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  • poggio. PARCO DEL BARGO: MONITORAGGIO DELLE PIANTE LUNGO LA PISTA CICLABILE

    Si valutano salute e stabilità per prevenire eventuali rischi di crollo POGGIO A CAIANO. Come era stato annunciato, in questi giorni le alberature presenti all’interno del parco del Bargo, lungo il percorso della pista ciclabile, sono sotto la lente di un agronomo che sta valutando il loro stato di salute, ad esempio con delle prove di tiraggio. “Una volta terminata questa fase – spiega l’assessore al verde Piero Baroncelli – l’agronomo ci invierà una relazione dettagliata per quelle piante che dovranno essere abbattute perché ritenute pericolanti o se alcune di queste necessitano di interventi di potatura. Un'operazione, quella che viene effettuata in questi giorni, che serve per valutare la salute e la stabilità delle piante e prevenire eventuali rischi di crollo. Gli alberi che, da segnalazione, versano in uno stato non più sicuro saranno tagliati. Un intervento che non era mai stato fatto in precedenza - termina l’assessore – e che va nella direzione di mettere in sicurezza questa area verde in prossimità della pista ciclabile”. [biagioni - comune di poggio a caiano]

  • AL CIVICO569 INAUGURATA "CELLULA", LA NUOVA INSTALLAZIONE DI MOHSEN BAGHERNEJAD MOGHANJOOGHI

    L’opera site-specific, realizzata appositamente per gli spazi del centro giovani pistoiese, prosegue la ricerca avviata dall’artista nel 2025 alla Galleria ME Vannucci PISTOIA. È stata inaugurata questa mattina, venerdì 31 luglio, al Civico569 a Bottegone, Cellula, la nuova installazione site-specific dell’artista Mohsen Baghernejad Moghanjooghi, realizzata appositamente per gli spazi del centro giovani di via Fiorentina 569. L’opera entra, così, a far parte degli ambienti del Civico569, rafforzando il dialogo tra il centro, l’arte contemporanea e il territorio pistoiese. Il progetto prende il nome dall’installazione site-specific presentata dall’artista nel 2025 alla Galleria ME Vannucci di Pistoia. Pur trattandosi di un’opera inedita, la nuova Cellula prosegue la medesima ricerca artistica, sviluppando una riflessione sul tempo biologico, sulla natura e sul ritmo organico. Attraverso il proprio lavoro, Mohsen Baghernejad Moghanjooghi invita a osservare il cambiamento e la trasformazione secondo una temporalità distante dalla velocità che caratterizza la vita contemporanea. Il rapporto con la natura e con il succedersi delle stagioni diventa così uno strumento per riscoprire il valore dell’attesa, dell’imprevisto e dei processi che si sviluppano lentamente. «Viviamo in una società che ci chiede di correre continuamente – sottolinea Sandro Giannessi, assessore alle Politiche di inclusione sociale del Comune di Pistoia –. Un'opera come ‘Cellula’ ci invita invece a rallentare, a osservare con maggiore attenzione ciò che spesso sfugge e a riscoprire il valore del tempo e delle relazioni. Anche questo significa fare inclusione: creare occasioni in cui le persone possano incontrarsi, riflettere e sentirsi parte di una comunità». Al centro dell’opera vi è la volontà di restituire attenzione a ciò che, nella frenesia quotidiana, rischia di passare inosservato, mettendo in relazione il tempo, le condizioni create dall’essere umano e i processi naturali che rendono possibile la vita. Nel taglio del nastro, da sx: Federico Pierattini e Alessandro Soldi della cooperativa Intrecci, l'assessore Giannessi, l'artista Mohsen Baghernejad Moghanjooghi e il presidente del consiglio comunale Paolo Tosi L’inaugurazione di Cellula rappresenta un nuovo momento nel percorso del Civico569 dedicato all’incontro tra linguaggi contemporanei, creatività e comunità. L’installazione contribuisce a trasformare gli spazi del centro in un luogo aperto alla ricerca e alla sperimentazione, nel quale l’arte diventa occasione di osservazione, conoscenza e confronto. L’artista Mohsen Baghernejad Moghanjooghi, nato a Teheran nel 1988, si è formato all’Accademia Albertina di Belle Arti di Torino, città nella quale vive e lavora. Si è trasferito in Italia nel 2011, dopo aver lavorato per cinque anni come assistente in uno studio di architettura nella sua città natale. L’esperienza nel campo dell’architettura e del restauro edile lo ha avvicinato all’utilizzo di materiali come malte cementizie, mattoni e pietra e allo studio delle tecniche costruttive sviluppate dalle civiltà del passato. Dal 2013 al 2019 ha lavorato come textile designer per uno studio di Como. Nel 2017 ha fondato, insieme ad altri nove artisti, il collettivo indipendente Bastione, luogo di scambio e di ricerca dedicato alla promozione delle realtà artistiche contemporanee emergenti. Dal 2025 ha trasformato D’io Bio, progetto nato durante la residenza Una Boccata d’Arte in Calabria, in un’azienda agricola dedicata alla ricerca e alla coltivazione dei funghi, approfondendo ulteriormente il rapporto tra pratica artistica, natura e tempo biologico. Ha partecipato a mostre personali e collettive e a numerose residenze artistiche. Tra i suoi progetti più recenti figurano Cellula, ME Vannucci, Pistoia, 2025; Respira e muta, Voga Art Project, Bari, 2024; D’io Bio, Una Boccata d’Arte, Santa Severina, Crotone, 2023; Summer Love, Welcome Home, ME Vannucci Arte Contemporanea, Pistoia, 2023; PerPIRUZ, Associazione Bastione, Torino, 2022; e la residenza presso Manifattura Tabacchi, Firenze, nel 2018. Il Civico569 Il Civico569 è un hub tecnologico e formativo nato dalla collaborazione tra il Comune di Pistoia e una rete di enti del Terzo Settore e finanziato, attraverso il Bando Periferie, dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri. Rivolto principalmente ai giovani tra i 15 e i 29 anni, con attività aperte a tutta la comunità, il centro mette a disposizione spazi e tecnologie all’avanguardia, dalla Sala Immersiva alla postazione podcast, proponendosi come punto di riferimento per la formazione, la creatività e l’incontro tra innovazione, arte contemporanea e territorio. L’arrivo di Cellula consolida il rapporto del Civico569 con il sistema dell’arte pistoiese, già sviluppato attraverso la collaborazione alla seconda edizione del concorso per artiste e artisti under 35 “…una volta bastava un chiodo”, insieme alla Galleria ME Vannucci. In allegato due foto dell'inaugurazione. Nel taglio del nastro, da sx: Federico Pierattini e Alessandro Soldi della cooperativa Intrecci, l'assessore Giannessi, l'artista Mohsen Baghernejad Moghanjooghi e il presidente del consiglio comunale Paolo Tosi. __________________________________Ufficio Stampa - Comune di PistoiaVilla Benti, piazza San Lorenzo - 51100 Pistoia

  • rifiuti, IL CONSIGLIO COMUNALE DI PISTOIA APPROVA IL PEF 2026-2029 E LE TARIFFE TARI 2026

    Approvato all’unanimità l’ordine del giorno per la solidarietà al popolo albanese PISTOIA. Nel corso della seduta di ieri, giovedì 30 luglio, il Consiglio comunale ha approvato la presa d'atto del Piano economico-finanziario (PEF) 2026-2029 del servizio integrato di gestione dei rifiuti. La delibera, come ha spiegato l’assessore alle Entrate e Partecipate Mattia Nesti, riguardava la presa d'atto del Piano Economico Finanziario (PEF) 2026-2029, già approvato dall'Assemblea dei Sindaci di ATO Toscana Centro. Un adempimento previsto dalla normativa e indispensabile per consentire al Consiglio comunale di approvare successivamente le tariffe TARI 2026 nei tempi stabiliti dalla legge. «L'incremento dei costi del servizio – ha sottolineato Nesti – riguarda tutti i Comuni dell'ATO Toscana Centro e non dipende dalle scelte della singola Amministrazione comunale né dal voto espresso in assemblea. Per il 2026 il limite massimo di crescita tariffaria fissato dall'Autorità di regolazione è del 6,7%, in lieve diminuzione rispetto al tetto del 7,2% applicato nel biennio 2024-2025. Il PEF quantifica per il Comune di Pistoia un costo complessivo del servizio di raccolta e gestione dei rifiuti di oltre 37,8 milioni di euro nel 2026. Tuttavia, il tetto massimo agli aumenti tariffari impedisce di recuperare integralmente questi costi attraverso la TARI». Il debito tariffario accumulato. «La differenza tra i costi effettivi del servizio e quanto può essere coperto con la tariffa - ha proseguito l’assessore – genera un debito tariffario di circa 10 milioni di euro, che sarà recuperato progressivamente negli anni successivi». Le tariffe TARI 2026 sono costruite sulla base dei costi sostenuti nel 2024, secondo il metodo tariffario vigente. A questi si sommano gli effetti di alcune scelte organizzative, come l'estensione della raccolta porta a porta nelle aree collinari e montane, oltre al recupero del debito tariffario maturato negli anni precedenti. Il Comune di Pistoia sostiene quindi, attraverso la tariffa 2026, sia i costi del servizio riferiti a due anni prima, sia la quota di debito tariffario accumulata nei periodi precedenti e non recuperata negli anni passati a causa dei limiti agli incrementi tariffari. Necessità di ripensare il sistema di raccolta. «L'attuale situazione evidenzia la necessità di riflettere sull'organizzazione del servizio – ha evidenziato l’assessore alle Entrate –. Negli anni si sono succeduti diversi modelli di raccolta nelle varie zone del territorio senza una strategia complessiva, con ricadute sui costi e sull'efficienza del sistema. Secondo l'intervento, nel tempo il gestore Alia Plures ha mostrato difficoltà nel migliorare il servizio, nell'ottimizzare gli investimenti e nel rispondere in modo efficace alle esigenze di cittadine e cittadini. Per questo sarà necessario un confronto sul miglioramento delle prestazioni». «In assemblea – ha concluso Nesti - abbiamo votato a favore del PEF perché abbiamo ritenuto corretto il lavoro tecnico svolto da ATO Toscana Centro nell'applicazione del metodo tariffario previsto da Arera. In quella sede non si decide se aumentare o meno la TARI, ma si verifica quali costi possano essere legittimamente riconosciuti all'interno della tariffa. Abbiamo scelto un approccio di responsabilità, evitando di attribuire ad altri decisioni che coinvolgono direttamente anche i Comuni. Adesso il nostro compito è lavorare su due fronti: definire tariffe che limitino il più possibile l'impatto degli aumenti, con particolare attenzione a chi vive condizioni economiche e sociali più fragili, e avviare un confronto concreto con il gestore per migliorare l'organizzazione e la qualità del servizio, perché è su questi aspetti che vogliamo concentrare il nostro impegno nei prossimi anni.»» Sul tema, unito a quello sulle tariffe Tari 2026, è intervenuta la quasi totalità dell’aula. «I cittadini fanno la raccolta differenziata, pagano la TARI e si aspettano che i rifiuti vengano recuperati e riciclati – ha evidenziato la capogruppo della Lega Cinzia Cerdini –. Invece una quota ancora troppo elevata finisce in discarica. È giusto chiedere alla Regione quali risultati concreti abbia prodotto dopo anni di piani, strategie e promesse. Domande che molti cittadini si pongono quando ricevono una bolletta sempre più pesante. E continueremo a farle finché ai costi corrisponderà un servizio realmente all'altezza delle aspettative. Ma i dati parlano chiaro. La Toscana continua a essere la prima regione italiana per rifiuti urbani smaltiti in discarica nonostante ci abbia parlato di economia circolare, transizione ecologica e sostenibilità. I numeri raccontano una realtà diversa: continuiamo a dipendere dalle discariche più di qualsiasi altra regione italiana. Questo non è un modello di economia circolare, è il segno di una programmazione impiantistica che non ha raggiunto gli obiettivi dichiarati.» Il gruppo consiliare della Lista Civica per Capecchi Sindaco ha riconosciuto l'impegno dell'assessore Nesti nella gestione della stesura del PEF, condividendone l'operato, compreso il voto favorevole espresso in ambito ATO, e apprezzando il lavoro svolto per il riequilibrio della TARI. Il gruppo ha, quindi, espresso il proprio voto unanimemente favorevole e il pieno sostegno alle proposte di programma e alla determinazione delle tariffe TARI. «Sul PEF – ha dichiarato Dario Baldassarri, consigliere di Forza Italia a nome del gruppo consiliare – ci siamo astenuti, perché riteniamo che il metodo scelto dalla maggioranza non sia stato corretto: un documento così delicato e importante presenta molte criticità, e non si può chiedere al consiglio di approvarlo per poi approfondirlo soltanto in un secondo momento. Il consiglio comunale è un organo che merita rispetto, e serve più collaborazione da parte della maggioranza. In assemblea ATO, inoltre, la maggioranza ha votato a favore, con l'assessore Nesti che sostiene che l'ente stia lavorando bene: una scelta in controtendenza rispetto al centrodestra, che in queste assemblee durante i suoi mandati ha votato contro come segnale politico. Finché non verranno realizzati gli impianti e le strutture necessarie per lo smaltimento, continueremo ad assistere ad aumenti tariffari e criticità sempre maggiori». La presa d’atto del Piano economico finanziario del servizio integrato di gestione dei rifiuti 2026-2029 è stata approvata con 18 voti favorevoli (Capecchi Sindaco, Partito Democratico, Avs – Possibile - Liste Civiche) e 3 contrari (Forza Italia – PPE - Unione di Centro - Liste civiche). A seguire, l’assemblea ha trattato le tariffe Tari per l’anno 2026, illustrate dall’assessore Nesti. «La delibera sulle tariffe TARI 2026 – ha spiegato Nesti – prende le mosse dai dati contenuti nel Piano economico finanziario (PEF) appena approvato e definisce sia le aliquote tariffarie sia il sistema delle riduzioni e delle agevolazioni applicabili alle utenze domestiche e non domestiche». Nella definizione delle tariffe, l'Amministrazione è intervenuta su alcuni parametri tecnici concordati con il gestore Plures. In particolare, è stato aumentato dal 2 al 2,5% l'abbattimento a favore delle utenze domestiche rispetto a quelle non domestiche; la riduzione per le abitazioni con un solo occupante è stata fissata al 12%; inoltre, è stata modificata la distribuzione delle riduzioni riconosciute per la raccolta differenziata, concentrandole interamente sulla quota variabile della tariffa.«L'obiettivo dichiarato – ha spiegato Nesti – è quello di distribuire gli aumenti secondo criteri di maggiore equità. Poiché nel PEF 2026 l'incremento dei costi riguarda soprattutto la componente variabile della tariffa, senza questi correttivi l'aumento avrebbe inciso maggiormente sui nuclei familiari più numerosi. Le modifiche introdotte mirano quindi a contenere l'impatto sulle famiglie, mantenendo al tempo stesso un equilibrio con le esigenze delle utenze non domestiche.» La delibera conferma tutte le riduzioni già esistenti negli anni precedenti. Restano in vigore lo sconto del 20% per le utenze domestiche e del 40% per quelle non domestiche nelle aree collinari e montane, così come la riduzione del 50,5% per le attività con prevalente produzione di rifiuti organici che rispettano i requisiti previsti. Vengono confermate anche le agevolazioni legate all'ISEE: esenzione totale per i nuclei con ISEE fino a 4.000 euro, riduzione del 75% tra 4.000 e 8.000 euro e del 25% tra 8.000 e 10.000 euro. La principale novità riguarda l'introduzione di una riduzione del 20% per le famiglie con ISEE compreso tra 10.000 e 15.000 euro. Si tratta di una misura che amplia la platea delle utenze agevolate e punta a contenere l'impatto degli aumenti tariffari anche per una fascia di popolazione che negli anni precedenti non beneficiava di riduzioni specifiche. Le tariffe Tari per l’anno 2026 sono state approvate con 18 voti favorevoli (Capecchi Sindaco, Partito Democratico, Avs – Possibile - Liste Civiche, Civici e Riformisti) e 10 astenuti (Fratelli d’Italia, Forza Italia -Ppe - Unione di Centro - Liste Civiche, Avanti Pistoia, Lega). In merito alla nomina dei componenti della commissione per la formazione degli elenchi dei giudici popolari nelle Corti di Assise e di Assise d’Appello, il Consiglio comunale ha individuato, in un clima di condivisione, la capogruppo della Lega Cinzia Cerdini e la consigliera del PD Antonella Cotti. La seduta si è chiusa con l’approvazione all’unanimità (27 voti favorevoli) dell’ordine del giorno presentato dai consiglieri Dario Baldassarri di Forza Italia - Amo Pistoia e Bruno Leka del Partito Democratico per la solidarietà al popolo albanese, in adesione alla mozione approvata dal Consiglio comunale di Terranova Bracciolini il 1° luglio 2026. [comune di pistoia]

  • peste suina africana. LA PROVINCIA DI PRATO FA MURO: “SERVE UNA DIGA CONTRO L' AVANZAMENTO DELLA MALATTIA”

    Riunione operativa a Prato con Comuni, Asl, Regione e associazioni di categoria. Priorità: adeguamento di case di caccia e centri di sosta, comunicazione uniforme e rafforzamento della biosicurezza negli allevamenti. PRATO. La Provincia di Prato chiama a raccolta istituzioni, tecnici e associazioni per fronteggiare l’emergenza peste suina africana. Dal 21 luglio i Comuni di Prato, Montemurlo, Vaiano, Vernio e Cantagallo sono stati inseriti in Zona di Restrizione 1 (R1), una classificazione preventiva scattata dopo i casi registrati nel pistoiese. La misura comporta lo stop alla normale caccia al cinghiale e l’applicazione di rigidi protocolli di sicurezza. Per fare chiarezza sulla situazione e definire le azioni immediate, il presidente della Provincia, Simone Calamai, con il supporto della polizia provinciale guidata dal comandante Michele Pellegrini, ha promosso una riunione operativa nel salone del consiglio provinciale. Presenti i rappresentanti dei Comuni, i veterinari della Usl Toscana Centro, i funzionari della Regione Toscana, le associazioni degli agricoltori, degli allevatori e dei cacciatori. Calamai ha ribadito la necessità di “fare diga contro l’avanzamento della malattia”, obiettivo condiviso da tutti i sindaci: evitare il passaggio a livelli di restrizione superiori e mantenere lo stato attuale. Fondamentale, secondo il presidente, è anche informare i cittadini: “Se nel bosco si trova la carcassa di un animale morto, avvertire subito le autorità competenti. Serve una comunicazione omogenea a livello regionale”. Adeguamento delle strutture venatorie Tra i temi centrali dell’incontro, l’adeguamento delle case di caccia e dei centri di sosta e raccolta, indispensabile per consentire ai cacciatori di operare in sicurezza nelle attività di contenimento dei cinghiali. I Comuni hanno chiesto ad Asl e Regione indicazioni tecniche precise sui requisiti strutturali, così da poter individuare rapidamente nuovi spazi idonei. Comunicazione e consapevolezza dei cittadini La Provincia chiede una regia unica regionale per una comunicazione chiara e coordinata, con cartellonistica dedicata nelle aree boschive. “Chi frequenta i boschi per passeggiate o raccolta di funghi deve conoscere i rischi e sapere come comportarsi”, ha sottolineato Calamai. Biosicurezza negli allevamenti Massima attenzione anche alla tutela degli allevamenti suini, settore che rappresenta una quota significativa del Pil nazionale. “L’infezione è una minaccia gravissima per il tessuto economico locale. Occorre un confronto costante con le realtà zootecniche per rafforzare le misure di biosicurezza”, ha aggiunto il presidente. Una sinergia stabile tra enti La riunione si è conclusa con l’impegno della Provincia e dei Comuni a proseguire con incontri periodici di monitoraggio. “L’obiettivo comune è permettere alle squadre di caccia di operare nel rispetto delle norme sanitarie, tutelare gli allevamenti e difendere il territorio attraverso una sinergia costante tra enti locali, Asl, Regione e associazioni di categoria”, ha concluso Calamai. Un ringraziamento particolare è stato rivolto alle associazioni venatorie e ai cacciatori per il lavoro di contenimento svolto a titolo gratuito e per la collaborazione dimostrata in questa fase delicata.

  • attenzione alla truffa. SI SPACCIANO PER AGENTI: CON LA SCUSA DI UN VEICOLO CON FERMO AMMINISTRATIVO CHIEDONO AI CITTADINI DI RAGGIUNGERE IL COMANDO DI VIA TOSCANINI PER INTRODURSI IN CASA

    La polizia locale di Montemurlo mette in guardia dopo le segnalazioni di diversi cittadini di Agliana che hanno ricevuto telefonate da un falso ispettore di nome Roberto Mancini che chiedeva di recarsi al comando montemurlese a seguito del fermo di un veicolo. Escamotage per introdursi in casa MONTEMURLO. La polizia locale di Montemurlo mette in guardia da una nuova tentata truffa. Alcuni malviventi stanno contattando telefonicamente i cittadini (in particolare residenti in una specifica via di Agliana), spacciandosi per agenti della polizia locale di Montemurlo e qualificandosi come "Ispettore Roberto Mancini". Con toni perentori e aggressivi, il falso ispettore intima alle vittime di recarsi immediatamente al Comando di via Toscanini a Montemurlo, sostenendo che un veicolo di loro proprietà ipoteticamente sottoposto a fermo amministrativo sia stato fermato in circolazione con alla guida un cittadino straniero. Per la comandante della Polizia Locale di Montemurlo, Enrica Cappelli, si tratta di una nuova tecnica truffaldina: «Questo modus operandi rappresenta un escamotage per far allontanare da casa gli ignari cittadini, farli spostare fino a Montemurlo e avere così il campo libero per introdursi nelle abitazioni e rubare denaro o preziosi. Per fortuna i cittadini aglianesi, raggiunti dalla telefonata, si sono insospettiti ed hanno avvertito subito gli agenti del comando montemurlese, che si sono subito attivati, informando i colleghi di Agliana della polizia locale e dei Carabinieri: «Se si ricevono telefonate di questo tipo è bene avvisare immediatamente il 112. - prosegue la comandante Cappelli- Al comando di Montemurlo inoltre, è bene precisare, che non è in servizio nessun ispettore di nome Roberto Mancini. In caso di dubbio è sempre bene chiamare il nostro centralino allo 0574-558499 che saprà dare indicazioni precise». Anche l'assessore alla polizia locale, Giuseppe Forastiero, ha voluto sottolineare l'importanza della segnalazione dei cittadini: «Ringrazio i cittadini di Agliana che hanno chiamato il comando di Montemurlo per informare di questa tentata truffa. L'informazione è la prima arma efficace per cercare di non cadere in questi tranelli truffaldini che possono riguardare tutti, non solo gli anziani. E' bene stare all'erta e a questo proposito ricordo gli incontri antitruffa che la Tenenza dei Carabinieri di Montemurlo con la polizia locale ha organizzato sul territorio. Nuove riunioni informative si svolgeranno a settembre in tutte le frazioni. Questo episodio dimostra quanto sia importante essere informati e avvertire subito le forze dell'ordine se si hanno dei dubbi su richieste particolari di denaro o per essere indotti a lasciare la propria abitazione » [masi -comune di montemurlo]

  • LA LEGA PISTOIA RILANCIA: "MONTALE HA GIA' DATO. SERVE UN PIANO MODERNO, NON VECCHIE SCORCIATOIE"

    Il Segretario provinciale Andrea Allori ribadisce il NO all’inceneritore e chiede alla Regione una strategia innovativa, tecnologica e sostenibile per la gestione dei rifiuti. PISTOIA. La Lega Pistoia torna a puntare i riflettori sul tema della gestione dei rifiuti e sul futuro dell’impianto di Montale. Il Segretario provinciale, Dr. Andrea Allori, interviene con toni netti e senza possibilità di equivoci: “Montale ha già dato. Non è accettabile continuare a concentrare sullo stesso territorio il peso di scelte vecchie e inefficaci.” Secondo Allori, la prospettiva di mantenere o rilanciare l’inceneritore rappresenta una strada ormai superata, incapace di rispondere alle esigenze ambientali e tecnologiche di un territorio che chiede soluzioni moderne. La posizione del partito è chiara: NO all’inceneritore di Montale. Un impianto considerato obsoleto, non più in linea con gli standard di efficienza e sostenibilità richiesti oggi. Parallelamente, la Lega Pistoia propone un cambio di paradigma: Sì a un piano regionale moderno ed equilibrato, fondato su impianti di nuova generazione capaci di trasformare i rifiuti in energia, ridurre drasticamente il ricorso alle discariche e limitare i costosi trasferimenti fuori regione. Per Allori, la tutela dell’ambiente non può essere affidata a scelte emergenziali o a strutture del passato: “La protezione del territorio richiede tecnologia, programmazione e responsabilità. È tempo che la Regione apra una fase nuova, basata su innovazione e visione.” La Lega Pistoia, dunque, non arretra: chiede una strategia che guardi avanti e che non scarichi ancora una volta sul territorio di Montale il peso di decisioni che, secondo il partito, appartengono a un modello ormai superato.

  • quarrata. APPROVATO IL PROGETTO DI GESTIONE DEGLI ORTI URBANI SOCIALI "LA QUERCIOLA"

    Altro passo in avanti per garantire una piena e duratura fruizione per la collettività. 74 i lotti assegnati coltivabili con agricoltura biologica QUARRATA. Il Comune di Quarrata compie un altro importante passo in avanti per garantire piena e duratura fruibilità all’area degli orti urbani sociali situati a Caserana all’interno dell’Area Protetta “La Querciola”. Dopo aver acquistato l’area in questione, circa 10 mila metri quadrati in via della Viuccia a Caserana, per un importo complessivo di circa 87.700 Euro, ed aver espletato il bando pubblico per l’assegnazione dei 74 lotti di appezzamento disponibili (da un minimo di 50 ad un massimo di 150 metri quadrati ciascuno) la giunta comunale ha approvato una prima bozza del progetto di gestione dell’area per i prossimi cinque anni (fino a marzo 2031). Il nuovo soggetto gestore, individuato tramite procedura pubblica e alla quale hanno potuto partecipare gli enti del terzo settore anche costituiti in raggruppamenti temporanei, è l’associazione “Orti Sociali La Querciola” alla quale il Comune riconosce 5 mila euro annui come spesa di gestione dell’area degli orti, compresa la manutenzione ordinaria delle aree comuni. Gli orti, dotati di presa d’acqua per l’irrigazione e tutti debitamente delimitati, possono essere coltivati solo per uso familiare senza fini di lucro. Ogni orto è assegnato a un solo individuo o nucleo familiare. Nati nell’ambito dell’iniziativa di Regione Toscana “Centomila orti in Toscana”, gli orti sociali di Caserana hanno dimostrato nel tempo di essere molto più di un’attività agricola ma un presidio di socialità e un sostegno concreto alle famiglie. Rendendo l'area pubblica, l'Amministrazione ha voluto sottrarre questo spazio alle incertezze dei vincoli temporali, garantendo una fruizione duratura e collettiva in favore delle generazioni future. Il progetto “Orti Sociali” si conferma un pilastro delle politiche di welfare della città, sia ambientali che sociali, promuovendo: momenti di socializzazione dove l’esperienza agricola diventa strumento contro l’isolamento; politiche di sostenibilità ambientale laddove la coltivazione segue rigorosamente il metodo biologico, vietando l'uso di pesticidi e OGM, a tutela della biodiversità dell'area protetta “La Querciola”; strumenti di inclusione e solidarietà laddove, grazie ad un bando pubblico, gli orti vengono destinati con priorità di punteggio a soggetti disoccupati e a nuclei familiari con due o più figli, e l’area gestita da un ente del terzo settore. “L'acquisizione dell'area prima, e la conclusione dell'iter di assegnazione tramite bando dopo, rappresentano un traguardo fondamentale - commenta il Sindaco di Quarrata Gabriele Romiti - Abbiamo voluto che l’area diventasse di proprietà pubblica a garanzia definitiva di un progetto che appartiene a tutta la comunità di Quarrata. Non stiamo solo gestendo un terreno, ma stiamo coltivando relazioni, solidarietà e benessere collettivo". “Gli orti sociali di Caserana rappresentano un valore per l'intera comunità – commenta l’Assessore ai Servizi Sociali MariaVittoria Michelacci – Ringrazio quindi l’associazione gestrice dell’area e attraverso di lei tutti gli ortisti che si prendono cura del nostro territorio, mettendolo a disposizione di tutta la città, anche attraverso progetti educativi come è stato quello legato alla coltura del pomodoro, realizzato grazie alla disponibilità dell’Istituto Comprensivo Nannini di Vignole”.

  • MINACCE ALLA FUNZIONARIA DEL CENTRO ANTIDISCRIMINAZIONE DELLA PROVINCIA, LA SOLIDARIETA' DELLE "ANTENNE ANTIDISCRIMINAZIONE". "UN VILE ATTACCO CHE NON FERMERA' IL NOSTRO IMPEGNO"

    La rete di dieci associazioni che sostengono le attività del Centro antidiscriminazione della Provincia di Prato si schierano al fianco della funzionaria insultata e minacciata: “Un episodio che ci farà da stimolo per impegnarci sempre di più contro ogni forma di discriminazione” PRATO. “Insulti e minacce non fermeranno il nostro impegno contro ogni forma di discriminazione. Anzi, questo episodio rappresenterà per noi uno stimolo a impegnarci sempre di più e a captare in anticipo ogni sentore di discriminazione”. Le Antenne Antidiscriminazione, la rete di dieci associazioni che sostengono le attività del Centro antidiscriminazione della Provincia di Prato esprimono tutta la loro solidarietà e vicinanza alla funzionaria che è stata insultata e minacciata di morte al telefono da un uomo. Le Antenne nel loro intervento non solo si dicono “solidali” ma ribadiscono anche la stima professionale e umana nei confronti di una donna che “si è sempre distinta per disponibilità, spirito di collaborazione e sensibilità”. Questo l'elenco delle Antenne: Associazione Cieli aperti Aps, Cooperativa Alice (Centro La Nara), Uisp Comitato territoriale di Prato, associazione Senza veli sulla lingua, associazione Teatro Metropopolare, Sed Cooperativa servizi educazione digitale, Centro di Solidarietà di Prato Aps, associazione Aleteia, Arcigay Prato Pistoia l’Asterisc*. Intrecci Cooperativa Sociale. Il loro compito è quello di captare per tempo sul territorio ogni possibile situazione di discriminazione, affiancando così l'attività del Centro antidiscriminazione della Provincia. “Rimandiamo al mittente questo vile attacco al Centro antidiscriminazione della Provincia di Prato – aggiungono le Antenne -. Non ci possono essere telefonate o minacce a fermarci. Tutti assieme portiamo avanti un lavoro fondamentale sul territorio e il nostro impegno sarà sempre costante per prevenire ogni situazione di pericolo”.

  • IL CIRCOLO LAUDATO SI VICOPISANO MONTE PISANO: "LA CHIUSURA DELL'INCENERITORE DI MONTALE E' UNA SCELTA NECESSARIA PER LA SALUTE E PER LA NOSTRA CASA COMUNE"

    Il gruppo richiama l’Ecologia Integrale e l’appello di Papa Francesco: “Tutto è connesso. Servono scelte coraggiose per ridurre rifiuti, emissioni e rischi sanitari. Pronti a collaborare con il Comitato NonCISstiamo”. PISTOIA. Il Circolo Laudato Si’ di Vicopisano Monte Pisano esprime la propria posizione netta e motivata: la chiusura dell’inceneritore di Montale è una scelta necessaria, radicata nei principi dell’Ecologia Integrale e nella visione di sostenibilità che il gruppo promuove sul territorio. Una posizione che non nasce da ideologie, ma da un approccio olistico che riconosce, come ricorda Papa Francesco nell’enciclica Laudato Si’, che “tutto è connesso”: la salute delle persone, la tutela dell’ambiente, la giustizia sociale, la qualità della vita delle comunità. “È tempo di scelte coraggiose e non rimandabili” Il Circolo attraverso il proprio referente Rosalba Esperiani sottolinea come la crisi ambientale globale imponga una conversione ecologica e decisioni radicali. Il sistema di produzione dei rifiuti ha raggiunto livelli insostenibili e richiede interventi su più fronti: dalla responsabilità dei cittadini nei comportamenti quotidiani, alle politiche pubbliche che devono garantire tutela della salute e indirizzi chiari verso la riduzione dei rifiuti e delle emissioni. “È tempo di non accettare ricatti pretestuosi che barattano inquinamento e rischi sanitari con un benessere immaginario fatto di pseudo-comodità”, afferma il Circolo. “Il grido della terra e il grido dei poveri sono interconnessi: rispondere alla sofferenza del pianeta significa rispondere anche alla sofferenza delle persone più fragili”. Perché chiudere l’inceneritore di Montale Alla luce di questi principi, il Circolo Laudato Si’ ritiene essenziale procedere verso la chiusura dell’impianto di Montale, considerandola una tappa fondamentale di un percorso virtuoso che deve puntare a: ridurre il rifiuto indifferenziato, limitare drasticamente la produzione e il consumo di plastica, proteggere la salute degli abitanti, allinearsi agli obiettivi nazionali di decarbonizzazione. Il gruppo ricorda che ogni forma di combustione allontana l’Italia dagli impegni presi: il Paese deve ridurre le emissioni di CO₂ del 33% entro il 2030 rispetto ai livelli del 2005, attraverso efficienza energetica e fonti rinnovabili. Continuare a bruciare rifiuti va nella direzione opposta. Disponibilità al dialogo e alla collaborazione Il Circolo Laudato Si’ Vicopisano Monte Pisano conferma la propria disponibilità a partecipare a iniziative, incontri pubblici e momenti di confronto, e a mantenere un contatto attivo con il Comitato “NonCISstiamo”, impegnato nella difesa della salute e dell’ambiente a Montale.

  • IMPIANTO DI INCENERIMENTO DI MONTALE: LA POSIZIONE DI SINISTRA ITALIANA-CIRCOLO M. HACK DI PESCIA

    Ecco il documento politico integrale PESCIA. La politica deve guardare al futuro e al bene delle comunità. Per questo come Sinistra Italiana Circolo M. Hack Pescia, abbiamo analizzato la decisione dell’ATO Toscana Centro di potenziare (revamping) l’impianto di Montale fino a 100.000 tonnellate annue. L’impianto ha avuto un ruolo nel sistema dei rifiuti, ma il suo potenziamento solleva forti criticità: impatto ambientale e emissioni, tecnologia non più avanzata, rischio di frenare riduzione e riciclo, incertezze sui costi futuri di smantellamento. Condividiamo le posizioni di Eugenio Baronti: continuare su questa strada significa rafforzare un modello superato, lontano dall’economia circolare. Il problema è anche politico: decisioni prese su larga scala rischiano di escludere i territori e le comunità locali. Noi diciamo chiaramente: basta decisioni calate dall’alto, serve coinvolgimento reale dei cittadini; senza una strategia di uscita, investire ancora sugli inceneritori significa imboccare partecipazione reale dei territori; politiche concrete per ridurre i rifiuti. La transizione ecologica non può essere solo uno slogan. Il futuro si costruisce con scelte coerenti, oggi. Circolo “Margherita Hack” – Sinistra Italiana Pescia/Valdinievole Segretario del Circolo Gianpiero Del Prete Documento politico sulla questione dell'impianto di incenerimento rifiuti di Montale. La Politica dovrebbe essere il sistema che presiede all’organizzazione di una comunità legata a un territorio, coniugando valori e azioni, generalmente in una prospettiva di lungo periodo, individuando finalità e priorità necessarie al benessere della comunità stessa, del territorio e dell’ambiente. Partendo da questo assunto, abbiamo analizzato la questione dell’impianto di gestione rifiuti situato nel Comune di Montale, classificato formalmente come “impianto di incenerimento” nei documenti regionali e definito dal gestore “termovalorizzatore” in quanto produce energia elettrica dalla combustione dei rifiuti. Vogliamo commentare la recente decisione dell’Assemblea dei Sindaci di ATO Toscana Centro che, con Deliberazione del 23.07.2026 n. 15/2026, ha approvato uno scenario gestionale definito “ottimizzato”, che prevede il revamping (ammodernamento) dell’impianto con aumento della capacità fino a circa 100.000 tonnellate annue. L’impianto di Montale, attivo dal 1978 e più volte ammodernato, continua a svolgere un ruolo nel sistema di gestione dei rifiuti: pur contribuendo alla riduzione del ricorso alla discarica e alla chiusura del ciclo, tuttavia, il progetto del suo potenziamento solleva alcune criticità rilevanti: l’impatto ambientale legato alle emissioni, la distanza tecnologica rispetto agli impianti più avanzati e il rischio di rallentare le politiche di riduzione e riciclo dei rifiuti. Restano inoltre elementi di incertezza sui costi futuri di dismissione e bonifica, che in casi analoghi possono essere molto elevati e per i quali non risultano sempre disponibili informazioni pubbliche complete circa le risorse accantonate. In questo contesto si inseriscono anche le posizioni espresse da Eugenio Baronti di Sinistra Italiana, che ha definito il revamping dell’impianto di Montale e le prospettive legate a nuove soluzioni come l’ossicombustione come scelte “intollerabili”, denunciando il rischio di perpetuare un modello impiantistico superato e in contrasto con gli obiettivi dell’economia circolare. Baronti evidenzia come queste decisioni vadano nella direzione opposta rispetto alla riduzione dei rifiuti, al riuso e al riciclo, rafforzando invece una dipendenza strutturale dall’incenerimento. Il nostro circolo di Sinistra Italiana Pescia e Valdinievole condivide pienamente queste critiche e ritiene che rappresentino un richiamo politico chiaro alla necessità di cambiare paradigma nella gestione dei rifiuti in Toscana. Da questo quadro emergono alcune considerazioni politiche che il nostro circolo di Sinistra Italiana vuole fare in aggiunta alle criticità sopra evidenziate. La progressiva evoluzione degli ambiti territoriali ottimali in Toscana ha portato a sistemi sempre più ampi, fino all’attuale ATO Toscana Centro che comprende i territori delle province di Firenze, Prato e Pistoia. Questo ha consentito economie di scala e una pianificazione integrata, ma ha anche comportato che le decisioni strategiche, in particolare sulla localizzazione degli impianti, siano adottate a maggioranza, riducendo il peso delle comunità locali direttamente interessate. Questo elemento risulta particolarmente critico se associato a un coinvolgimento insufficiente delle comunità nei processi decisionali. L’ATO, pur svolgendo un ruolo tecnico-amministrativo rilevante, dispone di risorse limitate e necessita di una collaborazione strutturata con i Comuni e con i territori coinvolti. È necessario, secondo Sinistra Italiana Pescia e Valdinievole, soprattutto un coinvolgimento reale e consapevole delle comunità e della politica locale fin dalle fasi iniziali di progettazione, evitando dinamiche decisionali calate dall’alto o giustificate esclusivamente dall’urgenza. Questa modalità decisionale, già osservata e fatta notare dal nostro Circolo, in altri ambiti come Sanità, accorpamenti nella Scuola e privatizzazioni di servizi pubblici, rappresenta un limite strutturale della governance territoriale. La logica delle decisioni "a babbo morto" non ci appartiene ed è contraria alla Politica come sistema di scelte a lungo termine non legate alla mera gestione delle contingenze. In una scelta così rilevante come il nuovo piano d’ambito dei rifiuti, sarebbe stato necessario un ruolo più attivo e propositivo delle forze politiche locali, orientato a superare progressivamente il ricorso all’incenerimento, coerentemente con i principi dell’economia circolare. La politica non può limitarsi alla gestione dell’emergenza, ma deve programmare il futuro con una visione di lungo periodo, non subordinata al ciclo elettorale. Le considerazioni del Sindaco di Montale, circa la difficoltà di mantenere gli ideali quando poi ci si và a scontrare con la realtà da amministrare, sono talmente vere quanto ovvie: i partiti politici che sostengono i sindaci alle amministrative devono avere una visione uniforme dei problemi e non diversa a seconda delle circostanze locali. La gestione integrata dei rifiuti deve prevedere anche l’incenerimento, ma come soluzione residuale, finalizzata alla riduzione della discarica. Tuttavia, il potenziamento di un impianto comporta inevitabilmente la necessità di garantirne l’alimentazione, rendendo difficile considerarlo realmente residuale. Per questo è fondamentale accompagnare ogni scelta con una strategia di uscita, inclusa la previsione delle risorse per la dismissione e la bonifica. Le incertezze attuali su questi aspetti evidenziano, a nostro avviso, criticità nella programmazione: l'aver intrapreso una strada come quella dell'incenerimento, addirittura andando ora in direzione di un raddoppio della capacità dell'impianto senza prevedere una via di uscita è come imboccare un vicolo cieco e prefigura una responsabilità politica per dolo o colpa grave! Infine, emerge un problema più generale: la necessità di rafforzare le competenze tecniche, amministrative ed economico-finanziarie della politica, per governare sistemi complessi e interagire efficacemente con soggetti gestori e operatori economici, i cui obiettivi non coincidono necessariamente con l’interesse pubblico, e che invece sono molto preparati in questi ambiti per perseguire efficacemente i propri interessi privati e di profitto. Per questo chiediamo: - maggiore trasparenza sia sul reale impatto ambientale sia sui costi futuri di dismissione e bonifica; - un coinvolgimento reale delle comunità e delle amministrazioni locali nei processi decisionali; - una pianificazione coerente con gli obiettivi dell’economia circolare, che riduca progressivamente il ricorso all’incenerimento. In particolare chiediamo un immediato intervento di tutte le forze progressiste affinché di adoperino nelle sedi opportune per correggere, per quanto possibile, il nuovo Piano d'Ambito prima della sua prossima approvazione. Come Sinistra Italiana Pescia riteniamo che la transizione ecologica non possa essere solo dichiarata, ma debba tradursi in scelte coerenti e lungimiranti. Il futuro dei nostri territori non può essere deciso “a valle” delle emergenze, ma costruito “a monte”, con responsabilità, competenza e partecipazione. Circolo “Margherita Hack” – Sinistra Italiana Pescia/Valdinievole In persona del Segretario del Circolo Gianpiero Del Prete

  • SIMONE FORTI, ADDIO ALLA PIONIERA DELLA DANZA POSTMODERNA: IL SUO FILO SEGRETO CON VAIANO E LA BRIGLIA

    Scomparsa a 91 anni a Los Angeles, l’artista era legata alla Val di Bisenzio dalle radici familiari e da un gesto di straordinaria generosità: la donazione al CDSE del suo archivio privato, memoria preziosa della storia dei Forti e del villaggio fabbrica de La Briglia. VAIANO. La notizia della morte di Simone Forti (1935–2026), figura cardine della danza postmoderna e della performance art internazionale, è stata accolta con profonda commozione anche in Val di Bisenzio. L’artista, coreografa e danzatrice, premiata nel 2023 con il Leone d’Oro alla carriera alla Biennale Danza di Venezia, è considerata una delle voci più radicali e influenti dell’avanguardia americana dagli anni Sessanta in poi. Ma per Vaiano e per La Briglia, Simone Forti – o Simonetta, come veniva chiamata da bambina – non è soltanto un’icona della cultura contemporanea. È una parte viva della storia del territorio. Le radici nella Val di Bisenzio Nata a Firenze nel 1935 in una famiglia ebrea, a soli quattro anni fu costretta a fuggire prima in Svizzera e poi negli Stati Uniti a causa delle leggi razziali. Era la nipote di Giulio Forti, discendente diretto della famiglia di industriali ebrei Forti di Prato, proprietari del villaggio fabbrica de La Briglia, uno dei più importanti esempi di comunità industriale illuminata del Novecento toscano. Un legame che Simone non ha mai dimenticato. Nel 2018, ormai celebre nel mondo dell’arte, tornò a interrogarsi sulle proprie origini e scrisse un’autobiografia partendo dagli appunti tratti dalla tesi di Silvia Sorri e dalla visita che lei stessa fece, a metà degli anni Duemila, proprio al villaggio fabbrica e al CDSE. La donazione che diventa memoria collettiva Nel 2021, da Los Angeles, Simone Forti compì un gesto che oggi assume un valore ancora più profondo: decise di donare alla Fondazione CDSE il suo archivio privato di famiglia. Una vera “scatola dei tesori”, come viene definita dagli archivisti: lettere, fotografie, testamenti, memorie personali e documenti che raccontano non solo la storia dei Forti, ma anche i rapporti internazionali, culturali e artistici che attraversavano quella famiglia così centrale per la Val di Bisenzio. Un dono che ha arricchito in modo straordinario il patrimonio storico del territorio e che oggi, alla notizia della sua scomparsa, risuona come un ultimo atto di amore verso le proprie radici. Un’eredità che unisce arte e comunità Simone Forti lascia un’eredità artistica immensa: le sue Dance Constructions, l’improvvisazione come struttura, il gesto quotidiano trasformato in linguaggio scenico. Ma lascia anche un’eredità umana che a Vaiano e La Briglia è custodita con gratitudine. Per la comunità della Val di Bisenzio, Simone Forti non è soltanto la pioniera della danza postmoderna celebrata nei musei di tutto il mondo. È la bambina che dovette fuggire, la donna che cercò le sue origini, l’artista che scelse di restituire alla sua terra una parte preziosa della propria storia familiare. Un regalo che oggi commuove ancora di più.

  • BOTTEGHE DELLA SALUTE, ALLA PUBBLICA ASSISTENZA L' AVVENIRE DI PRATO IL PROGETTO DELL' AMBITO "LASTRA A SIGNA E PRATESE"

    L'associazione è stata individuata come Ente del Terzo Settore capofila della coprogettazione promossa da Anci Toscana. Il progetto coinvolge i comuni di Lastra a Signa, Carmignano, Vaiano e Cantagallo e garantirà la continuità della rete degli sportelli per il biennio 2026-2027. PRATO – Sarà la Pubblica Assistenza L'Avvenire di Prato a guidare il progetto "Botteghe della Salute" dell'ambito territoriale Lastra a Signa e Pratese. Si è conclusa infatti la procedura di coprogettazione promossa da Anci Toscana, che ha individuato l'associazione come Ets, Ente del terzo settore, capofila per il biennio 2026-2027. Il progetto interessa un territorio che comprende i comuni di Lastra a Signa, Carmignano, Vaiano e Cantagallo e garantirà la gestione della rete degli sportelli Botteghe della Salute presenti nell'ambito, rafforzando un servizio di prossimità ormai consolidato e sempre più importante per accompagnare i cittadini nell'accesso ai servizi sanitari e sociosanitari digitali. Nell'ambito territoriale sono previsti due sportelli a Lastra a Signa, cinque nel Comune di Carmignano, uno a Vaiano e uno nella frazione di Usella, nel Comune di Cantagallo. Attraverso questi presìdi sarà possibile ricevere assistenza per l'accesso al Fascicolo sanitario elettronico, le prenotazioni Cup, il cambio del medico di famiglia, il pagamento dei ticket sanitari, l'utilizzo dell'App Toscana Salute e di numerosi altri servizi online. Gli sportelli offriranno inoltre supporto nella presentazione di domande alla pubblica amministrazione, come richieste di contributi e agevolazioni, Nidi Gratis e Libri Gratis, oltre a informazioni e orientamento sui servizi dedicati alla disabilità. Il progetto regionale è cofinanziato per il 55% dalla Regione Toscana, per il 20% da Anci Toscana e per il restante 25% dagli enti locali coinvolti. Tra questi anche l'Unione dei Comuni della Val di Bisenzio, che contribuisce con un finanziamento di 9 mila euro all'anno per il funzionamento dello sportello di Usella. «Le Botteghe della Salute stanno mostrando tutto il loro potenziale di rete capillare di servizi fondamentali per i cittadini, in particolare per le aree meno servite. Come Anci siamo molto soddisfatti del rinnovato impegno della Regione e dei Comuni cofinanziatori, e del rafforzamento del progetto grazie anche alla collaborazione con il Terzo Settore, nell’ottica di contrastare i divari digitali e sociali in materia di salute e di contribuire ai servizi diffusi della nuova sanità territoriale toscana», dichiara Simone Gheri, direttore di Anci Toscana. Il progetto è stato presentato stamattina nella sala del Gonfalone a palazzo Banci Buonamici, sede della Provincia di Prato:« Questo progetto riassume bene ciò nel quale la Provincia di Prato crede con forza: essere presenti sui territori, fare sinergia tra Enti pubblici ed associazioni per dare servizi di prossimità ai cittadini», ha sottolineato il presidente, Simone Calamai. «Il servizio "Botteghe della Salute" è risultato molto apprezzato negli anni dai nostri cittadini come un passo avanti decisivo verso una pubblica amministrazione davvero a misura di cittadino, azzerando le distanze, sia fisiche che digitali, tra la comunità e i servizi socio-sanitari essenziali. Siamo profondamente consapevoli delle difficoltà che molti nostri concittadini – in particolare gli anziani, le persone con ridotta mobilità o chi ha meno familiarità con la tecnologia – incontrano quotidianamente nel rapportarsi con i servizi digitali. La "Bottega della Salute" nasce proprio per rispondere a questo bisogno, per supportarli nell'accesso ai servizi sanitari, sociali e altri servizi di pubblica utilità. Un vero e proprio punto di riferimento umano e inclusivo, dove trovare operatori pronti a supportare i cittadini in modo gratuito e personalizzato», sottolinea la vice sindaca e assessora alle Politiche sociali del Comune di Lastra a Signa, Annamaria Di Giovanni. «Siamo particolarmente soddisfatti dell'esito della coprogettazione, che consente di dare continuità ad un servizio sempre più importante per i cittadini dei nostri territori. La rete delle Botteghe della Salute rappresenta uno strumento concreto per avvicinare i servizi sociosanitari alle persone, soprattutto nelle aree interne e nei territori dove il rischio di esclusione digitale è maggiore. La collaborazione tra enti locali e Terzo Settore si conferma ancora una volta la strada giusta per offrire risposte efficaci e vicine ai bisogni delle comunità», dichiara la presidente dell'Unione dei Comuni della Val di Bisenzio, Francesca Vivarelli. «Le Botteghe della Salute - commenta Federico Migaldi, vice sindaco e assessore al Sociale e Sanità del Comune di Carmignano - sono un importante servizio, per le funzioni che svolgono e per la copertura che garantiscono in prossimità delle nostre comunità, in particolare nei borghi più periferici. Per un Comune come Carmignano, composto da più frazioni, disseminate in un arco territoriale vasto, che dal fondovalle si inerpicano sul Montalbano, soddisfano esigenze fondamentali di disbrigo di pratiche e di informazione. Salutiamo quindi con favore l'esito della coprogettazione, che segna la riapertura degli sportelli». «Le Botteghe della Salute sono presìdi di prossimità pensati per aiutare concretamente le persone nell'accesso ai servizi sanitari, sociali amministrativi e digitali. La Pubblica Assistenza L'Avvenire Prato è orgogliosa di guidare questa rete territoriale, nata dalla collaborazione con ANCI Toscana, l'Unione dei Comuni della Val di Bisenzio, i Comuni di Cantagallo, Carmignano e Lastra a Signa, la Misericordia di Carmignano e la Humanitas di Scandicci. - conclude Elisabetta Cioni, presidente Pubblica Assistenza "L'Avvenire" Prato - Il nostro obiettivo è non lasciare nessuno solo davanti a un bisogno o a una pratica, trasformando la collaborazione tra istituzioni e associazioni in servizi realmente vicini ai cittadini» Anche il vice sindaco del Comune di Cantagallo, Giulio Bellini, sottolinea l’importanza del progetto per il territorio di Cantagallo: «Gli spazi comunali di Usella si confermano un presidio socio-sanitario fondamentale per il territorio di Cantagallo e di tutta la Valbisenzio, grazie alla Bottega della Salute di ANCI Toscana, che opera in piena sinergia con gli altri servizi offerti all’interno dei locali di Usella, come il segretariato sociale, ]il servizio CUP e i medici di famiglia. È la dimostrazione di un importante lavoro di rete tra più soggetti, che insieme riescono a garantire un servizio pubblico di prossimità e di qualità». [provincia di prato]

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