Casalguidi, è infatti opera delle amministrazioni comunali di sinistra, le quali pur avendo avuto in seguito molto tempo a disposizione per apportare migliorie per la messa in sicurezza del territorio, non hanno fatto praticamente niente. Attiva-Movimento Civico Serravalle Civica

  • serravalle. VIA SAN BIAGIO, TRA PROTESTA E POLITICA: SCONTRO APERTO SULLA RICOSTRUZIONE DELLE RESPONSABILITA'

    I residenti chiedono risposte sui ritardi del cantiere, mentre Pd e Federico Gorbi si confrontano duramente sul passato amministrativo dell’opera. Al centro del dibattito: trasparenza, coerenza e memoria politica. SERRAVALLE – [a.b.] La protesta dei cittadini di via San Biagio è reale, legittima e comprensibile. I disagi provocati da un cantiere aperto da anni sono evidenti e chi amministra ha il dovere di ascoltare, spiegare e fornire tempi certi sulla conclusione dei lavori. Proprio per questo, però, sorprende la lettura politica proposta da Serravalle Civica e Attiva Serravalle, che nelle ultime ore hanno diffuso dichiarazioni giudicate dal Partito Democratico come una ricostruzione “parziale” della vicenda amministrativa. Secondo il Pd, infatti, non si può ignorare un dato politico: tra gli organizzatori della manifestazione figura anche Federico Gorbi, che fino al 4 settembre 2024 ha ricoperto ruoli di rilievo nella maggioranza e, in passato, la delega ai lavori pubblici. “Gorbi non era un semplice spettatore della vicenda di via San Biagio – osservano i dem – ma parte integrante dell’amministrazione che ha seguito l’opera per anni. Presentarsi oggi come voce esterna e solo critica rischia di apparire poco credibile”. Nella stessa nota, il Pd richiama anche quanto ricordato da Elena Bardelli, ovvero che la gara d’appalto per i lavori fu aggiudicata il 21 giugno 2022, durante il secondo mandato Lunardi. Un passaggio che, secondo i dem, conferma come quella fase amministrativa appartenesse pienamente alla maggioranza di allora. La replica di Gorbi Federico Gorbi ha risposto con toni netti: “Almeno informarsi prima di scrivere. Gargini è diventato assessore ai lavori pubblici a giugno 2022 e ha seguito interamente la vicenda senza che potessi metterci bocca. In maggioranza chi faceva domande veniva spesso tacitato. Non vedo utilità in un post che non aiuta a risolvere i disagi dei cittadini”. La controreplica del Pd Il Partito Democratico ha ribattuto sottolineando che il tema non è personale, ma riguarda la corretta ricostruzione amministrativa di una vicenda lunga e complessa. “Se all’interno della maggioranza vi erano difficoltà nel porre questioni, ciò rende ancora più significativo che tali criticità non siano mai emerse pubblicamente mentre Gorbi ricopriva incarichi istituzionali”, affermano i dem. Il Pd ribadisce che chi esercita un ruolo politico ha il dovere di intervenire quando ritiene che un’opera presenti problemi, e che non si può oggi rivendicare totale estraneità dopo anni trascorsi nella maggioranza. “L’affermazione ‘non potevo metterci bocca’ rischia di apparire come una presa di distanza maturata solo successivamente”, aggiungono. Una vicenda che attraversa più anni amministrativi Nella parte finale della nota, il Pd chiarisce che non intende attribuire responsabilità tecniche dirette a Gorbi, né alimentare polemiche personali. La riflessione, spiegano, è di natura politica: opere di questa portata attraversano più mandati e coinvolgono inevitabilmente chi ha partecipato all’esperienza di governo. “ È doveroso evitare che il dibattito pubblico si trasformi in uno scarico reciproco di responsabilità. I cittadini meritano una ricostruzione seria, equilibrata e completa, senza semplificazioni”. Il punto fermo: i cittadini Su un aspetto, entrambe le parti concordano: i residenti di via San Biagio hanno pieno diritto di chiedere tempi certi, trasparenza e aggiornamenti continui. La protesta resta dunque un segnale forte, che chiama l’amministrazione a dare risposte concrete e la politica tutta a un confronto più onesto e meno strumentale.

  • A GINO VOLPI LA "LUNETTA D'ARGENTO": QUARRATA PREMIA L' ECCELLENZA NELLA NEUROLOGIA

    La cerimonia si è svolta sabato 9 maggio al ristorante “La Bussola da Gino”. Riconoscimento al dott. Volpi per una carriera dedicata allo studio dell’ictus, della neurosonologia e della medicina d’urgenza. QUARRATA – Sabato 9 maggio 2026, negli spazi del ristorante La Bussola da Gino, è stato consegnato il prestigioso premio “La Lunetta d’Argento” al dottor Gino Volpi, figura di riferimento nel panorama della neurologia italiana. Un riconoscimento che, come da tradizione, celebra personalità capaci di distinguersi nei rispettivi ambiti professionali, portando valore e prestigio al territorio. Il dott. Volpi, laureato in Medicina e Chirurgia presso l’Università degli Studi di Firenze nel 1981 e specializzato nel 1985, ha costruito un percorso scientifico e clinico di altissimo livello. La sua formazione si è arricchita con un diploma in Ultrasonologia Vascolare, con stage in Neurosonologia presso le Università di Firenze e Bologna e con ulteriori esperienze in Italia e all’estero dedicate alla terapia della fase acuta dell’ictus, in particolare alla trombolisi venosa e alla gestione del modello di cura in Stroke Unit. Nel corso della cerimonia, il premio è stato consegnato sottolineando non solo la competenza tecnica del neurologo, ma anche il suo contributo alla diffusione di buone pratiche cliniche e alla formazione di nuove generazioni di medici impegnati nella lotta all’ictus, una delle principali emergenze sanitarie del nostro tempo. La Lunetta d’Argento, nata negli anni Settanta e tornata negli ultimi anni a essere un appuntamento atteso della vita culturale quarratina, conferma così la sua vocazione: valorizzare storie di impegno, studio e dedizione che rappresentano un esempio per la comunità. Per ulteriori approfondimenti sul percorso professionale del dott. Volpi è disponibile il sito ufficiale: ginovolpi.it.

  • quarrata. CHIUSURA DEL CIRCOLO ARCI, TRA SICUREZZA E COMUNITA': L' ASSOCIAZIONE SI MOBILITA

    Il provvedimento della Questura coinvolge tre circoli Arci pistoiesi. A Quarrata soci e volontari reagiscono con solidarietà e impegno: “Adeguamenti già avviati, ma servono regole chiare e un confronto istituzionale per non spegnere i presidi sociali”. Il bar resta aperto L'esterno della Casa del Popolo di Quarrata QUARRATA-PISTOIA. [a.b.] La sospensione temporanea delle attività, disposta dalla Questura per motivi di sicurezza, ha colpito tre circoli del territorio pistoiese: Quarrata, Santomato e Ponte alle Tavole. Una decisione che ha aperto un fronte di preoccupazione nel mondo associativo, soprattutto per il caso del Circolo Arci Quarrata, realtà storica e punto di riferimento per socialità, musica e iniziative culturali. Nelle ultime ore la dirigenza provinciale di Arci ha incontrato l’avvocato regionale dell’associazione per definire una strategia difensiva comune. L’obiettivo è fare chiarezza sulle contestazioni, valutare la documentazione e predisporre eventuali ricorsi. “La situazione è seria e complessa – ha affermato la presidente provinciale Silvia Bini – ma non siamo soli. Stiamo lavorando con i nostri legali per tutelare i circoli e garantire che possano tornare a svolgere il loro ruolo sociale”. Il caso di Quarrata, dove è coinvolta tra l'altro la sala da ballo "Il Tamburo della Luna" (precisiamo che il bar della Casa del Popolo resta aperto, ndr) ha suscitato un’immediata ondata di solidarietà da parte di soci, volontari e realtà culturali del territorio. La sospensione ha interrotto eventi, prove musicali e attività già programmate, lasciando un vuoto evidente nella vita associativa cittadina. La posizione di Arci Provinciale di Pistoia Tra le voci che si sono levate in queste ore c’è quella di Rosita Testai, socia del Circolo Arci Quarrata, che sottolinea il grande lavoro già avviato per l’adeguamento alle norme di sicurezza: “Il Circolo Arci Quarrata di via Galilei 13 sta adeguando con grande impegno finanziario e volontario le sue strutture. Gli interventi erano già in corso e saranno completati secondo le ultime prescrizioni imposte dalle istituzioni dell’ordine pubblico, che hanno effettuato il sopralluogo ed emesso i verbali di chiusura”. Testai richiama anche la necessità di un confronto istituzionale più ampio: “Il Circolo aderisce alla richiesta di Confesercenti di un tavolo di concertazione coordinato dal Prefetto, la sede più adatta per far dialogare istituzioni e Terzo Settore. È indispensabile che i circoli si adeguino alla sicurezza, ma è altrettanto necessario che possano sopravvivere: sono presidi di coesione sociale e contribuiscono anche alla tenuta dell’ordine pubblico”. Arci Pistoia ribadisce come i circoli non siano semplici luoghi di svago, ma spazi di comunità, capaci di generare relazioni, cultura e partecipazione. La chiusura simultanea di tre sedi pone un problema più ampio: quello della sostenibilità delle realtà associative di fronte a normative complesse e costi crescenti. Nei prossimi giorni l’associazione renderà note le valutazioni legali e gli eventuali passi successivi. Nel frattempo, il Circolo Arci Quarrata resta in attesa di sviluppi, forte del sostegno dei propri soci e determinato a chiarire ogni aspetto della vicenda, continuando a lavorare per garantire un futuro alla propria attività e al ruolo sociale che da sempre ricopre nel territorio.

  • VISITA MINISTRO MAZZI, FEDERALBERGHI RILANCIA: "VALORIZZARE LE UNICITA' DI PRATO"

    La delegazione pratese ha incontrato il ministro del Turismo durante la visita a Palazzo Pretorio: “Incontro proficuo, il ministro ha apprezzato il territorio. Ora sostegni concreti per rilanciare la vocazione turistica di Prato” Venturi, Mazzi e Bonari PRATO. Accendere i riflettori su Prato e sulle sue potenzialità turistiche. È questo il messaggio che Federalberghi Prato ha portato all’attenzione del ministro del Turismo Gianmarco Mazzi durante la visita istituzionale a Palazzo Pretorio. Un confronto che per gli operatori del settore rappresenta un passaggio importante per riportare il tema della promozione turistica pratese al centro del dibattito nazionale. Il ministro Mazzi ha infatti affrontato il tema delle città che rischiano di rimanere schiacciate dalla presenza dei grandi poli turistici italiani, sottolineando la necessità di valorizzare realtà con una forte identità culturale e produttiva. Proprio come Prato. Nel corso dell’incontro sono state evidenziate le potenzialità di Prato in termini di attrattiva turistica, e il ministro si è d'accordo nell'investire maggiormente sulla promozione del territorio e sulla costruzione di un’identità riconoscibile anche fuori dai confini regionali. Un messaggio accolto con attenzione dai presenti, con Federalberghi in particolare che da tempo insiste sulla necessità di sviluppare una strategia turistica capace di mettere in rete storia, industria tessile e arte contemporanea. “Ringraziamo il ministro per l'attenzione e per il momento di confronto che ci ha dedicato – sottolinea il presidente di Federalberghi Prato, Sauro Venturi -. Incontri come questo sono strategici per fare conoscere meglio Prato a livello istituzionale e per aprire un tavolo di dibattito sul futuro turistico e culturale del territorio”. “Abbiamo portato all'attenzione del ministro le potenzialità ancora inespresse di Prato come destinazione turistica – aggiunge il vicepresidente Davide Bonari -. Una città con un'identità culturale e produttiva unica in Toscana, che merita una promozione adeguata a livello nazionale. Prato ha il tessile, ha l'arte, ha una storia da raccontare al mondo, ma fino ad oggi è rimasta troppo nell'ombra. Siamo soddisfatti della disponibilità al dialogo e contiamo di tradurre questo primo contatto in un percorso concreto: la promozione del nostro territorio non può più aspettare”. Tra i temi affrontati durante il confronto anche la necessità di migliorare infrastrutture, collegamenti e strumenti di promozione territoriale, così da rendere la città maggiormente attrattiva per ogni tipologia di visitatori, intercettando nuovi flussi turistici e rafforzando il ruolo della città rispetto all’ambito delle strutture ricettive. [stefano de biase]

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